Motogiro del Chianti: esplosione d’autunno

Oggi voglio raccontarvi il lungo, lunghissimo giro in moto in Toscana, che ha impegnato noi di Voce del Verbo Partire il Primo Novembre.
Un itinerario sulle due ruote attraverso Valdichiana e Valdarno, con destinazione Chianti e la mitica Chiantigiana, la SR222 da molti considerata una delle più belle tratte stradali del mondo.
Dopo averla percorsa non mi sentirei di dare torto a questi buongustai. Da qui, il nostro folle percorso è proseguito verso l’Impruneta, Bagno a Ripoli, Firenze e il borgo di San Godenzo da cui, dopo aver raggiunto il Passo del Muraglione, siamo scesi nuovamente verso la Romagna, con all’attivo 395 km. E sinistri scricchiolii alle ossa.
Ma sapete come vanno le cose, almeno nella nostra piccola famiglia è così, a momenti di tanta panoramica bellezza e goduria motociclistica (denominata “tanta robba”), si alternano momenti di furia omicida. Insomma, il Primo Novembre da noi, inizia con il verificarsi di fatti davvero agghiaccianti e macabri.
Sentite qui, anzi immaginate proprio la scena: io, dolce fanciulla romagnola sposata da (quasi) nove anni (a dicembre), donnina di tutto punto e anche d’altri tempi, mi sveglio martedì mattina con un obiettivo in mente: il Chianti
Alla luce di tale obiettivo, faccio il caffè sia per me che per la seconda metà del blog, quella con la patente A, pulisco la stufa a pellet dalla cenere, svuoto la lavastoviglie, faccio il letto, passo l’aspirapolvere, pulisco il bagno e FINALMENTE, mi preparo con amore. A questo punto, devo dire, sto ormai emettendo un basso ringhio, ma continuo comunque a sorridere perchè ho un obiettivo. Fischietto pure un po’, tanto da ricordare vagamente Biancaneve.
Mio marito, pace all’anima sua (si, lo so, in genere si usa questa frase riferendosi ad una persona morta…appunto…), nello stesso lasso di tempo si alza, prende il caffè, e “gigiona” in giro dopo essersi preparato. Gigiona con tanto di mani in tasca! E fa anche la cosa più sbagliata di questo mondo: parla. Emette un suono vocale, dando aria alla cavità orale, dopo aver a stento acceso la mente.
E cosa pensate che possa accadere? Ovviamente dice la cosa sbagliata, rivolgendosi ad una tenera mogliettina che, nel corso dell’ultima ora, ha fatto troppe cose anche se paragonata (citando un noto film) a quella “gran culo di Cenerentola”.
La sua frase è: “Andiamo al Furlo o a Camaldoli?”. A onor del vero, voglio rendere atto alla mia dolce metà, di aver agito subdolamente, mentre io mi sto ancora lavando i denti, per cui con uno spazzolino elettrico in bocca non è che possa fare chissà cosa. Sbagliato! Una donna che si sveglia con un obiettivo in mente, di fronte a certi scempi, può tutto.
Infatti metto a tacere il “portatore della moto” con un ringhio feroce e prolungato, che farebbe impallidire King Kong, una sorta di ruggito al dentifricio che suona tipo: “CHIANTIIIIIIIIII ROARRR-GRRRR-SPUT-SPUT!”.
L’evento nefasto si esaurisce qui, con il mio maritino che si appresta a scendere in garage, per preparare la mitica Africa Twin. Io mi prendo ancora qualche attimo per vestirmi, raccattare il mitico zainetto blu e tornare a fischiettare. Mai sfidare una donna con un obiettivo.

