Cosa fare e vedere a Tivoli in tre giorni: itinerario tra le ville

La pioggia a Pasqua è sicura, quanto la presenza di un’assortita batteria di pentole, nella cucina di Benedetta Parodi (ciao Benedetta!). 
Ma, in fondo, siamo due giovani coraggiosi (chi?), e nemmeno qualche insistente goccia in discesa libera dal cielo, può fermarci. Sulle secchiate di pioggia, invece, avrei qualche dubbio, ma si sa, quando ormai si è in ballo, bisogna ballare. E se ci si ritrova a viaggiare con il maltempo, bisogna adeguarsi.
Correva l’anno 2008, eravamo sposati da pochi mesi, stavamo ristrutturando casa e, ad un certo punto, abbiamo provato l’irrefrenabile desiderio di trascorrere fuori i tre giorni di Pasqua, nel Lazio, nello specifico a Tivoli, per scoprire le tre punte di diamante di questa cittadina: Villa d’Este, Villa Adriana e Villa Gregoriana.
Avete presente quando vi assale quella voglia di partire indomabile ed ingestibile? Ecco, è proprio quello che ci è successo in quel momento. Volevamo lasciare indietro tutto per tre giorni e prenderci del tempo per scoprire un luogo nuovo. A ragion del vero, devo ammettere che io soffro costantemente di questi “attacchi di viaggite acuta” ma, come dice il detto, altro mal non venga.
Arriviamo a Tivoli a metà mattina, dopo un viaggio tranquillo. Siamo davvero stanchi in questo periodo, perciò abbiamo tutta l’intenzione di goderci i nostri tre giorni, seguendo un ritmo abbastanza pacifico: ci fermiamo al Valico di Viamaggio per fare colazione, percorriamo i km assaporando ogni istante del tragitto e, attorno alle 10 del mattino, siamo in biglietteria, a Villa d’Este. Piove a dirotto, ma ci muniamo di giacconi e ombrelli e iniziamo la visita.

Certo, questo meraviglioso edificio, la cui maggior peculiarità sono i giardini e i giochi d’acqua, in un giorno di sole sarebbe al massimo dello splendore ma, quando si viaggia, bisogna anche sapersi adattare al momento. E, in questo momento, è necessario adattarsi alla pioggia.

Villa d’Este venne fatta costruire dal Cardinale Ippolito d’Este, dopo la sua nomina a Governatore della città di Tivoli, da parte di Papa Giulio III.

Affidò l’incarico all’architetto Pirro Ligorio e, i lavori,della durata di vent’anni, iniziarono nel 1550. La villa sorse su una preesistente costruzione e venne ampliata. Ma, ciò che maggiormente impegnò Ligorio, fu la creazione di un articolato impianto idraulico, per convogliare le acque dell’Aniene e dei suoi affluenti fino alla villa, in modo tale da utilizzarle per i giochi d’acqua dei giardini.

L’ingresso della villa si trova vicino alla Chiesa di Santa Maria Maggiore e, varcata quella soglia, pioggia o non pioggia, si entra in un luogo ricco di fascino: il primo colpo d’occhio è sulle arcate dell’antico chiostro, poi si accede agli appartamenti nobili, un vero tripudio di decori e affreschi, con il perenne colpo d’occhio su quella meraviglia architettonica che sono i giardini.

Nonostante la pioggia, passeggiare per i curatissimi viali in cui si fondono perfettamente natura, architettura e giochi d’acqua, è davvero rigenerante. Ci prendiamo ogni istante possibile per ammirare tutti gli scorci e le fontane, di questo angolo paradisiaco.

Ci sono pochi visitatori, così muoversi per i giardini è ancor più piacevole: in fondo, vale la pena stare rintanati sotto ad un ombrello, ben bardati negli impermeabili, se il premio è questo splendore!

Non ci accorgiamo nemmeno del tempo che passa e, quando controlliamo l’ora, ci rendiamo conto che dobbiamo uscire per incontrare i nostri amici di Roma, con cui abbiamo fissato il pranzo.

