Inverno in Val d’Elsa: San Gimignano

img_6588Oggi voglio parlarvi dell’incanto della Toscana in inverno. In occasione dell’Immacolata, infatti, il duo di Voce del Verbo Partire ha deciso di recarsi nell’incantevole borgo di San Gimignano, in Val d’Elsa, per RI-scoprire tutta la magia di questa cittadina dichiarata dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”.

Dopo avervi trascorso una giornata esattamente dieci anni fa (ne ho scritto qui), qualcosa mi ha spinta a desiderare ardentemente di tornare nella bella “Manhattan del Medioevo”. E quel qualcosa (o qualcuno) sono i talentuosi bloggers di “Frammenti di Toscana”, grazie ai quali mi sto avvicinando in modi sempre diversi alla loro splendida terra. Prima di tutto cambiando le stagioni di visita.

Autunno ed inverno in Toscana, hanno un fascino che difficilmente le parole o le immagini potranno far comprendere. Per cui vi chiedo scusa se non saprò riportarvi in maniera completa l’insieme di emozioni che hanno caratterizzato la nostra giornata…ma io ci provo comunque, mostrandovi passo dopo passo la San Gimignano che abbiamo vissuto noi!

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Dopo aver spiegato alla nostra auto che non fa parte del cast di “Frozen, il regno di ghiaccio”, impieghiamo circa tre ore e mezzo per raggiungere San Gimignano. Il tempo di questo 8 Dicembre è straordinario, limpido all’inverosimile, senza una nuvola in cielo e, sin da lontano, vediamo svettare le torri del paradisiaco borgo duecentesco.

Nei giorni scorsi ho chiesto consiglio su dove parcheggiare, perché non si può dire che a San Gimignano le soste siano propriamente a buon mercato, così lasciamo l’auto al P1 -Giubileo- dove il costo è inferiore rispetto al resto delle aree: 1,5€  l’ora, oppure un onesto 6€ al giorno (inteso come 24h). In primavera ed estate vi è anche un collegamento con il centro storico tramite navette; in questo periodo no, giusto per tener fede al motto #maiunagioia.

Gambe in spalla, quindi, anche se in realtà ci rendiamo conto di essere a soli cinque minuti dalla monumentale Porta di San Giovanni, con cui si entra letteralmente nel cuore del Medioevo; inoltre gli affacci mozzafiato sulla Val d’Elsa rendono la passeggiata un momento davvero piacevole.

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Dopo una sosta caffè, che per la seconda metà del blog si trasforma anche in seconda colazione (boh? Io bevo caffè-lui mangia-io ingrasso), decidiamo di seguire un percorso ampio per scoprire San Gimignano, partendo dalle vie laterali per portarci poi nel centro nevralgico del borgo.

Saliamo quindi il ripido vicolo che passa dalla Chiesa della Madonna dei Lumi, per proseguire attraverso la lunghissima Via Berignano, un’arteria che corre parallela alla principale Via San Giovanni, alla quale è collegata da piccoli, pittoreschi passaggi coperti, ma permette di muoversi in modo appartato, senza folla né negozi.

Qui il borgo appartiene ai propri abitanti e chi percorre questo angolo di paese, dimentica persino di trovarsi in uno dei posti più visitati d’Italia, salvo poi veder spuntare le case torri e ricadere nella realtà!

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Dopo un breve tratto su Via Querecchio, ci portiamo su Via Costarella, dove gli scorci deliziosi sulle palazzine mi fanno perdere diversi minuti tra foto ed esclamazioni di stupore.

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Su questa via troviamo anche l’ingresso al Palazzo del Comune, al Museo Civico e alla Torre Grossa, visitabili con un biglietto cumulativo di 7,5€ (qui orari e prezzi). Vale la pena anche solo entrare nel cortile dell’edificio comunale, detto Palazzo del Popolo o Palazzo Nuovo del Podestà, splendidamente affrescato.

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Un passaggio a volta ci immette al cospetto del Duomo, la Pieve romanica di Santa Maria Assunta, consacrata da Papa Eugenio III, nel 1148. In realtà fu successivamente rielaborato in forme gotiche, per cui non resta tanto dell’aspetto originario.

L’interno è chiusissimo durante le funzioni, non provate a fare i furbi tentando di “abbattere” i controlli con la scusa di andare a messa: vi si può accedere dalle 12 e 30 in poi, con un biglietto del costo di 4€, oppure un cumulativo col Museo di Arte Sacra di 6€. Entrambi includono l’audio-guida (qui trovate le informazioni).

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Piazza del Duomo è un piccolo salotto elegante, un cuore che pompa passato: dalla scalinata della pieve si domina il piccolo slargo, ma alla fine gli occhi vengono sempre presi in ostaggio da loro, le case-torri, che chiudono il paese in una sorta di bozzolo.

Pensare che, in passato, chi arrivava a San Gimignano potesse posare lo sguardo su qualcosa come 72 edifici di questo calibro, lascia decisamente senza fiato: già le sole 14 restanti riescono a calamitare l’attenzione come grandi star!

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La crescita di San Gimignano, che fiorì soprattutto nel Duecento, subì un brusco arresto nel Trecento, a causa delle lotte tra guelfi e ghibellini (chiedete a Dante!), della peste e della carestia. A quel punto la città si consegnò a Firenze, rinunciando sia al titolo di libero comune che alla facoltà di rappresentare un centro nevralgico per le decisioni socio-politiche. Di questo periodo è l’edificazione della Rocca di Montestaffoli e il rafforzamento delle mura.

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Da allora San Gimignano si è come cristallizzata nel proprio passato, tanto da arrivare fino a noi intatta, salvo per le numerose case-torri smantellate o distrutte nel corso dei secoli. Difficile ad esempio, dimenticare il lungo, infinito bombardamento subito da parte degli americani durante il secondo conflitto mondiale: convinti che in paese si rifugiasse un nutrito gruppo di tedeschi, misero a ferro e fuoco la città per circa dieci giorni. In quell’occasione la campana della Torre Grossa venne distrutta e, successivamente, ne fu donata una nuova dall’Unione Sovietica.

Non prendetemi per pazza, ma due degli angoli di San Gimignano che più amo sono la “defilata” Piazza delle Erbe, alla quale si accede da Piazza Duomo, e Piazza Sant’Agostino…le trovo piccole, accoglienti, piuttosto intime, un pezzetto di pace in un centro preso d’assalto dai turisti. Iniziamo quindi dalla prima della mia lista, sulla quale si affacciano botteghe artigiane molto carine e da cui si inerpica il vicolo che porta verso la Rocca di Montestaffoli.

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Saliamo lentamente per goderci il panorama sulla Val d’Elsa e sui tetti di San Gimignano, che si apre all’improvviso: qui è un paradiso e mi prendo del tempo per ascoltare un chitarrista che diffonde la propria melodia, perdendosi con lo sguardo sulla vallata. Il fatto che ci sia un numero contenuto di visitatori rende magico il momento, come bloccato nel qui e ora.

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Il fortilizio militare apparteneva al Vescovo di Volterra. Oggi sono visibili solo le mura, ma arrivare fino a qui è assolutamente necessario per godere di panorami d’autore su tutto il territorio circostante. Inoltre, passeggiare tra gli ulivi del giardino, secondo me è rigenerante.

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Quando scendiamo nuovamente in Piazza delle Erbe, proseguiamo il giro lasciandoci attrarre da un vicolino piccolissimo, che ci immette sulla pittoresca Via Diacceto: un susseguirsi di passaggi a volta, villette basse molto graziose e, alle nostre spalle, le sempre presenti case-torri che svettano sull’abitato.

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Sbuchiamo in Via Mainardi, con cui dopo pochi passi entriamo su Via San Matteo, a ridosso dell’omonima porta, corso principale del centro storico e naturale proseguimento di Via San Giovanni.

Il piccolo slargo è ricco di botteghe e atelier, così come i viali ameni e caratteristici che percorriamo subito dopo: Via San Cellolese e Via San Martino sono due bomboniere! Vi si trovano localini ricercati e molto carini, altri super eleganti, ma ciò che ci conquista è l’atmosfera di antica pace, con le palazzina in pietra, le discrete decorazioni natalizie e le lucette che brillano nonostante la giornata soleggiata.

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Piazza Sant’Agostino su cui dominano l’omonima chiesa e il convento, è la nostra meta successiva: visitiamo gli interni dell’edificio disposti su una sola navata, coperta da capriate. Lo stile è a metà tra il romanico ed il gotico.

Eccezionale il chiostro quattrocentesco, luogo di infinita pace, dove si percepisce la sensazione di essere usciti completamente dal tessuto urbano. Solo il canto degli uccellini, il sole che filtra timido tra gli alberi…e quei dannati bastoni per i selfie che farei bruciare da Savonarola nel falò delle vanità (#accendilamiccia).

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Decidiamo di fare altre due brevi visite prima della sosta per il pranzo: Daniele non batte nemmeno un ciglio davanti a questa prospettiva (e ci credo, dopo un cornetto alla nocciola e uno alla Nutella!), mentre io spero di non cadere a terra, visto che dalla cena di ieri ho ingurgitato solo due caffè. In questo momento voglio credere nella forza della caffeina.

Scendiamo lungo la Via delle Fonti, da cui ammiriamo uno scorcio molto suggestivo sulle case-torri: peccato il sole accecante permetta di fare fotografie un pò scarsine. Ma io ci provo, sia mai che ne esca una decente.

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Il nostro obiettivo sono le Fonti Medievali, che si raggiungono dopo aver passato Porta delle Fonti: devo dire che, nonostante il sito si trovi leggermente decentrato, a mio avviso vale davvero la visita. Il gioco di specchi e di riflessi è molto ameno. Magari le donne che nel Medioevo dovevano arrivare fino a qui, affrontando una lunga discesa prima, ed una snervante salita poi, non la pensavano come me.

Ammetto che anche noi arriviamo in cima senza fiato e accaldati: il ghiaccio di questa mattina ha lasciato il posto ad una giornata piacevolissima, ma ovviamente gli abiti invernali non aiutano in questo momento.

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Deceleriamo raggiungendo la Porta e la Chiesa di San Jacopo al Tempio. Trattandosi di un edificio religioso appartenente all’ordine templare, la chiesetta fungeva anche da ricovero per i pellegrini che affollavano questa aerea, da cui passa la Via Francigena. Per quanto mi riguarda, mi aspetto quasi di veder saltare fuori Giacobbo da qualche antro, nella sua perenne ricerca del Santo Graal, ma anche oggi mi è andata decisamente male (#mapropriomaiquellagioia?).

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A questo punto, però, inizio a sentire un leggero languorino. L’idea iniziale era quella di mangiare un panino al volo ma poi, stanchi e accaldati, decidiamo di fermarci alla “Locanda di Sant’Agostino”, una trattoria posizionata sulla piazzetta che io amo tanto.

Il luogo è piccolo e carinissimo, ricco di particolari. Il menù semplice eppure completo ed il personale rapido. Peccato solo i prezzi decisamente alti: un piatto di pici al ragù toscano, uno di pici alla carbonara, un bicchiere di rosso e una bottiglia grande di acqua: totale 29€. Trovo carino che non vengano fatti pagare i coperti, nonostante all’arrivo la cameriea serva come extra alcune fette di pane, con un paté d’olive molto buono.

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Dopo pranzo la nostra passeggiata riprende lungo Via delle Romite, da cui saliamo l’amena scalinata che ci porta fino alla bella Via Capassi e Via San Matteo. Questa volta non cambiamo direzione, restiamo sul corso principale, bighellonando tra le splendide vetrine e soffermandoci per scattare fotografie.

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Quando raggiungiamo nuovamente Piazza Duomo, ci dirigiamo spediti verso la Loggia del Comune, del XIV secolo, da cui proviene un avvolgente profumino di castagne. Per tutto il mese di novembre fino all’Immacolata, infatti, i “Cavalieri di Santa Fina” propongono caldarroste e vino nuovo, da gustare nei pressi del braciere sempre acceso, oppure durante la visita della città.

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Terminato il nostro goloso intermezzo, entriamo nella duecentesca Piazza della Cisterna, in passato sede di mercati e tornei. E’ uno slargo di eccezionale bellezza, dalla particolare forma triangolare, circondata da palazzi e torri, con al centro un pozzo (una cisterna appunto) del XIII secolo.

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Ci lasciamo attirare dal pittoresco Vicolo dell’Oro, che seguiamo fino a quando si apre su un minuscolo cortile, da cui si scorge Via San Matteo. Il silenzio di questi angoli non manca mai di creare in me una piacevolissima suggestione, un bel senso di raccoglimento.