Il cielo in questa prima mattinata di novembre è talmente limpido e luminoso, con un’aria così tiepida, che ci fa dimenticare la cappa grigia della settimana scorsa: se i giorni a ridosso dell’11 novembre, si definiscono “estate di San Martino”, oserei direi che ora siamo in piena primavera!
Troviamo la strada che porta al Valico di Viamaggio completamente libera: solo noi ed il profumo dell’autunno, avvolti dalla pace dei sensi. Un effetto curativo che solo la moto sa donarmi. Oppure un biglietto aereo posato con nonchalance sul bancone della cucina! 
Ecco, immaginatemi così, come una zavorrina impegnatissima a piegare e gustarsi i tornanti, magari con una canzone dei Green Day in sottofondo quando, all’improvviso, un insetto di dimensioni elefantine, decide di interrompere l’idillio e schiantarsi contro la mia visiera. 

Ora io mi chiedo: oh marito, ma tu che stai davanti e guidi, chi cavolo sei? Edward Cullen di “Twilight”, che riesci a vedere e schivare insetti con tendenze suicide, lasciando che sia io ad ospitarli sul mio casco??? Maccheccavolo! Inutile dirvi che dobbiamo fermarci per ripulire la scena del delitto e nascondere le prove, con il sommo divertimento dell’altra metà del blog (pace all’anima sua…).

Mentre attraversiamo la Valtiberina, la Valdichiana e la Valdarno (in fondo troverete tutte le mappe del percorso), ci ritroviamo ad aspirare immagini di un autunno dipinto, con filari di viti dorate e ulivi colmi di frutti, mentre piccoli paesini arroccati ci guardano sfilare via veloci con la nostra Africa Twin. Vi dirò di più. Nonostante sbagliamo strada un paio di volte, nel tentativo di arrivare a Montevarchi e, da qui, accedere al Chianti, proviamo la netta sensazione che ogni errore si trasformi in un successo, perché ci ritroviamo a percorrere tratte sempre più belle: in Toscana ogni movimento si trasforma in una conquista

Se io fossi meno grulla, a questo punto potrei ricordarmi di avere un blog di viaggi, nel quale, qualche mese fa, ho pubblicato un articolo dedicato al Chianti con tanto di mappe: basterebbe aprirlo per ritrovare la strada giusta!!! Ma no, noi siamo giovani esploratori, amanti del rischio e dell’avventura, a cosa ci serve attingere dalle nostre stesse fonti? Ma si, Claudia, continua a scrivere per l’Uomo Invisibile…

Superata finalmente Montevarchi, imbocchiamo la SP408 con direzione Radda in Chianti e, dopo alcuni chilometri, la SR429, la stessa che ci condurrà dritti fino alla mitica Chiantigiana. Nel frattempo, però, ammiriamo una pellicola d’autore, con immagini che si susseguono ricordando la grazia retrò di un film muto, fatto solo di scene mozzafiato.
La strada è libera, non troviamo il traffico quasi continuo della scorsa primavera: ora so cosa ci siamo persi, in tutti questi anni, non visitando la Toscana in autunno. Una regione che si copre di un manto dai mille colori, che finalmente respira lontana dall’assalto dei turisti.

Alle porte di Radda in Chianti decidiamo di fare una pausa pranzo, soprattutto per riposare un pò, dato che siamo in sella da almeno tre ore. Sulla strada ci imbattiamo nel bar-enoteca “La sosta del Gallo Viandante”, dove vengono serviti piatti veloci, ma anche taglieri e panini. Noi, anime semplici (e di fretta) scegliamo questa ultima opzione.
L’ambiente è carinissimo e molto rustico, i proprietari gentili e simpatici, i salumi si sciolgono in bocca: assaggiamo una mortadella di cinta senese ed una finocchiona da urlo. I prezzi, però, sono piuttosto altini: tre panini, un calice di vino ed un caffè, ci costano 16,50€.

Prima di ripartire, ci regaliamo qualche minuto in cui perderci con lo sguardo su un tripudio di oro colato sui filari di viti. Non esagero: sembra sul serio che l’intera produzione di stagnola della Ferrero Rocher, sia stata fusa ed usata per dipingere ogni foglia! Verrebbe voglia di sfiorarle una ad una.

