Cosa vedere a San Galgano e dintorni: eremo di Montesiepi e borgo di Chiusdino

Nell’Alta Valle di Merse in Toscana, in un’ampia e verdissima piana circondata da colline, c’è un’abbazia coperta di cielo: l’Abbazia di San Galgano. Questo luogo mistico, insieme al vicino Eremo di Montesiepi e al borgo medievale di Chiusdino, sono la nostra meta per una domenica di febbraio, dal sapore primaverile. Ed io voglio raccontarvi tutto l’incanto del luogo, suggerendovi cosa vedere a San Galgano e dintorni in una giornata.

Ma lo farò a modo mio, partendo dagli inizi scricchiolanti della nostra avventura. Puntiamo due sveglie ad alto volume (leggete: fanfare), per essere certi di alzarci presto. Perché il passare degli anni, vi dirò, lo si inizia a sentire in ogni fibra del corpo. Pure nell’udito.

Ci riusciamo a “calare giù dal letto” e tutto sembra procedere per il meglio, tranne per la scarsa partecipazione della seconda metà del blog. Lui oscilla tra l’inettitudine e la scusa “ma io devo guidare tanto”, per non fare nulla. Tranne accudire sé stesso e reggere le tasche dei jeans, sia chiaro. Ma io cerco di essere molto zen, di sentirmi positiva, al fine di non commettere omicidi che possano in qualche modo, ostacolare il mio bel viaggione di agosto.

All’apice della meditazione, finalmente pronta a vestirmi, mi accorgo con sgomento di non avere più calzini: tutti insieme hanno partecipato ad un “mega socks party” in lavatrice, ed ora riposano sullo stendino. Mi guardo rapidamente in giro per capire come posso fare:

 uscire senza calzini, magari pure con i risvoltini?  

 andare dalla nonnetta vicina di casa, ed attingere dal suo guardaroba?  

 telefonare a mammà e correre a prenderne un paio da lei?  

 “Promettete di condividere tutto in salute e in malattia”…ma certo! Usare i calzini del marito  

Chi se ne frega se è “solo” 23 cm più alto di me? Li userò come calzamaglia. In fondo, la nostra uscita, avrà come filo conduttore il medioevo ed i cavalieri: e chi, meglio dei cavalieri medievali, sa tutto sulle calzamaglie? (Io…).

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Cosa vedere a San Galgano e dintorni:  qualche informazione.

L’Abbazia di San Galgano, domina un’ampia piana in Val di Merse, non lontano dalla Val d’Elsa e da Siena. Ci troviamo a circa 7 km dal borgo medievale di Chiusdino. Siamo circondati da campi in cui il grano è solo un sottile stelo di erba verdissima, da filari di viti spoglie e da colline su cui spiccano minuscoli borghi da cartolina. Per il resto silenzio e natura.

Cioè, se arrivate in tarda mattinata come i sottoscritti, il silenzio lo si può ancora trovare; più ci si avvicina alle ore centrali della giornata, più si corre il rischio di restare imbottigliati in orde barbariche di turisti.

C’è un ampio parcheggio proprio di fronte alla strada che conduce all’abbazia. Ma anche questa stessa strada, si riempirà di auto in sosta durante il passare delle ore. Se volete un consiglio, non rischiate. Il parcheggio è grande, gratuito, ed è il punto di partenza ideale per le visite a San Galgano e al vicino Eremo di Montesiepi, raggiungibile con un comodo sentiero.

Sempre nei pressi dell’abbazia, si trovano un wine bar, un bar-ristorante, un agriturismo…per il resto solo verde! Da novembre a marzo, il sito è aperto dalle 9 alle 17e30; per conoscere tutti gli orari stagionali, vi rimando al portale ufficiale. Il costo intero del biglietto è di 3€, e comprende anche l’ingresso al “Museo di San Galgano” di Chiusdino, che è un vero gioiello.

Un viale di cipressi immette al cospetto della poderosa abbazia. Vi giuro che ogni cosa è perfetta: dai colori, al riflesso della luce, al gigante di pietra che attende in fondo alla passeggiata. Tutto. Tranne i soliti idioti, che si piazzano nel mezzo a guardare video del cavolo sullo smartphone, mentre tu vorresti solo fare una foto, senza due pali umani al centro!

Ma come vi ho spiegato all’inizio, oggi sono molto zen, lo sono perché l’arresto per rissa non è la soluzione ideale nei prossimi sei mesi e mezzo. Quindi respiro, attendo e penso a tutto il “fiume poetico” che vorrebbe uscire ora dalla mia bocca.

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Cosa vedere a San Galgano e dintorni: l’Abbazia di San Galgano.

