Appennino, i sentieri della fantasia

Cari lettori, questa mattina mentre mi preparavo per uscire, ho avuto come un flash remember, nel senso che, in un attimo, mi sono tornate alla mente delle giornate di qualche anno fa, trascorse ad esplorare due semplici sentieri sull’Appenino Tosco-Romagnolo
Non so bene da cosa sia dipeso il fatto di veder riaffiorare così all’improvviso questo ricordo, anche perchè stavo facendo tutt’altro… No dai, ma chi voglio prendere in giro? So perfettamente la serie di percorsi intrapresi dalla mia testa, per riportarmi immagini di quelle due splendide giornate! 
Sapete come succede no? La mente di un viaggiatore è sempre di corsa, in creazione: dal momento che due viaggi fondamentali del 2016, quello di Pasqua e quello estivo, sono già stati decisi e prenotati, nell’attesa di fissarne altri, il mio cervello lavora per elaborare itinerari da seguire, durante le belle giornate primaverili ed estive.
Questa continua produzione di idee, mi porta a riesumare ricordi di uscite passate. Non che la cosa mi dispiaccia, anzi, trovo sia un modo bellissimo di usare i propri pensieri, lasciandoli liberi di far riaffiorare momenti che ci hanno donato gioia. Fa parte delle cose belle del viaggiare, il bagaglio di ricordi che ti porti dietro a vita, un patrimonio inestimabile di esperienze, attimi, ricordi, siano essi legati a lunghi viaggi, o alle brevi uscite.
Quando mi chiedono cosa porto a casa dai miei viaggi come souvenir, la mia risposta è: i miei souvenir sono i ricordi, le emozioni e le foto. Non mi interessa fare acquisti, preferisco risparmiare soldini per un viaggio successivo, che mi permetta di portare con me altri ricordi, emozioni e foto. Come un ciclo eterno!
Ad esempio, il pensiero balzatomi alla mente questa mattina, così improvviso, mi ha catapultata in un turbine di allegria e mi ha fatta sorridere, tanto da spingermi a parlarne qui nel blog, pur non essendo un vero e proprio racconto di viaggio. Questo vuole essere un suggerimento per delle escursioni in un contesto fiabesco, farcito di punti di vista personali.
Il titolo che ho dato a al testo, ossia “Appennino, i sentieri della fantasia”, non l’ho messo lì a caso, ma si rifà completamente alle escursioni da noi seguite: il Sentiero degli Gnomi, a Bango di Romagna; la passeggiata alla Buca delle Fate, a Badia Prataglia.
Di queste località, vi ho già parlato in un precedente racconto (per leggerlo cliccate qui). Oggi voglio dirvi qualcosa di più sui due sentieri, suggestivi e semplici percorsi, molto frequentati anche da famiglie con bambini, che permettono alle persone di entrare a diretto contatto con la natura, immergendosi negli incantati boschi dell’Appennino, in un contesto fiabesco e magico.

Il Sentiero degli Gnomi, ad esempio, si snoda attraverso il loro villaggio, con quelle che sono le piccole, deliziose abitazioni, di questi simpatici esserini. E’ una passeggiata piacevole, adatta a tutti, ciò che conta è lasciare a casa dubbi, perplessità ed incredulità: quindi, cari adulti, dovrete necessariamente avventurarvi lungo questo percorso, con lo stesso fresco entusiasmo con cui lo farebbero i bambini.

Perché, se prestate attenzione, senza scadere nell’arroganza, potrete avvistare qualche gnomo che si aggira tra i boschi! Aprite bene gli occhi, nei passaggi tra una casetta e l’altra, perché i cappellini appuntiti degli gnomi, potrebbero spuntare attraverso cespugli o dietro i tronchi degli alberi…

Il percorso ad anello è completamente immerso nel sottobosco e, le abitazioni degli gnomi, i loro luoghi di ritrovo, la scuola, i locali, sono accompagnati da statue che rappresentano le simpatiche creaturine, oltre che da passi di coloratissimi racconti illustrati, i quali permettono di scoprire qualcosa di più, sulla loro vita.

