San Gimignano da incorniciare: una giornata alla scoperta del centro storico

San Gimignano, la città delle case-torri, uno di quei borghi unici nel loro genere, che rendono l’Italia fiera del proprio territorio, ricco di bellezze da cartolina. La sua caratteristica ed incontaminata architettura medievale, le ha valso l’inserimento tra i siti Unesco, “Patrimonio dell’Umanità” (ne ho parlato anche in un altro post, con uno speciale itinerario invernale nel centro storico di San Gimignano).
In effetti, quando entriamo nel centro storico della città, è come se una porta spazio-temporale, si aprisse su quella che era la realtà nell’Italia comunale del Duecento… potete immaginare nulla di più suggestivo?
Arrivare nel cuore della Val d’Elsa, col verde a perdita d’occhio e, ad un certo punto, notare in lontananza un caratteristico agglomerato, che si innalza su di una collina, con il proprio aspetto curato e lo “skyline” inconfondibile, fatto di palazzi signorili e case-torri che, come grattacieli del passato, si ergono maestose ed amene, è qualcosa di assolutamente emozionante.
Mi immagino i personaggi del passato, giungere in prossimità di San Gimignano e del suo bellissimo profilo, e restare estasiati, basiti…un pò come capita a noi quando ammiriamo New York! E, chissà, magari acquistavano pure pitture da esporre con fierezza nelle loro abitazioni, esattamente come facciamo oggi… Ho esagerato con l’odierno volo pindarico, vero?!

Certamente, il fascino di questo borgo storico, non scompare appena varchiamo la maestosa Porta San Giovanni, terminata nel 1262: al contrario, ogni angolo, è una garanzia di splendore e magia.

Sito abitato sin dall’epoca etrusca, nel lontanissimo III secolo a.C., la scelta di strutturare l’abitato cadde su un colle, per ragioni evidentemente difensive (non solo per farne ammirare lo skyline nel corso dei secoli…).

In realtà, per la prima volta, San Gimignano venne citata attorno al 929, ma fu solo qualche anno dopo che assunse il nome di Sae Gemiane, quando Sigerico di Canterbury, passò da qui, al ritorno dal suo pellegrinaggio tra l’Inghilterra e Roma, dando alla città questo appellativo.

Alla fine del secolo, nel 998, venne edificata la prima cinta muraria, che comprendeva il poggio su cui si trovava un mercato di proprietà del Vescovo di Volterra, più un altro poggio su cui si ergeva il castello vescovile.

Nel secolo successivo le mura furono ampliate e inglobarono anche i borghi esterni seppure, il massimo momento storico, San Gimignano lo raggiunse nel 1199, quando ottenne l’indipendenza dal controllo vescovile, diventando libero comune.

Nel corso del Duecento, quindi, la città continuò ad espandersi, le mura furono ancora ampliate, per permettere ad altri borghi di entrare nell’impiantito cittadino e, San Gimignano, assunse praticamente, l’aspetto strepitoso e intatto, che ancora oggi ci conquista. 

In particolare, la costruzione delle case-torri, caratterizzò l’intero periodo, tanto che ne furono erette più di settanta… immaginate quale dovesse essere l’impatto visivo per chi, nel XIII secolo, raggiungeva San Gimignano! Già noi, oggi, con solo sedici torri rimaste, non possiamo che alzare gli occhi al cielo con stupore e piacere… di certo, nei secoli d’oro, l’aspetto complessivo, doveva essere grandioso.

In un susseguirsi di vicoli che sono un vero dedalo di antica grazia, passeggiare per il centro è un momento di interiore emozione e di immersione in tempi che più non sono… 

Anche i piccoli negozi che si affacciano lungo le viuzze, i ristorantini o le trattorie, raccontano storie di un passato lontano, di artigianato e produzioni, che rimandano all’antichità di San Gimignano, alla grandiosa epoca medievale che elevò la città a libero comune, a centro di primaria importanza.

Parole e racconti, che sembrano scaturire dalle pietre degli edifici, come sussurri di un’epoca la quale non potrà mai smettere di esistere, nemmeno con l’avvento dell’era moderna: nulla può scalfire il fascino senza tempo di San Gimignano, nulla può intaccare quella sensazione di idillio, come se l’intero abitato, fosse uscito direttamente dalle parole di un romanzo storico.

I vicoletti sono quelli che maggiormente lasciano percepire il profumo dell’antichità, così isolati e poco frequentati, anche in alta stagione. Eppure, quando si arriva nella spettacolare Piazza della Cisterna, pur presa d’assalto dalla folla, è impossibile non ammirare così tanta scenografica perfezione: per assurdo, questo aspetto incontaminato, con cui si presenta a noi oggi, San Gimignano lo deve al periodo che va dal XIV secolo in poi.

Allora, infatti, la città conobbe un moneto di profondo declino, si trovò ad affrontare problemi economici e legati alla pestilenza ma, nonostante ciò, un numero sempre maggiori di artisti fu convocato qui, per abbellire ed aumentare il patrimonio artistico, dai vari ordini religiosi.

Il ruolo marginale che ricoprì, in seguito, permise a San Gimignano, di fermare il proprio tempo alla grandezza del suo aspetto medievale, quello che l’ha portata ad essere il borgo unico, riconosciuto persino dall’Unesco, che oggi stupisce e suscita tanta ammirazione. Come un fotogramma bloccato in pausa per l’eternità…

Claudia B.

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