In Romania con Lucrezia e Stefano

Sono sempre contenta quando i lettori di Voce del Verbo Partire o altri blogger, decidono di partecipare alla rubrica “Tè caldo e chiacchiere di viaggio”. Ma oggi, in maniera particolare, saltello all’idea di ospitare nel mio salotto virtuale Lucrezia e Stefano, due giovani blogger che io seguo abitualmente. Creatori di “In World’s Shoes“, blog frizzante, dinamico e con eccellenti contenuti, oggi Lucrezia e Stefano ci parleranno della Romania.

Ci daranno tante informazioni utili su come organizzare un viaggio in Romania, su cosa vedere, accendendo i nostri occhi con le loro bellissime immagini! Ma ci racconteranno anche qualcosa di sé, del blog e delle passioni che li accomuna nella vita e nei viaggi.

Prima di lasciare la parola a Lucrezia e Stefano, voglio come sempre ricordarvi che sarei lieta di avervi ospiti nel mio salotto virtuale, per raccontare viaggi o esperienze di vita all’estero. Scoprite come fare, leggendo questo breve post.

Ma adesso basta! Lascio la parola a Lucrezia e Stefano, mentre io verso il tè: ragazzi, Earl Gray per tutti!

∞♦∞

CLAUDIA. Lucrezia e Stefano, benvenuti nel mio salotto virtuale. Lasciatemi dire che sono davvero felice di avervi qui con me, oggi. Vi ringrazio per aver accettato di condividere la vostra vita in viaggio, con i lettori di Voce del Verbo Partire. Iniziamo con una domanda semplice: parlateci un pò di voi!

LUCREZIA e STEFANO. Siamo Lucrezia e Stefano, 23 anni ma ormai prossimi ai 24. Studiamo entrambi all’Università. Io studio “Conservazione e storia del patrimonio artistico” a Roma3, mentre Stefano studia “Scienze della Comunicazione” alla Sapienza. Abbiamo tantissime passioni in comune, ma tante altre ci differenziano: amiamo l’arte in due modi diversi.

C. Sarebbe a dire?

L. Stefano ama dipingere e sta studiando da autodidatta per questo, mentre io amo conoscere la storia dei grandi maestri della pittura e della scultura, e visitare mostre ed esposizioni.

C. Mi sembra comunque un ottimo punto di partenza per condividere una passione, seppure concepita in modo diverso! Eppure ci sono anche interessi che coltivate in perfetta sintonia, giusto? Stefano?

S. Una passione che ci accomuna, oltre a viaggiare, è quella per la fotografia. Abbiamo entrambi studiato e lavorato in questo campo negli anni passati. Tutto questo ci ha portato ad aprire, alla fine del 2015, il nostro blog di viaggi “In World’s Shoes, dove raccontiamo in maniera personale i luoghi che ci hanno colpito, le emozioni che ci sono rimaste sulla pelle e consigliamo anche gli amanti del viaggio su come organizzare in maniera autonoma gli itinerari, cosa mangiare e dove dormire rimanendo (quasi) sempre nel settore low cost.

C. Un blog che a me piace molto. Sapete che vi seguo con piacere, perché non solo apprezzo tantissimo il vostro splendido materiale fotografico, ma anche il modo frizzante e coinvolgente con cui raccontate e consigliate. Ma c’è una cosa che ho sempre voluto chiedervi e ne approfitto per farlo ora: il nome. Avete voglia di raccontare il perché di questa scelta? Io ho un’idea in proposito…ma vorrei capire se è corretta!

S. Il nome è particolare, lo so, e ci chiedono tutti cosa voglia dire. In inglese si dice “put yourself in somebody’s shoes”, per indicare quello che in italiano traduciamo con “mettersi nei panni di qualcuno”.

L. Ecco questo qualcuno per noi è il mondo e quando viaggiamo ci mettiamo nei suoi panni, ci mettiamo nei panni di ogni paese che visitiamo immergendoci negli usi e costumi locali, cercando di avvicinarci il più possibile alla vita dei locali, per comprendere davvero come si vive in un posto che non è “casa”.

