Diario di viaggio in Inghilterra, tra Londra e le contee del sud

Leggo fin da quando ero piccolissima, sono praticamente cresciuta a pane e gialli classici inglesi.
Quindi non ci si può stupire se, uno dei miei più grandi sogni, era quello di andare a Londra e visitare anche le contee del sud dell’Inghilterra. A nessuno si nega la possibilità di cercare tracce dell’esistenza di Hercule Poirot, Miss Marple o Scherlock Holmes. 
Il patto con mio marito è stato semplice: tu compri l’Aprilia che desideri da sempre, io in cambio voglio fare un viaggio in Inghilterra. A suo tempo mi è sembrato un giusto compromesso, considerando che io amo viaggiare, ma anche andare in moto. Si è trattato del classico “prendere due piccioni… con la fava del vicino”.
Dopo aver trovato un bellissimo itinerario di 7 giorni, proposto da un noto Tour Operator, abbiamo scelto un viaggio organizzato, che ci avrebbe permesso di esplorare Londra e visitare alcune fra le più belle località inglesi del sud, con paesi, castelli e ville vittoriane. L’equivalente del venir catapultati all’interno di una delle trame dei miei libri gialli!
Questo è stato anche il viaggio che ha segnato il nostro battesimo dell’aria, dopo anni di crociere e viaggi in pullman. Devo dire che il nostro non è stato un distacco semplice dal terreno calpestabile. La mattina della partenza, assomigliavamo più a due zombie terrorizzati che a due viaggiatori felici ed emozionati.
Fortunatamente col tempo le cose sono notevolmente migliorate. Ma, ancora oggi, quando ripenso a quel giorno dell’Agosto 2008, mi rendo conto di quanto quel mix di paura, attesa, emozione, felicità, ansia, sia stato esplosivo….. voglio essere totalmente onesta e dire che, forse, il cumulo di calmanti che abbiamo preso, seppure omeopatici, hanno acceso la miccia di quell’esplosivo!
Insomma, nessuno ci avrebbe potuto accusare di nulla se, al momento del decollo, avessimo iniziato ad urlare (io) e svenire (sempre io). Mio marito, che non voleva assolutamente prendere l’aereo, si è limitato a girarsi verso di me e dirmi, testuali parole: “Accelero di più io in moto”. Deve ringraziare l’omeopatia se è ancora vivo.
Voglio aprire una piccola parentesi, sui nostri pensieri di allora. Una delle cose che ho dichiarato, appena prenotato il viaggio, è stata: “Io l’inglese in Inghilterra non lo parlo, cascasse il mondo. Non ci penso nemmeno”.
Una delle cose che ha dichiarato mio marito, subito dopo il “Io in aereo non salirò mai”, è stata: “Sia chiaro, visto il rischio attentati, a Londra non si usa la metropolitana. Cascasse il mondo, si va a piedi”…….. Sono lieta di annunciare che, in seguito a queste affermazioni, i Maya e il loro famosissimo calendario, hanno deciso di rassegnare le dimissioni e cambiare lavoro. Infatti siamo tutti sopravvissuti al 2012…
Anche se il nostro viaggio era organizzato, avevo pianificato comunque le visite per i momenti e le giornate libere, ragion per cui, appena lasciati i bagagli al deposito dell’hotel, ci siamo diretti alla stazione della metro più vicina, abbiamo acquistato un biglietto giornaliero e abbiamo iniziato a visitare la città.
Per quanto riguarda la lingua, non ho fatto in tempo ad uscire dall’aeroporto, che ho dovuto immediatamente adeguarmi all’inglese. Una cosa che mi ha coinvolta piacevolmente, dato che gli inglesi sono assolutamente disponibili ad ascoltare, a farsi capire, a dare indicazioni e ad aiutare in caso di bisogno, al contrario di quanto si dice in giro.
Da quel momento fino alla partenza, ho colto ogni occasione per parlare ed ascoltare la lingua, ed è stata davvero una gradevole palestra. Mio marito è diventato, invece, The King of the Tube, un vero e proprio Teseo in grado di destreggiarsi nel labirinto di linee della metropolitana.

