Favole per bambini da leggere e colorare: racconti per sognare da 0 a 100 anni

FAVOLE DIVERTENTI PER BAMBINI
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Ho da poco scoperto che amo scrivere favole per bambini e proporre lavoretti con cui intrattenere i più piccoli. Un modo per farli evadere, anche quando non si può fisicamente uscire a causa del maltempo, di un’influenza… oppure di una situazione d’emergenza. Credo da sempre che l’immaginazione possa abbattere muri e confini, restrizioni e obblighi. Motivo per cui ripeto che non bisogna smettere di sognare, leggere e usare la fantasia.

La lettura apre mondi paralleli e porta una ventata di positività nelle nostre vite. Ecco perché ho pensato a cinque racconti adatti ai bambini di ogni età, da leggere e colorare. E quando dico di ogni età, intendo proprio di tutte. A volte, anche noi adulti faremmo bene a scendere dal piedistallo della concretezza e lasciare alla nostra mente la possibilità di ricordare le emozioni provate da piccoli, leggendo un libro di fiabe.

Qualunque sia la vostra età, quindi, buona lettura. Alla fine di ogni racconto troverete un’immaginetta da stampare e colorare, per entrare direttamente nelle 5 storie che scandiscono l’intera giornata, dal buongiorno alla buonanotte. Un viaggio nella fantasia, da compiere mano nella mano con chi amate… o anche solo con voi stessi. Non si è mai troppo grandi per ascoltare favole per bambini.

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Buongiorno a Belinda e ai suoi capelli ribelli.

Belinda era sempre arruffata! Non c’era mattina che scendesse dal lettino e non si ritrovasse con una testata piena di capelli ingestibili. Perdeva sempre un sacco di tempo per pettinarsi prima di andare a scuola, perché tra tutti i suoi ciuffi sembrava fosse esploso un petardo. Ma il vero problema era che, alla fine, non riusciva comunque a domarli e dargli un aspetto meno birichino.

Un pomeriggio, mentre tornava a casa dopo le lezioni, la sua amica Penelope le disse che aveva trovato la soluzione giusta per lei. “Sai, potresti usare i bigodini come fa la mia mamma! Li tiene tutta la notte e, quando si alza, i suoi capelli hanno una piega perfetta, con tante onde come nel mare”.

Appena arrivata a casa, Belinda posò lo zaino nella sua stanzetta. Fece merenda con latte e ciambellone, poi andò alla ricerca dei bigodini che usava sua sorella maggiore. Li nascose nell’armadio, trascorse il tempo facendo i compiti e chiacchierando con la sua famiglia. Dopo cena, iniziò ad attorcigliare ciocche di cappelli attorno ai bigodini, cercando di fissarle meglio che poteva.

In realtà dormire con i bigodini era davvero scomodo! Al mattino si svegliò con un gran mal di testa e, quando cercò di sistemarsi i capelli allo specchio, più che dolci onde del mare… le sembrarono un oceano in tempesta! Chiamò la mamma urlando, perché di certo non poteva andare a scuola conciata così. Alcuni bigodini erano rimasti incastrati tra le ciocche e non riusciva nemmeno a cavarli. Le sembrò di essere diventata la protagonista sfortunata, di una di quelle divertenti favole per bambini.

La mamma accorse e rimase un attimo stupita. Sua sorella la guardò ad occhi sgranati e il papà si chiese se avrebbero mai aggiustato quella massa informe. Di lì a poco, però, riuscirono a domare la chioma selvaggia di Belinda, togliendo i bigodini e acconciando i lunghi capelli in due belle trecce. Perché quando si uniscono le forze e si conta sull’aiuto della propria famiglia, non c’è problema che non possa venir risolto. O capello che non venga domato…

Fai uno screenshot, stampa e colora Belinda.

FAVOLE PER BAMBINI DA COLORARE
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Favole per bambini a pranzo: Nasino e il divanetto-giardino.

“Che noia quando Padroncina è a scuola”, pensava Nasino, mentre con la coda dell’occhio guardava tutto quello che succedeva fuori dalla finestra. Già da un po’ aveva puntato una variopinta farfallina, che volava libera tra le piante di Mamma Clara. Quanto avrebbe voluto fare amicizia con lei, invece che stare chiuso in casa a sonnecchiare. Ma le regole erano chiare: non si esce da soli. Avrebbe dovuto aspettare l’ora di pranzo come ogni giorno, quando sarebbe tornata Padroncina.