A stomaco finalmente pieno, e parzialmente riposati, saliamo in sella per coprire l’ultimo tratto fino all’imbocco della SR222, la Chiantigiana, ossia la strada che collega Siena a Firenze, attraversando i borghetti e le variopinte colline del Chianti
Percorso amatissimo dai motociclisti, e da chiunque abbia occhi per guardare, la Chiantigiana viene proposta anche dalle locali agenzie di noleggio, che affittano scooter o vespe, con cui godere del territorio sfrecciando sulle due ruote.
Se pensate come molti che, questa zona, in primavera sia uno spettacolo assoluto, con i colori brillanti e la fioritura piena, dovreste vedere quali livelli di perfezione raggiunge in autunno. La tavolozza di tinte è talmente varia, da risultare unica: in nessun altro periodo dell’anno potrete ammirare uno spettacolo simile.

I colori sembrano essere stati picchiettati con pennellate brevi e giustapposte, proprio come facevano gli Impressionisti. I filari di viti disegnano motivi astratti composti da alternanze di verdi, oro, rosso, bronzo, mentre le colline e gli ulivi mantengono il verde intenso. Il quadro è interrotto da sinuose stradine bianche di campagna, che paiono delineate dal tratto delicato di un ragno. Cascinali, borghi, aziende agricole, edifici religiosi, completano la composizione.

Mentre passiamo velocemente dalla Provincia di Siena a quella di Firenze, che copre la maggior parte del Chianti, mi viene acidamente da sorridere, pensando a come i fiorentini fregarono subdolamente i senesi, per prendere il controllo della maggior parte del territorio, da sempre motivo di disputa tra le due.
Sentite che bastardata, eh!? Nella storia che sto per raccontarvi vi sono due potenze, due galli ed un solo territorio su cui tiranneggiare. Con l’evidente necessità di porre dei confini, ossia impegnarsi in una gara a chi fa la pipì più lontano, le due contendenti decisero di rivolgersi alla voce della natura. Letteralmente.

I bontemponi stabilirono che, al canto del gallo, due cavalieri appartenenti alla rispettiva fazione, sarebbero partiti veloci come il vento e, nel punto in cui si fossero incontrati, sarebbe stato posto il confine tra l’area di interesse senese e quella fiorentina. Semplice no? Persino carino: sicuramente più interessante di un programma di Barbara d’Urso.
I problemi sorsero quando, i fiorentini, scelsero volontariamente di barare, con una di quelle idee geniali, da far rabbrividire la protezione animali.

Mi sembra quasi di vederli, stravaccati sulle sedie, durante una partita a carte, ormai al quinto giro di bevute, fare piani illegali: “Ovvia, bisheri, perhè un’si mette codesto gallo a stehetto per un pò di tempo! Lo si hiude al buio senza cibo e vedrete come’l canterà presto l’indomani!”. 
E giù brindisi per la splendida idea. Loro. Non il gallo.

Il giorno della disputa, in effetti, il gallo nero di Firenze sbraitò a pieni polmoni la propria fame ed il proprio disappunto, ben prima dell’alba e, mentre il pallido gallo bianco senese dormiva ancora i paffuti sonni dei giusti, il cavaliere della controparte era già per strada con il suo ronzino. 
Vi stupite se vi dico che, il cavaliere partito da Siena, riuscì a coprire solo 12 km prima di incontrare il rivale? Ecco perchè la maggior parte del territorio del Chianti Classico si trova in Provincia di Firenze e, simbolo dell’area, è proprio il vispo animaletto!



In questo nostro itinerario, in effetti, noi ripercorriamo soprattutto la parte fiorentina: avremmo voluto coprire tutta la Chiantigiana, ma per mancanza di tempo, ci limitiamo a seguirla dall’innesto con la SR429, fino a Bagno a Ripoli.