Pietra, colonne scanalate, capitelli e scorci architettonici. Archi a sesto acuto, ampie finestre. Tre navate di pura sensorialità. Abbassi lo sguardo e trovi la ghiaia; alzi lo sguardo e vedi l’azzurro che ricopre la volta, laddove ci si aspetterebbe di trovare un tetto. Niente vetrate istoriate, ma sprazzi di natura, di colori e di rami che cercano di insinuarsi all’interno. Oppure vedute sul territorio circostante, che sembrano miniature fiamminghe. Non ho mai ammirato nulla di più bello.

Edificata a partire dal 1218, l’Abbazia di San Galgano fu uno dei più importanti centri cistercensi della regione. In realtà un primo nucleo risale alla fine del XII secolo, laddove si stabilirono i seguaci di Galgano Guidotti, il condottiero originario di Chiusdino, che abbandonò ogni bene terreno, per dedicarsi alla vita contemplativa. L’incremento della comunità, rese necessario l’ampliamento degli edifici, che andò di pari passo con la grandiosa crescita economica.

Le cose prosperarono fino al XIV secolo, quando la peste mise a dura prova la comunità monastica. Nel 1474, i monaci si trasferirono nella vicina Siena e, da quel momento in poi, la struttura dell’Abbazia di San Galgano, subì danni irreversibili. Prima venne privata della copertura in piombo; nel 1781 crollarono le parti restanti della copertura; infine nel 1786 un fulmine abbatté anche il campanile. Di lì a poco la chiesa venne sconsacrata, e gli edifici furono utilizzati come fattoria.

Eppure, sono proprio le tristi vicende dell’Abbazia di San Galgano, con i successivi interventi dell’Ottocento e dei primi anni del Novecento, che ne hanno garantito la fama. Avete presente quando si dice che non tutti i mali vengono per nuocere? Ecco, direi che in questo caso ne abbiamo le prove.

“L’abbazia coperta di cielo”, come la definisco io, è un esempio meraviglioso di fusione tra architettura e natura. A mio modesto parere, invece di sconsacrare questo luogo, lo renderei un punto di riferimento per un diretto contatto con Dio. Con il Tutto. Con l’Universo. Con un Essere Superiore. Chiamatelo come volete, ma qui dentro si alza lo sguardo e si vede l’infinito. Lo si sente e lo si respira.

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Cosa vedere a San Galgano e dintorni: l’Eremo di Montesiepi e la “spada nella roccia”.

Un piccolo sentiero sterrato che parte dall’Abbazia di San Galgano, conduce alla collina su cui sorge l’Eremo di Montesiepi. Vi si può arrivare anche in auto, di fronte c’è un piccolo parcheggio, ma se trovate una bella giornata, vi consiglio di percorrere la breve salita, da cui si ammirano filari di viti e colline, in un silenzio rigenerante.

Se nei giorni precedenti la visita è piovuto, occhio perché potreste ritrovarvi leggermente infangati: chiedetemi come faccio a saperlo? In quel caso utilizzate la strada normale, facendo attenzione alle auto. Non preoccupatevi per i panorami: anche da qui, gli scorci sono pura poesia visiva!

L‘Eremo di Montesiepi è un edificio non solo particolare, ma oggettivamente bello e posto in posizione panoramica sulla vallata. Questo luogo dall’incisiva atmosfera contemplativa, è il simbolo vero e proprio della conversione e della leggenda di San Galgano. Che, ovviamente, vi racconto a modo mio, consapevole di rischiare la scomunica papale (bella Francè!): WordPress, virgolette!!!

La leggenda di San Galgano “a modo mio”.

Nel 1150, nel paese di Chiusdino, un piccolo batuffolo dal futuro segnato, venne alla luce col nome di Galgano Guidotti. I genitori nel toto-nome scelsero di fare i paraculo, affibbiandogli lo stesso nome del Vescovo di Volterra, signore di Chiusdino. Insomma anche allora, la fantasia la aspettavamo domani (#maiunafantasia).

Il buon Galgy iniziò a muovere i primi passi nel mondo, secondo quanto deciso dai suoi estrosi genitori: “vai e diventa un hippie”? No. “Vai e diventa un cavaliere, così difenderai i territori circostanti”. E #staisereno.

Tutto sembrava sicuro e scritto, quando un giorno Galgy assistette ad un evento talmente paranormale, da scatenare persino l’interesso del “Team Mistero”: gli apparve l’Arcangelo Michele. Ora, tutti sappiamo che fine fece la giovane fanciulla che ricevette la visita di uno dei tanti arcangeli in giro per il mondo. Come di chi parlo? Della Vergine Maria e dell’Arcangelo Gabriele, ovviamente! Non vi dico quanto in effetti fosse preoccupato Galgy, per ogni possibile implicazione.

Deciso a scongiurare il pericolo, Galgy seguì A.M. fino a Montesiepi dove, secondo la leggenda, all’interno di un profumato edificio rotondo, incontrò i dodici apostoli. Una ciurma! Sentì anche una voce che gli chiedeva di restare lì, in eremitaggio…e lui, per non rischiare di finire in una stalla in compagnia del bue e dell’asinello, si disse: “Why not?”.