Finalmente sentì le chiavi nella toppa e, sfrecciando come un siluro, corse incontro alla sua amichetta umana, a Mamma Clara e Papino Bentornato (chissà perché Padroncina lo chiamava così?). Li riempì di leccate e loro lo sommersero di bacetti. Prima di uscire in giardino pranzarono tutti insieme. Lui si abbuffò con le crocchette di cui era ghiotto e ne approfittò per fare gli occhi dolci alla sua famiglia, nel tentativo di ottenere qualche goloso bocconcino.

Quando Padroncina aprì la porta finestra, si precipitò in giardino alla ricerca dei suoi angoli preferiti. Trovo anche Fly, la farfallina che aveva visto prima, e divennero subito buoni amici. Lei svolazzava tra fiori e prato, lui la seguiva scodinzolando felice. Giocarono a nascondino, si raccontarono storie ma, appena si fece sera e Nasino dovette tornare in casa, divennero molto tristi. A Padroncina dispiaceva vedere il suo cagnolino così deluso, ma le regole andavano rispettate.

Pensò però ad una sorpresa per lui! Chiese a mamma e papà di creare un divanetto con le vecchie assi di legno. Invece di imbottirlo con i cuscini, propose di mettere della terra e piantare un soffice prato con dei fiorellini. In quel modo, Nasino avrebbe avuto a disposizione un divanetto-giardino dove giocare con la sua amica Fly.

Quanti salti di gioia fece il piccolo Nasino! Non poteva credere al bellissimo regalo della sua famiglia. Da quel giorno, mentre Padroncina era a scuola, lui continuò a divertirsi con Fly, al sicuro dentro casa. E imparò che l’amore di una famiglia e la fantasia, possono superare qualsiasi confine.

Favole per bambini: colora Nasino e il suo divanetto-giardino.

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Un pomeriggio fatato con Lentiggine e Corno.

La Principessa Lentiggine era proprio carina. Chiunque la vedesse, si innamorava delle simpatiche efelidi sulle guance e degli occhioni dalle lunghe ciglia, che rendevano dolce il suo sguardo. Viveva in uno di quei castelli incantanti di cui si legge sempre nelle favole per bambini, con tante torrette e un sacco di cortili in cui giocare.

Non era sempre facile la vita per Lentiggine, perché doveva restare all’interno del castello per evitare i pericoli. Spesso le sarebbe piaciuto uscire e correre libera nei prati, raccogliere fiori e immergere i piedini nei laghetti, ma il Re e la Regina non potevano farle correre rischi. E Lentiggine obbediva da brava principessina, perché le regole date dagli adulti andavano rispettate per il proprio bene.

Certo, però, che da sola la noia era proprio tanta! Così, un giorno, la piccola decise di ricorrere alla fantasia: prese carta, matita e pennarelli, poi iniziò a disegnare. Le sue leste manine crearono linee e tratti, fino a quando sul foglio non comparì il dolce musetto di un Unicorno. Usò colori vivaci per dipingerlo, gli fece due occhi gioiosi e una folta coda. Poi andò in cortile e recitò una formula magica:

Esci dal foglio dolce unicorno,

perché con te voglio giocare tutto il giorno.

Insieme possiamo sognare,

e leggere storie che lontano ci faranno volare!

A quel punto l’Unicorno balzò fuori dal disegno e fece un’elegante piroetta. Lentiggine gioì e corse ad abbracciare il suo nuovo compagno. “Ti chiamerai Corno” disse “E saremo amici per la vita”. Da quel momento per la piccola principessa il mondo si riempì di colori e fantasia! Il Re e la Regina osservavano felici la figlioletta giocare spensierata, nonostante non potesse allontanarsi. Corno e Lentiggine divennero migliori amici e, quando finalmente la bimba crebbe, iniziarono a viaggiare per tutto il mondo, raggiungendo quei paesi e quelle contee che avevano sognato insieme.

Lentiggine e Corno capirono che non sempre si può fare ciò che si vuole e spesso ci sono regole che ci rendono tristi. Ma lasciando volare la fantasia e ascoltando ciò che dicono la mamma e il papà, arriva un momento in cui si possono realizzare i propri sogni!

Colora la Principessa Lentiggine il suo magico amico Corno.

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A cena con Snakkino.