Una volta qui, decidiamo di non tornare indietro, ma di superare Firenze, per raggiungere il borgo di San Godenzo e ricollegarci alla Romagna dal Passo del Muraglione.

Una sosta caffè al valico è soprattutto la scusa per dare una stiracchiata alle giunture: non potete immaginare cosa significhi provare dolore in parti del corpo che nemmeno si pensava di possedere. E’ destabilizzante.
L’Africa Twin è una moto favolosa, comodissima e perfetta per viaggiare, ma anche divertente e agile quando apri il gas; ha consumi talmente bassi da farci commuovere, che oltretutto migliorano mano a mano che aumentano i km fatti. Oggi, con un pieno, ci ha consentito di coprire 395km…e ne avrebbe fatti anche qualcuno in più!
Nonostante questo, stare in sella otto ore quasi consecutive, farebbe scricchiolare chiunque, anche sul mezzo più comodo del mondo. Per cui la scusa del caffè, con foto all’autunno, è comprensibile.

Questa sera, oltre alla minestrina come i vecchietti che cenano alla “Pensione Stella”, il nostro menù prevede: crema balsamica per lenire i dolori articolari; stufa a pellet con pellicciotto incorporato, per combattere i tremori dovuti al freddo; versi di inneggiamento al mal di schiena, come accompagnamento musicale. Tutto questo non ha prezzo.
Voglio concludere dicendo tre cose importanti:
-se vi trovate nel Chianti, le cose da vedere non mancano di certo. Potete trovare consigli su qualsiasi sito del turismo (o sul blog “Frammenti di Toscana” da cui spesso prendo ispirazione per le nostre uscite) ma, personalmente, ne abbiamo visitate solo alcune: Castellina in Chianti (che trovate in questo itinerario), oppure Radda in Chianti, Gaiole in Chianti e Castello di Vertine (di cui potete leggere qui). Spero che i link vi siano utili;
-mamma, lo so che stai leggendo l’articolo, inforcando venti paia di occhiali perché non vedi una mazza. Ti immagino lì, che ridi, chiedendoti se tua figlia inventi un sacco di cagate solo per divertire il pubblico: evita di mandarmi un messaggio per accertartene, qui è tutto reale! E no, tu non puoi scrivere un commento in fondo al post: ricordati che se lo fai, ti si cancella il profilo su Whatsapp e io non te lo riaprirò! Fidati-è-così;
-nessunmaritonèinsettoèstatomaltrattatodurantelastesuradiquestoarticolo (si legge tutto attaccato).

Claudia B. Daniele L. Honda Africa Twin

12 Commenti

  1. Della serie: una risata ci seppellirà 😀 Bello vivere (e chissà, pure morire…) ridendo. Bello prendere le traversie di coppia con il sorriso sulla bocca (non prima di aver mazziato il marito). E bello godersi la "mia" Toscana d'autunno (i miei genitori hanno un ristorante a Montepulciano. Sapevatelo). Insomma, se si vuole conoscere metro dopo metro il Centro Italia, quello compreso tra Emilia Romagna e Toscana, leggere Vocedelverbopartire 🙂

    1. Come i tuoi genitori hanno un ristorante a Montepulciano? Siamo stati nel 2009 (NON per rendere omaggio a Twilight, ma al borgo e al vino): dai Roberta, dimmi il nome del posto, tanto prima o poi torneremo e, se non ci inseguono i vampiri e non viaggiamo col solito ritardo, andiamo a rendere omaggio alla cucina toscana!
      Guarda, prendiamola a ridere, perché ovviamente il matrimonio non è una passeggiata, e c’è sempre il rischio di perdere un coniuge -maschile- lungo strada, ma un pò di ironia (postuma) aiuta. Sul momento invece aiuta la moto, che ti porta lontano dal tentato omicidio 😉
      Stavo riflettendo sulla tua ultima considerazione: sai che è vero…Ultimamente mi sto specializzando sul centro Italia, anzi lo sto percorrendo a tappeto. Ma a dicembre si sale a nord, Friuli e Austria!
      A presto!
      Claudia B.

