Itinerario di quattro giorni sul Lago di Como

Questo Capodanno 2009 scegliamo una meta molto poco invernale, ossia il Lago di Como.
In genere l’ideale sarebbe andarci in primavera, oppure in estate, soprattutto perché, al di fuori di questi periodi, le splendide ville nobiliari, che sorgono sul lago, sono chiuse al pubblico.
Ma noi abbiamo deciso di mostrarci “di bocca buona” e, a dirla tutta, abbiamo proprio voglia di passare questi quattro giorni visitando le cittadine più note del bel lago lombardo.

Prenoto il soggiorno in un piccolo albergo a gestione familiare, proprio vicino al centro di Como: è una struttura senza troppe pretese ma ben gestita e ben pulita. Peccato il tempo non ci agevoli granché ma, appena arrivati, decidiamo comunque di fare una passeggiata in centro, per farci una prima idea della città.
Il centro storico di Como è molto elegante e conserva il classico aspetto del castrum romano dove, da un nucleo centrale, si diramano due vie principali, perpendicolari tra loro, terminanti in porte d’accesso alla città.
Iniziamo la visita da Piazza Cavour, affacciata proprio sul lago dove, per le feste natalizie, è stata allestita una bella pista di pattinaggio sul ghiaccio, con un piccolo mercatino tutto attorno. Da qui proseguiamo per Piazza del Duomo, un salotto di grande bellezza, sul quale svetta il maestoso Duomo decorato a festa con migliaia di luci. È una struttura di grande importanza, in quanto rappresenta uno degli ultimi esempi di architettura gotica d’Italia.

La facciata si allinea all’edificio del Broletto, ossia la sede del comune di Como in epoca medievale e alla torre civica, tanto che sembra di trovarsi di fronte ad un unico edificio. Entriamo per visitare gli interni, splendidi ed imponenti, suddivisi su tre navate. Mi concedo anche una piccola pausa per utilizzare l’audio-guida fissa che, con un solo euro, dà notizie estremamente esaurienti sulla storia del Duomo.
Proseguiamo la nostra passeggiata lungo viale Vittorio Emanuele, pieno di negozi e locali, finché raggiungiamo Piazza San Fedele, su cui sorge l’omonima basilica romanica. Molto caratteristici gli edifici affacciati sulla piazza e su Via Natta, dove proseguiamo a piedi.
Il bello della città di Como è che, passeggiando a piedi, si scoprono vicoli e scorci sempre molto ameni, passaggi coperti, cortili, piazzette piene di fascino, che spesso appartengono alle realtà dei piccoli paesi piuttosto che alle città.
Arriviamo in Piazza Volta, elegante e vivace e, da qui, ci riportiamo verso il lungolago, splendido nonostante il tempo inclemente. Raggiungiamo il tempio voltiano in stile neoclassico, eretto proprio in onore dello scienziato a cui Como ha dato i natali. Poco oltre, sempre costeggiando il lago, ci imbattiamo nel Monumento ai Caduti, progettato dal famoso architetto futurista Sant’Elia, la cui casa si trova nel centro di Como.
Continuando per il lungolago ci imbattiamo nel pontile da cui decollano piccoli ultra-leggeri, che permettono ai turisti di ammirare il lago da una prospettiva diversa dal solito.
La passeggiata si fa sempre più affascinante, in quanto da questo punto in poi, si iniziano a costeggiare le facciate di alcune delle più belle ville nobiliari della zona, tutte affacciate sul lago, fino alla più importante, Villa Olmo, oggi sede di manifestazioni ed esposizioni, i cui bellissimi giardini sono sempre aperti al pubblico.
Il tempo peggiora, pertanto decidiamo di rientrare in hotel, dove ne approfittiamo per riposare un pò vista la levataccia di questa mattina.
Nel tardo pomeriggio, smette di piovere, perciò usciamo per prendere la funicolare fino a Brunate, vicinissima al nostro albergo. In realtà la salita a Brunate è l’ideale durante la bella stagione, prima di tutto perché questa località ha un affaccio splendido sul Lago di Como, poi perché da qui partono delle bellissime escursioni nella zona circostante. Comunque ormai ci siamo e, dopo un primo momento di smarrimento, dovuto alla mancanza di indicazioni e di luce, troviamo la via per il piccolo centro e facciamo una passeggiata, fra vicoli e negozietti.
Rientriamo, quindi, per cercare un ristornate in cui cenare e troviamo una pizzeria con un’ampia vista sul lago, vicino al nostro hotel. Terminata la cena, decidiamo di fare un’ultima passeggiata serale nel centro di Como, per un caffè ed un ammazzacaffè: in realtà questa è la scusa per vedere in versione serale la città, che ci ha proprio conquistati!
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La mattinata inizia con un tempo ancora piuttosto capriccioso. Ma, dato che non intendiamo venir meno ai nostri progetti di visita, costi quel che costi, partiamo alla volta di Menaggio, costeggiando il lago su una bellissima strada panoramica.
Menaggio è una deliziosa cittadina affacciata sul Lago di Como, molto turistica ma anche molto caratteristica. Per la sua posizione privilegiata, vennero costruiti alberghi e ville dove i visitatori facoltosi potevano godere della mitezza del clima.
Le vie del paese ed il lungolago sono deliziosi ed accoglienti. Dopo aver passeggiato alla scoperta del piccolo centro, ci sediamo in un bar nascosto per gustarci una cioccolata in tazza.
Dato che, come premesso, tutte le ville nobiliari sono chiuse alle visite, in questo periodo, è solo per farci del male che facciamo una breve sosta a Tremezzo, dove sorge la famosa Villa Carlotta. Facciamo foto al paesaggio dall’atmosfera struggente e visitiamo la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, iniziata nel 1775 circa e terminata tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900.