Siamo quindi partiti alla volta di Buckingham Palace, per visitarne gli interni, approfittando delle vacanze estive in Scozia di Ely the Second and her family. Dopo essere passati attraverso i controlli di sicurezza, aver assorbito un altro pò di radiazioni sotto al metal detector (alla fine della giornata, ci saremmo potuti trasformare in due super eroi!), abbiamo potuto accedere alle sontuose sale di rappresentanza della residenza reale.

Nonostante l’intenso afflusso di turisti, abbiamo potuto goderci appieno la visita, in un ordinato silenzio, grazie al fatto che tutti quanti utilizzano audio-guide che evitano spiegazioni ad alta voce e noiosi assembramenti di persone.

In sottofondo il costante accompagnamento musicale del traffico aereo londinese. Mi chiedo come Ely the Second and her family, riescano a prendere importanti decisioni regali, disturbati dal rumore continuo degli aerei.
Dopo una sosta nei giardini di Buckingham, per un veloce panino, abbiamo proseguito lungo The Mall e ci siamo spinti fino a Trafalgar Square, per visitare la National Gallery.

Credo sia inutile aprire il capitolo “ingressi gratuiti ai musei londinesi”, un modo assolutamente splendido di rendere l’arte patrimonio di tutti, senza limitazioni. Noi abbiamo lasciato comunque una piccola quota nelle teca all’ingresso.
Usciti di nuovo nella fresca aria del tardo pomeriggio, siamo risaliti verso Downing Street fino a Westminster.

Ormai distrutti, vista anche la levataccia della notte precedente, a l’una eravamo già in auto per raggiungere Linate, siamo risaliti in metro per rientrare in hotel e riposare un pò prima di cena e dell’incontro col resto del gruppo.

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Anche il secondo giorno lo dedichiamo completamente alla visita di Londra, questa volta con una guida che ci accompagna in alcuni dei luoghi più famosi della capitale: Royal Albert Hall, Trafalgar Square, London Bridge, Abbazia di Westminster, il Parlamento ed il Big Ben, St. Paul Cathedral, Picadilly Circus, Buckingham e The Mall.
Prima della visita guidata alla Torre di Londra, luogo di tanti drammi e misteri oltre che attuale “cassaforte” dei Gioielli della Corona, ci fermiamo per pranzo a Covent Garden dove, quello che era il mercato dei fiori, è stato sapientemente trasformato con negozietti e ristoranti. E’ una sosta piacevole, grazie anche agli spettacoli degli artisti di strada, che si esibiscono in ogni angolo.

Di nuovo liberi di gestire il nostro tempo, nel tardo pomeriggio, ci rechiamo a Kensington Palace, ma lo troviamo già chiuso.
Facciamo, perciò, una passeggiata nei giardini che, insieme ad Hide Park, con cui confina, diviso solo dal Serpentine, costituiscono una delle zone verdi più vaste di Londra. L’idea, dopo aver sostato davanti al memoriale di Lady Diana, sarebbe quella di trovare la statua di Peter Pan.
Insomma, io adoro Sherlock Holmes, Watson e i misteri di Baker Street, però ho sempre trovato deliziosa la favola di Peter Pan. Il problema è che questa sorta di caccia al tesoro, non si rivela così semplice come pensavo.
Inizio a chiedere indicazioni ai passanti che mi guardano basiti, in quanto non hanno mai sentito nominare il monumento a Peter. Vuoi vedere che quel piccolo birbone è tornato sull’Isola che Non C’E’?
E’ solo per un caso se, ad un certo punto, quando stavamo per arrenderci, Peter appare ai nostri occhi nel momento stesso in cui sta per decollare (rieccone un’altro con la mania del volo..).

Possiamo così salire in metro per tornare in hotel, in modo da prepararci per la serata, ma The King of the Tube e la sottoscritta, fanno un errore di calcolo e sbagliamo fermata. Che poi, ci sarà stato un motivo se Teseo si affidò al filo di Arianna! Noi ritroviamo la strada grazie ad una gentilissima famiglia, che sale sul treno successivo con noi e ci porta fino a destinazione.

