Cosa vedere a Rimini in un giorno: itinerario insolito tra monumenti e simbologie

ANGOLI DI RIMINI

Voglio svelarvi un segreto: Rimini ha un centro storico, che non corrisponde al lungomare! La mia città natale, di cui ho già parlato in passato, è un nucleo artistico di tutto rispetto. Tanto che le cose da vedere a Rimini in un giorno sono davvero tante, soprattutto se come me, decidete di seguire un itinerario che tocca si i principali monumenti, ma lasciandovi affascinare da simbologie e curiosità.

Complici di questa mia esplorazione, sono le colleghe blogger Cassandra di “Viaggiando a Testa Alta” e Sara di “Dai che Partiamo”, con cui ho ideato il progetto “Romagna di Sorprese”. Eppure, senza la conoscenza approfondita della città da parte di Cristian Savioli, nostra guida ufficiale, questo itinerario insolito a Rimini tra simbologie e curiosità, non sarebbe stato fattibile. Anzi, il grazie a Cristian va anche per aver sopportato con stoica determinazione, le nostre velleità di aitanti bloggers al lavoro: dal prossimo anno, intitoleremo a te Piazza Tre Martiri!

PIAZZA CRISTIAN SAVIOLI… EHM, TRE MARTIRI

Mi perdonerete se, per una volta, non strutturerò questo post come un sensoriale diario di viaggio, ma come un personalissimo vademecum su cosa vedere a Rimini in un giorno. Soprattutto perché non si tratterà del solo elenco di luoghi noti, ma di curiosità ad essi legate, oltre ad angoli nascosti della città. Infatti non darò nemmeno l’ordine di visita seguito con Cristian, concedendomi il lusso di mostrarvi cosa vedere a Rimini in un giorno, in base alla mia ispirazione del momento. Praticamente un post anarchico-insurrezionalista, di cui mi assumo ogni responsabilità!

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: Piazza Cavour.

Piazza Cavour resta il salotto elegante della città di Rimini. Il suo cuore medievale. L’anima antica. Parliamoci chiaro: uno dei pochi posti dove il “Super Io” di Sigismondo Pandolfo Malatesta, non ha stravolto ogni angolo con simbologie legate alla sua persona! Anche se in passato, quando rappresentava un unico ampio spazio che includeva Castel Sismondo, forse una minima presenza del Signore di Rimini la si percepiva.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: CASTEL SISMONDO

Piazza Cavour è una quadro architettonico di spicco, circondata da importanti edifici come il Teatro Galliinaugurato da Giuseppe Verdi in persona, la cui riqualificazione dopo anni di incuria sta commuovendo tutti noi riminesi. Poi il colpo d’occhio spazia su Palazzo dell’Arengo e Palazzo del Podestà.

Ma pensate sul serio che sia di tutta questa grandezza architettonica, che voglia parlarvi? No! Piazza Cavour è stata a lungo conosciuta con il fantasioso nome di Piazza della Fontana. Vorrei lanciare un concorso e chiedervi di indovinarne il motivo… ma ho deciso di mostrarvelo: ponete lo sguardo sulla pietra, non sui pois.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: PIAZZA CAVOUR

La Fontana della Pigna, donata da Papa Paolo V, è il fulcro della piazza. Prima di tutto perché disseta da secoli generazioni di riminesi. Infatti fu la sola fonte di acqua potabile, fino all’apertura dell’acquedotto nei primi anni del Novecento. Io stessa ricordo ancora quando, negli anni Ottanta (del Novecento, ovviamente) troppo bassa per arrivare alle cannelle (come ora, tanto per intenderci), venni dotata da “stalker mamma” di uno di quei pratici bicchieri pieghevoli in plastica. Quante volte il diabolico oggetto si chiuse prima di arrivare alle mie fauci assettate, lasciandomi con la mano bagnata e un cipiglio di sconcerto.

Quello che non sapevo, è che la fonte da cui proviene l’acqua, si trova a circa 1 km di distanza, in Via Dario Campana! Ma, soprattutto, non avevo idea delle voci che circolano circa un camminamento sotterraneo, che collegherebbe la Fontana della Pigna, al colle di Covigano. Pare venisse usato dai frati per scendere in città di nascosto, e fare razzia… di cosa non sarò io a dirlo, in quanto questo blog “non rappresenta una testata giornalistica”. Indovinate e scrivetelo nei commenti.

