Cosa fare e vedere a Dublino in due giorni

Dopo il diario di viaggio in Irlanda, pubblicato più di un anno fa, ho pensato fosse il caso di dedicare un post alla città di Dublino. In particolare voglio proporvi un city tour di 48 ore, con un itinerario reale, seguito personalmente nel lontano 2011. Alla fine di questo post avrete un’idea precisa di cosa si può visitare a Dublino in due giorni.

I soli consigli extra che mi sento di darvi sono: dotatevi di calzature comode e abiti facilmente intercambiabili. Vi vedo cari, state facendo “quella faccia”. Quella che dice: “Eddajè, lo sappiamo”. Lo so che lo sapete. Ma a Dublino conviene veramente munirsi di scarpe e abiti comodi, soprattutto considerata la facilità con cui piove. E l’ombrello non è mai la soluzione migliore. Potrebbe invece tornare utile un poncho gigante, di quelli che si asciugano e ripiegano con facilità. Da Decathlon se ne trovano di ottimi a prezzi stracciati,

L’itinerario che vi propongo, è un percorso esplorativo per trascorrere due giornate nella capitale della Repubblica d’Irlanda. Per il primo giorno ho pensato ad un tour a piedi, con cui approcciarsi all’anima e all’allegria di Dublino. Il secondo giorno è un approfondimento, con ingressi a siti e musei.

In questo caso va fatta una scelta, che permetta di accostarsi alle attrazioni che fanno al caso proprio. Io vi racconterò cosa noi di Voce del Verbo Partire abbiamo personalmente testato; la scelta definitiva spetta a voi. Partiamo? Bene! Gambe in spalla ed entriamo nel cuore di Dublino.

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Cosa vedere e fare a Dublino in due giorni: primo giorno. 
  • St. Stephen’s Green

Il nostro itinerario inizia da St. Stephen’s Green, rigoglioso parco cittadino circondato dall’elegante Quartiere Georgiano, famoso per le belle porte colorate. Si potrebbero trascorrere qui delle ore, per immortalare e ammirare le tinte vivaci e spesso particolari dei serramenti.

St. Stephen’s Green è un parco amato e vissuto dai propri cittadini, che non solo vi passeggiano, prendono il sole o si rilassano tra i sentieri e sulle sponde del laghetto, ma prendono anche lezioni di danza! Non è raro osservare persone che ballano un tango sotto ad un grosso gazebo in ghisa.

Tra i sentieri, si trovano anche i monumenti agli eroi nazionali d’Irlanda, che combatterono contro il potere britannico.

  • Grafton Street

Allegra e frizzante, Grafton Street è soprattutto un “teatro a cielo aperto”. Vi si esibiscono artisti di strada, reali od improvvisati, che mostrano la loro arte in cambio di visibilità e di qualche centesimo.

E’ anche una via ricca di negozi, ma personalmente mi lascio coinvolgere da questi esilaranti mattatori più che dalle vetrine: alcuni sono davvero bravi! Poi, vabbè, qualcuno è proprio una ciofeca, del tipo che non sapendo cosa fare: “Ma si, andiamo in Grafton a suonare il piffero, vuoi che un turista grullo non ci dia un euro?”. Ad un certo punto penso anche io di mettermi lì a cantare qualcosa, ma lascio perdere per non stressare la mia soave vocina. Voi provate pure, va a capire che non passi Bono con cui improvvisare un duetto.

Da Grafton Street si dipartono vari viali, tutti molto carini, con le basse palazzine in mattoni, i negozietti, le decorazioni floreali. Numerosi anche i locali, più o meno eleganti: tra questi spicca il Bewley’s Oriental Café, davvero particolare e ricercato.

  • Molly Malone

Percorriamo l’intera Grafton Street e prendiamo quindi la Suffolk Street, passando nei pressi dell’Ufficio del Turismo e della statua di Molly Malone, “the tarte with the cart”. A questo punto mi viene istintivo cantare il pezzo dei “The Dubliners”, che porta il nome della famosissima pescivendola. In Irlanda è così, ogni tre per due o ti viene voglia di cantare o di ballare. Va bene ovunque: per strada, nei pub, sotto la doccia. L’importante è esibirsi.