Troviamo una panetteria in cui comperare qualcosa di veloce per pranzo e, subito dopo, ripartiamo alla volta della rinomata Bellagio. La strada lungolago che porta alla cittadina, è estremamente stretta e piuttosto pericolosa, anche per la guida molto sportiva della gente del posto, ma devo ammettere che è una strada panoramica mozzafiato. Attraversa molte caratteristiche cittadine affacciate sul Lago di Come e passa dallo spettacolare Orrido di Nesso, una fragorosa cascata fra le rocce, formata da due torrenti.

Arriviamo a Bellagio a metà pomeriggio e troviamo numerosi turisti. In effetti, al di là del periodo poco adatto, questa è una famosa località di villeggiatura, particolare anche per la sua posizione proprio sul punto in cui si ramifica il Lago di Como.

La bellezza del luogo è data principalmente dalla presenza di alcune fra le più importanti ville nobiliari della zona, come Villa Melzi o Villa Serbelloni. Personalmente ho molto apprezzato anche il piccolo porticciolo dalle casette colorate, così come i caratteristici vicoli e le scalinate che collegano il borgo al lungolago. Mi è molto piaciuta anche la chiesa di San Giacomo, del XII secolo, in pieno centro.

Rientriamo a Como con calma, dato che la strada è piuttosto impervia. Dopo esserci preparati cerchiamo un luogo in cui cenare, ma e’ il 31 dicembre ed ogni locale è pieno. Ci concediamo un cenone di Capodanno alternativo in un fast food: ma alla fine ciò che conta è trovarsi in un luogo tanto bello, con cittadine splendide da scoprire in compagnia della persona che si ama. Il resto ha ben poca importanza.
Passeggiamo ancora un po’ per il centro, prima di dirigerci sul lungolago, dove è stata preparata una discoteca a cielo aperto dalla quale ammirare, a mezzanotte, meravigliosi fuochi d’artificio riflessi sull’acqua! A questo punto non ci resta che dire: benvenuto 2010!

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Sembra proprio che il tempo stesse aspettando l’anno nuovo per migliorare! Splendido e soleggiato, questo primo gennaio si prospetta nel migliore dei modi.

Ci dirigiamo a Cernobbio, altra perla del turismo lariano, un curatissimo borgo dove sorge Villa d’Este, oggi trasformata in albergo.

Il centro storico è davvero delizioso, piacevole per una passeggiata di inizio anno. Basta spostarsi tra i vicoli per trovare scorci molto belli sul Lago di Como, oppure palazzi e chiese degni di nota. Per non parlare poi del porticciolo, dal quale è possibile spaziare sulle località limitrofe, con una bella panoramica.

In tarda mattinata ci spostiamo ad Argegno, dove alcune persone si gettano nel lago ghiacciato per un beneaugurante bagno di inizio anno…Speriamo si trasformi in broncopolmonite!

Pranziamo in un piccolo ristorantino molto caratteristico, nella piazza principale del borgo. Dato che ci siamo tenuti leggeri con il cenone della sera prima, ci coccoliamo con un bel piatto di polenta e salsiccia, per me, e pasta fatta in casa seguita dal dolce per mio marito.
Prima di proseguire verso altre località, facciamo una passeggiata per le stradine acciottolate del borgo dove, in occasione di questo periodo di festa, viene organizzato un tipico presepe vivente. E non me ne stupisco: vista la particolarità del luogo, non potrà essere che un successo!

Nel pomeriggio decidiamo di visitare l’altra sponda del Lago di Como, con la sua rappresentante più famosa: Lecco. Il centro storico è colmo di persone che passeggiano, approfittando del bel tempo e della giornata di festa.
Lecco è una bella cittadina, caratterizzata da passaggi coperti pieni di negozi, palazzetti ben tenuti e piazze eleganti. Anche il lungolago è gradevole, soprattutto in questo momento, in cui sta tramontando il sole, e c’è una luce meravigliosa. Rientriamo a Como per cena e per un’ultima passeggiata serale in centro.