Dopo una doccia veloce, prendiamo nuovamente la metropolitana, insieme ad alcuni compagni di viaggio, per andare a Notting Hill dove, a fine agosto, c’e’ il Carnevale gemellato con quello di Rio.

Veramente noi vorremmo anche trovare e fotografare la casa dal portone blu del film con Hugh Grant e Julia Roberts ma, il karma negativo iniziato con la chiusura di Kensington Palace, con l’irreperibilità di Peter e la rottura del filo di Arianna, sembra seguirci fino a qui.

La casa non si trova e scopriamo solo il giorno dopo che il proprietario ha fatto cambiare l’estetica della facciata, per contrastare gli assalti dei fans del film….

Vista la difficoltà di muoversi e trovare un locale in cui cenare, risaliamo in metro e andiamo verso Picadilly e poi, a piedi, a Soho, dove troviamo un ristorantino delizioso in cui mangiare qualcosa.

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E’ con il terzo giorno in Inghilterra che inizia il nostro tour alla scoperta del sud e delle verdi contee da cartolina.
Per prima cosa ci rechiamo a Windsor per la visita del palazzo, visto che Ely the Second and her family continuano il loro rilassante soggiorno scozzese.
Il paese stesso è un assaggio incantevole della struttura idilliaca dei paesini inglesi, con i piccoli cottage affacciati sulla strada principale ed il Palazzo Reale che domina su tutto.
Proseguiamo per Oxford, vivace cittadina universitaria, per la visita di uno dei college e una passeggiata fra le allegre vie del centro.
Nel tardo pomeriggio ci attende la visita all’elegante Blenheim Palace, a Woodstock, una monumentale residenza di campagna, molto simile a quelle che Agatha Christie descrive nei suoi libri, con tanto di rimessa per le barche e fiume, mi ha fatto subito pensare a “Caccia al delitto”. 
A fine giornata raggiungiamo Stratford Upon Avon, paese natale del grande drammaturgo William Shakespeare.
Dopo cena facciamo una prima passeggiata esplorativa nel piccolo e fiabesco centro storico, un agglomerato di case a graticcio, negozietti e pub. Ne approfittiamo per ordinare una pinta di birra, in un caratteristico pub con travi a vista, soffitti bassi in legno e un’atmosfera accogliente e raccolta.
Io mi aspetto di veder entrare all’improvviso Hercule Poirot, accompagnato dal fedele Hastings, e sentirlo ordinare una cioccolata calda “S’il vous plait”.

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Avendo pernottato a Stradford, iniziamo la quarta giornata con la visita dell’ipotetica casa natale di Shakespeare.

Scelgo appositamente questo termine, visto che si tratta della ricostruzione di un edificio del XVI secolo, in cui effettivamente avrebbe potuto vivere lo scrittore.

E’ una visita comunque interessante e ben strutturata, inserita nel contesto di un paese pittoresco e incantevole.

Prima della partenza io mi concedo una sosta in un negozio di miniature, per cercare qualche oggetto per la mia casa delle bambole.
E’ all’ora di pranzo che, dopo aver attraversato campagne rigogliose e piccoli villaggi con mercatini caratteristici, arriviamo in quello che potrebbe essere il paese di Miss Marple, St. Mary Mead, ma che risponde al nome di Burton-on-the-Water e si trova nelle Cotswolds.

Un luogo da cartolina, talmente perfetto da sembrare un set cinematografico, è in realtà normalmente abitato da inglesi pacifici, che di godono i loro bellissimi cottages, i vicoli e corsi d’acqua, gestendo piccoli negozi, partecipando a mercatini e bevendo tazze di tè.

Nel momento stesso in cui arriviamo, mi rendo conto ancora di più come, una mente acuta e fantasiosa come quella di Agatha Christie abbia potuto lasciarsi ispirare dalla sua terra natale.

Nel pomeriggio partiamo alla volta di Salisbury, nel Wiltshire, facendo una breve sosta fotografica a Stonehenge. Qui, forse, mi trovo di fronte all’unica vera delusione di questo viaggio in Inghilterra. Il sito neolitico, infatti, è a ridosso di una statale, molto trafficata, che toglie ogni magia al luogo.