LOCALI ATTORNO ALLA VECCHIA PESCHERIA

Ovviamente, come tutti i riminesi per bene sanno, non si può arrivare in Piazza Cavour senza spingersi sotto il porticato della Vecchia Pescheria del Settecento. Peste colga, chi osa compiere un simile scempio! Oltre ad altre quattro pittoresche fontanelle, i lunghi banchi in pietra ospitano spesso venditori di fiori e, a Natale, un mercatino dell’artigianato. Anche se, a partire da quest’anno, non sarà più così. Voglio dire alla Soprintendenza che mi ha rovinato la giornata con una simile notizia.

Alle spalle della Vecchia Pescheria, si affacciano una serie di locali molto frequentati la sera, oltre alla Piazzetta Gregorio da Rimini, che va assolutamente visitata. Minuscola, ma imperdibile. L’anima di un borgo, dentro la città.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: LA VECCHIA PESCHERIA

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: Piazza Tre Martiri.

Rimini è un’antica colonia romana e, Piazza Tre Martiri, ne è l’antico Foro. Importantissima per la sua posizione a ridosso del Mare Adriatico che, se oggi è meta di vacanzieri da tutto il mondo, ieri era uno strategico sbocco commerciale. Se vi chiedete sbocco da dove, sappiate che il fiume Marecchia, da cui prende il nome tutta la mia valle, era una rilevante via di comunicazione. Parlo dei tempi in cui la siccità, non aveva prosciugato anche i sassi.

In effetti il centro di Piazza Tre Martiri, è il punto in cui si incrociano il cardo e il decumano! Spettacolare, ampia, raffinata, la piazza era intitolata originariamente a Giulio Cesare. Incredibile! Anche qui, Sigismondo Pandolfo non ha fatto nulla per incidere la propria presenza. Insomma, in questa battaglia al testosterone, pare sia arrivato prima Cesare, il quale parlò alle proprie truppe nella bella piazza, dopo aver passato il Rubicone.

Poi, dopo le terribili perdite che subì Rimini durante il Secondo Conflitto Mondiale, qualcosa come 80.000 morti in 36 giorni di bombardamenti, la piazza fu intitolata a tre giovani partigiani che qui vennero giustiziati nel 1944. Si dice vi fosse anche una donna coinvolta nelle operazioni di sabotaggio da loro attuate e, solo per un’incredibile casualità, non finì massacrata con i poveri malcapitati.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: PIAZZA TRE MARTIRI

Ora però, mi rivolgo a te, amico Giacobbo. Sturati bene le orecchie e ascolta questa voce: sai che a Rimini ci sono i resti di una Chiesa Templare? Mi chiedo quanti riminesi ne siano a conoscenza: io non ne avevo idea. Scopro questo angolo nascosto di Rimini, solo grazie a Cristian, salvo poi rendermi conto che devo essere passata davanti al vicolo almeno centomila volte in passato. Si, va bene, anche nel presente. I resti della Chiesa di San Michelino in Foro, sono stati inglobati dagli edifici rivolti su Piazza Tre Martiri. Pertanto si possono ammirare solo poche parti del muro absidale. Una storia travagliata quella dell’edificio che, da Chiesa Templare, venne trasformata in teatro. Salvo poi perdersi nelle costruzioni dei secoli successivi. Vorrei segnalarvi la posizione, ma sono carogna e non lo farò. Fatevi portare da Cristian!

VESTIGIA DELLA CHIESA TEMPLARE

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: il Tempio Malatestiano.

Volevo lasciare per ultimi i riferimenti a “Sigismondo Pandolfo Super Io Malatesta” ma, dopo aver fatto la mia carognata di giornata nel paragrafo precedente, sento che posso diventare buona per almeno tre minuti. Iniziamo, però, con i cazziatoni: non voglio più sentire di gente che, tra le cose da vedere a Rimini in un giorno, non inserisce il Tempio Malatestiano! Giuro, vi scateno contro il “Super Io”.

