Cosa vedere a Chiang Rai in un giorno, organizzando l’escursione da Chiang Mai

Dei cinque giorni trascorsi a Chiang Mai, decidiamo di dedicarne uno alla scoperta di Chiang Rai. La cittadina dista infatti poco più di 180 km da qui e, non concederle nemmeno una visita, trovo sia un gesto bruttissimo. Tradotto: voglio vedere il Withe Temple. Mentre pianificavo il viaggio fai da te in Thailandia, mi sono spesso chiesta cosa vedere a Chiang Rai ma, soprattutto, se fosse possibile organizzare l’escursione da Chiang Mai in giornata.

Una volta arrivata in Thailandia, ho capito che qui nulla è impossibile. Così come è fattibile viaggiare in lungo e in largo per il paese, senza prendere aerei, è facilissimo organizzare un’escursione giornaliera da Chiang Mai a Chiang Rai. La sola attività difficile da svolgere in così poco tempo, è la visita del Triangolo d’Oro. A meno che non si parta prestissimo. Personalmente, però, non ho visto agenzie che propongano tour giornalieri comprensivi di questa tappa.

∞♦∞

Organizzare un’escursione giornaliera a Chiang Mai in autonomia, è una buona soluzione?

Appena arriviamo a Chiang Mai, decido di organizzare in autonomia l’escursione. L’idea è di andare alla stazione dei bus Arcade, acquistare il biglietto e arrivare fino al terminal di Chiang Rai, andata e ritorno. Ciò di cui non mi sono resa conto, però, è che White Temple, Blue Temple e Black House, ossia i siti che voglio visitare, non si trovano nel centro cittadino, ma posizionati piuttosto distanti l’uno dall’altro!

In pratica, oltre al costo dei biglietti del bus, dobbiamo aggiungere quello per un taxi, che si metta a nostra completa disposizione per la durata delle visite. E, come ho già avuto modo di dire, da un punto di vista economico, questa non è sempre la soluzione migliore. Facendo due conti, infatti, capiamo che per rispettare il programma, dovremmo sborsare una discreta sommetta.

Così facciamo quello che ogni persona per bene, con un obiettivo in testa, farebbe. L’autostop? No, ci informiamo dapprima in hotel, poi in agenzie e guest house, per valutare dei tour organizzati in minivan, da Chiang Mai a Chiang Rai. Ci sono talmente tante proposte, che non rischiamo di restare a piedi!

Il nostro hotel, propone un tour che costerebbe 1000 bath a testa. Trasporto, visita a White Temple, Blue Temple e Black House, assicurazione, ingressi e pranzo. Il prezzo è ottimo ma, su suggerimento della mia collega blogger Roberta, facciamo anche altri preventivi.

Troviamo un’agenzia che vende lo stesso tour per 800 bath a testa ma, in più, c’è anche la visita alle “Donne Giraffa”. No. Mi dispiace. Mi rifiuto di vedere un elefante dipingere e, allo stesso modo, non mi va di fomentare quella che, da tradizione, si è trasformata in attrazione turistica.

Il terzo tentativo, è presso una guest house dove, per 800 bath a persona, ci propongono un tour con le caratteristiche del primo e, in più, una breve sosta alle Hot Springs. E ci piace molto! Prenotiamo, paghiamo subito e, sabato mattina, verranno a prenderci direttamente in hotel.

In realtà, non mi fido troppo dei servizi pagati in anticipo: deve essere la “sindrome dell’agente di viaggio in fuga”, che tocca il mio subconscio. Ma qui è la prassi e, come avrò modo di scoprire, ci si può davvero fidare delle agenzie di Chiang Mai!

∞♦∞

Cosa vedere a Chiang Rai in una giornata: tour in minivan da Chiang Mai.

Inizia alle 8e30 di un soleggiato sabato mattina, la nostra escursione in minivan da Chiang Mai a Chiang Rai. Siamo gli unici italiani, in un folto gruppo di cinesi rumorosissimi. Escludendo due ragazzi timidi e riservati, seduti vicino all’autista e la coppia di signori canadesi (di origine cinese), con cui entriamo subito in sintonia, tutti gli altri sono quanto di più strepitante si possa trovare in circolazione…

La nostra guida, ovviamente, parla cinese: in pratica i soli a non capire una mazza, siamo noi e l’autista thailandese. Grazie al cielo possiamo seguire le spiegazioni in inglese, altrimenti staremmo ancora comunicando a gesti.