Fortunatamente la visita del centro storico di Salisbury e della sua imponente cattedrale, all’interno della quale è conservata una delle copie originali della Magna Carta, con cui Giovanni Senza Terra concesse una serie di privilegi ai suoi feudatari in cambio della loro obbedienza, mi riportano nella dimensione da romanzo, a cui questo viaggio mi ha tenuta ancorata finora. 
Arriviamo in serata a Portsmouth dove ceniamo e restiamo in hotel, visto che questa cittadina non ci ispira particolarmente.

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La grande attrattiva di Portsmouth è l’incredibile Historic Dockyard, dove ci rechiamo il giorno successivo, che richiederebbe molto più di un paio d’ore di visita.
All’interno, oltre ad un interessante museo navale, non si può negare che la punta di diamante siano le navi storiche della marina inglese: la Victory di Horatio Nelson, la Mary Rose di Enrico VIII, la Warrior che fu la prima corazzata inglese.
Noi visitiamo la Victory, attraversando gli ambienti interni nei quali visse, vinse e morì Lord Nelson.
In tarda mattinata, partiamo alla volta di Arundel, nel West Sussex, un altro paese che rappresenta al massimo la tipicità dell’Inghilterra da cartolina, quella da manuale: con i cottages, le sale da tè e le residenze storiche come il medievale Arundel Castle, un susseguirsi di ambienti signorili e giardini d’autore.

Nel pomeriggio ci spingiamo verso la costa, nell’ East Sussex, dove ci attende la solare e allegra cittadina di Brighton.
Complice la bella e ventosissima giornata, ci godiamo il doppio volto della località: quello più soft e mondano, con il vivace lungo mare, gli ampi viali con i negozi delle maggiori firme, i locali alla moda; quello più raccolto, culturale e caratteristico, con i piccoli vicoli, le piazzette nascoste, i negozi di artigianato ed i pub.
Ma, signore e padrone di Brighton, è sicuramente il Royal Pavillion, una sfarzosa villa inglese dal gusto orientaleggiante, i cui interni lasciano senza parole per il loro sfarzo ricercato.
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La mattina del sesto giorno di viaggio, è anche l’ultima dedicata alla scoperta delle contee del sud.

Ma per non pensare alle cose tristi, ci dedichiamo anima e corpo alla visita della storica cittadina di Canterbury, iniziando dalla più famosa chiesa cristiana d’Inghilterra, la cattedrale gotica che ha visto, al proprio interno, consumarsi il tragico omicidio dell’arcivescovo Thomas Becket.

Dopo un’ora circa, usciamo per una passeggiata nei vicoli del paese medievale, con le belle case a graticcio e i numerosi negozietti di ogni tipo.

Subito dopo pranzo, partiamo per il Kent, dove abbiamo in programma la visita guidata del medievale Leeds Castle, un paradiso per i fotografi vista la sua amena posizione su degli isolotti al centro di un laghetto artificiale.

Terminata la visita, ci concediamo una bella tazza di tè, prima di ritornare a Londra, dato che domani è previsto il nostro rientro in Italia.

Il tempo di fare il check-in in hotel, una doccia velocissima e, con alcuni compagni di viaggio, usciamo per una passeggiata pre-serale per i viali di South Kensington fino ad Harrods, dove si può acquistare qualunque cosa, dall’ago per il cucito ad un elefante (per stirare?).

In effetti siamo tentati di chiedere alle addette se possono farcene consegnare uno a casa, possibilmente senza spese di spedizione: sarebbe un’ alternativa al classico cane da guardia in giardino.

Ceniamo in un pub vicino all’hotel e torniamo per salutare il resto del gruppo, dato che, il giorno successivo, avremo tutti quanti i voli di rientro in Italia ad orari diversi.

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Il settimo e ultimo giorno londinese, approfittiamo per concludere alcune visite in città. Prima di tutto raggiungiamo in taxi l’Abbazia di Westminster, luogo di sepoltura dei più importanti personaggi storici inglesi.
Io mi sono molto divertita a cercare le lapidi dei miei preferiti! Si, magari l’idea può sembrare appena un pò macabra, ma in realtà è uno spasso.
Poi a mia discolpa, voglio dire che l’audio-guida è fatta molto bene, quindi è tutto molto esaltante.
Saliamo quindi in metro, perchè è impossibile trascorrere queste ultime ore a Londra senza farlo, e raggiungiamo il British Museum.
Ovviamente dobbiamo impostare la visita, scegliendo solo alcune sezioni, quella egizia e quella dedicata ai marmi del Partenone. Non abbiamo molto tempo a disposizione e il British è enorme, servirebbero giorni per vederlo tutto e bene.