Con qualche pietanza nello zaino, è possibile anche improvvisare una merenda al sacco o un semplice pic-nic, ricordandosi di portare poi via tutti i rifiuti. Oppure si può semplicemente tornare in paese, a Bagno di Romagna, dal cui parco pubblico si accede al sentiero, ed usufruire di locande, ristoranti, bar. Insomma, la scelta è solo la vostra! 
 Diverso il percorso che porta fino alla Buca delle Fate: questo sentiero si raggiunge svoltando poco prima del paese di Badia Prataglia, nei pressi della Locanda Buca delle Fate, con direzione Campo dell’Agio.
E’ necessario fare attenzione alla strada, perché non è completamente asfaltata, oltre ad essere piuttosto malmessa.
Si raggiunge un prato ampio e soleggiato, con punti d’ombra davvero gradevoli, nel sottobosco, in cui si trovano alcuni tavoli in legno, oltre ad una sorta di piccolissimo rifugio aperto, nel quale è possibile grigliare la carne, per chi desidera fare un pic-nic in piena regola. 

Noi, ad esempio, abbiamo preferito godere della pace della giornata, con pochissime persone presenti, per stendere una coperta sul soffice prato verde, e mangiare qualcosa di semplice, come pane e salumi. Oltretutto, al ritorno dall’escursione, il comodo “materasso naturale”, ci ha accolti permettendoci di riposare, abbracciati dal sole.

Il sentiero che porta alla Buca delle Fate inizia proprio nei pressi del Campo dell’Agio, ed è segnalato per tutta la durata del percorso. Okay, voglio essere onesta: se siamo riusciti a trovare noi il pertugio senza perderci, può riuscirci chiunque. Abbiamo una tendenza quasi maniacale per incastrarci in sentieri sbagliati, persino inesistenti, perciò se siamo stati in grado di raggiungere la meta senza problemi, vuol dire che “SI PUO’ FARE!”.

La magia del percorso, è data soprattutto dalla meravigliosa foresta di faggi e abeti che si attraversa, in salita, per giungere fino alla cavità geologica. Mentre camminate a stretto contatto con la natura, ascoltando il fruscio degli alberi, il suono del vento e del bosco, fate attenzione a ciò che vedete attorno a voi, perché potreste anche avvistare una di queste eteree creature magiche, che popolano i boschi.

Oppure potreste udire il leggerissimo battito delle loro ali…quindi muovete ogni passo, assorbendo movimenti, spostamenti, piccoli fruscii: le fate sanno nascondersi con cura. Insomma, osservate tutto ciò che vi circonda con curiosità e con la mente libera da ogni pregiudizio.

La leggenda della Buca delle Fate, in fondo, è nata proprio così, dalle storie raccontate dai taglialegna di Badia Prataglia che, in una giornata nebbiosa, mentre camminavano in questo bosco, sentirono il canto delle fate…Trovarono poi questa strana grotta, piccola e semi nascosta, la quale alimentò ulteriormente la fantasia della popolazione.

Io sono certa del fatto che, le fate, siano le regine della magica foresta di faggi e abeti; così come sono sicura che gli gnomi siano gli abitanti del bosco di Bagno di Romagna.

La cosa fondamentale, è approcciarsi a queste esperienze con la stessa fiducia di un bambino e, chiunque, potrà avvistare un cappellino traballante sbucare da un cespuglio, oppure notare un battito d’ala smuovere una foglia. Il segreto è credere alla magia, permettendo alla fantasia di uscire dal proprio mondo e diventare realtà…

Claudia B.