Tra bastoni dei selfie da sistemare, vestiti vaporosi da non stropicciare, orecchini persi sotto ai sedili, colazioni consumate tra mille rumori, conversazioni telefoniche a mille decibel, il nostro viaggio da Chiang Mai a Chiang Rai, è di certo colorato e pittoresco (leggete: uno spiedo infilato nell’anca).

Ma…c’è un ma. La bellezza selvaggia dei paesaggi attraversati, che hanno la capacità di farmi perdere il contatto con la realtà. La Thailandia del nord, sembra un giardino indomito e primordiale. Una serie di curve strette in un verde brillante, racchiuso dalla nebbia che, nel tardo pomeriggio, lascia il posto al sole.

Una giungla selvaggia, alternata a risaie a perdita d’occhio. Poi paesi dai mille colori, magari un pò diroccati, ma così veri che ti prendono il cuore. Mezzi di trasporto improvvisati, mercati improvvisati….persino venditori improvvisati! Se c’è una cosa che amo dell’Asia, è la capacità di reinventarsi, la fantasia e l’intraprendenza della sua popolazione. Un aspetto che si riflette sulla quotidianità.

∞♦∞

Cosa vedere a Chiang Rai in una giornata: le Hot Springs.

Approfittiamo del primo “pipìstop” di metà viaggio, per visitare le Hot Springs. Queste fonti di acqua calda, si trovano sulla strada che porta da Chiang Mai a Chiang Rai.

Ci sono già molte persone con i piedi immersi nel tepore dell’acqua. Noi ci limitiamo ad osservare il pozzetto in cui le signore thailandesi cuociono le uova sode, senza perdere l’occasione per assaggiarle: una delizia!

Tutto attorno, c’è un vivace viavai di minvan, tanti negozi colorati e ristorantini: in Thailandia il cibo e la possibilità di contrattare, non devono mai mancare, sono parte stessa del divertimento!

∞♦∞

Cosa vedere a Chiang Rai in una giornata: White Temple.

Il Tempio Bianco, per gli amici più stretti Wat Rong Khun, è forse l’edificio più famoso di Chiang Rai, sicuramente il più visitato. E’ una vera opera d’arte che, se vogliamo essere onesti, di religioso ha persino poco. Ma per accedervi bisogna rispettare tutte le regole dei Templi buddisti, munendosi di un abbigliamento adeguato e togliendosi le scarpe prima di entrare (ne ho parlato nel vademecum di viaggio).

Il White Temple è una rappresentazione dell’artista Chalermchai Kositpipat, che ha saputo cogliere e far convivere argomenti in netto contrasto fra loro. E’ un’opera in divenire, che a mio avviso va interpretata in maniera personale. O, comunque, che va accettata per ciò che è.

Sotto il sole della Thailandia, il Tempio Bianco risplende come un gioiello. E’ composto da gesso e specchietti, che catturano il movimento della luce, lo spostamento delle nuvole, ed il mutare del tempo atmosferico.

Questi caratteri, fanno si che non sia mai uguale a se stesso…pur mantenendo le proprie caratteristiche. Ecco allora il senso del divenire, del cambiamento, un pò come succede agli esseri umani, che nascono con delle peculiarità, ma le mutano nel tempo, conservando in ogni caso dei tratti precisi.

Dal 1997, questo Tempio rappresenta una novità nell’architettura tipica thailandese. Non è nulla di classico, di già visto, né di immaginabile.

Vi sono le mani che si innalzano verso il cielo, in cerca di una salvezza o di una via di fuga. Nel tentativo di emergere dall’anonimato. O, forse, di farsi semplicemente riconoscere in un mondo ormai globalizzato, dove il singolo si integra nel tutto e, solo pochi sanno spiccare. Ma questa è la mia personale interpretazione.