  2. Ahahah il pezzo degli insetti spiaccicati sul casco mi ha fatto morire! Deve essere una vera rogna mentre si è in moto a quella velocità.Penso sia come un sasso che ti arriva sul casco! Solo più schifoso! bleah!
    In ogni caso il Chianti è pazzesco ragazzi e lo è ancora di più con i colori dell'autunno che esplodono in tutto il loro splendore!
    Adoro i vostri giri alla scoperta dell'Italia, con questo spirito libero e sempre positivo, incurante di intemperie e dolori post giornata in moto!
    E' la vostra felicità e fate bene a coltivarla ogni volta che potete!
    Un bacione <3

    1. Hai centrato il punto Lucrezia, esattamente la potenza di un sasso, ma con il risvolto bleah!!! A momenti mi stacca la testa…
      Come dicevo sopra, il Chianti ora ha un qualcosa, che nemmeno il pieno della primavera ha saputo donargli. È davvero magico, non è soltanto un’espressione messa lì a caso. Vuoi per i colori incredibili, vuoi per le poche persone in giro, ma sembra un mondo parallelo.
      Noi ce la mettiamo tutta per coltivarla questa passione, ma a volte la schiena fa proprio male, ahahahah! Ma è un male che sa di soddisfazione 😉
      Un abbraccio!
      Claudia B.

  3. Deianira Feneri

    "Mai sfidare una donna con un obiettivo"! ahahah 😀 Aggiungerei mai sfidare una donna alla mattina. Mai sfidare una donna dopo che si è fatta il mazzo per rassettare la casa. Mai sfidare una donna mentre ha la bocca piena e non può risponderti. Mai sfidare una donna, punto. 😀
    Penso che molte si siano ritrovate nella tua mattinata! 🙂
    Tu che sbraiti "Chianti!" sputazzando dentifricio mi fa troppo ridere! 😀

    I vostri giri in moto sono spettacolari! Siete tra l'altro in una zona perfetta, da dove sembra di poter partire per infiniti posti tra i più belli in Italia!
    La Toscana poi, per me è amore! Sono personalmente innamorata persa della Val D'Orcia, ma ogni angolo di questa regione è un paradiso ed i vostri tour lo testimoniano!
    Bellissima la tua descrizione del paesaggio come un quadro impressionista! Mi hai fatta emozionare… A volte è così con certi panorami, si stenta a credere siano naturali, talmente sono perfetti.

    L'autunno sotto il punto di vista "affollamento" è ottimo, si riesce a godersi ogni posto come se fossero "solo per noi", vero? 🙂

    Voglio sapere tra l'altro l'esatta ubicazione del campo di Ferrero Rocher 😀
    La storia dei due cavalieri è troppo bella! Non troppo onesta, ma divertentissima la sfida! 😀
    Vorrei aver avuto un'insegnante di geografia come te, che univa dettagli geografici a emozioni e leggende particolari, così si che l'apprendimento sarebbe efficace! 😀

    Buona serata cara 🙂
    Un bacio!
    Deianira

    1. Sarebbero state lezioni mooolto alternative Deianira! Pensa solo ad un’insegnante che parla del campo color stagnola dei Ferrero Rocher: scoppierebbe una rivolta, nessuno se la filerebbe più, il solo pensiero sarebbero i cioccolatini (detto fra noi lo trovi proprio di fronte al bar in cui abbiamo sostato per pranzo).
      Ti ringrazio davvero per le bellissime cose che mi hai scritto, mi fa piacere essere riuscita a farti sia ridere che emozionare, è esattamente ciò che volevo suscitare, ciò che ho provato io.
      Cioè…l’emozione si, magari il divertimento nella parte iniziale della giornata non è che l’ho proprio percepito come tale! Mentre lo vivevo ero piuttosto elettrica… Come hai detto tu: mai sfidare una donna, è pericoloso e non porta a nulla. Ho vissuto l’ironia della situazione dopo qualche ora, a freddo.
      La Val d’Orcia…wow come potrei darti torto? Quella è la Toscana da cartolina. Siamo stati nel 2009 l’ultima volta, credo di aver lasciato lì occhi, cuore e, forse, giusto una piccola fortuna in vino!!!
      Un abbraccio cara, grazie per essere passata!
      Claudia B.