Simbolo della conversione di Galgy, è la spada da lui piantata profondamente nella roccia, sulla sommità di Montesiepi, nel 1180. L’elsa della spada che fuoriesce dal terreno, rappresenta la croce che lui scelse di venerare.

Ancora oggi è possibile ammirare la spada al centro della suggestiva rotonda di Montesiepi, chiusa dalle solide mura dell’edificio circolare, sormontato da una copertura a volta. Un semplice altare in pietra, con alle spalle una monofora, completa lo spoglio arredamento.

Nell’annesso edificio del XIV secolo, affrescato da Ambrogio Lorenzetti, sono conservati gli arti di uno dei tre individui che, nel 1181, cercarono di estrarre la spada dalla sua sede. Secondo la leggenda, i lupi fedeli a San Galgano, assente in quel momento, sbranarono le braccia del traditore. La particolarità è che, in base alla datazione del Carbonio14, queste membra apparterrebbero davvero ad un uomo del XII secolo, contemporaneo quindi di San Galgano!

Il Santo morì poco dopo la sua conversione, e venne sepolto vicino alla spada simbolo del passaggio dalle battaglie terrene, alla venerazione di Dio.

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Cosa vedere a San Galgano e dintorni: il Mulino Bianco e la “Maledizione di Rosita”.

Ad appena 3 km dall’Abbazia di San Galgano, in direzione di Chiusdino, si trova l’Agriturismo “Il Mulino delle Pile” alias Mulino Bianco. Si, proprio lui: il Mulino felice di Banderas e della gallina. Che però nella realtà dei fatti è in pietra.

Ora, a me il materiale di costruzione in realtà interessa ben poco, desidero soprattutto vedere il bell’edificio. Fotografarlo, ammirarlo dal vivo. Ma la “Maledizione di Rosita” ci colpisce come una cascata di olio di palma, per cui appena arrivati troviamo il cancello sbarrato. In realtà c’è anche un cartello, con una sorta di messaggio subliminale che lascio interpretare a voi: . E niente, cari tutti. Il Mulino Bianco è inaccessibile a meno che non si sia ospiti dell’agriturismo.

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Cosa vedere a San Galgano e dintorni: il borgo Medievale di Chisudino.

Impossibile arrivare fino a qui e non visitare il duecentesco borgo che diede i natali alla star del luogo, San Galgano. Dall’alto di questo paesetto arroccato su un colle, si gode di un luminoso panorama, da togliere il respiro.

Grazie al biglietto d’ingresso di 3€ pagato all’abbazia, possiamo visitare anche il Museo di San Galgano, il cui costo singolo sarebbe sempre di 3€. E’ aperto ogni giorno dalle 10 alle 17e30\ 18, a seconda della stagionalità. Sul sito della Pro Loco, troverete maggiori informazioni.

L’esposizione è piccola, ma davvero ricca di opere favolose: oli su tela, bassorilievi, paramenti sacri, ex-voto, un reliquiario notevole ed un sontuoso servizio da collezione. Le opere sono soprattutto un viaggio d’arte in quella che è stata la vita di Galgano Guidotti, una figura storica accertata, un personaggio ricco di fascino e avvolto da un’aura di mistero e miracoli.

Passeggiamo nel silenzio ovattato del borgo di Chiusdino. Tutto è serenamente avvolto nei fumi di una calma domenicale, fatta di risate e profumi invitanti che escono dalle finestre. Solo poche persone si avventurano tra gli stretti vicolini: data l’ora la maggior parte dei visitatori è seduta a tavola, in una delle tante aziende agricole dei dintorni.

Ma la giornata è tersa, tiepida ed invitante, i piedi si muovono da soli tra i saliscendi delle stradine lastricate, tra le palazzine in pietra, le piccole piazze, i passaggi a volta, il bucato steso ad asciugare che sparge profumo di primavera. Nei punti in cui il sole non riesce a filtrare fa ancora freddo, ma i giochi di luce ed ombra sono un richiamo irresistibile per la mia Canon.

Per essere un piccolo nucleo medievale, Chiusdino raccoglie anche tanti luoghi da visitare. Oltre al Museo di San Galgano, si può accedere alla sua casa natale, all’interno della quale è conservata la pietra su cui si inginocchiò il cavallo di Galgano. Ancora oggi è possibile vedere i punti in cui affondarono i suoi zoccoli.

E  poi, le piccole chiesette di San Martino, San Sebastiano, la Propositura di San Michele Arcangelo, patrono della città. Ogni edificio è come se comparisse all’improvviso dal passato, in un turbinio di pietra e suggestione, a ridosso di piccole piazze da cartolina.