In un mondo perfetto, il Duomo di Rimini sarebbe intitolato a Santa Colomba. Invece è un inno al grande casato dei Malatesta… ops, pardon, a Sigismondo Pandolfo Malatesta, che lo fece completamente rimaneggiare come Tempio a lui dedicato.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: TEMPIO MALATESTIANO

Il Tempio Malatestiano è un vero concentrato d’arte: vi faccio qualche nome, altrimenti pensate che stia esagerando. Sapete chi ha progettato l’involucro esterno del Tempio Malatestiano? Leon Battista Alberti, il quale creò un’affascinante copertura neoclassica, come rivestimento dell’edificio medievale. Alzando gli occhi verso il timpano triangolare della facciata, si può ancora notare un angolo scoperto e mai completato, che mostra la semplice chiesa sottostante.

Sapete chi sono gli artisti esposti all’interno del Tempio Malatestiano? Piero della Francesca, Giotto, Giorgio Vasari, Agostino di Duccio… e “Sigismondo Pandolfo Super Io Malatesta”! D’accordo questa era brutta. Ma se tenete conto che i suddetti artisti contano un’opera a testa all’interno del Duomo, mentre il “Super Io” ha fatto riportare il proprio simbolo ‘solo’ 300 volte, capirete che qui la vera star è proprio lui. Considerata la vastità del Tempio Malatestiano, è difficile scovarli tutti, ma può risultare una divertente caccia al tesoro. Soprattutto perché il monogramma di Sigismondo Pandolfo, ricorda tanto un simbolo ben noto. Vediamo se indovinate…

COSA VI RICORDA IL SIMBOLO DI “SIGISMONDO SUPER IO”?

Ebbene si, il dollaro! Durante il prossimo viaggio negli USA, io e Daniele ci uniremo ad una delegazione romagnola, per andare da Trump a chiedere i diritti d’autore. I romantici dicono si tratti dell’unione delle iniziali di Sigismondo e Isotta, l’unica moglie davvero amata e sopravvissuta al matrimonio con il “Super Io”. Le altre sono state misteriosamente eliminate dalla gara… Ma, amore o meno, è molto più probabile che l’uomo dall’ego smisurato, si sia fatto creare un ‘logo’ che lo rappresentasse in tutta la propria spavalda persona. Ed ora andiamo in America a riscuotere i frutti del copyright!

300 VOLTE SIGISMONDO PANDOLFO…

Ad ogni modo, il Tempio Malatestiano ricostruito dopo aver subito rovinosi bombardamenti durante la guerra, resta un edificio da esplorare in maniera approfondita. Oltre alle grandiose opere sopra citate, è interessante fare un tour delle cappelle laterali, dove riposano anche “Sigismondo Super Io” e Isotta. È un edificio di culto estremamente singolare, tanto da essere stato inizialmente rifiutato da Santa Romana Chiesa! Un Tempio pagano a tutti gli effetti, innalzato per celebrare un uomo. Ricco di simboli legati all’astrologia e all’astronomia, questa è la casa eterna di Sigismondo Pandolfo (ah scusa Isotta, ci sei pure tu?).

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: l’Arco d’Augusto.

L’Arco d’Augusto, è la monumentale porta d’accesso alla città di Rimini e il più antico arco romano esistente. Se, per caso, avete voglia di sgranchire le gambe, sappiate che partendo dall’Arco d’Augusto di Rimini e procedendo lungo la Via Flaminia, arriverete direttamente a Roma!

Credo di essere passata sotto questa struttura dalle centomila alle settecentomila volte, ma non ho mai fatto davvero caso alle sue particolarità. Soprattutto, non immaginavo quanto fosse cambiata la prospettiva nel corso dei secoli. In passato l’Arco d’Augusto era inglobato tra le case del borgo, addirittura vi passava il fiume Ausa. Era circondato da mura che vennero poi abbattute in periodo Fascista. Insomma, un quadro su Rimini completamente diverso!

L’ARCO D’AUGUSTO IN PASSATO

E non avevo idea di quanto, dopo i bombardamenti, i riminesi dovettero lottare per non farsi sottrarre un ulteriore pezzo di storia, dalla città. Pare che gli Alleati volessero utilizzare i resti dell’Arco d’Augusto, nella ricostruzione degli edifici del centro storico ma, quando i cittadini se ne resero conto, li bloccarono. Immagino persone male in arnese, sfiancate dalla guerra, imbracciare scope e forconi per bloccare il gesto inconsulto! Noi romagnoli siamo piuttosto ampi nelle dimostrazioni d’affetto.

BENVENUTI A RIMINI!

Dell’Arco d’Augusto potrei inserire cenni artistici e storici, legati alla sua edificazione… ma non sono qui per questo. Sono qui per sfidarvi. Sapete cosa rappresenta la strana figura, posta tra i medaglioni di Giove e Apollo? Inizialmente io ho pensato ad una foca. Quando Cristian mi ha detto che avrei trovato risposta sull’altra facciata dell’arco, però, ammetto che sono corsa a dare una sbirciatina. Ovviamente non per me, ma per svelare a voi l’arcano.

Appare evidente che si tratta di un toro, seppure pretendo una giustificazione per la “foca iniziale”. In effetti tutto torna, se pensiamo che i romani consideravano il toro simbolo della terra: quando tracciavano i confini delle colonie, utilizzavano un carro trainato dai buoi. Strano che “Sigismondo Super Io”, non abbia fatto mettere il proprio ritratto, al posto del cornuto animale.

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: Piazza Ferrari.

Piazza Ferrari è il giardino di Rimini. Un luogo dove riposarsi all’ombra, magari dopo un’intensiva sessione di spese pazze o di visite. Nelle immediate vicinanze si trova il Museo della Città di Rimini, importantissimo scrigno di resti archeologici e pittorici. Ma anche la storica Biblioteca Gambalunga. A questo proposito, una curiosità sull’edificio posto accanto alla biblioteca, riguarda uno dei più noti figli di Rimini, Federico Fellini. Qui frequentò il Ginnasio e, ogni volta che si affacciava alla finestra, posava gli occhi ammaliato sul Monumento ai Caduti di Piazza Ferrari. Tanto che, ormai regista, lo ripropose in uno dei suoi film!

Ma Piazza Ferrari, è anche il luogo in cui venne rinvenuta la Domus del Chirurgo. Un sito archeologico che la terra ci ha rivelato dopo migliaia di anni d’oblio. Gli strumenti chirurgici di epoca romana, sono uno dei corredi più completi mai ritrovati, ed ora sono esposti al Museo della Città. In particolare il Cucchiaio di Diocle, che serviva per estrarre le punte di freccia dal corpo umano, è un pezzo unico al mondo! Solo per un errore durante un lavoro di escavazione, si è scoperta dapprima la serie di mosaici pavimentali, poi ogni particolare del medico militare di origine orientale, proprietario della Domus.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: PIAZZA FERRARI

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: curiosità tra le vie del centro.

Se il tempo lo consente (parlo di ore che scorrono, non di clima), è imperdibile un tour tra le chiese della città di Rimini. Santa Rita, la Chiesa dei Servi, Sant’Agostino, hanno migliaia di anni d’arte da mostrare. E poi c’è un aneddoto legato alla Chiesa di Sant’Agostino, che non si può assolutamente ignorare, perché è indissolubilmente legato alla storia di Rimini.

Il campanile di Sant’Agostino, è stato l’edificio più alto di Rimini fino alla costruzione del Grattacielo. Non solo. In passato, i pescatori che rientravano dopo giornate in mare aperto, utilizzavano come riferimento il campanile, allineandolo con il Monte di San Marino, per capire la direzione da seguire!

Per assaporare un angolo suggestivo di Rimini, così diverso dall’elegante e frizzante città d’arte cui siamo abituati, il mio suggerimento è quello di raggiungere vicolo San Bernardino. Si apre sull’omonima piazzetta, che ospita (guarda caso) la Chiesa di San Bernardino e il Monastero delle Clarisse. Uno scorcio pittoresco, dove ci si può sedere per leggere un libro, piombando in una dimensione sospesa.

PIAZZETTA SAN BERNARDINO

Passeggiando per il centro storico di Rimini, è facile trovare prospettive e angoli di cui innamorarsi. Un’alternanza di colore, di architettura moderna, medievale, di vestigia romane… e di edifici che rimandano alla dominazione veneta! Perché Rimini è un forziere, che racchiude con orgoglio tutta la propria storia.

