Dove vedere il foliage in Appennino: itinerario autunnale

L’autunno ha un profumo tutto suo, un aroma inebriante di foglie bagnate dalla pioggia, legno, umidità, camini accesi, corteccia, fuochi che arrostiscono castagne, mosto.
E’ qualcosa che ti entra nelle narici, soprattutto quando si va in moto e si vive ogni centimetro di asfalto, ti fa chiudere gli occhi e, quando finalmente li riapri, il profumo si tramuta in immagini.
Panorami a perdita d’occhio di alberi su cui sembra essere scivolata la tavolozza di un pittore impressionista, inondandoli di colori intensi, in ogni variazione di ocra, marrone, oro, rossiccio. 
Forse, perchè amo tantissimo questa stagione dell’anno, sono particolarmente sensibile al suo caratteristico odore e adoro vedere quello che l’autunno fa alla natura.
Mi piacciono soprattutto i contrasti fra le tonalità calde, che assumono le foglie, rispetto alle piante sempreverdi e ai prati ancora rigogliosi. Trovo magico il tappeto di foglie cadute, che ricoprono il sottobosco, come una coperta calda e avvolgente. 
Abbiamo voluto vivere una domenica d’autunno a modo nostro, armandoci del nostro fidato zainetto, quello che ci segue in ogni viaggio ed uscita, saltando sulla nostra amata Aprilia, e concedendoci una lunga esplorazione lungo l’Appennino, attraverso passi montani, boschi fatati, borghi e sagre autunnali.
Partiamo da casa poco dopo le dieci del mattino, per raggiungere il Passo dei Mandrioli, il panoramico tratto di strada che collega il borgo di Bagno di Romagna a Badia Prataglia, fino a Camaldoli, seguendo una serie di bellissime curve affacciate sulle vallate dorate, all’interno dell’Appennino Tosco-Romagnolo.
L’intera area fa parte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna
Conosciamo bene queste zone, ci veniamo spesso in moto, ma non abbiamo mai visto l’Appennino bello come oggi: indossa la veste speciale delle feste! I colori sono al massimo dell’esplosione, più ci spingiamo verso Camaldoli, più l’intensità e le sfumature aumentano. E’ indescrivibile.

Facciamo una sosta nel paese di Camaldoli, per assaggiare la tipica schiacciata con la finocchiona: la schiacciata è una fragrante focaccia salata; la finocchiona un tipico salume Toscano, un salame aromatizzato al finocchio, buonissimo.

In genere, quando usciamo in moto con destinazione “passi appenninici”, cogliamo sempre l’occasione per mangiare della “vera” finocchiona, accompagnandola col pane toscano oppure, come oggi, con la schiacciata. Pranzo semplice, ma dal gusto esplosivo!

Il paese è minuscolo, ma molto caratteristico: oltre ad un ristorante, due focaccerie, un bar e l’ufficio informazioni turistiche, ci sono soltanto l’imponente complesso monastico e l’Antica Farmacia del 1543, dove vengono venduti i prodotti dei monaci camaldolesi. E’ anche una bella visita, dato che l’interno è arredato ancora come nell’antichità.

Dal borgo, una strada che passa attraverso il bosco, dove una leggera pioggia di foglie ci sfiora, prima di andarsi a depositare a terra, assieme a quelle già cadute, conduce al Sacro Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo, così come il Monastero.

I colori dell’autunno, qui, sono estremamente vividi. In estate c’e’ sempre molto afflusso di turisti, mentre oggi, pur essendoci diverse persone, è tutto più calmo e possiamo davvero goderci la pace e la bellezza del luogo, valorizzato dalla cornice dorata in cui è immerso.

Per tornare verso Badia Prataglia, seguiamo una strada che non passa più per il borgo di Camaldoli, ma dal Rifugio Fangacci.

La strada è solo in parte asfaltata, quindi in moto non è il massimo, ma vale davvero la pena percorrerla, perchè qui il foliage ha raggiunto il suo massimo splendore: il tappeto di foglie è pressochè a perdita d’occhio, i colori sono di un’intensità quasi irreale e, oltretutto, essendo la maggior parte degli alberi spoglia, è possibile godere di un bellissimo panorama sulla sottostante Diga di Ridracoli.

E’ la prima volta che la vediamo da questa prospettiva! Poco prima di Badia, ci fermiamo ad ammirare una bella cascata, circondata da foglie dorate, alimentata dalle piogge degli ultimi giorni.

 

Badia Prataglia è il classico paese appenninico, molto carino e accogliente, con le case in pietra, le botteghe, gli alberghi e i ristoranti, oltre ad alcuni punti di ritrovo, costituiti da ampi gazebo in legno.

Oggi, ad esempio, c’è una piccola sagra della castagna, all’interno della quale sono stati allestiti banchi di artigianato e di antichi giochi per bambini.

Dopo una passeggiata, risaliamo in moto per raggiungere Bagno di Romagna che, oltre ad essere un delizioso borgo dell’Appennino, sulla strada che collega Roma a Ravenna, la E45, è anche un importante centro termale.
Anche qui, in questa domenica di fine ottobre, c’è una sagra dedicata alla castagna e ai prodotti tipici autunnali. Noi, da bravi estimatori di questo tipo d’eventi, ne approfittiamo per fermarci.

In realtà amiamo molto Bagno di Romagna, quindi avremmo comunque fatto una sosta in centro ma, la possibilità di fare una passeggiata fra bancarelle ed artigiani al lavoro, costituisce un ulteriore motivazione.

Ultima tappa di giornata, prima di tornare a casa per goderci il calduccio davanti alla stufa a pellet, è a Sant’Agata Feltria, bellissimo borgo medievale della Valmarecchia, dove c’è l’ultima giornata dedicata alla sagra del Tartufo Bianco.

Anche qui, tante bancarelle di artigianato artistico e prodotti di stagione. Complice la bella giornata, troviamo un mare di persone, ma questo non ci impedisce di fare una piacevole passeggiata.
C’e’ un modo migliore di trascorrere la domenica, godendosi pienamente la ricchezza di una stagione, l’autunno, che esplode in colori, profumi, prodotti, che lo rendono invitante, goloso e magico?
L’autunno, anticamera dell’inverno e punto d’arrivo dell’estate, è in realtà un momento da vivere e respirare; da gustare non solo col palato, ma anche con gli occhi; da ascoltare attentamente perchè ha tantissime emozioni da trasmettere e far arrivare dritto al cuore.
Buon autunno a tutti, quindi, e godetevi il foliage! 

Claudia B. Daniele L. e Aprilia Tuono 
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2 Commenti

  1. Claudia, ma che meraviglia! Che posti meravigliosi e che bei colori 😍
    Bellissime anche le foto delle sagre e dei lavori artigianali.
    Certo che voi con la moto siete sempre in giro nel week end e vedete ogni volta tantissimi luoghi nuovi… 😄

    1. Grazie Elisa! Hai ragione, sai, con la scusa della moto siamo via ogni volta che il tempo lo permette, così possiamo scoprire sempre luoghi nuovi, o riscoprire le nostre zone ma in momenti diversi, con profumi e colori diversi.
      Ad onor del vero devo dire che facciamo lo stesso anche in auto, ma sai in moto è molto più bello, divertente e coinvolgente! E’ un modo completamente diverso di vivere la strada ed il territorio 🙂
      Claudia B.

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