Se voi non conoscete i “The Dubliners”, vi dò prima il cazziatone, poi vi rimando all’ascolto del pezzo QUI…”Alive, alive-o!”.

Ora, secondo leggenda, pare porti fortuna toccare il seno di Molly: io questa cosa sessista mi rifiuto di farla! Ma insomma! E a Verona bisogna toccare il seno a Giulietta, qui a Mollie: e che modi sono?

  • Castello di Dublino

Proseguiamo fino al Castello di Dublino, dove purtroppo arriviamo tardi per la visita guidata. Avevo precedentemente contattato la segreteria, dalla quale mi avevano confermato la possibilità di un tour in italiano. Noi tra una gigionata e l’altra, ma metti pure il volo ed il trasferimento, siamo arrivati tardi. Voi potete trovare le informazioni sul sito ufficiale, ed approfittarne per fare una visita completa.

Il Castello di Dublino è un complesso edificio del Duecento, che per secoli rappresentò il centro del potere inglese in Irlanda.

Oggi troviamo splendide sculture in sabbia nel cortile, anche se il vero gioiello restano i sontuosi interni, insieme alle collezioni di manoscritti orientali e mediorientali. Peccato esserceli fatti sfuggire.

  • Temple Bar

Da Palace Street scendiamo verso Sycamore Street, per raggiungere il Temple Bar. Questo quartiere prende il nome dal buon Sir William Temple, le cui proprietà includevano una “barra di sabbia” sul lungo fiume.

Ci troviamo a ovest del Trinity College e, l’intero quartiere, fino a qualche anno fa era in uno stato di totale degrado. Fu solo grazie ad un gruppo di architetti se le cose cambiarono. L’area venne completamente rivalutata, abbellita, trasformata in un’accattivante zona ricca di gallerie d’arte e locali. E oggi il Temple Bar è ancora il luogo d’incontro per eccellenza, dove si può passeggiare e bere qualcosa ad ogni ora del giorno e della notte.

Adoro l’allegria, i colori delle palazzine e delle vetrine, gli scorci pittoreschi in cui botteghe, atelier e pub si susseguono. E le decorazioni floreali, la musica di ogni tipo che esce dai locali, gli artisti che dipingono o si esibiscono agli angoli delle strade.

  • Lungo Liffey e Four Courts

Mentre il tempo cambia repentinamente ed inizia a piovere con decisione, raggiungiamo l’Ha’penny Bridge. Si tratta di un ponte pedonale del 1836. che collega le due rive della Liffey. Il nome è dovuto al mezzo penny richiesto in passato per l’attraversamento.

Una volta raggiunta la riva opposta, sotto una pioggia torrenziale percorriamo un tratto sul lungo fiume fino all’edificio delle Four Courts, sede della Corte Suprema di Dublino.

Dall’altra parte della Liffey, invece, c’è l’hotel di proprietà di Bono degli U2. Sarebbe carino andare a prendere un tè da Bono, ma sono scarmigliata, impioggiata e pure un pò sbattuta dalla levataccia di questa mattina…E, niente, rimandiamo l’incontro a giorni migliori (leggi: #ancheoggilegioiearrivanodomani).

  • O’Connell Street e The Spire

Torniamo sui nostri passi mentre il tempo inizia a migliorare. Ci perdiamo a guardare locali molto caratteristici e vetrine, fino a raggiungere la grande arteria O’Connell Street.

Notevole il colonnato del General Post Office, un’edificio palladiano dei primi anni dell’Ottocento. Dai gradini del palazzo, venne sancita la nascita della Repubblica d’Irlanda.

Al centro di questo raffinato boulevard, troviamo The Spire, una torre d’acciaio di 120 mt. A me non è che faccia impazzire, nonostante sia parte di un progetto di riqualificazione urbanistica. Preferisco le stradine che si intrecciano ai due lati di O’Connell Street, un susseguirsi di bottegucce e locali, librerie ma anche negozi di marchi noti. Una passeggiata in questo dedalo di vicoli, tra statue e vivacità, permette di apprezzare Dublino molto di più.

  • O’Connell Bridge

Parte finale di questa passeggiata, è l’attraversamento di O’Connell Bridge. Da qui, godiamo di una splendida panoramica della città affacciata sulla Liffey. In particolare ci perdiamo con lo sguardo sulla cupola della Custom House del XVIII secolo, che si inserisce tra un gruppo di moderni edifici, fondendosi in un piacevole agglomerato di passato e presente.

Passiamo nei pressi del Trinity College dove ci fermiamo solo per qualche foto, mentre rimandiamo la visita a domani.

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Cosa vedere e fare a Dublino in due giorni: secondo giorno. 
  • St. Patrick’s Cathedral

Inizia dal cuore religioso della città, la nostra seconda giornata di visite a Dublino. La Cattedrale di San Patrizio del XII secolo, sorge laddove si dice fosse presente un pozzo in cui il santo battezzava i cristiani convertiti.

L’interno è ricco di particolari ed incredibilmente suggestivo, con le calde luci che creano un’atmosfera intima, mentre dalle finestre entra un grigio cupo.

Oltre ai sontuosi monumenti funebri, qui si trova l’antico portale in legno, utilizzato nel XV secolo nella Sala del Capitolo. Avete presente l’espressione “correre il rischio”? Pare sia legata proprio a questo reperto. Sentite la storia: WordPress, virgolette!

Il Conte di Ormond si barricò dietro il portale per difendersi dal suo nemico, il Conte di Kildare. Ormond in preda al #cagotto, decise di non uscire per nessuna ragione al mondo. Inutili le promesse da parte di Kildare di non toccarlo.

Kildare -che voleva andare a casa a vedere DMAX- stanco dei capricci di Ormond, pensò ad una soluzione. Per dimostrare la propria intenzione di non infilzarlo nell’immediato, fece un buco nel portale dove infilò il proprio braccio disarmato.

Per fortuna Ormond accettò il gesto di pace. Da quel momento l’espressione “correre il rischio” entrò a far parte del  linguaggio comune. E Kildare poté andare a casa a vedere “Affari a quattro ruote”, felice della propria trovata.

  • Phoenix Park

Phoenix Park non è solo un parco pubblico, è un vero polmone per la città di Dublino, un’oasi immensa. Settecento ettari, chiusi in una cinta muraria di 11 km.

Si trova a poco più di un km e mezzo dal centro di Dublino, pertanto va raggiunto con i mezzi, a meno che non vogliate fare una salutare passeggiata. Vi sono diversi autobus che portano fino a qui, ma io vi consiglio di ricontrollare numeri e orari, dato che sono passati sei anni dal mio viaggio.

All’interno del parco si trovano la residenza del Presidente d’Irlanda, l’ambasciata degli Stati Uniti, uno zoo, un’ospedale. Sempre qui, c’è la croce eretta in memoria della visita di Giovanni Paolo II.

Al Centro Visitatori si può vedere una mostra sulla storia del parco e, soprattutto, la vera chicca del Phoenix Park: il Victorian Kitchen Garden. Aperto dalle 10 del mattino alle 16, contiene piante, fiori e frutti, raccolti in una accurata esposizione.

  • Trinity College

Vale la pena sorbirsi una fila chilometrica intrisa di pioggia, per accedere alla sede universitaria che ha formato generazioni di aitanti dublinesi, tra i quali Oscar Wilde (). Siamo su College Street, immersi nel traffico cittadino, eppure qui dentro si respira puro magnetismo e distacco.

A fondare il Trinity College fu Elisabetta I. Se il di lei padre si divertì a provocare il Papa, cambiare moglie e tagliare teste, la cara regina pensò bene di civilizzare i “barbari irlandesi”. Famiglia interessante…

Qui i cattolici vennero ammessi ufficialmente solo dagli anni Sessanta in poi, mentre le donne poterono accedere sin dai primi anni del Novecento.

Oltre alla Cappella Universitaria, si visita il famosissimo “Book of Kells”, una versione divina dei Vangeli, miniati dai monaci dell’Abbaia di Kells. Vengono conservati in atmosfera protetta e se ne possono ammirare solo alcune pagine alla volta.

Fiore all’occhiello del Trinity College, però, è la Old Library. L’antica biblioteca è un’immersione nella letteratura. La galleria di oltre 60 metri, contiene 250.000 volumi: da perdere il respiro.

  • Monumento a Oscar Wilde

All’angolo di Marrion Square, nei pressi della sua casa natale, si trova la bellissima statua di Oscar Wilde. La particolarità è che l’espressione di Oscar appare accigliata o divertita, a seconda di quale sia il lato da cui si osserva.

Insomma, dato che a Dublino è possibile seguire diversi “percorsi letterari”, mi sembrava impossibile non passare a fare un salutino a Oscar. Io e lui siamo molto amici.

  • National Gallery

A pochi passi dal Monumento a Oscar Wilde, su Marrion Square West, si trova la National Gallery of Ireland, che noi visitiamo con interesse nonostante i tanti lavori di restauro. Le collezioni sono molteplici, ma la visita è fluida e piacevole, e si passa attraverso dipinti di scuola italiana, olandese e irlandese.

  • Christ Church Cathedral

L’attuale Christ Church Cathedral, sostituisce un’antichissima struttura in legno. Venne distrutta da un incendio e ricostruita tra il XII ed il XIII secolo. Solo grazie ad un restauro approfondito del XIX secolo, è tornata all’antico splendore.

  • Una birra al Temple Bar e ultimi passi per Dublino

Abbiamo rinunciato sia alla visita della Guinness Store House, che alla distilleria Jameson’s, per immergerci nell’anima della città ancora qualche ora. Passeggiare tra i viali ed i negozi, soffermarsi a fare ridicole foto con le statue bronzee sparse ovunque, interagire con i dublinesi, entrare in un pub.

Camminare senza meta per una città, senza programmi né obiettivi, permette di assorbirla nello stesso modo dei suoi cittadini. Con verità e immediatezza. Non c’è fabbrica di produzione che possa reggere il paragone con tutto questo!

L’atmosfera nei pub, poi, è sempre familiare e accogliente: musica, risate, luci soffuse e sorrisi cordiali. Una pinta di Guinness in un tale contesto, ha un gusto speciale: sarà per questo che non ne ho più bevuta una tanto buona, dopo il ritorno in Italia!

Abbiamo “vissuto” il Temple sia in pieno pomeriggio che durante una serata, e in ambedue i casi è stato veramente spassoso. Forse la sera si riempie un pò troppo di turisti, e si rischia di non godere appieno del clima accogliente.

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Questa è la Dublino che abbiamo personalmente testato “qualche” anno fa. Una città vivace e coinvolgente. Una città che forse non è tra le capitali europee più belle, ma con un’anima che ti conquista senza pietà. Sarò sincera, nonostante siano passati sei anni dal viaggio in Irlanda, io Dublino non la riesco a dimenticare. Nel senso che ricordo ogni istante passato qui, ricordo persino cosa ho provato allora!

Perché a Dublino, non esiste una cosa migliore di un’altra. Questa frase l’ho letta sulla guida utilizzata a suo tempo e, se inizialmente non ne ho compreso il significato, mi sono poi resa conto della verità celata nelle parole. Io di Dublino ho memoria piena, ne ho di ogni passo, edificio, via, parco, statua e particolare che ho sfiorato con lo sguardo.

Di Dublino sento sempre il peso nel mio cuore, perché non c’è stato attimo in cui io non abbia “riso dentro”, mentre ne percorrevo le strade. Ecco: Dublino crea felicità!

Claudia B.

Non perdete il diario di viaggio in Irlanda, cliccate⇒ Irlanda, forty shades of green 

28 Commenti

  1. E’ stato davvero bello ritrovare nel tuo racconto e nelle tue stupende foto alcuni dei luoghi di Dublino a cui sono molto affezionata: St Stephen’s Green, Grafton Street, O Connel Street e il lungo Liffey, quante passeggiate lungo queste strade e anche un po’ di shopping, mi manca davvero tanto, ormai è da un po’ di tempo che ho questa voglia assurda di tornare in Irlanda 😀 grazie per avermela fatta rivivere un pochino.