  4. Quanto mi piacciono i vostri giri in moto. Il Chianti è una zona che giriamo spesso anche noi su 2 ruote. Non avevo idea di come questo territorio fosse finito in provincia di Firenze.. povero gallo!! 😀

    1. Il Chianti in moto, poi in autunno, è quanto di più bello possa esserci: devo dire che a giugno l’ho trovato molto bello, ma questa volta è stata perfezione allo stato puro, una seconda primavera!
      E si, cara Roberta, i fiorentini se la sono giocata bene la mano nella sfida…anche se il gallo non sarebbe poi così d’accordo con questa affermazione!
      A presto!
      Claudia B.

  5. Mi pare di aver capito che vi siete ritirati a casa giusto con qualche piccolo "crampo"! Devo assolutamente impedire ad Orso di leggere questo articolo altrimenti sentenzierebbe di sicuro: "Vedi cosa succede a fare mobbing sui mariti portatoridimoto?"
    Comunque il Chianti in moto dev'essere fantastico, con questi colori poi! Quindi fammi capire: voi vi alzate al mattino, fate le vostre abluzioni quotidiane e decidete di uscire in moto così senza programmare? Direzione "8oreinsella" e via! Fantastico il MotoPower!
    Ecco invece l'info sui consumi è una cosa che vado subito a dire ad Orso! 😉
    Un bacio e buon lunedì!

    1. Hai presente Cleopatra che fa il bagno nel latte? Ecco, noi ci immergiamo nella crema balsamica per smettere di scricchiolare! Non è edificante, ma pare faccia parte del pacchetto col passare degli anni 🙁
      Tu non mostrare nulla a Orso (anche perché è legge: i “portatori di moto” devono subire mobbing. Potrebbe non esserne felice), ma per quanto riguarda i consumi puoi informarlo che a giugno, durante il nostro viaggio allo Stelvio con A.T., in quattro giorni e 1500 km tra i passi di Valtellina e Svizzera, abbiamo messo circa 91€ di carburante.
      Abituati come eravamo con un’Aprilia Tuono 1000, che si sentiva una Ferrari -e consumava come una Ferrari, abbiamo gridato al miracolo!
      Invece per rispondere alla tua domanda, diciamo che spesso funziona così, ossia partiamo la mattina senza una meta e, “alla andò cojo-cojo”, andiamo avanti fino allo sfinimento; però se durante la settimana trovo qualcosa che mi colpisce o che voglio visitare, allora l’unica cosa che variamo al momento può essere il percorso di rientro, ma giusto per non fare sempre le stesse cose.
      La vita in sella è davvero un sogno!
      Buona serata a te!!!
      Claudia B.

  6. Claudia… io mi sto ancora scompisciando dalle risate, sappilo! 🙂
    Mi sono innamorata delle fotografie che corredano questo post: un autunno meraviglioso è stato catturato in questi scatti.
    Le descrizioni dell'autunno sono una vera poesia.

    1. Voglio dirti Elisa, che scrivendo ho riso anche io tutto il tempo ma -c’è un grande ma- mentre ciò che ho descritto lo stavo vivendo, ho rischiato di incendiarmi per autocombustione!!!
      Sono felice che ti piacciano le foto, soprattutto perchè a parte una manciata, le ho scattate tutte dalla moto (quando usciamo con A.T. ho sempre due macchine fotografiche), perciò non sono proprio perfette.
      Grazie per essere stata virtualmente in Chianti con noi!!!
      Claudia B.

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