Ci portano in un ristorante delizioso, proprio in centro, dove mangiamo divinamente, rivangando il nostro strepitoso Capodanno a Vienna e il fine settimana trascorso con loro, nella capitale, qualche anno fa. Tra buon vino, buon cibo e ottima compagnia, ci alziamo da tavola nel tardo pomeriggio. 
Salutiamo i ragazzi e ci dirigiamo in hotel per fare il check-in. Il posto è carino, pulito, i gestori giovani e gentilissimi. Ci riposiamo un pò, rilassandoci prima di cena, mentre fuori continua a piovere. 
Questa sera andiamo in una birreria non distante dall’hotel, dove ceniamo molto bene, in un ambiente accogliente e alla mano, godendo della reciproca compagnia. Avevamo davvero bisogno di una serata tranquilla, la ristrutturazione e il lavoro stanno assorbendo tutte le nostre attenzioni e, a volte, si ha la necessità di passare del tempo di qualità insieme.
∞♦∞
La mattina di Pasqua ci sveglia con un tempo nuvoloso, ma asciutto. Facciamo colazione e ci dirigiamo immediatamente a Villa Adriana, in modo tale da sfruttare tutto il tempo necessario, per visitare questo ampio sito archeologico. 
Si tratta di uno dei possedimenti più vasti mai appartenuti ad un imperatore romano: Adriano la fece edificare su una zona tufacea, tra il 118 e il 138 d.C.

Più che di un’abitazione, si tratta di una vera e propria città: si possono ammirare le caserme, l’ospedale, lo stadio; e teatro, templi, piscine, terme, ippodromo, biblioteche, per non parlare delle fontane e dei giardini; non mancano gli alloggi del personale e, naturalmente, sistemazioni per gli ospiti nobili, oltre alla vera e propria villa repubblicana.

Per spostarsi da una parte all’altra dell’ampia area, c’era non solo un ottimo sistema di vie, ma anche una serie di cunicoli sotterranei.
Anche la decorazione era grandiosa seppure, nel corso dei secoli, la maggior parte di marmi e opere è stata sottratta, entrando a far parte non solo di collezioni museali, ma anche di collezioni private.

Purtroppo inizia a piovere, non potevamo aspettarci di trascorrere l’intera giornata all’asciutto, giusto? Proseguiamo risoluti le visite, muniti di ombrello ed audioguida; ma, ad un certo punto, il temporale ha la meglio persino su piumini, scarpe, ombrelli. Siamo talmente bagnati che ci vediamo costretti a tornare in hotel.

E’ vero che abbiamo visitato l’intero sito, ma avrei desiderato allungare la passeggiata e, magari, rivedere alcune cose.
Una volta in camera, dobbiamo iniziare un’intensa opera di asciugatura, stile essiccamento, con l’unione di due phon e, se fosse possibile, chiederemmo anche l’intervento del bue e dell’asinello! 
Riusciamo ad uscire per un pranzo tardivo, quando sono le 15 passate: ma non è un grosso problema, troviamo un ristorante che ci accoglie comunque e ci serve qualche buona pietanza, mentre fuori continua ad imperversare il temporale. 
Assaporiamo con piacere il pasto caldo e, visto che non c’e’ segno di miglioramento, decidiamo di trascorrere il resto del pomeriggio al cinema. Siamo irriconoscibili!
Eppure ci divertiamo come matti con una simpatica commedia; subito dopo facciamo una passeggiata nel centro storico di Tivoli e, attorno alle 19, partiamo per andare a Roma, a cena dai nostri amici. Passiamo alcune ore splendide e incrociamo le dite affinché, domani, lo splendore si allarghi anche al meteo.
∞♦∞

Beh, qualcosa deve essere accaduto, visto che non piove, in questo Lunedì dell’Angelo.

Pensavamo seriamente che non saremmo riusciti a visitare Villa Gregoriana, invece il tempo ci ha concesso la grazia. Meno male, perché perdere un tale splendore, sarebbe stato inimmaginabile.
Villa Gregoriana è un vasto e rigoglioso parco, fatto allestire da Papa Gregorio XVI, nel 1834. Tutto iniziò quando una terribile ondata di piena, distrusse le case più antiche di Tivoli, nel lontano 1826.