Vi sono i dettagli incredibili dell’architettura, che sembra fiammeggiare di luce, con orgoglio e senza paura dei pregiudizi. Perché è bene imparare che c’è posto per ognuno nell’universo, anche per chi va contro le regole imposte dalla società.

Vi sono gli interni, che non si possono fotografare, dove i muri accolgono una cacofonia di personaggi, che nulla hanno a che fare con la religione: Doraemon, Neo di Matrix, Micheal Jackson, Elvis Presley, Hello Kitty, per citarne alcuni, sono lì di fronte al Buddha, come se fosse naturale, per loro, trovarsi nella stessa stanza. In fondo, non siamo forse tutti sulla medesima barca, diretti verso l’ignoto? Non lottiamo tutti, ogni giorno, per ritagliarci un angolo di bene e di pace? Hello Kitty e Doraemon, non meritano a loro volta qualche gioia?

Ingresso a pagamento.

∞♦∞

Cosa vedere a Chiang Rai in una giornata: il Blue Temple.

Il nostro itinerario a Chiang Rai, ha il colore come filo conduttore. Infatti prosegue verso il Blue Temple. Il Rong Suea Ten, è un edificio moderno, ma non per questo meno affascinante. E’ però necessario eliminare mentalmente, l’orda barbarica di persone che lo affolla, per goderne appieno. Se ci si riesce, il Blue Temple non lascia indifferenti.

All’esterno ci accolgono dei grandi draghi blu, creature sinuose ma anche incredibilmente concrete, che pare siano partorite dalla stessa architettura. Due sentinelle silenziose e terrificanti, figure fantastiche, degne di un romanzo d’avventura.

Le decorazioni dorate spiccano sul blu, lasciando a bocca aperta…ma lo stupore maggiore, lo si prova una volta all’interno. Vorrei far scomparire le persone che affollano la grande sala, per restare da sola, protetta dalla profusione di decorazioni, dalle colonne e dall’imponente Buddha bianco perla, che riflette il blu a propria volta.

Mi sento avvolta da un’atmosfera ovattata, dalle mille tonalità di blu. Cerco di fermare questo momento, di immobilizzarlo nella mia mente, anche se il caos dei visitatori tutto attorno, mi mette in difficoltà. Mi chiedo se abbiano dimenticato che, al di là della particolarità dell’edificio, il Blue Temple è pur sempre un luogo di culto.

Ingresso libero.

∞♦∞

Cosa vedere a Chiang Rai in una giornata: Black House Museum.

Visitando Chiang Rai in una giornata, sarebbe impossibile perdere la Baan Dum, ossia la Black House. Dopo essere passati attraverso il bianco ed il blu, terminiamo la visita dei monumenti di Chiang Rai, soffermandoci sul nero. Potremmo dire che siamo partiti dal bianco, simbolo del bene, e siamo arrivati fino alla sua diretta contrapposizione.

Al di là delle simbologie, la Black House è una tipologia di museo che io adoro, perché è itinerante e permette di toccare con mano l’architettura.

Opera particolarissima del thailandese Thawan Duchanee, la Black House è composta da svariati edifici. Thawan è stato spesso criticato, nel corso degli anni, per le sue creazioni non sempre in linea con la religione, allusive ed inquietanti.

Di certo la stessa Baan Dum singolare lo è, basta guardarsi attorno! Si tratta di edifici ispirati alla classica architettura del nord della Thailandia. Il legno però è dipinto di nero, ed incute un certo timore. Sicuramente l’impatto visivo è notevole.

Pare quasi che, le stesse ricostruzioni degli interni, in cui l’artista ha utilizzato pelli, ossa, teschi, animali impagliati, palchi di cervo, in qualche mondo riconducano ad un regno infernale.

L’edificio principale è immenso, si può percorrere in lungo e in largo, immersi in questa atmosfera fantastica, persino un pò macabra. Le restanti costruzioni, però, possono essere ammirate solo esternamente: in questo modo si ha una panoramica sugli ambienti, che alludono alla sessualità e alle tenebre.