TRACCE DELLA DOMINAZIONE VENETA

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: Ponte di Tiberio e Borgo San Giuliano.

Il Ponte di Tiberio rappresenta per tutti noi riminesi, una via di transito indistruttibile, laddove ponti moderni sono stati resi inagibili negli ultimi anni, e ponti autostradali sono crollati come castelli di carte. Una sentinella da cui affacciarsi sul vasto Parco Marecchia, il polmone verde della città di Rimini, con la sua vasta piazza acquatica e i sentieri dove camminare all’ombra.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: PONTE DI TIBERIO

Nonostante ne sia stata smantellata una parte, per impedire l’accesso agli invasori durante la guerra, il Ponte di Tiberio oggi si mostra in tutta la propria grandiosa maestosità, riflettendosi nell’acqua come un’infinita immagine. E per i nostalgici, quei pezzi sono conservati al Parco Marecchia, a pochi passi dallo stesso ponte romano. Se qualcuno dovesse mancare è solo perché, con ogni probabilità, viene utilizzato come sottovaso da qualche intraprendente cittadino…

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: PARCO MARECCHIA

Oggi, l’area del Parco Marecchia che affaccia sul Ponte di Tiberio, è decorata da uno stupendo murales rappresentante il “Gallo contro il Pavone”. Eppure, mi ricorda Cristian, in passato qui un pavone c’era davvero. Accudito con altri animaletti da un vispo signore, che cazziava chiunque ne disturbasse il rilassato pascolare! Anche se il pavone, ad essere sinceri, è pur sempre un richiamo felliniano, io preferisco il primo aneddoto così tipicamente romagnolo.

COSA VEDERE A RIMINI IN UN GIORNO: MURALES DEL “GALLO CONTRO IL PAVONE”

Un luogo da vedere a Rimini in un giorno, è senza dubbio il Borgo di San Giuliano, collegato al centro storico proprio dal Ponte di Tiberio. Quindi facilmente raggiungibile a piedi. Questo borghetto dai mille colori, è un mondo distaccato da Rimini: c’è la consapevolezza di essere in città, ma la sensazione è quella di trovarsi in un libro di fiabe multicolor.

Borgo San Giuliano è caratterizzato da una serie di villette dalle tinte pastello, che si stringono tra vicoli perfettamente curati e piccole piazze che paiono acquerelli. E poi, diciamolo, i muri del borgo parlano: la street art, presente in tutta la città di Rimini, qui esplode in una miriade di scene estremamente rappresentative! Come ad esempio uno dei personaggi felliniani per eccellenza, “scureza”. Oltre all’imperdibile “Muro dei Soprannomi” di Tonino Guerra, una delle poche opere dell’artista e poeta, qui a Rimini. Ed è strano, considerando che nacque a Santarcangelo di Romagna, dove c’è un museo a lui dedicato, e lasciò tantissime creazioni a Pennabilli, come nel resto della Valmarecchia.

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Cosa vedere a Rimini in un giorno: conclusioni.

Mi prendo tutte le colpe per questo vademecum di viaggio senza capo né coda. Chiedendo umilmente scusa a Cristian, per aver stravolto il suo lavoro e la sua ineccepibile visita guidata. Va da sé che qualsiasi errore è dovuto alla sottoscritta, alla vecchiaia impellente e alla mancanza di elasticità mentale: in pratica non memorizzo più nulla. Chiedo scusa anche al “Super Io”, alias Sigismondo Pandolfo Malatesta, che spero non se la sia presa per la mia sfacciataggine.

Detto questo, voglio lasciarvi con una riflessione. L’essere umano è nato esploratore, creativo, geniale. Usiamo tutte queste caratteristiche per spingerci oltre i luoghi comuni. Usciamo dagli stereotipi che descrivono località con nomee note a tutti, come ad esempio accade per la mia bella Rimini. Guardiamo oltre la copertina, facciamoci portavoce dei patrimoni storici ed artistici delle città. Diamo una voce alle nostre radici e possibilità di riscatto ai luoghi a noi cari.

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Informazioni.