20 Commenti

  1. Gnomi e fate, ok devo andarci! Mi piacciono i racconti, le leggende, le foreste, le piccole casette… mi affascinano e mi perdo felice nel fantasticare su queste creaturine 🙂
    Un bellissimo racconto e un percorso piacevole per bambino, ma sicuramente anche per i più cresciutelli.
    Mi immagino il mio piccolo di due anni di fronte alle casette degli gnomi: probabilmente mi farebbe trascorrere la notte nel bosco per aspettare le piccole creaturine di ritorno dopo una giornata di lavoro nel bosco 😉

    1. Ahahahahahahah!!! Elisa di sicuro! Ho avuto la tentazione di fermarmi io da “cresciutella”, pensa l’effetto che può fare su un bimbo di quell’età!
      E’ un percorso didattico piacevolissimo, adatto a tutti. Secondo me è un modo perfetto per approcciare i bimbi alla vita nei boschi, al rispetto della natura e delle sue creature. E anche noi adulti, in questo senso, abbiamo tanto da imparare!
      Se vi capita di venire in zona, Elisa, valuta veramente un’escursione al Sentiero degli Gnomi. Bagno di Romagna, tra l’altro, è un borgo delizioso e, gli hotel, sono tutti predisposti con impianti termali e spa. Io te lo dico, non si sa mai 😉
      Baci,
      Claudia B.

    1. Giusto un pò di salita all’inizio, ma assolutamente fattibile! Vedrai che ti piacerà. Anche perché ci si perde tra gli allestimenti, l’ascolto della natura…l’avvistamento degli gnomi! Insomma, un momento di evasione super consigliato 🙂
      Se vai, fammi sapere cosa ne pensi!
      Baci,
      Claudia B.

  2. Che mega ultra super posto magico! AMORE A PRIMA VISTA ! Devi sapere che io sono un po’ ( un po’ tanto) una “Peter pan,” ! 🙂 amo le favole, le creature fatate , gli elfi dei boschi….e pure gli unicorni! 😉 a parte il modo in cui hai scritto questo articolo che per me è bellissimo: con occhi da bambina e aria sognante,! Io che amo la natura e questo tipo di leggende lo trovo un posto magico da vedere assolutamente! Grazie Claudia perche mi dai sempre un sacco di spunti per il mio rientro italiano! A proposito di perdersi e crear percorsi e sentieri immaginari, ne so qualcosa! Federico è un campione a trovare le strade che non esistono! Ahahah! Tra l altro tra le mie tappe italiane quando tornerò ce ne sarà di sicuro una per venire a trovarti e conoscerti di persona! Un abbraccio! Alla prossima!

    1. Guarda che lo segno!!! Cioè io ti aspetto sul serio 😍. Vi faremo vedere tanti bei posti ma, soprattutto, dopo mesi di interazioni e scambi di pensieri,voglio abbracciarti forte😊!!!
      Poi io e Peter Pan siamo in perfetta simbiosi, quindi immagino ci capiremo benissimo 😂😂😂
      Sono felice che il mio percorso della fantasia ti sia piaciuto, in fondo chi siamo noi per non credere agli unicorni, alle fate e agli gnomi?
      Anzi! Magari si facesse qualcosa per permettere ai bimbi di aprire la loro mente alle fiabe, piuttosto che agli smartphone, permettendogli di entrare a contatto con la natura e la fantasia!
      Un bacione Serena…e ricorda che ti aspetto!
      Claudia B.

  3. “Il segreto è credere alla magia, permettendo alla fantasia di uscire dal proprio mondo e diventare realtà…” *-*
    I miei mi portavano a Badia Prataglia quando ero piccola, ho ricordi sbiaditi ma la sensazione di Serena felicità è ancora lì.
    Il messaggio di questo racconto mi piace particolarmente, crescere è bello quando si riesce a conservare l’equilibrio fra realtà e sogno.
    Alla prossima 🤗

    1. Che belle le tue parole Ester! Io vivo perennemente tra sogno e realtà…forse con una leggera predisposizione al sogno 😉
      Voglio dirti che la sensazione che ricordi della tua infanzia a Badia Prataglia, sono assolutamente corrette. Quel borgo montano ed i suoi boschi, sono un balsamo per l’anima!
      A presto Ester 🙂
      Claudia B.