    1. Ma grazie a te per le tue bellissime parole! Se riesco a regalare un sogno o un ricordo, non posso che essere felice 🙂
      Poi l’Irlanda ha qualcosa che non si può spiegare. Secondo me è proprio una questione di anima, non scherzo! Una terra che ti avvolge. Ed anche Dublino ha una marcia in più, un’aura speciale.
      Consolati pensando che questo “mal d’Irlanda” lo abbiamo in tanti. Penso sia impossibile sfuggirvi 🙂
      Un bacione Stefania, grazie a te per essere passata…ed aver viaggiato con noi!
      Claudia B.

  2. Mi sono salvata il post Claudia perché spero mi possa servire presto. È una città in cui vorrei riuscire ad andare quanto prima Dublino.
    Ps. Che confidenza che hai con “Oscar”… visto che siete così amici, non è che la prossima volta me lo presenti?! ;P

    1. Mi fa piacere che tu lo abbia salvato e spero sul serio possa esserti utile! Mi piacerebbe accompagnarti virtualmente per le vie di Dublino 😉
      Tranquilla Eli, per Oscar ci penso io: organizzo visita guidata con tè, lettura del “Ritratto di D.G.” e selfie finale con autografo!
      Un bacione,
      Claudia B.

  3. Ecco, Dublino mi manca e sono anni che voglio rimediare! Grazie per l’articolo super mega dettagliato e per le foto, come sempre 🙂 Comunque questa cosa di toccare il seno alle statue ha un po’ rotto le scatole, eh… Mai che dicano di toccare il sedere a maschioni di bronzo! 😀

    1. Roberta ho scoperto da poco (dalla nostra super informata Orsa), che a Praga c’è una statua a cui non ti dico cosa toccano. Pare sia l-u-c-d-i-s-s-i-m-o! Ma io, pur essendo stata a Praga, me la sono persa…E comunque mi sembra pure giusto, perché questa cosa sessista deve finire! Ahahahahah!
      Ti ringrazio per il super mega dettagliato: io ci provo, sono passati un pò di anni e devo dire che non è stato facile. Ma spero di aver dato davvero qualche spunto utile 😉
      Un bacione cara!
      Claudia B.

        1. Daniela io muoio, ahahahahah!!! Brilla più del pavimento di casa mia! Ma come è possibile? Nemmeno il rubinetto del bagno passato con Viakal è così sbrilluccicoso… E non è nemmeno tanto piccolo. Intendo la statua! Me la immaginavo come un piccolo putto indifeso…
          L’espressione è tutta un dire: sembra il gatto con la ciotola di latte caldo 😉
          PS: sono diventata tutta rossa!
          Claudia B.

  4. Anna Maria Barbieri

    Ciao Claudia. Grazie per avermi riportata a Dublino. Concordo con te… Dublino ti entra nell’anima e non va più via. Ogni tanto mi bevo una guinness chiudo gli occhi e ritorno in quel pub a cantare l’inno a Molly Malone. Dublino per sempre!!!!

  5. Che città bellissima Dublino!! Sono stata in Irlanda per un viaggio zaino in spalla per festeggiare insieme a due amiche la maturità. Abbiamo fatto un giro gigante toccando un sacco di cose belle nel paese ma a Dublino, scioccamente, abbiamo dedicato meno di 24 ore in totale (eravamo giovani e poco furbe 😀 !!). Adesso mi trovo a leggere le tue parole e mi sale una voglia pazza di Irlanda e di dedicare a questa città il tempo che si merita!
    Un saluto grande

    1. Ciao Veronica! Guarda, io Dublino l’ho profondamente amata, e sono contenta che le mie parole ti facciano venir voglia di scoprirla!
      E’ vero, in Europa ci sono capitali sicuramente più belle, ma Dublino possiede qualcosa che manca ad altre: un’anima coinvolgente. Oltre che ad avere un patrimonio da visitare, ci si sta proprio bene. Poi questa cosa di poterla girare anche senza mezzi, immergendosi completamente nella vita cittadina, secondo me è un valore aggiunto.
      Certo, messa a fianco alle bellezze dell’Irlanda, capisco che possa perdere dei punti, ma se ti capita l’occasione, vai…secondo me saprà conquistarti!
      Sto pensando al vostro viaggio post maturità: tanto di cappello ragazze, avendo anche io fatto un tour dell’Irlanda, posso capire quale meraviglia sia stato 🙂
      Un bacio e grazie per essere passata!
      Claudia B.

  6. Ma quanto la si ama Dublino?! No, davvero, io mi ci sono talmente ritrovata che mi trasferirei anche domani. Proprio come dici tu: quella energia, allegria, positivismo… c’è tutto per sentirsi felici a Dublino.
    Sono a quota 3 visite per il momento (si, ci torneremo sicuro!) ma ogni volta sono sempre più contenta di tornare.
    E non ho ancora visto tutto!! Tipo la statua di Oscar Wilde, il parco di St. Stephen… che sfiga, toccherà prenotare un volo!
    La realtà è che ci piace talmente l’atmosfera di Temple Bar che ci perdiamo mezze giornate…
    Un bacione!!

    1. Il Temple Bar è una rovina per molti Giulia, si rischia di lasciarsi coinvolgere e il tempo vola via 😂!
      Sono contenta di averti lasciato uno spunto per la prossima -ennesima- visita. Va a trovare Oscar, mi raccomando 😉
      Mi piace l’idea di aver condiviso la giusta atmosfera che si respira a Dublino: se siamo in tanti a provarla, vuol dire che è reale 😊!
      Un bacione Giulia, grazie per essere passata,
      Claudia B.

  7. Bellissimo itinerario, io ci sono stata qualche anno fa senza Michele. Era un tour in bicicletta, alloggiavo fuori città ed abbiamo visitato più i dintorni che il centro… ora abbiamo voglia di tornare insieme e possiamo prendere spunto dal vostro viaggio! Di sicuro voglio la foto con la mucca!!!

    1. Ciao Flavia! Anche per noi è stato soprattutto il punto di partenza per un tour che ci ha portati nel resto d’Irlanda, ma oggettivamente è stato un gran bell’inizio! Dublino è proprio piacevole 🙂
      Anzi, direi che tu hai un’ottima scusa per tornarci e condividere il viaggio con la tua metà ;-)! Prendi pure spunto da questo itinerario -e dalla mucca- e se hai bisogno, chiedi.
      Bella l’idea del tour in bici: immagino sia un modo molto intenso di vivere l’Irlanda 😍
      Grazie per essere passata, a presto,
      Claudia B.

  8. Adoro gli itinerari modello 48 ore perchè non ti annoi, ti danno la carica e riesci a vedere il più possibile (sono una bugiarda, in realtà è che sono una poveraccia e non mi posso permettere più di 48 ore).
    Mi pare di aver capito che tutto questo si può fare a piedi e senza mezzi pubblici vero?
    E’ davvero bella Dublino, entrambe le città che si sviluppano sulle due sponde., così diverse e così vitali! Anche col brutto tempo la città è così viva? *_*
    Tuo marito almeno si mimetizza fra le statue, il mio le stalkera proprio! Sbaglio o Oscar ha la stessa verve di Lapo in quella posa? E a proposito di statue c’è un bronzo a Praga che vince su tutte le Giuliette e Molly del mondo. All’uscita del Castello c’è la statua di un nudo di giovinetto con una parte del corpo l-u-ci-d-i-s-s-i-m-a (tipo Sidol) a causa del continuo tocchìo turistico porta fortuna! 😉 Lì Orso si è rifiutato di toccare! E pure io eh!
    Buona serata!

    1. No! A Praga? Ma porco mondo, io di Praga ricordo solo quella sul Ponte Carlo, perché ho perso il giovinetto? Adesso mi tocca tornare per vedere con i miei occhi… solo guardare eh!
      Se uno stalker di statue, si rifiuta di toccare, vuol dire che e la situazione potrebbe farsi compromettente 😁
      Comunque l’itinerario è tutto a piedi, a parte il Phoenix che io consiglio di raggiungere in bus, per non sfiancarsi troppo. Si può fare eh, ma se ti butti in un km e mezzo di passeggiata, più visita, più un km e mezzo di ritorno, poi dopo tocca rinchiudersi in un pub e sfondarsi di Guinness. L’unico modo per riprendersi 😂
      Ah dimenticavo Oscar: uguale a Lapo! Stesso stile, ma non ci avevo fatto caso finché non lo hai sgamato. Che occhio! Pensa, io ero convinta che assomigliasse a Hugh Grant in “Quattro matrimoni e un funerale”!
      Basta, è ora di pensione….
      Un bacio cara 😘
      Claudia B.

  9. Proprio vero, Dublino (e l’Irlanda in genere) rende felici. Gli irlandesi sono uno spasso! Ottimo consiglio quello del poncho. Essendo inglese credevo di essere pronta ad affrontare la pioggia, e invece in Irlanda riesce a piovere tutti i giorni senza pietà.. addirittura peggio che in Inghilterra!!
    La biblioteca del Trinity mi è rimasta nel cuore.

    1. Anche a me, quell’esplosione di antichità, volumi e suggestione, mi ha rapita! Guarda, è valsa la pena fare la fila sotto la pioggia! Io amo molto le antiche biblioteche, ne ho viste diverse ed è come fare un salto nel passato.
      Gli irlandesi hanno un calore umano che ti coinvolge anche quando non riesci a capire nulla di quello che dicono. Tu sicuramente non hai problemi in questo senso, ma io in Irlanda ho fatto tanta fatica con la lingua, molto più che in Inghilterra. Eppure grazie ai sorrisi e alla gentilezza, mi sono sempre sentita a casa e accolta.
      Sulla pioggia ci sarebbe da scrivere un capitolo a parte…anche se fra le tre, noi siamo andati peggio in Scozia, dove ad un certo punto pensavo di affogare 😉 Tienilo a mente il poncho, è geniale ed economicissimo!
      Ciao Roberta e grazie per essere passata!
      Claudia B.

    1. Ahahahahah, si vede??? E lui nemmeno voleva andare! A momenti non lo tiro più via da quelle cavolo di statue. Però io sulla mucca sono la più trendy 😉
      Grafton ha fatto lo stesso effetto anche a me: buona parte di colpa per il mancato tour al Castello di Dublino, è proprio perché ci siamo incantati a guardare ed ascoltare i vari artisti di strada…Imperdonabile, ma troppo coinvolgente!!!
      Un bacio Tizi a presto 🙂
      Claudia B.

  10. Uffa io rimando e rimando L’Irlanda ma ci voglio proprio andare!!! Ma non riesco a rinunciare all idea di fare anche il giro del Nord…che fa lievitare costi e tempo. 🤔Devo fare qualche compromesso

    1. Manu hai assolutamente ragione! Il nord è qualcosa che fa accapponare la pelle! Io per la tua stessa motivazione ho rimandato a lungo (non solo a causa del marito che rompeva le scatole), ma quando sono andata ho voluto prendermi almeno dieci giorni per fare un tour abbastanza completo. Dico abbastanza perché poi c’è ancora tanto da vedere.
      Ma il nord dell’Irlanda è una cosa indescrivibile, per non parlare delle Isole Aran. Purtroppo ci vuole tempo e il budget non è di quelli più bassi. Al massimo ti posso consigliare di soggiornare tramite Airbnb, per abbattere in parte i costi. E stringere il tour su dieci-dodici giorni, per iniziare. Se vuoi trovi anche il mio diario di viaggio in Irlanda, per farti un’idea ipotetica dell’itinerario.
      Grazie per essere passata a presto!
      Claudia B.

  11. Io ci sono stata per due volte per una giornata intera, e mi rendo conto di aver visto proprio poco! Ma c’è da dire che tu fai davvero un sacco di chilometri quindi non mi sento troppo in colpa per essermi limitata a Temple Bar 😉

    1. Ahahahahah Silvia io non faccio testo! Ero partita più programmata di un computer, carica a pallettoni e con una guida studiata approfonditamente per circa sei mesi. Se non avessi portato a casa qualcosa di concreto, avrei dovuto consegnare le targhe 😉
      Comunque la zona del Temple è veramente un’immersione nella vita di Dublino. Specialmente nel pomeriggio.
      Poi come hai visto, anche a me sono sfuggite di mano certe visite (castello, tè con Bono…). E’ normale dai!
      Un bacio, grazie per essere passata!
      Claudia B.

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