Ultima visita della giornata, visto che ci resta ancora un’ora prima di prendere la navetta per l’aeroporto, è al Museo di Scienze Naturali, dove è stato girato il film “Una notte al museo” con Ben Stiller.

Dato che abbiamo abbandonato l’idea dell’elefante da Harrods, valutiamo l’idea di portare con noi uno dei dinosauri presenti all’interno.

Ed è così che, dopo sette giorni da sogno, ci ritroviamo nuovamente ad Heathrow, là dove tutto è iniziato, se non pronti a rientrare in Italia, quantomeno con un’idea precisa di cosa si prova a volare.

Niente calmanti naturali, questa volta, niente levatacce, una maggiore tranquillità, ci permettono di godere appieno il volo, con un tramonto sulle nuvole a cui mi sono ritrovata spesso a pensare, nel corso di questi anni.
Tirando le somme, devo dire che è stato un viaggio assolutamente ben riuscito, ho trovato esattamente ciò che la me bambina, ha sognato per una vita: una metropoli fantastica, sempre venti passi avanti rispetto al resto del mondo, aperta ad ogni cultura, ricca di eventi ma splendidamente vivibile, dove è talmente facile sentirsi a casa e sentirsi accettati, che la frase “essere a proprio agio” assume un significato pieno; una campagna ricca e idilliaca, con villaggi da cartolina, residenze storiche e castelli da fiaba, che non potevano non ispirare menti brillanti e fantasiose come quelle di Agatha Christie e Sir Arthr Conan Doyle.

Per me, lettrice accanita, ritrovare nella realtà, vivibili, riconoscibili, i luoghi che ho tanto amato, è stato davvero come camminare in un sogno. E, in ultimo, ma non ultimo, scoprire il calore e l’accoglienza del popolo inglese, la loro disponibilità, il loro essere così piacevoli e alla mano. Anche per sfatare il mito secondo cui siano freddi e inospitali.

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Consigli utili.
-Non sognatevi assolutamente di chiedere, ad un poliziotto londinese, dove si trova la casa dal portone blu del film Notting Hill… Convincete piuttosto un vostro compagno di viaggio a fare questa figura barbina. Voi rimanete nascosti nelle retrovie.
-Se anche voi volete fare una foto con la Statua di Peter Pan, evitate di chiedere informazioni ad un gruppo di allegri inglesi, che sorseggiano una birra vicino al Serpentine: quando rideranno dicendovi che è proprio una bella domanda, ma non hanno mai sentito parlare di un monumento del genere, capirete che forse è proprio il caso di andare ad acquistare quell’elefante da Harrods….
-Mai, mai, mai, offrire ai compagni di viaggio diabetici, ipertesi e col colesterolo a 6000, le buonissime patatine tagliate a mano, che vendono nelle piccole rosticcerie. Non per la loro salute, ma perchè sono talmente strepitose che a voi non resterà nulla.
-Ah si, ovviamente: GOD SAVE ELY THE SECOND AND HER FAMILY!!!!!

Claudia B.

12 Commenti

  1. Ciao Claudia! Alcuni dei posti di cui parli li conosco bene! Mia mamma è inglese e io ho passato molto tempo là! È della contea di Norfolk, a nord est rispetto a dove sei stata tu! È una zona di campagna bellissima! Se decidi di tornare in Inghilterra te la consiglio! È ad un paio di ore di macchina da Stansted 😉

    1. No! Che fortuna! Sto provando un moto di invidia -benevola-…è sempre stato il mio sogno scorrazzare ampiamente per quei posti 😍!
      Il Norfolk è una delle zone che vorrei visitare, ho visto certi reportage in TV che mi hanno incantata… Ora che so del tuo “giocare in casa”, so anche a chi rivolgermi per le informazioni!
      A presto,
      Claudia B.