Un’opera di certo fuori dal comune, la Black House, che vale la pena di essere ammirata durante un soggiorno a Chiang Rai

Ingresso a pagamento.

∞♦∞

Cosa vedere a Chiang Rai in una giornata: conclusioni.

Con una corsa mozzafiato attraverso il giardino selvaggio, che è il nord della Thailandia, termina la nostra giornata alla scoperta di Chiang Rai. Lascio che lo sguardo accarezzi i paesaggi. Cerco di imprimermi nella mente ogni particolare, perché non so quando potrò rivedere questa lussureggiante bellezza.

Ad un certo punto, però, mi addormento. La stanchezza di nove giorni di viaggio inizia a farsi sentire. La giornata è stata calda, piena, lunghissima. Il sonno ha la meglio su di me. Eppure, è come se non mi allontanassi da ciò che sto vivendo, dal momento in cui sono atterrata a Bangkok. Sarà che la Thailandia mi accudisce con fiabesca tenerezza in ogni momento, ma ad occhi aperti così come ad occhi chiusi, lei per me resta il sogno più dolce.

Claudia B.

24 Commenti

  1. Pian pianino mi sto rimettendo in pari con i post (abbi fede), e credo che tra quelli letti fin’ora, questa sia la parte di Thailandia che mi ha affascinato di più. Il White Temple è qualcosa che va oltre ogni immaginazione!!! E parlo dell’esterno, per l’interno mi hai fatto ridere con la lista dei “personaggi”. Ma credo che al giorno d’oggi alcuni siano venerati tanto quanto dei veri e propri dei, quindi perchè no???
    Un applauso a voi per non aver defenestrato i cinesi!

    1. Ma ci sono andata moooolto vicina! Molto!
      In effetti devo dire che hai ragione. Tanti personaggi noti o anche frutto della fantasia, vengono sul serio idolatrati…voglio dire: prendi noi con Sam/Jamie!
      Di certo è un Tempio fuori dal comune, ma proprio per questo imperdibile. Si discosta dalla totalità dei Templi thailandesi, lasciando a bocca aperta! Peccato per la grande folla, ma sono felice di essere riuscita ad organizzare l’escursione!
      PS: non preoccuparti, sono indietrissimo anche io 😞.
      A presto,
      Claudia B.

  2. Ci metto sempre un po’ a leggere i tuoi articoli perché aspetto il momento perfetto per non essere disturbata e per sognare tra i tuoi racconti.
    Il white temple ti lascia senza parole, ha qualcosa di fiabesco e questo senso di “cambiamento” si percepisce al contrario del blue temple che esternamente mi ha colpito di meno ma le decorazioni all’interno sono davvero particolari.
    Questa è la conferma che la Thailandia ha tantissime sfaccettature <3
    Un bacione Cla

    1. Ma sul serio cerchi il momento perfetto per non essere disturbata? Che bello Cri! E’ una cosa che mi fa piacere! Pensavo dicessi che eri alla ricerca del momento infinito, perché scrivo post lunghissimi, ahahahahah!
      Struttura del post a parte, hai colto i due punti fondamentali su White Temple e Blue Temple: estremamente ricercato all’esterno il primo, sorprendente all’interno il secondo. Praticamente due edifici che si incastrano alla perfezione, in questo senso.
      La Thailandia è una continua sorpresa, si mostra in mille modi e, per viverla davvero, per apprezzarla totalmente, il segreto è accettarla per ciò che è, lasciandosi stupire ogni volta 🙂
      Un bacione,
      Claudia B.

  3. Che posti stranissimi!!!
    Comunque bravissima per non essere andata a vedere né animali né persone usate per mero intrattenimento turistico. Viaggiare vuol dire proprio questo, rispettare i posti, la gente, la natura, senza scadere ad andare a vedere tigri drogate e donne seviziate!
    Ancora brava, ma su di te non avevo dubbi! :-* :-*

    1. Piuttosto me ne sarei rimasta chiusa in hotel! Già mi sento male a sapere che ci sono questi spettacoli, in giro… l’idea stessa di assistervi mi fa infuriare. E la colpa principale, come ho sempre detto, è di noi turisti: siamo i soli a poter fermare questo scempio, semplicemente smettendo di partecipare. In un paese come la Thailandia, non mancano di certo le alternative per vedere qualcosa di sempre splendido e unico!
      Un bacione,
      Claudia B.