L’ultimo giorno qui sul lago è ancora illuminato da un gradevole sole. Prima di partire trascorriamo la mattinata in centro: facciamo un giro per negozi e approfittiamo di questa passeggiata per scoprire altri vicoli di Como, bellissimi e nascosti.
Questi quattro giorni trascorsi sul Lago di Como sono volati, purtroppo, ma ci hanno permesso di scoprire un luogo d’Italia meraviglioso e di trascorrere un Capodanno speciale.

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Consigli utili
-Immaginate di pranzare in un ristorante in cui, a servirvi, è un cameriere gentilissimo che parla come Silvio B. Ecco, questa è una cosa pittoresca da provare assolutamente.
-A meno che non abbiate avuto la mia stessa fortuna, ossia trovare un grandioso professore di letteratura che, al posto dei “Promessi Sposi”, vi ha fatto leggere, fra le altre, opere come “Il signore degli anelli” o “1984”, sicuramente la vostra carriera scolastica si sarà scontrata col buon Manzoni. Bene, allora divertitevi a riconoscere i luoghi descritti nella sua opera. Anche per dimostrarne la veridicità.
-Salire a Brunate in una cupa serata di Dicembre non è una buona idea. Ma se la vostra curiosità vi porta verso l’ignoto (e il buio) non lasciatevi bloccare dalla mancanza di indicazioni, nè dal fatto che non si vede nulla. In fondo al tunnel c’e sempre la luce!
Claudia B.
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Nota: ho scritto questo racconto, del nostro Capodanno sul lago di Como, nel 2012. A suo tempo l’ho pubblicato su PaesiOnLine. L’ho ripreso e risistemato, dato che parla della nostra esperienza, del nostro vissuto, del nostro viaggio. Ma l’ho ripreso soprattutto perché sapevo di aver descritto quei momenti in un modo in cui, ora, non sarei più in grado di fare. Perché di esperienze di viaggio, sarebbe meglio scrivere una sola volta: quella successiva rischia, altrimenti, di essere un surrogato della prima stesura.

12 Commenti

    1. Ci voglio tornare assolutamente, Agnese! Ho un obiettivo: fare il giro del lago in moto e vedere almeno un paio di ville😍
      Quindi ti scriverò per i consigli sui ristoranti…ma ti prego, fa con ci chiedano l’ordinazione con la voce di Silvio B., perché non possiamo farcela😂
      Bacioni Agnese!
      Claudia B.

  1. I consigli utili mi hanno fatta sorridere!!! Mai stata sul lago di Como, e ovviamente faccio parte di quella schiera di studenti che hanno dovuto studiare i promessi sposi, quindi ammetto che un po’ di curiosità ce l’ho….e da come ne parli sembrano anche dei gran bei posti!

    1. Molto belli, al di là del rapporto di amore e odio con il Manzoni 😉 A primavera, poi, con la fioritura e tutte le ville aperte, deve essere un gioiello: spero di poter tornare magari in moto, per vedere tutto quello che mi manca.
      Durante l’inverno però, c’è un’atmosfera davvero avvolgente 🙂
      Grazie per essere passata Lucia, un bacio,
      Claudia B.

  2. mi piace leggere i tuoi articoli perché mi porti sempre in posti che non conosco per niente e mi fai venire voglia di andare a vederli! per non parlare dell’accento del cameriere! ahahah! grande! e sono pienamente d’accordo sul fatto che tu abbia riproposto l’articolo anche se scritto nel 2012 per un altra pagina, riscrivendolo ora avrebbe perso il colore del momento! brava! 😉

    1. Grazie Serena, tu sei sempre gentilissima! Sai, mi è sembrata la cosa giusta da fare, riscrivere tutto da capo non avrebbe avuto senso: il diario di viaggio è nato così e così doveva restare 😉
      Mi piace questa cosa di farti conoscere posti nuovi: almeno dò un senso a questo blog e alle ore passate a scrivere 😉
      Un bacione e grazie!
      Claudia B.

  3. Ciao Claudia ed ancora grazie per avermi riportata in un luogo che ho visitato. Mi sono recata sul lago questa primavera, un giorno solo, ma molto intenso: visita della città con guida e poi a Bellagio in motoscafo. Gli occhi pieni di bellezza ed i vestiti bagnati perché sono rimasta sul ponte panoramico e le acque del lago erano mosse. Ciaoooo

    1. È un piacere averti riportata con me in quei luoghi incantevoli!
      Luoghi, tra l’altro, in cui devo tornare, perchè in inverno le ville e i giardini sono chiusi! E un’attivitá come l’ uscita in motoscafo è perfetta nella bella stagione! Insomma, il meraviglioso Lago di Como dovrà riprenderci con sé!
      Claudia B.

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