  2. samantha

    Claudia con questo articolo hai superato te stessa. Le foto, il racconto del viaggio e l organizzazione mi hanno stupita.sei stata capace di vedere un milione di cose in una settimana. Le hai descritte così bene da farnele rivivere.
    Complimenti.
    Ho voglia di ripartire e lo dico sul serio!

    1. Ma che parole meravigliose!!! Samantha grazie, mi hai commossa…
      Ricordo ancora quando l’ho scritto. Non ero sicura dell’esito, come non lo sono mai quando devo riportare viaggi molto indietro nel tempo.
      Eppure più andavo avanti, più risentivo quei momenti. E mi sono detta che, forse, sarei riuscita a trasmetterlo ai lettori.
      Forse, non c’è mai garanzia. Ma ora il tuo complimento così dolce mi fa pensare che probabilmente ho preso la strada giusta!
      Ho amato quel viaggio, lo amo ancora oggi. Come ho scritto in un altro commento, spero che quei piccoli villaggi abbiano mantenuto la loro anima.
      A presto cara!
      Claudia B.

    1. E quando voi partirete, io seguirò il vostro viaggio per sognare di essere ancora lì!
      Lo sai che hai tanto, ma tanto ragione Lucrezia? Purtroppo aggiungo. Mi riferisco al fatto che certi angoli mozzafiato, perdono sempre di più la loro originalità. Il loro essere incredibilmente veri.
      Ancora nel complesso qualcosa si salva, ma quando vedi comparire per la prima volta i nomi delle grandi catene, oppure i souvenir Made in China, sai già che non dovrai aspettare molto per veder sparire l’anima di quel luogo.
      Nel 2008 c’era ancora tanto “villaggio” in quei piccoli agglomerati, sale da tè, negozietti magari turistici ma assolutamente tipici. Non ho idea di cosa sia successo nel frattempo.
      Mi auguro che qualcosa sia sopravvissuto. Mi dispiacerebbe non ritrovare la stessa atmosfera!
      Grazie per essere passata, un bacione,
      Claudia B.

  3. Anonimo

    Wow eccoci in linea. Buongiorno Claudia sono Anna Maria Barbieri, coincidenza il cognome uguale. Dunque come sai siamo state di recente a Londra in un gruppo di cesenamiche. Secondo me il fatto che fossimo in tante è stato un vantaggio perché offriva maggiori opportunità. Io desideravo vedere e pubblicare la foto della regina Budicca che 2000 anni fa diede del filo da torcere ai conquistatori Romani e per questo è molto celebrata dagli inglesi. Ho fatto molte foto alla statua perché quasi tutti i giorni l'abbiamo incontrata. Una piacevole novità è stata per me la gita a Grenwich, la consiglio veramente e poi l' estasi davanti ai fregi del Partenone detti anche di Elgin che era il Lord inglese che fortemente li volle portare in patria da una terra, quella greca, che nel 1800 subiva l' invasione e la distruzione turca dei suoi maggiori monumenti. Su questo argomento ho letto un libro che ti prestero volentieri Claudia che si intitola ''le due donne del Partenone''. Grazie e a presto.

    1. Anna Maria è nuovamente un piacere! Un giorno scopriremo se siamo parenti o è solo una casualità.
      Ho saputo che siete state a Londra, me ne ha parlato Samantha… Secondo me resta una città sempre sorprendente, ha talmente tanto da offrire, da ogni punto di vista (le tue parole lo dimostrano in pieno) che, probabilmente, non basterebbe una vita per completarla! Pura meraviglia, storia, arte, tecnologia, architettura e, permettimi, menti che viaggiano ad uno stato di apertura, molto avanzato, rispetto a ciò che succede nel nostro intero paese… Una città che batte uno Stato, fa una certa “impressione”. Eppure, anche solo per il ruolo giocato dalle donne, nel corso dei secoli: grandi dominatrici, reggenti, regine. La tua Budicca ne è un esempio! E anche Ely The Second, non scherza.
      Grazie per la lettura consigliata: cerco e scarico il testo, così me lo leggo con calma!
      Claudia B.

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