Crisitian Savioli è guida autorizzata di Romagna, ma svolge anche servizio di guida nelle Foreste Casentinesi. Potete contattarlo:

  • al 333 484 4496;
  • attraverso la pagina Facebook;
  • scrivendo a cristiansavioli@libero.it.

Claudia B. in collaborazione con Cristian Savioli

Il progetto “Romagna di Sorprese” è nato da un’idea di: Voce del Verbo Partire -Travel Blog di Claudia Barbieri-, Dai che Partiamo -Family Blog di Sara Caglio-, Viaggiando a Testa Alta -Travel Blog di Cassandra Testa-

4 Commenti

  1. Io te lo dico senza girarci tanto intorno: se il Prigioniero di viaggio si lamenterà e inveirà perché anziché fargli passare la giornata intera in spiaggia durante la nostra vacanza a Igea Marina, la colpa sarà tua! Con questi post aggiungo alla lista sempre posti nuovi da vedere, ma ce la farò in pochi giorni???
    Scherzi a parte, trovo utilissimi questi articoli perché la maggior parte delle persone a cui dico che andrò in vacanza sul litorale romagnolo fanno un ghigno strano. Ne avevamo già parlato di questa cosa, e questa vostra iniziativa sarà utilissima per far crollare poco alla volta questo preconcetto che la zona sia solo spiaggia-musica-divertimento.
    Ah se ci fosse ancora Sigismondo, quanto si arrabbierebbe?
    Ciao Claudia, buona domenica 😘

    1. Mi prendo volentieri la colpa, visto che è per una causa tanto giusta! Non so se ti basterà il tempo, questo lo ammetto, avrei mille suggerimenti da darti per entrare a stretto contatto con borghi e sapori, storie antiche e panorami… ma a quel punto temo sul serio che non avreste modo di garantirvi il meritato riposo.
      Quel ghigno lo conosco bene, l’ho visto mille volte, percepito io stessa, perché pare impossibile rendere nota la presenza di una Rimini artistica e di una Romagna ricchissima tutta da scoprire. Quando ho aperto il blog, uno dei miei obiettivi è stato proprio sdoganare queste errate prese di posizione: spero di aver abbastanza voce per raccontarlo! Ti abbraccio,
      Claudia B.

  2. “nel novecento ovviamente” hahahahah 😀 Ma fantastica questa te in versione Giacobbo! A furia di prenderlo in giro ti sei fatta impossessare dal suo spirito ahahah esci da questo corpo! Si, i bicchieri pieghevoli, parliamone. O no lasciamo stare meglio non rovinare la domenica al suo ideatore 😉
    Non sapevo della maledizione della peste oddio segno assolutamente il portico e mi ci metterò di casa, che poi ho visto che è davvero particolare, per non parlare della foto della Vecchia Pescheria *__* Devo dire che negli ultimi anni Rimini si è parecchio sdoganata dalla sua terribile associazione Rimini-MareEbbasta! Davvero degli scorci deliziosi, soprattutto quelli con i murales che ormai ho imparato a conoscere solo dal web…devo venire di persona prima o poi!
    Ma altro che Super Io che megaegocentrico! Visto che siamo in tema mistery secondo me Trump è la reincarnazione del Pandolfo 😛
    Buona domenica Claudia!

    1. Temo il giorno in cui Giacobbo mi scriverà per chiedere i danni (ti cito perché mi sei simpatico, amico Giacobbo!), a quel punto dovrò rifugiarmi in un luogo sicuro Dani: trovami una grotta ti prego. Oppure mi catapulto direttamente nella foresta di Sherwood con Ade! Ecco si, risolto il problema.
      Ammetto che ogni volta in cui metto piede a Rimini, provo un moto di orgoglio palese: diventa sempre più bella, sono stati fatti tanti lavori, migliorie e campagne importanti, per mostrare il suo potenziale storico e artistico, ad un pubblico sempre più attento. E per allungare il periodo di soggiorno anche ai mesi non legati alla stagione balneare. Se tu vedessi, ad esempio, l’incanto della mia città in autunno o a Natale… Io spero di averti qui con me prima o poi, cara Dani, perché vorrei davvero poterti personalmente guidare attraverso le bellezze della mia terra! Quindi di aspetto 🙂
      Bacioni,
      Claudia B.

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