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Torniamo sui nostri passi, perché da Piazza della Cisterna parte anche Via del Castello, su cui passeggiamo per un tratto, prima di abbandonarla per seguire dei piccoli passaggi coperti che attirano la nostra attenzione. Ci muoviamo senza meta fino a quando non troviamo la segnalazione di un punto panoramico che, fortunatamente, decidiamo di seguire.

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Una splendida prospettiva sulla val d’Elsa, interrotta da un numero fin troppo alto di visitatori (e BASTONI PER I SELFIE), quella che si gode da Via degli Innocenti. Colori intensi, appena smorzati da quella leggera bruma invernale che si sparge anche nelle giornate terse di Dicembre, quello sfumato delicatissimo che rende i contorni meno netti e vividi.

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Saliamo lungo un minuscolo vicoletto su cui sono disposti i tavoli di un ristorante, i cui avventori consumano un tardivo pranzo allietati da una vista di prim’ordine.

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Subito dopo sbuchiamo su Via San Matteo nel punto in cui si incrocia con Via San Giovanni, che seguiamo fino all’omonima porta da cui abbiamo iniziato la nostra lunga passeggiata, questa mattina.

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Ci dispiace talmente tanto andarcene, che decidiamo di ripercorrere tutto il tratto fino a Piazza del Duomo per prendere un caffè. Dopodiché torniamo lentamente a Porta San Giovanni, scattiamo qualche ultima foto e lasciamo la bella San Gimignano.

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Scoprire la Toscana nelle sua veste invernale ci ha lasciato una sensazione molto bella. Avrei preferito qualche visitatore in meno, ma siamo all’8 Dicembre, con un ponte consistente a disposizione, per cui nel complesso devo dire che ci è anche andata bene!

Non mercatini di Natale o Vie dei Presepi, quindi, per questa uscita dicembrina, ma una San Gimignano discretamente vestita a festa, elegante e intatta, splendidamente a nostra disposizione.

A porre la parola fine su questa indimenticabile giornata, un tramonto infuocato sulle vallate toscane…

Claudia B.

Per itinerari e località da visitare nei dintorni di San Gimignano cliccate⇒ Un fine settimana tra scorci toscani

14 Commenti

  1. Travel and Marvel Martina

    Quest’articolo arriva giusto giusto dato che passerò qualche giorno in Toscana durante le prossime vacanze. Andrò nelle zone di Siena, ma mi hai dato un ottimo spunto di aggiungere anche questo gioiellino all’itinerario! 🙂
    P.s. buonissimi quei pici alla carbonara!!!!!!!!! 🙂

    1. Guarda sento ancora il sapore buonissimo! Sarà che si sta avvicinando l’ora di pranzo, ma per un piatto di pici ora baratterei anche l’albero di Natale 😉 !
      Meravigliosa la zona che hai scelto per la tua prossima mini fuga! Siena è ovviamente bellissima, ma i dintorni non sono da meno. San Gimignano è il gioiello medievale per eccellenza, ma se hai tempo ti consiglio spassionatamente anche Monteriggioni, Colle di Val d’Elsa, Certaldo e Casole d’Elsa.
      Questo borgo te lo “giro”, pur non avendo ancora avuto modo di visitarlo. Ma mi è stato consigliato, ho visto qualche immagine e letto qualcosa sul web e, onestamente, sembra davvero un piccolo presepe!
      Buone vacanze e grazie per essere passata!
      Claudia B.

  2. Bellissima San Gimignano, la conosco ma non ci sono mai stata personalmente. Ho un debole per i borghi, in Toscana ne ho visti molti ed ogni volta m’incanto nel leggere le vostre esperienze,
    Il panorama sulla val d’Elsa è la pace dei sensi, l’ideale per rigenerarsi dopo giorni di lavoro *_*

    1. E’ un debole che condividiamo! Noi abbiamo la fortuna di vivere davvero a due passi dalla Toscana, perciò i borghi splendidi di questa terra sono “a nostra disposizione” ogni volta che desideriamo visitarli.
      Dopo il trambusto delle ultime due settimane, sai che quella giornata passata letteralmente nel Medioevo tra paesaggi dipinti, mi hanno rigenerata? Il giorno dopo camminavo per strada sorridendo con gli occhi!
      Grazie per aver viaggiato con noi!
      Claudia B.

  3. Miei cari, la prossima volta DOVETE venire a Montepulciano (SI), che a mio avviso è più bella. Non solo perché ci lavorano i miei genitori (ebbene sì: hanno un ristorante. Ebbene sì: anche da noi potete mangiare gli slurposissimi pici al ragù) ma anche perché è una delle cittadine con la più alta densità di arte al mondo. Io vi aspetto ma, mi raccomando, fatemelo sapere per tempo <3 Detto ciò, grazie per lo spunto: non torno a San Gimignano da anni e mi avete fatto venire voglia!

    1. Tu dici pici al ragù…e il mio stomaco brontola! Riconosce il suono: pici=slurp 😉
      Sai che Montepulciano è un altro di quei posti dove desidero tornare? Sempre fuori stagione ovviamente!
      Siamo stati nel 2009, ma vorrei approfondire la conoscenza. E certo te lo direi per tempo: sono sicura che sapresti mostrarci tanti angoli unici!!!
      A presto Roberta!
      Claudia B.

  4. Che giornata di sole fantastica *_* Bellissimo il cortile istoriato del palazzo del potestà! E che meraviglia la piazza del Duomo. Sono rimasta a fissare l’insegna di quella salumeria per 2 minuti, quanti ricordi! (Oh, non che io fossi del 1855 eh!). Guarda, per i bastoni dei selfie io avrei ben altri progetti che roghi savonaroleschi. Claudia fai dei reportage fotografici strepitosi ma non sei su Instagram? Saresti una Igers perfetta! 😉
    Buonadomenica!

    1. Anche io avevo quell’idea per i bastoni, ma poi la mia solita eleganza stile “Elisa nella Valleombrosa” mi ha fatta optare per il fuoco…
      Tu hai fissato l’insegna per due minuti; io è due minuti che rido con la storia del 1855 ;-). Comunque annunciamo al mondo che, con questa immensa finezza che ci contraddistingue, non avremmo sfigurato di fianco a Mr. Darcy!
      La realtà è che San Gimignano si presta come una modella di pietra agli scatti. Io mi lascio solo prendere la mano 😉 Ma grazie mille per il bellissimo complimento, ci tengo molto alla buona riuscita delle foto.
      Sai che è un pò che penso ad Instagram? Probabilmente appena terminata la sistemazione del sito passerò a questo piccolo nuovo progetto. Magari mi divertirà più di Google Plus che è quasi inutile…
      Buona domenica a te Daniela e grazie per essere passata!
      Claudia B.

    1. Grandissima Francesca, le terrò sicuramente presente!
      Cerco sempre nuove idee sulla Toscana, dato che siamo a due passi dal Valico di Viamaggio che ci collega comodamente alla regione.
      La giriamo sia in auto che moto, perciò mi fa sempre piacere avere nuove località da visitare!!!
      Grazie cara Francesca, a presto!
      Claudia B.

  5. Sono stata a San Gimignano esattamente 15 anni fa per riprendermi dopo una stancante stagione estiva romagnola in hotel (quando si era ccciovani!). L’ho trovata decisamente deliziosa, il tipico borgo da favola, dove tutto era ben tenuto e si respirava un’atmosfera di pace e silenzio (almeno in settembre). La Toscana riserva sempre delle perle uniche. Mi hai fatto tanto tornare la voglia di rivisitare quelle zone in primavera 😃

    1. Ricordo anche io le stagioni da noi in Romagna e, detto fra me e te, ancora mi chiedo come riuscissi a sopravvivere, andando pure a ballare! La gioventù! Pensa che ora mi ci vogliono giorni solo per riprendermi da un piccolo viaggio ahahahahahah!!! E ne esco pure raffreddata.
      Sono felice di averti fatto tornare la voglia di passare per San Gimignano: a me l’hanno “attaccata” i ragazzi di “Frammenti di Toscana”…mi sembra un modo carino per diffondere questo “morbo toscano” 😉
      Io sono felicissima di esserci tornata fuori dalla stagione estiva, sto riscoprendo il piacere di vivere la Toscana senza folle e con colori tutti nuovi. Mi piace l’idea di, passami la frase, riprendermi la mia Italia nei suoi momenti più intimi!
      Grazie per essere passata!!!
      Claudia B.

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