Papa Gregorio decise di intervenire, facendo deviare il corso del fiume Aniene. In quello che era l’antico letto del fiume, fu costruita una passeggiata mozzafiato, un percorso naturalistico che, ancora oggi, lascia senza fiato chiunque lo percorra, passando attraverso una natura rigogliosa, potenti cascate, grotte, resti archeologici e il templi del III e II secolo a.C.

Apprezziamo ogni attimo di questa visita, sia perché non speravamo più di riuscire a farla, sia perché è di una bellezza indicibile. Gli affacci sulle imponenti cascate, il verde intenso, il profumo della pioggia caduta in abbondanza in questi giorni, il silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli e dal fragore delle acque. Non avremmo potuto concludere al meglio questi tre giorni di fuga dalla realtà.

Tre giorni che ci siamo goduti pienamente, in cui ci siamo riposati pur andando alla scoperta di un angolo d’Italia sorprendente: visite, riposo, ottimo cibo, bella compagnia. Una fuga breve ma rigenerante.

∞♦∞
Consigli utili
-In certi casi partire con una muta da sub è una buona idea.
-Se decidete di passare la Pasqua fuori e, in auto, avete posto per maschera, boccaglio e bombole d’ossigeno… portatele con voi. 
-Spesso, per asciugare scarpe ed indumenti bagnati, due asciugacapelli potrebbero non bastare. Soprattutto se avete incamerato tanta di quella pioggia da sembrare dei pulcini appena nati. La soluzione potrebbe essere quella di infilarsi direttamente in un essiccatoio… ma anche un affumicatoio va bene, in mancanza d’altro.

Claudia B.

4 Commenti

  1. Che io abbia memoria non mi ricordo una Pasqua col sole da una vita! Certo quando ci si mette la pioggia! Io la odio quando siamo fuori a scattar foto e l’adoro invece quando siamo chiusi al ristorante o in hotel 😉
    Villa Adriana la conosco molto bene…..quindi l’archeologo col mantello nero non l’hai incontrato vero?
    Il percorso naturalistico di Villa Gregoriana non lo conoscevo, spettacolo!
    Buona domenica Clà!

    1. Appena ho rimesso mano a questo post ti ho subito pensata e ho avuto un brivido: dopo la storia dell’archeologo non sono più stata la stessa. Francamente nemmeno dopo i resoconto dell’intero gruppo preoccupato solo per il bambino-zainetto. Mi chiedo se noi povere “ultra” dobbiamo restringerci per venir considerate in caso di sparizione 😉
      Villa Gregoriana è davvero spettacolare, una visita da fare, magari col sole eh… Anche se le tante piogge rimpolpano l’Aniene e, di conseguenza, le cascate sono piene e scenografiche all’ennesima potenza!
      Buona domenica anche a te, un bacione 🙂
      Claudia B.

  2. Ma che belle foto Cla! E che bei ricordi mi hai fatto rivivere… Una gita di prima media, pensa quanto ero piccolina, proprio a Tivoli – villa d’Este e villa Gregoriana! Ricordo anche il volo che ho fatto lungo il pavimento bagnato dall’acqua delle fontane che rendono spettacolare villa d’este… Bella figura del cavolo!
    E niente. Come sempre siete indomabili ed irrefrenabili, proprio come deve essere lo spirito del viaggiatore!
    Grandi! <3

    1. Grazie per i bei complimenti Lucrezia, sei un tesoro 🙂
      Ma….ora sto pensando al tuo volo… È incredibile! Ti rendi conto che siamo entrambe sempre sul pezzo, vero? Ahahahah!!!
      Per fortuna durante questo viaggetto mi sono tenuta in piedi, ma tu sai che ho dato tanto in altre occasioni 😉
      Tra l’altro gran bella gita scolastica ragazzi!
      Io mi sono innamorata di Tivoli nonostante la pioggia incessante. C’è talmente tanto da vedere, uno spettacolo!
      Ti mando un bacione grande!
      Claudia B.

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