  4. sara

    Anche nei boschi qui vicino a noi ci sono sentieri simili. Per i bambini sono un bellissimo modo di approcciarsi alla natura e alla montagna! A noi piacciono tantissimo!

    1. Io trovo siano un’alternativa genuina e splendida, sia ad una domenica passata alla TV, che nei centri commerciali!
      I bambini si abituano alla natura, la loro fantasia viene sollecitata, stare all’aria aperta, poi, dona nuova energia! Ed è un dono anche per noi adulti 😉
      Baci,
      Claudia B.

  5. mariacarla

    Sai che non conoscevo l’esistenza di questi due posti. Veramente due luoghi pieni di magia oltre a due bellissime passeggiate. Da sempre sono attratta dalle fate ! Hai proprio ragione per visitare questi luoghi bisogna ritrovare la semplicità e la fiducia di un bambino .

    1. Perché è il modo migliore per goderseli, senza limiti di pensiero! Già il contatto con la natura è qualcosa che ti rigenera…se a questo applichi apertura mentale, verso le sue magiche creature, apprrezzi tutto molto di più 😊
      Grazie per aver fatto virtualmente con me, questi percorsi della fantasia!
      Baci,
      Claudia B.

  6. No vabbè ma che bellezza!
    Io adoro giocare con la fantasia anche ora che ho 24 anni e penso, spero, non smetterò mai! Adoro sfogliare libri illustrati, libri che raccontano di fiabe, gnomi e piccole fatine.
    E penso che sia un ottimo modo per trascorrere una giornata diversa dal solito, per allontanarsi dalla vita caotica di tutti i giorni , sempre troppo stressante, e godersi un viaggio nel mondo dei più piccoli <3

    1. Non bisogna mai smettere di credere in un cappellino che spunta da un cespuglio, ma nemmeno nel rumore di un frullìo d’ali!
      Io a 36 suonati ci credo ancora 😉 E mi godo totalmente questi momenti d’evasione, nel segno della fantasia!
      Quanto hai ragione sulla necessità di vivere attimi di distacco, dallo stress di ogni giorni. Ultimamente sento tanto questa necessità. E nulla è più balsamico della natur, con i suoi piccoli istanti incantati.
      Bacini 😍
      Claudia B.

  7. Dunque…tu non lo sai…ma la mia tesi di laurea (ti chiederai cosa c’entra ora 😂) girava intorno al storia di una fata, scappata di casa perché i bambini della prima elementare che seguivo facevano troppo i birbanti, e dei suoi amici gnomi che la rivolevano a casa! I bambini comportandosi bene e rispettando le regole avrebbero aiutato gli gnomi a far tornare a casa la fata! Insomma tutto questo per dire: CERTO che fate e gnomi esistono e i “miei” bimbi sarebbero stati felicissimi di vedere questi posti 😍

    1. Lucia ma che bello! Non avevo idea che tu avessi fatto la tesi su una fata 😍 Bellissima storia tra l’altro, coinvolgente ed educativa… hai convinto persino me a non fare capricci 😉
      Questi sentieri sarebbero perfetti per i “tuoi”bimbi, si divertirebbero un sacco (e anche tu)!
      Scrivi sul blog la storia della “tua fata”, sarebbe così dolce 😍
      Bacioni,
      Claudia B.

  8. Appena ho letto il sentiero degli gnomi mi si sono alzate le orecchie!
    Questo tuo articolo è una vera scoperta, mi piace molto camminare e stare all’aria aperta quindi mi segno tutti i posti che hai consigliato perché voglio anch’io immergermi in quella natura incantata 🙂

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