  4. Deve essere stata una giornata molto impegnativa, ma credo che ne sia valsa la pena. Il White Temple è indescrivibile per quanto è bello…anzi, dire bello è riduttivo. Non conoscevo il Blue Temple e la Black House. Hai fatto benissimo a non andare a vedere le Donne Giraffa, non lo avrei fatto anch’io. Complimenti Claudia per le bellissime foto 🙂

    1. Grazie Andrea! Il merito, prima di tutto, è della Thailandia, incredibilmente fotogenica. Mi sono divertita a scattarle un milione di foto!
      Credimi, è valsa la pena fare i salti mortali per fare questa escursione, è stata una giornata piena di emozioni. Unica nota negativa, il flusso terrificante di turisti. Ma, d’altronde, non potevo sperare di essere sola 🙂
      Grazie per essere passato, baci,
      Claudia B.

  5. Che bello questo viaggio attraverso i templi, Claudia.
    Mi piace la tua interpretazione, anche perché sono convinta che tutti i monumenti abbiano un significato che va molto al di là di quello che viene comunemente attribuito loro. I misteri archeologici mi intrigano tantissimo e vorrei proprio sapere quali segreti si celano dietro le piramidi, i templi e i luoghi di culto orientali. Confesso che mi colpisce in particolare la Black House, forse perché sembra carica di mistero (appunto!).
    Ti abbraccio!

    1. I misteri archeologici (ed artistici) secondo me sono i più belli, perché hanno un fondo di concretezza. Nel senso che anche il solo trovarsi davanti alla stabilità di un monumento, di un ritrovamento o di un dipinto, ti tiene ancorato alla “qui e ora”…ma ti lascia contemporaneamente aperte un sacco di possibilità. Ipotesi e studi.
      Questa sorta di percorso simbolico, ad esempio, che va dal bianco simbolo della purezza, del White Temple, al nero che rappresenta l’oscurità, alla Black House, non so da quale vera motivazione possa essere nata. Ed è veramente singolare.
      Era un viaggio assolutamente da fare, questo a Chiang Rai. Peccato per il poco tempo ma, come dico sempre, niente era peggio!
      Bacioni Ilenia, grazie per essere passata!
      Claudia B.

    1. Ma come non hai pagato, davvero? Il nostro accompagnatore ci ha proprio messo in mano i biglietti! A meno che non fossero solo per attestare l’ingresso….sai che ora mi fai venire il dubbio?
      E si, ti giuro che ho trovato più di una locandina, in cui si pubblicizzavano gli spettacoli con gli elefanti che dipingono. Guarda, con questo ho detto tutto 😞.
      Un bacione!
      Claudia B.

  6. Vero! Che colpo d’occhio passare dal bianco luce al quel nero così affascinante! Decisamente la mia attrazione preferita, so dark! Il non fidarsi purtroppo è un retaggio che ci portiamo dietro in quanto italiani e in quanto ormai abituati alle fregature a partire dalla pubblica amministrazione, alla sanità, alla politica fino al mercataro sotto casa (scusa la mini polemica populista filosalviniana-ma-non-sono-salviniana) 😛
    Quante emozioni insomma la Thailandia! Ma tu che le hai viste da vicinovicino di cosa sono fatte le mani, le decorazioni e i particolari del tempio bianco? E’ davvero davvero solo gesso? Nel senso, come fa a non sciogliersi con pioggia e umidità? Secondo me è impastato con resine, colle acriliche o cementite (questo invece è il filomuratore che c’è in me) 😛
    Anche io comunque avrei declinato sulle donne giraffa!
    Buona serata Claudia! 😉