C. Un significato bellissimo, che si riallinea con l’interpretazione che avevo intuito. Sentirvelo spiegare, però, dà un senso totalmente diverso al vostro progetto. Un senso di grande profondità d’animo, di pensiero. Un senso di umanità ed empatia. Bravi. Raccontateci qualcosa di voi come viaggiatori: quando avete iniziato la vostra “carriera” di wanderlust?

S. Abbiamo iniziato a viaggiare davvero solamente una volta lasciato il “nido”: le nostre famiglie hanno girato molto l’Italia, ma non si sono mai spinte oltre quando eravamo piccoli. E nemmeno ora che potrebbero farlo in santa pace senza di noi!

C. Nel corso di questi anni ho capito una cosa: nella maggior parte dei casi non sono i figli a -come dire?- “limitare” i genitori nelle loro scelte. Mi riferisco ai viaggi. Diciamo che i genitori viaggiatori, trascinano i figli in giro per il mondo, indipendentemente dalla loro presenza. Forse ai vostri piaceva di più l’idea di scorrazzare attraverso l’Italia.

Parlateci dei vostri primi viaggi..

L. Il primo viaggio fuori dal confine italiano per me, è stato a 15 anni con la scuola ed il primo viaggio da sola a 18 anni. Uguale per Stefano, che a 18 anni è partito per Londra per la prima volta, per festeggiare il suo compleanno con degli amici. Ora viaggiamo in coppia, pensiamo sia il modo migliore di scoprire il mondo.

C. E, lasciatemi aggiungere, di “coltivare la coppia”. Non c’è nulla di meglio che condividere interessi ed esperienze, per fare del bene alla vita a due. Mentre faccio un altro giro di tè e biscotti, diteci che tipo di viaggiatori siete.

S. Ci piace molto viaggiare on-the-road, in completa libertà, gestendo i nostri tempi e sapendo di poterci catapultare al volo- beh, non proprio al volo- dalla macchina, qualora volessimo scattare una foto ad un paesaggio, o svoltare ad un incrocio non previsto nel nostro dettagliatissimo itinerario.

C. A proposito di dettagli! Lucrezia: se non ricordo male, anche io e te abbiamo qualcosa in comune o sbaglio? Voglio dire, oltre alla passione per i viaggi, la fotografia, l’arte, i viaggi a basso costo…la “bidet-dipendenza”! Qualcosa che ha a che fare con l’organizzazione…

L. Si sono una maniaca dell’organizzazione! Organizzo tutto prima di partire, mi informo sui siti ufficiali del turismo, attraverso altri blogger ed ho la mania di guardare le foto dei luoghi che visiterò, per farmi ispirare e decidere se inserire o meno una tappa nell’itinerario.

C. Ecco, capito perché siamo in sintonia…

L. Cerco di ottimizzare al massimo i tempi e questo vuol dire camminare ed arrivare ad inizio serata senza nemmeno la forza di parlare. E’ proprio così, molto spesso ci trasciniamo in hotel o nell’appartamento scelto, in silenzio, senza dire una parola. E continuiamo a non parlare almeno per una buona mezz’ora. Le prime parole della serata saranno dopo la doccia e dopo dieci minuti passati sul divano\ letto\ poltrona a guardare la tv o a modificare le foto scattate con il cellulare durante la giornata. Che disagiati!

C. No, no! Altro che disagiati! Se chiediamo alla community dei viaggiatori, sono certa che questa “scena da film horror”, descriva la vita in viaggio del 98% delle persone! Io e l’altra metà del blog siamo già con la mano alzata. Ancora ho problemi alla schiena dopo Salisburgo… Ora, ragazzi, io l’ho anticipato nella presentazione, ma diteci di quale (incantevole!) meta parlerete oggi.

L. Oggi vogliamo parlarti del viaggio in Romania, un viaggio on-the-road che abbiamo fatto a settembre 2016 e che ancora oggi ci suscita grandi emozioni al solo pensiero.

C. Un viaggio che io ho vissuto con voi, grazie agli aggiornamenti costanti sui social, ed agli splendidi reportage che avete poi pubblicato sul blog.

S. Questo paese non è ancora valorizzato come merita e noi, attraverso il nostro viaggio, i nostri scatti e gli articoli che abbiamo scritto, abbiamo cercato di mostrarlo agli occhi dei lettori sotto ad una luce diversa, quella di un paese genuino, fatto di piccole grandi città a misura d’uomo, dove il tempo sembra essersi fermato e dove si respira aria di serenità.

C. Tutte emozioni che siete riusciti a trasmettere molto bene. Come avete organizzato il viaggio?

S. Il viaggio lo abbiamo organizzato in assoluta autonomia (qui trovate il post completo con tutte le indicazioni). Ci siamo affidati come sempre a Skyscanner per monitorare i prezzi dei voli su Bucarest da Roma e quando abbiamo trovato l’offerta migliore abbiamo prenotato.

C. Curiosità da “mente viaggiatrice malata”, detta anche “fissazione da fregatura”. Io sto invecchiando e, come le nonnette che negli anni ’50 gridavano al complotto comunista, ho una certa difficoltà a concludere le operazioni con Skyscanner. Lo uso abitualmente, solo per comparare i prezzi e le date. Ma non ho mai fatto acquisti sui siti delle agenzie online, non riesco a fidarmi. Preferisco accedere al sito della compagnia aerea e proseguire l’acquisto con loro. Voi invece? Avete mai riscontrato problemi?

L. Negli ultimi casi ci siamo affidati a Skyscanner per tutto, perché avevamo trovato l’andata con una compagnia e il ritorno con un’altra. Quindi invece di girare sui siti alla ricerca di quell’offerta, abbiamo fatto tutto tramite questo motore di ricerca e ci siamo trovati molto bene. Il rincaro non l’ho visto.

C. Prima o poi proverò. Devo uscire solo dalla mia fissa “old-complottistica”! Ditemi, per quanto riguarda gli alloggi? Perché io sono una fanatica sia di Booking che di Airbnb, ma accolgo sempre nuove idee.

S. Per gli appartamenti ci siamo affidati a Booking, che ora tratta anche privati, e ci siamo trovati bene in tre casi su quattro: l’appartamento di Bucarest, infatti, lasciava decisamente a desiderare e ne abbiamo parlato nel nostro articolo dedicato alla città.

C. Booking, proponendo l’opzione di cancellazione fino a pochi giorni prima della partenza, è una manna dal cielo! In caso di problemi è una sorta di assicurazione.

Per il noleggio auto, invece?

L. Per l’auto a noleggio ci siamo affidati alla compagnia locale: la Klasswagen, che permette -attraverso la copertura assicurativa totale- di lasciare un deposito cauzionale di soli 50€non prevedendo la carta di credito. Quindi per noi giovani un buon motivo per poter girare il paese in auto senza problemi.

C. Ne parlavo proprio in questi giorni. Quella della carta di credito è una clausola che capisco, ma che le agenzie dovrebbero alleggerire per tutti, con la possibilità di versare un deposito cauzionale. Magari anche previo pagamento anticipato dell’intero noleggio! La carta di credito è troppo limitante, non tutti ne hanno una legata al conto, od un conto corrente che permetta questo tipo di transazioni.

Passiamo al vostro ricco itinerario: Lucrezia, immagino che questo sia il tuo settore! 

L. Organizziamo sempre i viaggi in autonomia, difficilmente ci appoggiamo ad agenzie locali. Almeno per quanto riguarda i viaggi europei. Le tappe dell’itinerario sono state scelte tutte prima della partenza e rispettate, rientrando pienamente nei tempi stabiliti. Siamo partiti da Bucarest ed abbiamo toccato Sibiu con il “Museo ASTRA” -un bellissimo museo a cielo aperto che ripercorre la storia rumena attraverso edifici ed oggetti trasportati da tutto il paese- poi ci siamo spostati a Sighisoara, la città di Vlad Tepes, che ispirò la figura di Dracula. Siamo poi finiti nel paesino di Viscri, un luogo fermo nel tempo, dove ancora oggi si è ancorati alle tradizioni del passato. E’ qui che dovete andare se volete conoscere la vera Romania. Le ultime tappe sono state poi Brasov ed i Castelli della Transilvania: il Castello di Bran e quello di Peles a Sinaia.

C. Voi che state leggendo: avete capito, vero, perché seguo questi ragazzi? Vi rendete conto di come abbiano saputo scegliere una meta affascinante, ma non modaiola, sviscerandola, catturandola e facendola loro, con un’organizzazione precisa al millimetro? Saprebbero conquistare l’attenzione e l’ammirazione di chiunque!

Ditemi, quale luogo vi si è -passatemi il termine- “infilzato” nel cuore e nella memoria?

S. Sibiu ci è rimasta nel cuore più degli altri luoghi. Sarà stato il colore dei palazzi colpiti dalla luce del tramonto la sera che siamo arrivati, la festa in piazza, i suoni, il profumo del cibo dalle bancarelle in legno. Sarà tutto o forse niente, ma Sibiu ci ha ricordato la felicità. Lasciamo un post nel quale potete leggere qualcosa in più su questa cittadina della Transilvania.

C. Un post che mi ha colpita molto quando l’ho letto. Un post che, insieme a tutti gli altri, mi ha lasciato una sensazione molto bella. A proposito dei vostri articoli sulla Romania: io ne ricordo uno dedicato al cibo, davvero da leccarsi i baffi! Volete parlarci un pò delle leccornie rumene?

L. In Romania fanno un uso spropositato di aglio e si sente, eccome se si sente! Stefano è stato costretto a starmi lontano per due giorni prima che la puzza svanisse, dopo aver mangiato un’ottima ciorbaa a Bucarest!

C. Lucrezia, lui lo ha fatto per il vostro bene, per proteggervi dagli attacchi dei vampiri! Una cucina dai sapori forti, ma penso decisamente appetitosa…

L. In ogni caso, aglio a parte, la cucina rumena è molto buona e gustosa. I nostri piatti preferiti? La mamaligia e il papanasi. Curiosi di scoprire cosa sono eh? Per questo abbiamo scritto un articolo dedicato alla cucina rumena e ai piatti che vanno assolutamente provati una volta lì

C. Io lo so-o, io lo so-o, pappappero! Andate a scoprirlo anche voi, cari lettori, e preparatevi ad una intensa acquolina in bocca! Ora, io voglio farvi una domanda sul come vi siete trovati in Romania. E’ una domanda che faccio sempre, perché mi piace capire e far arrivare a chi legge, il rapporto con le persone del luogo ed il senso o meno di sicurezza. Stefano, vuoi iniziare tu?

S. Quando siamo partiti per la Romania tutti quanti –tutti quelli che NON conoscono la Romania– ci hanno messo in guardia dalle persone che abitano questo paese. “Mi raccomando, stati attenti!”, “Ma che ci andate a fare, mamma mia!”: queste sono le frasi che si siamo sentiti ripetere più spesso.

C. Eccole! Le “perle di saggezza”, quelle che il viaggiatore DEVE ascoltare indistintamente, appena decide di varcare il confine! Quanto odio queste situazioni. Un pò come quando sento dire di un popolo: “Oh, sono scostanti, antipatici, maleducati!”. Ma come diamine si fa, a fare di tutta l’erba un fascio? A catalogare un popolo, in base ad una manciata di elementi? Perché, se questa fosse la regola, in Italia saremmo spacciati! E poi, cari tutti, quando dite che un certo “popolo” è scostante, pur avendo parlato con due persone, vorrei vedere come cavolo vi siete rivolti loro. Per dire, eh..

L. Io avevo l’aria sconcertata ancor prima di partire e sono stata felice di poter sbattere la realtà delle cose in faccia a tutti quelli che dicevano che la Romania, ma soprattutto i rumeni, sono pericolosi e ci avrebbero creato problemi! Noi non ne abbiamo riscontrato mezzo ed abbiamo, anzi, sempre trovato persone gentili ad aiutarci e darci indicazioni. Bisogna semplicemente usare la testa, così come in ogni altro paese. E portare rispetto per le tradizioni e la cultura.

C. E io sottolineo a mia volta l’importanza di questi concetti. Noi viaggiatori per primi, abbiamo il dovere di applicare coscienza, rispetto e condivisione. O, per dirla citando il vostro blog, dobbiamo “calarci nei panni degli altri” e “del mondo TUTTO”! Lucrezia, Stefano, insieme all’ultima tazza di tè, voglio porvi anche l’ultima domanda: tornereste in Romania? 

S. Sicuramente torneremo! Ci ha colpito troppo per non tornare e non conoscere più a fondo il resto del paese. Le zone che visiteremo nel nostro prossimo viaggio in terra rumena, saranno sicuramente la Bucovina e il  Maramures.

L.Ce ne hanno parlato in tantissimi consigliandocele e guardando qualche foto e leggendo alcuni articoli, non possiamo che dar ragione a chi ce ne ha parlato così bene. Non vediamo l’ora di poterle scoprire e tornare con tani aneddoti nuovi…e nuovi ricordi.

Lucrezia e Stefano (In World’s Shoes) per Voce del Verbo Partire

∞♦∞

In genere lascio l’ultima parola agli ospiti del mio salotto virtuale. Ma oggi sento il bisogno di aggiungere una mia nota, oppure riflessione…oppure chiamatela come vi pare, su questa bella chiacchierata fatta con Lucrezia e Stefano.

Prima di tutto per dirvi che potete trovarli anche sui canali social Facebook, Twitter e Instagram: io già li seguo, fatelo anche voi!

Seconda cosa per togliermi un piccolo sassolino dalla scarpa (leggete: montagna). Mi voglio rifare ad un articolo che ho scritto alcuni mesi fa, nel quale sputavo fuori la rabbia verso chi, più o meno palesemente, per anni ha cercato di dirmi che prima o poi, il mio girovagare per il mondo sarebbe finito. Che la casa, la famiglia, la maturità, mi avrebbero per forza costretta a rinunciare. Infatti sono ancora qui, nonostante l’allegro elenco.

Il sassolino, però, mi punzecchia anche quando sento queste stesse “limitanti cattiverie” dirette a ragazzi giovani, come potrebbero ad esempio essere Lucrezia e Stefano. O mio fratello, che ha la loro stessa età.

Siamo di fronte a giovani ragazzi che non sono dei perdigiorno privi di interessi: c’è chi lavora, c’è chi studia, c’è chi fa ambedue le cose. Chi ama la musica, le foto, la lettura, l’arte, il viaggio, il cinema: ognuno a modo suo si è ritagliato il proprio angolo di passioni pulite.

Non sono ricchi latifondisti, come non lo sono io, non sono mantenuti senza anima: sono ragazzi giovani, che si danno da fare, che si applicano al meglio nelle loro attività scolastiche e lavorative, che si fanno il mazzo per farsi strada in questa “Italia disagiata” (Lucrezia, scusa se ti rubo il termine).

Ragazzi non fatti di soldi, non ricoperti di privilegi, ma ragazzi che si rimboccano le maniche, che se necessario rinunciano di brutto anche ad attività molto più mondane, per poter vedere il mondo. O, più generalmente, per coltivare una loro passione. Ed io sono fiera di queste generazioni, lo sono perché sanno guardare oltre e scegliere con consapevolezza. Sono fiera perché siete bravi ragazzi, perché non vi arrendete, perché sapete selezionare e rinunciare, ma con un obiettivo preciso in mente.

Non permettete mai a nessuno di dire che tutto questo un giorno avrà fine perché, e qui ve lo garantisce una che da ragazza ha fatto le vostre stesse scelte\rinunce e tutt’ora le fa, questo avrà fine solo se voi vorrete dargli una fine. Non sarà sempre facile seguire le proprie passioni. Io mi sono ritrovata a fare lavori massacranti per 300€ al mese, mettendo via il più possibile, per non perdere di vista il mio sogno di viaggiare. Ora, con una casa ed un mutuo ed un solo stipendio, facciamo ogni genere di sacrificio per assecondare una passione a cui non posso e non voglio rinunciare. Per cui: “SI-PUO’-FAREEEE”!

Quindi MAI, ragazzi, non fatevi MAI togliere i sogni. Non tanto dalle circostanze, perché quelle sono imprevedibili e ci colpiscono all’improvviso (ed io lo so bene). Non fateveli togliere da chi non sa sognare, da chi si aspetta che le proprie scelte, perché la questione spesso è legata alle scelte che si fanno, siano anche quelle degli altri. Non fateveli togliere da chi non ha passioni e non vuole che nessuno ne abbia.

Claudia B.

#tècaldoechiacchierediviaggio

14 Commenti

  1. Bellissima questa idea di un salotto virtuale fatto di chiacchiere e tè, poi già alla parola tè mi avevi convinta, da buona consumatrice incallita che sono di questa bevanda ahah.
    Molto molto interessante l’intervista a In World’s shoes che seguo sempre volentieri tra l’altro 🙂 è davvero un’occasione questa per metterci a confronto con altri viaggiatori e scoprire mete magari generalmente considerate le prime come opzione di viaggio, personalmente ad esempio trovo la Romania molto interessante, ma quando ho provato anche solo a ipotizzare di andarci il commento è stato proprio: ma che ci va a fare?
    Eppure a me sembra un Paese affascinante tutto da scoprire!
    Tra l’altro poi non posso che essere d’accordo con il tuo pensiero finale, d’altronde io per prima sto per partire e andare dall’altra parte del mondo, quando mi capita di raccontarlo a vecchi compagni di classe tutti terrorizzati per le sorti dei miei affetti qui in Italia, ma sento di aver lavorato per laurearmi e risparmiare e che da sempre sogno di fare questo tentativo perciò non mi perdo d’animo 🙂

    1. Grazie Stefania💕! Quando ho ideato questo salotto virtuale fatto di chiacchiere e tè, non ho scelto a caso la bevanda😂😂😂! Sei in buona compagnia quanto a consumi 😉
      Riflettendo su ciò che dici, in effetti il “ma cosa vai a fare”, lo percepisco malissimo anche io. Anzi, voglio dire cosa penso fino in fondo. A meno che questa frase non venga da un genitore, che notoriamente si preoccupa per tutto e davvero, io temo sempre che chi la dice sia spinto da due fattori: un pizzico d’invidia, oppure inconsapevolezza su cosa davvero ci sia, in quella precisa meta.
      Anche questo ultimo caso, comunque, lo giustifico poco, perché se ti dico che sto partendo e tu di quel paese non sai nulla, al massimo mi chiedi cosa andrò a vedere, non cosa vado a fare.
      Io ammiro molto ragazzi giovani come voi, che seguono con determinazione l’amore per i viaggi. Che sia in un luogo vicino o lontano, per un giorno o un anno, voi almeno scegliete di scoprire, scegliete il bello. Scegliete quella che io definisco una “passione pulita”. Un accrescimento completo. Perché viaggiare è anche questo.
      Quindi Stefania, prosegui con orgoglio nelle tue scelte, perché sono decisioni che influiranno sulla tua vita, e di certo non fanno del male a nessuno. Chi ti guarda di traverso, secondo me, vorrebbe essere al tuo posto. Oppure sta seriamente bene nella tranquillità del proprio orticello.
      Io ti faccio un milione di auguri per la tua avventura dall’altra parte del mondo -in attesa della mia😉- e sono molto curiosa di scoprire i tuoi progetti 😊
      Un bacione,
      Claudia B.

  2. Ammetto di essere molto distratta e di dover recuperare i post più datati di molti di voi blogger. Questa tua iniziativa mi era sfuggita. Appena possibile voglio entrare nel tuo salotto per scambiare 4 chiacchiere. Intanto ho avuto piacere a spiare la vostra di chiacchierata. Lucrezia e Stefano li adoro, sia perchè nel loro essere coppia risultano molto composti che per le loro fotografie, cariche di sentimento, Tu Claudia sei sorridente, piacevole. Chi non vorrebbe entrare nel tuo salotto!

    1. Prima di tutto grazie per i complimenti, mi piace pensare che questo salotto virtuale sia un posto accogliente in cui scambiare opinioni ed esperienze😊.
      Seconda cosa Tiziana, non vedo l’ora di ospitarti! Nei prossimi giorni ti scrivo così ci accordiamo: sarei super contenta di averti qui con me👍 !!!
      Sai, anche io ho perso tanti articoli ed iniziative all’inizio di questa avventura con Voce del Verbo Partire: ho passato almeno tre mesi solo scrivendo e senza canali social😢
      Per fortuna ho rimediato all’errore, e ho potuto conoscere persone splendide come voi, con le vostre esperienze di vita, la vostra allegria e partecipazione. Avete ridato un senso al lavoro sul blog 💕
      Bacioni😘
      Claudia B.

  3. Genuini e sinceri come li abbiamo conosciuti la prima volta, Lucrezia e Stefano. Catturate con le vostre foto e la vostra simpatia. 🙂
    Toccanti e profonde le ultime parole, soprattutto perchè le viviamo anche noi in prima persona. Mai rinunciare ai proprio sogni.
    L’idea di un salotto reale è davvero fantastica 🙂

    1. E’ vero, ti conquistano subito! Non importa che ci sia uno schermo o qualche km di mezzo, Lucrezia e Stefano nel loro blog ti trascinano e coinvolgono! Ed il fatto che siano sempre così educati e disponibili, li rende davvero due ragazzi da ammirare 😉
      Grazie per i complimenti: questa idea di aprire un salotto virtuale, con “Tè caldo e chiacchiere di viaggio” è nata qualche mese fa, e giuro che mi sta dando grandissime soddisfazioni 🙂
      Grazie per aver lasciato il tuo pensiero,
      Claudia B.

  4. Che bella questa intervista a Lucrezia e Stefano. Li seguo da quando la nostra esperienza di blogger ha preso il via, ormai un anno fa. Trovo che abbiano un talento davvero fantastico nel fotografare e raccontare i luoghi, oltre che una delicatezza unica nel parlare attraverso lo schermo.
    Ma anche tu Claudia, con il tuo inciso finale mi hai emozionata. Sono d’accordo con ogni parola, ogni sillaba, ogni virgola che hai scritto. Dobbiamo avere il diritto di continuare a sognare, dobbiamo supportare chi è più piccolo di noi a non mollare e a crederci sempre!
    Le persone hanno parole e sentenze sempre pronte ad essere sputate fuori. Pensano che cercando di tagliare i fili della tua immaginazione finirai nel mare di banalità nel quale navigano loro. Ma chi ha le ali per volare ha il dovere di spiegarle e andare oltre! Vale per i ragazzi, ma anche per noi più vecchiotti.
    Viaggiamo per sognare e per imparare cosa c’è oltre l’orticello di casa nostra e, mi dispiace dirlo, ma penso davvero che questo ci dia una marcia in più!
    Un bacio a entrambe, senza dimenticare Stefano! (Scusaci, tra donne finiamo sempre per fare “comunella”)

    1. E’ incredibile, riusciamo fare anche comunella web: ma come è possibile, ahahahahah!
      Giulia sono molto contenta di queste tue parole, perché è una cosa che avevo “sullo stomaco” ormai da tempo. Da quando seguo giovani blogger come Lucrezia e Stefano, che si spaccano in quattro, che danno tutto per poter viaggiare, rinunciando a cose alle quali altri ragazzi della loro età non rinuncerebbero mai.
      E lo stesso, Giulia in questo hai ragione, vale anche per noi più “datate”… Nel senso che ovviamente anche a noi non arriva la manna dal cielo, ma tutto parte da rinunce, scelte, grande attenzione a ciò che sono le spese quotidiane. Solo per raggiungere il nostro sogno.
      Eppure la gente ti guarda e ti giudica: i ragazzi viaggiano perché hanno i genitori che li mantengono, le giovani famiglie viaggiano perché non hanno figli, le famiglie da tre in su viaggiano perché sono ricche.
      Per le persone non esiste valutare il sacrificio e la rinuncia. La scelta. Scegliere dieci cene in meno; scegliere di evitare aperitivi quotidiani, o serate per locali ad ogni fine settimana; scegliere di comperare una maglietta da 5€ invece che da 50€; scegliere di fare la spesa con attenzione senza sprecare nulla; scegliere di stare attenti al millesimo ai consumi, per evitare brutte sorprese.
      Se chi spara la propria sentenza non fa certe scelte, ovvio che tu debba restare intrappolato nella stessa rete.
      Poi, per fortuna, abbiamo chi come noi dimostra il contrario. Ma quando questo contrario viene dimostrato da ragazzi giovanissimi come Lucrezia e Stefano, in gamba, con un talento naturale, tosti, determinati a portare avanti la loro passione con impegno, io Giulia mi sento davvero orgogliosa. Perché penso che questa sia una vera speranza per il mondo dei viaggiatori 🙂
      Grazie per essere passata e per aver lasciato il tuo intervento virtuale a questa chiacchierata!
      Baci,
      Claudia B.

  5. Che belli questi salotti dove è possibile conoscerci meglio e soprattutto che bello quando un viaggio si trasforma in un’occasione per smentire preconcetti e stupidi pregiudizi.
    Mi associo a tutte le considerazioni finali che avete fatto ragazze!
    E’ stato un piacere indossare le vostre scarpe 😉 Però la prossima volta fatemi avere un 37 😀
    Un abbraccio circolare a tutti!

    1. Grazie Dani, l’idea del salotto virtuale vuole essere proprio questa: un modo per confrontarsi, chiedere, conoscere. Un incontro di persone e idee, anche se sul web!
      Ho pensato di idearlo così per fare in modo che risultasse come una chiacchierata tra amici, per lasciare spazio alle considerazioni di tutti. Considerazioni con cui si spazia dalla battuta, all’abbattimento di un pregiudizio, a consigli utili…fino al levarsi un macigno dalla scarpa 😉
      A proposito di scarpe…per la prossima volta te ne invio un 37 con pelliccia interna, che fa freddo ;-)!!!
      Baci,
      Claudia B.

  6. Seguo Lucrezia e Stefano da quando ho “fatto il mio ingesso” in questo mondo virtuale di blog, social, ecc e loro mi hanno sempre aiutata e supportata dal primo giorno. In poche parole li angosicavo – insieme ad altri poveri malcapitati – con domande e dubbi su WordPress, fotografie… Ogni tanto lo faccio ancora adesso e loro sono sempre molto carini e disponibili.
    Li seguo sempre con piacere e forse i racconti del viaggio in Romania sono quelli che ho amato di più: probabilmente perché è un paese dove vorrei andare.
    Un bacione a tutti 😍

    1. Silvia anche io li ho martoriati di domande, insieme alla povera Orsa (ciao Dani!) alla quale ho fatto quasi perdere il pelo per lo stress! Ahahahahah ;-)!
      Questo solo per dire che ti capisco bene, perché nel mondo del web incontrare persone tanto disponibili è una cosa inaspettata, ma che riempie di gioia. Come ho avuto modo spesso di dire, la community di viaggiatori e blogger è come un bel gruppo di amici, pronti a darsi una mano con indicazioni e consigli 🙂
      Seguire due giovani talentuosi come Lucrezia e Stefano è un piacere, ma anche un orgoglio: sono la dimostrazione di quanti contenuti veri, profondi, di qualità, quanta testa abbiano i nostri ragazzi.
      Un bacione anche a te!
      Claudia B.

  7. È stato un piacere ed un onore per noi fare questa chiacchierata con te, nel tuo salotto virtuale che – diciamocelo – speriamo un giorno diventi un salotto/sala da tè/uno dei peggiori bar di Caracas ma reale, così da poterci stringere in un forte abbraccio. Le tue parole finali ci hanno toccato molto perché, lo sai, viaggiamo mettendo via i centesimi, cercando di non gravare mai sulle nostre famiglie pur essendo ancora studenti. E in qualche modo, pur non potendoci permettere ancora viaggioni oltreoceano, partiamo e diamo vita ogni giorno alle nostre passioni. Ci vuole impegno e sacrificio ma si può fare!!!!
    Grazie ancora per averci ospitato!!!
    Un abbraccio stretto stretto ed un bacione! <3

    1. Scegliamo subito uno dei peggiori bar di Caracas!!! Ma sapete che cosa assolutamente figa 😉 ! Penso continuamente a quanto sarebbe bello incontrarsi tutti insieme, e sono certa che un giorno riusciremo davvero a farlo. Solo che speriamo sia prima di poi, perché io invecchio sempre di più: potrei ben presto aver bisogno del valletto anche per infilare gli stivali 😉
      Sono molto contenta che “vi sia arrivata” la parte finale. Non volevo togliere spazio a voi, in genere lascio che le chiacchierate virtuali terminino con l’ultima domanda. Ma più pensavo ai vostri sacrifici, a mio fratello che ha la vostra età, a tanti ragazzi che si fanno il mazzo per scegliere di viaggiare, a me stessa, più mi saliva questo pensiero e ho voluto assolutamente scriverlo. Pensiero che sento col cuore e con la mente.
      Non conta se la meta non è l’altra parte del mondo (anche se prima o poi quel momento arriva, credete ad una che non aveva più speranze), l’importante è quanto quella meta la si ama, la si vuole, la si vive. Fosse anche a cento km da casa!
      Credetemi, il piacere è stato tutto mio!
      Un abbraccio grande come il mondo che ci impegniamo a visitare,
      Claudia B.

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