Snakkino amava mangiare. Il suo pasto preferito era la cena, perché poteva condividerlo con la sua famiglia. Quante risate ogni giorno attorno a quel tavolo! Papà si divertiva a spettinare la mamma, con la sua lunga lingua biforcuta. Fratellini e sorelline facevano a gara a chi raccontava la storia più divertente e la tavola era sempre imbandita con tante pietanze deliziose. Snakkino era il più goloso di tutti ed era troppo divertente il modo in cui ripuliva il piatto fino all’ultima briciola, allungandosi anche verso quello degli altri. Sembrava un’aspirapolvere serpeggiante!

I fratellini e le sorelline decisero di fargli uno scherzetto. Gli dissero che la sera successiva avrebbero tutti cenato fuori, sull’Albero Rigato per un pic-nic speciale preparato dal papà. Snakkino non vedeva l’ora: sapeva che i pic-nic del papà erano sempre dei banchetti pieni di leccornie! Ci pensò tutto il giorno, anche mentre era a scuola… il suo stomaco brontolava come un trattore ormai da ore. Quando finalmente uscì, si precipitò all’Albero Rigato ma non trovò nessuno. Possibile che la sua famiglia si fosse dimenticata dell’appuntamento?

Il sole calò e Snakkino si iniziò a preoccupare, fino a quando non vide arrivare la mamma. Lo abbracciò stretto e lo riempì di bacetti, chiedendogli se andasse tutto bene. Il piccolo non capì cosa stesse accadendo: perché papà non era lì a preparare il pic-nic? E dov’erano fratellini e sorelline? Mamma spiegò che quei birichini gli avevano fatto uno scherzo ed ora erano in punizione, sorvegliati da papà. Una volta a casa, Snakkino venne accolto dalle scuse di tutti: si pentivano di averlo messo in pericolo, facendolo aspettare tante ore da solo all’Albero Rigato.

Le sorelline erano in lacrime e i fratellini davvero pentiti, mentre mamma e papà li rimproveravano di nuovo. Snakkino in realtà non era arrabbiato con loro… solo tanto affamato perché era l’ora di cena, e lui aspettava da ore quel momento! Disse che accettava le scuse e che non c’era bisogno di ulteriori strapazzate: l’importante era mettersi a tavola subito. Tutti scoppiarono a ridere e gli animi si calmarono. La famiglia si riunì attorno al grande tavolo e finalmente rifiorirono le risate. A volte vi sono scherzetti e litigi nelle famiglie: ciò che conta è saper chiedere scusa, non commettere più gli errori e riprendere insieme il percorso nella felicità.

Colora Snakkino che aspetta sull’Albero Rigato.

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Archetto e Ciuffo e le favole della buonanotte per bambini.

La soffice nuvola Ciuffo, era molto amica della luna. L’aveva soprannominata Archetto, per la sua forma. Da anni si riunivano ogni sera per raccontare favole della buonanotte ai bambini, che scrivevano con polvere di stelle e poi facevano volare nel vento. In quel modo le parole arrivavano ai piccoli attraverso i sogni. La nuvolina e la luna conoscevano tanti racconti, che per secoli avevano ascoltato viaggiando nel cielo. Amavano soprattutto una storia, quella delle stelle luccicanti, che ripetevano ogni sera per suggellare la loro amicizia e addormentarsi l’una accoccolata all’altra.

C’era una volta un cielo pieno di stelle. Ogni stella era il desiderio di un bambino, nata da sogni di fiaba. Queste stelle brillavano intensamente quando un bimbo chiudeva gli occhietti e dormiva beato. Dal cielo arrivavano storie che i loro cuori puri trasformavano in desideri. Questi superavano il tempo e lo spazio, giungevano nella volta celeste e diventavano stelle che illuminavano di speranza tutto il firmamento. Le stelle si univano in un coro di voci celestiali e cantavano di amore e speranza: una ninna nanna brillante e piena di magia, che ogni notte faceva addormentare Archetto e Ciuffo.

In un cielo pieno di stelle, se guardate bene, vedrete le due amiche stringersi vicine e riposare beate. Il loro compito è quello di far sognare i bambini e, a loro volta, nutrirsi di quegli stessi sogni. Dormite beati, così Ciuffo e Archetto potranno sussurrarvi una storia e poi riposeranno abbracciate.

Buonanotte anime belle…

Colora Archetto e Ciuffo che fanno la nanna circondate dalle stelle.

FAVOLE DELLA BUONANOTTE PER BAMBINI
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Claudia B.

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