    1. Il filomuratore che è in te lo adoro!!! E sono felice di sapere che, pur essendo la polemica populista-filosalviniana, tu non sei salviniana. Per un attimo ho avuto paura. Ma sappi che condivido la base del pensiero. Il non fidarsi per noi è naturale, fa parte della nostra quotidianità! Quando mai ci si può fidare a prescindere, di qualcuno? Soprattutto di qualcuno sconosciuto, a cui si mettono in mano dei soldi? Ma l’Asia insegna anche questo, è magica nel suo permettere alle persone di imparare continue lezioni di vita. Capisci perché la amo così tanto?
      Allora Dani, sicuramente non è soltanto gesso, secondo me deve esserci della calce, un pò come nei borghi della Valle d’Itria. Ammetto di non aver avuto il coraggio di toccare nulla, perché le guardie che controllavano il flusso dei turisti, erano piuttosto scazzose…ahahahahah! Meglio non rischiare.
      Sai che immaginavo ti sarebbe piaciuta la Black House? Per me è stata una visita validissima, al di là delle critiche mosse a quest’opera 🙂
      Buona serata anche a te!
      Claudia B.

  7. Ma quante cose ci sono da vedere in Tailandia? Ti sei organizzata benissimo nonostante non aveste a disposizione un mezzo vostro. E comunque anche io mi preoccupo sempre un po’ quando viene richiesto il pagamento anticipato! Ho paura di ritrovarmi all’alba in strada senza un numero da chiamare e del minivan nemmeno l’ombra. Anche se a dire la verità non mi è ancora successo 😅
    Bellissimi questi templi: quello bianco e quello blu li avevo già visti ma quello nero no. È la prima volta che ne sento parlare e in effetti sembra un po’ macabro ma comunque spettacolare 😍

    1. E dire che, mentre organizzavo il viaggio, ero convinta che non sarei riuscita a combinare nulla, una volta sul posto… Invece in Thailandia, c’è sempre una soluzione per muoversi, con o senza un mezzo proprio! Per quanto non ti nego Silvia, di essermi amaramente pentita di non aver richiesto la patente internazionale. Soprattutto per spostarmi a nord e a Koh Samet.
      Ad ogni modo, una soluzione siamo riusciti sempre a trovarla, questo è ciò che conta!
      Mi fa piacere averti presentato un monumento di Chiang Rai, di cui non sapevi nulla. La Black House è di certo particolare, ma a me è francamente piaciuta, l’ho trovata molto interessante. Se escludiamo pelli, animali impagliati e palchi…ecco, magari io lascerei da parte tutto ciò che lede gli animali. Ma, pensandola così, dovrei anche abolire qualsiasi museo di storia naturale.
      Un bacione,
      Claudia B.

  8. Ok ormai è chiaro che devo andare in Thailandia! ❤ Mi piace tantissimo questo pacchetto di attività che avete scelto, i templi sono uno più bello dell’altro e sono convintissima, come dici tu, che se si riesce a non far caso alla folla di persone, si viva un’esperienza magica!
    Grazie davvero Claudia per questi racconti, a tratti mi sembra quasi di iniziare a conoscere questo splendido Paese.

    1. È proprio quello che volevo, farvi conoscere la mia amata Thailandia, sperando che colpisse l’attenzione grazie alle sue persone, alle attrattive, ai luoghi più famosi ma, soprattutto, a quelli nascosti.
      In particolare mi auguro vi siano arrivate le mie emozioni, sperando non siano troppo edulcorate da questo amore immenso per la terra del sorriso!
      Se sono riuscita ad incuriosirvi, vuol dire che parte del mio intento è andato a buon fine….ed io sono felicissima!
      Silvia, grazie per le tue parole ma, soprattutto per aver rivissuto con me questo viaggio in Thailandia!
      Bacioni,
      Claudia B.

    1. Sono certa che, quanto sto per dirti, non ti stupirà, ma scrivere della Thailandia, in questo momento è quasi curativo. Mi sta aiutando moltissimo a superare il distacco. Anche se non ti nego che, al termine dei post, sarà nuovamente difficile accettare che io sono qui e lei è lontana 12 ore di volo…
      Grazie mille per il complimento. Mi fa piacere sapere che dai post, traspare tutto l’amore che provo per la Thailandia.
      Un abbraccio, Un abbraccio
      Claudia B.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *