Cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean e dintorni, in due giorni

LA VALLE DI GRESSONEY

Durante la pianificazione del viaggio in Valle d’Aosta, ho impiegato almeno quattro giorni, per decidere cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean e negli immediati dintorni. Nonostante ciò, sono comunque riuscita a commettere errori. Perché non immaginavo, che mi sarei follemente innamorata della Valle di Gressoney. Perché non ho prenotato almeno un pernottamento, in questa zona estremamente affascinante. Perché non bisogna mai sottovalutare una vallata, ricca di storia, paesaggi, borghi e magia.

L’itinerario tra i castelli ed i paesaggi della Valle d’Aosta, è stato un ricco on-the-road di dieci giorni. Ma la Valle di Gressoney, sia per me che per Daniele, ha rappresentato il punto nevralgico dell’intero viaggio. Tanto che ci siamo tornati per ben due volte, nonostante la discreta distanza da Aosta. Ma sapete come funziona: se un luogo colpisce la tua immaginazione e ti trasmette benessere, tu non puoi stargli lontano.

UNA CASINA DELLE FATE….

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Cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean: il centro storico.

Il centro storico di Gressoney-Saint-Jean è piccolo, ma davvero pittoresco. Vi si respira la pace del tipico paese montano, stretto tra valli verdissime e attentamente monitorato dal Monte Rosa.

Una cartolina, con il fiume che scorre stringendo il paese al quale si accede attraverso ameni ponticelli. L’aria qui è davvero frizzante, anche in piena estate: nonostante questo torrido Agosto, i quasi 1400 mt. permettono di respirare una boccata di ossigeno puro!

CENTRO STORICO DI GRESSONEY-SAINT-JEAN

Passeggiare nel raccolto centro di Gressoney-Saint-Jean, è una fonte di relax. Mi lascio alle spalle la fatica di ogni giorno, la stanchezza fisica e mentale, concentrando il mio sguardo sulle belle abitazioni ricche di fiori colorati, bighellonando tra botteghe artigianali e di prodotti tipici, soffermandomi sulle case appartenenti alle antiche popolazioni Walser.

GRESSONEY E’ PICCOLA E GRAZIOSA

Tutto sembra ruotare attorno alla parrocchiale di San Giovanni Battista, costruita nel XVI secolo. Non so perché, ma io la immagino in inverno, coperta da una soffice coltre di neve, mentre le luci scintillano tutto attorno. Mi sembra di sentire cori di montagna, intonare antichi canti anche se, in questa limpida giornata d’Agosto, a far sentire la propria voce, sono solo cicale e uccelli.

PER ACCEDERE AL CENTRO STORICO SI SUPERANO AMENI PONTICELLI

A pochi passi dal centro storico di Gressoney-Saint-Jean, c’è il piccolo e verdissimo Lago di Gover, uno specchio d’acqua lungo cui è piacevole camminare, oppure riposare stendendosi sull’erba. Magari con un libro tra le mani! La cima del Monte Rosa, si riflette dispettosa nelle acque del lago, giocando con i riflessi.

SERVONO PAROLE?

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Cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean e dintorni: Castel Savoia.

Partendo dal Lago di Gover, seguiamo un semplice sentiero panoramico, che porta fino a Castel Savoia. Ci si potrebbe anche arrivare in auto ma, visto il fascino di questo percorso, che spazia da tratti completamente immersi nel bosco, ad altri con vedute mozzafiato sulla valle, sarebbe davvero un peccato.

LA PASSEGGIATA VERSO CASTEL SAVOIA

A Castel Savoia, si accede percorrendo quel gioiello che è il giardino botanico, inaugurato negli anni Novanta. Le curatissime ambientazioni, alternano roccia a piante tipicamente alpine. I profumi che si spandono nell’aria, poi, sono davvero divini.

Visitare Castel Savoia, ossia il fiabesco maniero della Regina Margherita, completa la perfezione di un pomeriggio incantato. La struttura ricorda davvero quella delle favole, con le torrette, i pinnacoli, ed il bianco candido che risalta sul verde degli alberi.

Sono certa che molti di voi, avranno visto Castel Savoia, magari senza saperlo. Non sto scherzando! Proprio a Castel Savoia, infatti, è ambientato il film ‘Il peggior Natale della mia vita’, con Fabio de Luigi e Cristiana Capotondi. Personalmente, ripensando a questo elegante palazzo, non riesco ad immaginare luogo più bello, in cui trascorre il Natale!

PERCHé NELLE FIABE LE IMPALCATURE NON CI SONO MAI?

Le visite a Castel Savoia, si svolgono indossando dei calzari, per evitare di rovinare i pavimenti in legno. Veniamo guidati dalla voce narrante di un’accompagnatrice autorizzata, così come in tutti i castelli della Valle d’Aosta. Tra aneddoti ed ambienti signorili, ci mostra attraverso le parole, la storia di questa residenza, edificata a partire dal 1899.

La Regina Margherita, amava follemente Castel Savaoia, che frequentò costantemente, fino a poco prima della sua morte. Per lei era un rifugio. Un luogo di vacanza, nel quale sentirsi in pace. Quando entriamo nel suo boudoir, sento me stessa trattenere il fiato: un camerino piccolo e ricercato, con una vista spettacolare sul Monte Rosa. Potrei restare ore qui dentro, isolandomi dal mondo, dai social, dalla realtà, per trasferirmi in un universo fatto di contemplazione.

EMOZIONI A CASTEL SAVOIA

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Cosa fare a Gressoney-Saint-Jean: escursione al villaggio Alpenzù.

Torniamo una seconda volta, nella Valle di Gressoney. Mentre organizzavo il viaggio in Valle d’Aosta, decidendo cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean e dintorni, ho trovato una segnalazione troppo intrigante, per lasciarmela sfuggire. Eccoci, quindi, nuovamente in auto!

Abbassiamo i finestrini, ci rilassiamo e, compiaciuti, ammiriamo i paesaggi che ricordano i romanzi di Tolkien. Questa impressione, mi accompagna sin dalla prima visita. Continuo a sovrapporre la ricchezza della Valle del Lys, che sfila davanti ai miei occhi, con le immagini create dalla mente, mentre leggevo ‘Il Signore degli Anelli’.

ECCO A VOI ARAGORN CON IL SUO CAVALLO!

Questo, però, non è il ‘solo libro che rivivremo durante la giornata’. Oggi, infatti, raggiungeremo a piedi l’Alpenzù, un antico insediamento Walser, di cui parla anche Valeria Montaldi ne ‘Il mercante di lana’. Pensare di seguire le antiche orme dei popoli, che arrivarono dall’Europa e costruirono questo impervio e sperduto villaggio, mi emoziona davvero molto.

DANIELE ASCOLTA LA VOCE DELLA MONTAGNA

Il sentiero che porta all’Alpenzù, si trova poco fuori dall’abitato di Gressoney-Saint-Jean, in località Chemonal. Munendosi di carte topografiche, si può allungare l’escursione anche verso Alpenzù piccolo o esplorare altri sentieri. Per quanto riguarda me e Daniele, visto che siamo mossi da una profonda curiosità, più che da preparazione fisica, ci limitiamo alla salita di circa un’ora, con cui raggiungiamo l’insediamento Walser.

VERSO ALPENZù GRANDE

Un sentiero impervio, che passa attraverso boschi, zone panoramiche, costeggiando scroscianti cascate. Una vera delizia per gli occhi! Quando finalmente, ormai privi di fiato, conquistiamo Alpenzù grande, ogni fatica dell’ultima ora, viene ripagata. Ci troviamo circondati da esempi di architettura Walser, perfettamente conservati…un villaggio intatto. Immagino le storie, la quotidianità ed i misteri, descritti da Valeria Montaldi. E non è difficile, vista la perfezione di questo luogo.

ALPENZù GRANDE

Alpenzù grande, sembra preso dal passato e trasportato qui, immobile. Una memoria visiva, personalmente direi anche di sangue, della vita delle popolazioni Walser. Di origine germanica, queste attraversarono le montagne e raggiunsero la Valle d’Aosta, a partire dal XII secolo. Oggi, qui ad Alpenzù grande, tutto si mostra come allora. Comprese la scenografica vallata e la presenza fissa del Monte Rosa, simboli paesaggistici indiscussi.

LA VALLE DI GRESSONEY DA ALPENZù GRANDE

Ne approfittiamo per fermarci a pranzo, al rifugio. Ricchi piatti di montagna, assolutamente rigeneranti dopo la salita, coccolano il nostro palato. Peccato per il tempo, che cambia repentinamente: decidiamo di avviarci, prima di venir sorpresi da un temporale. Ma visitare il villaggio di Alpenzù grande, era una delle cose da fare assolutamente in Valle d’Aosta.

ANGOLI DI ALPENZù

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Cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean e dintorni: il borgo di Gressoney-La-Trinité.

Terminiamo la giornata, nell’alta valle del Lys, passeggiando per la sonnolenta Gressoney-La-Trinité. Siamo ai piedi del Monte Rosa che, da quando si è rannuvolato il tempo, ci osserva quasi minaccioso. Qui, ci sono 9°, nonostante sia il 15 Agosto, per cui i caminetti riempiono l’aria di profumo di legno.

OLTRE 1600 MT. E SOLO 9°

Ci siamo solo noi, in giro per il centro storico di Gressoney-La-Trinité. Sembra un paese disabitato, così silenzioso, tranquillo, stretto nell’abbraccio della montagna. L’unica nota vivace, sono i colori dei fiori, che decorano i davanzali, ricordandoci che è estate. Un tipico paesino montano, ordinato e sempre accogliente.

GRESSONEY-LA-TRINITE’

Anche qui, sono presenti architetture Walser ed una casa-museo, che dovrebbe aprire tra poco. Ma fa talmente freddo, che ci troviamo costretti a ripartire senza attendere oltre. Per quanto siamo ben equipaggiati, devo dire che non ci saremmo mai aspettati un ‘Ferragosto autunnale’, tendente al gelo!

CASA MUSEO

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Cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean in due giorni.

Non mancano le attrattive, nella Valle di Gressoney. Se state decidendo cosa vedere a Gressoney-Saint-Jean e nei dintorni, posso garantirvi che non resterete delusi e, allo stesso tempo, suggerirvi di non perdere queste quattro tappe. Soprattutto l’escursione ad Alpenzù grande.

La Valle di Gressoney va ammirata, percorsa, annusata. E se siete motociclisti, queste strade vi regaleranno pelle d’oca. I borghi della Valle di Gressoney, raccontano una storia antica, spesso difficile, ma incredibilmente vivida. Se tornassi indietro, comporrei in maniera completamente diversa il viaggio in Valle d’Aosta, organizzando un soggiorno molto più a lungo, nella placida e sorprendente Valle del Lys.

Claudia B. in collaborazione con escursionista.it

20 Commenti

  1. Ho dei ricordi bellissimi di Gressoney, ci sono stata da piccola in colonia, avrò avuto circa 8 anni, una delle vacanze di infanzia più belle che io ricordi e una delle prime senza mamma e papà!
    Ricordo la meraviglia di svegliarsi tutte le mattine e vedere dalla mia stanza il monte rosa e ricordo con una nitidezza incredibile lo scalone ricurvo del castello che ovviamente ci portarono a visitare! Che bei ricordi che mi hai fatto tornare in mente!

    1. Mentre scrivevo, i ricordi sono tornati con vividezza anche nella mia mente, infatti ho amato lavorare a questo post! Perché i momenti legati a Gressoney, sono tra i più belli del viaggio in Valle d’Aosta.
      E sono molto felice di leggere le tue bellissime parole, perché confermano l’impressione che mi sono portata nel cuore, di questa zona così magica 😊.
      Grazie per essere passata Eleonora, un bacione!
      Claudia B.

  2. Mi sento talmente tanto in mood da montagna in questi giorni che leggere il tuo articolo mi ha fatto letteralmente sognare ad occhi aperti! Disgraziatamente la Valle d’Aosta è una delle poche regioni italiane in cui non ho mai messo piede, un po’ per preferenza su altre mete, un po’ perché fa poco notizia (si, mi rendo conto che è un pregiudizio), ma leggendo qui e cercando qualche informazione e foto online la voglia è sempre di più. Ci andrò presto!

    1. Io ti confesso che, mentre scrivevo, riportando alla luce dei ricordi quelle due splendide giornate, mi sono ritrovata a fremere per la voglia di tornare. La Valle d’Aosta, per me era un obiettivo, legato soprattutto alla presenza di tanti castelli. Non a caso ho incentrato l’intero viaggio, proprio sulle residenze storiche. Ma devo dire che, alla fine, è riuscita a conquistarmi con i suoi paesaggi sempre diversi, emozionanti, pieni di atmosfera. Se andrai Stefania, sono certa che la amerai alla follia! Fai sosta nella Valle di Gressoney, mi raccomando 😉
      Baci,
      Claudia B.

  3. Faccio una doverosa premessa: la Valle d’Aosta è una delle tre regioni su cui non ho mai messo piede.. e quindi sono felicissima di scoprire che ci sono angoli che definirei fatati! Il lago di Gover e Castel Savoia mi attirano tantissimo (tu sai quanto amo i castelli!!) e non ho potuto fare a meno di sorridere pensando al film con Fabio de Luigi, l’ho visto due volte!
    Sicuramente inserirò la Valle d’Aosta in uno dei miei prossimi giri, anzi, ora vado a cercare il tuo post con l’itinerario ❤
    Un bacione!

    1. Penso tu abbia capito che, la valle di Gressoney, l’abbiamo particolarmente amata. Perciò non stupirti se ti dico che si, la Valle d’Aosta è tutta bella, ma il mio cuore è legato a questa zona! Sai cosa mi dispiace in assoluto? Che, allora, non avevo ancora preso l’abitudine di fare le foto durante le tratte in auto. Perché avrei voluto inserirle nel post, per mostrarvi tutto l’incanto di questi luoghi. Un romanzo visivo.
      Inizia a farci un pensierino Silvia 😉
      Claudia B.

  4. Che meraviglia! A me manca completamente la Valle d’Aosta purtroppo non ci ho mai messo zampa, mentre invece i miei genitori si…che invidia! Mi hanno raccontato del castello della “savoiarda” e della visita con i calzari tipo CSI 😛 Le impalcature sul castello non si possono vedere hahah ma tutto il resto mi ricorda le ambientazioni di un vecchio cartone animato che guardavo da ragazzina: Sui monti con Annette (quanto la odiavo lei, invece impazzivo per il suo fratellino Dany con l’ermellino Klaus)! Adoro i trekking in montagna ma davvero è così freschino anche ad Agosto? Per me sarebbe il paradiso 😉
    Grazie per la bella foto con i cavalli *_* Li hai evidenziati per me vero? 😛

    1. Si Dani, te lo giuro! Volevo anche scriverlo nella didascalia, poi mi sono detta: mi prende per stalker 😂! Ma ambedue le foto con i cavalli, sono state selezionate in tuo onore!
      Anche tu guardavi Annette? Ora, ti evito di cantare la sigla (in streaming), ma secondo me i cartoni animati anni Ottanta, hanno davvero influito sulla nostra crescita. E sulle aspettative. Per tutto il resto ci ha pensato Tolkien!
      Quelle maledette impalcature, sembravano messe lì apposta per farmi infuriare. Gli interni sono stupendi e anche l’intera scena. Un capolavoro. Mrs. Savoia aveva il luogo giusto in cui sognare.
      Non farmi pensare al freddo. Ancora oggi, dopo otto anni, lo sento nelle ossa. Finché siamo stati in movimento, con l’escursione all’Alpenzù, ogni cosa è andata bene. Poi credo di essere stata vicina ad accendere un focherello…
      Quindi papà Orso e Sciamamma si sono vestiti da RIS? Ma che intrepidi!
      Buona serata Dani 😘!
      Claudia B.

  5. Ci sono stata da bambina in campeggio con i miei e anche se sono passati secoli da allora, la ricordo come una delle vacanze più belle: passeggiate al lago, pedalate lunghissime in mezzo al verde. E poi la temperatura: freddo alla sera nonostante fosse agosto – il clima adatto per una come me che non ama il caldo.
    Il castello quello però non lo ricordo… e sai che questa è la prima volta che lo sento nominare? E pensare che dal Piemonte ci vuole veramente poco a raggiungere la Valle D’Aosta, e siamo sempre alle solite che i posti più vicini a casa sono quelli che trascuro di più… Potrei decisamente recuperare quest’anno visto che i giorni di ferie saranno pochi e dovrò puntare tutto sui weekend.
    Buona giornata ❤️

    1. Un fine settimana sarebbe perfetto, Silvia, come vedi si possono abbinare davvero tante soluzioni: escursionismo (per tutti, anche per i sacchi di patate come la sottoscritta), relax, visite ai castelli, passeggiate nei borghi. Davvero questa vallata per me ha tutto! Me ne sono innamorata allora e, ancora oggi, non riesco a dimenticare le emozioni che mi ha trasmesso.
      Ma davvero Castel Savoia non lo avevi mai sentito nominare? Ma non far caso a questo particolare: io sono fissata. Ho strutturato il viaggio in Valle d’Aosta, come un tour serrato tra i castelli! E devo dire grazie a questa mia passione, perché proprio così ho scovato Castel Saovia e, di conseguenza, tutto il potenziale della Valle di Gressoney 🙂
      Buona giornata a te!
      Claudia B.

  6. Confesso che la Val d’Aosta mi attira da molto tempo. Ho un elenco di luoghi che voglio vedere e, dopo avere letto il tuo post, direi che Gressoney rientra tra questi. Già sto sognando di passeggiare tra le case di pietra e i boschi verdi… Tra l’altro, Aosta mi è piaciuta moltissimo, per cui sono curiosa di scoprire il resto della regione.
    Una domanda pratica: si riesce ad arrivare anche senza macchina? E’ fattibile? Mentre voi siete motociclisti provetti, io sono appiedata! 😀

    1. Aosta è piaciuta molto anche a me Ilenia, davvero tanto! Ho solo sbagliato a tenerla come campo base fisso per girare l’intera regione…ma quella volta ho dovuto agire in quel modo per necessità. In quell’occasione, avere l’auto a disposizione per spostarci in lungo e in largo, è di certo stato molto comodo, perché non abbiamo in nessun modo dovuto limitare le visite.
      Dato che è un viaggio di alcuni anni fa, durante il quale in effetti non abbiamo usato mezzi pubblici, ho fatto una piccola ricerca per rispondere alla tua domanda. Ho trovato dei collegamenti in bus con i quali potresti fare: Aosta-Pont Saint Martin, poi Pont Saint Martin-Gressoney. Ipotizzando che tu arrivi ad Aosta. Ma le combinazioni sono molteplici. Il sito per controllare le tratte è vitagroup.it!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

        1. Di nulla Ilenia! Se riesci, non lasciarti sfuggire questa valle. Dimenticavo di dirti che, se vorrai fare anche l’escursione ad Alpenzù grande, potresti raggiungere la località di Chemonal a piedi, salire ad Alpenzù, quindi rientrare.
          Se poi desideri fare l’intero circuito, che termina a Gressoney-la-Trinité, a quel punto ci sono bus navetta per rientrare a Saint-Jiean, (se non erro) 🙂
          Un bacio!
          Claudia B.

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