Facciamo un ultimo giro senza meta tra questi scorci incredibili, prima di decidere che anche per noi è arrivato il momento di fare una piccola pausa pranzo. Niente di eclatante, un panino ed una birra nell’unico bar aperto del paese, mentre ci godiamo Gara 2 della Superbike.

Ora, potrei fare la figa e finirla qui. Ma no, io voglio raccontarvi proprio tutto, ma tutto-tutto, anche le cose che non si dovrebbero dire in pubblico.

Di recente, ho scritto un post che ha avuto un grande successo dal titolo: “#worstintravel: è tutta una questione di WC“. E’ stato un modo ironico, ma drammaticamente vero, di raccontare i miei problemi in viaggio di natura prettamente -come dire?- “cessosi”. Se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di leggere il post ma, tanto per capirci, uno dei miei maggiori crucci, deriva dal fatto che troppo spesso, i water sono incredibilmente alti. Ed io incredibilmente bassa.

In genere questa cosa mi fa infuriare eppure, stavolta, sono entrata in bagno e, dopo aver accertato che “non ero all’altezza del water”, sono uscita ridendo dopo tre secondi! Okay, non avrò potuto fare il mio pipìstop, ma almeno scrivere un post sui “drammi da WC” ha sortito l’effetto sorriso!

A parte qualche licenza poetica, spero di avervi dato un’idea su cosa vedere a San Galgano e dintorni. Certo, il richiamo della famosa abbazia e della “spada nella roccia” hanno la precedenza su tutto ma, se arrivate fino a qui, vi suggerisco di non perdere nemmeno il circondario.

Anzi, se avete a disposizione un intero fine settimana, vi consiglio altri due reportage da cui trarre ispirazione per i vostri itinerari. Potrete scegliere tra borghi graziosi e incredibili cittadine d’arte:

 Claudia B.

14 Commenti

  1. Anna Maria Barbieri

    Che bella immagine quella dell’ abazzia coperta di cielo. Ho avuto le tue stesse sensazioni, un po mistiche, direi che mi piacerebbe celebrare un matrimonio in quel posto. Io non ho visitato Chiusdino, Managua, però Monteriggioni si con la sia romantica passeggiata intorno alle mura. Ancora grazie Claudia e buonanotte. P.s. nel winebar accanto all’ abazzia ho mangiato tagliere toscano con affettati e formaggi e bevuto un bel bicchiere di chianti;-)

    1. Anna Maria sappi che Chiusdino stavamo per perderla anche noi! In realtà se ne parla un pò poco, tanto che ne abbiamo scoperto la bellezza solo raggiunta la Val di Merse. Vedere da lontano quel borghetto arroccato ci ha incuriositi, per cui è venuto da sé andarlo a visitare, complice anche quel geniale biglietto cumulativo!
      La vicininanza con luoghi come Monteriggioni (pura poesia), Siena, la Val d’Elsa ed i suoi borghi, di certo lo penalizza un pò. Spero di aver contribuito, nel mio piccolo, a farlo conoscere😊
      Tra l’altro quella del matrimonio è stata un’idea che ho avuto anche io per tutto il tempo: mi ci sarei risposata subito 😍
      PS: domenica il wine bar era chiuso…anche noi puntavano al tagliere ma è andata male 😂
      Un bacione,
      Claudia B.

  2. Hai raccontato splendidamente tutto quel che riguarda questa bellissima abbazia a cielo aperto che ho adorato! <3 noi non abbiamo visitato chiusdino però! Mannaggia! Quel giorno abbiamo deciso di dedicarci all'abbazia e poi all'eremo di montesiepi che abbiamo raggiunto con una bella scarpinata per poi scoprire che si poteva arrivare da dietro con la macchina! Ahahaha c'era troppa gente quel giorno, davvero troppa! Così quando sono entrata per scattare qualche foto alla spada nella roccia ho dovuto prendere a spintoni gente di ogni età, cinesi con il selfie Stick, pranzoni sudati già col panino in mano… Stefano mi ha aspettato fuori… Ha detto "poi me la fai vedere in foto eh! Tu vai!" Ahahaha uomini coraggiosi! Un bacione cara <3

    1. Lucrezia mi hai fatto morire dal ridere, una scena da film horror, ahahahahah! Io sono andata “parzialmente” bene, perché essendo febbraio c’era gente, ma in numero accettabile. Forse anche perché su a Montesiepi siamo entrati dopo la messa, perciò la gran parte delle persone si preparava al pranzo domenicale 😉 E’ vero, però, che tutti quelli che attendevano la fine della funzione, me compresa, si sono riversati in massa davanti alla spada! Una folla! Piano piano se ne sono andati, ed io ho potuto osservarla con maggiore calma, con solo pochissimi visitatori attorno…e nessuno aveva il panino, ahahahah!
      Il poco coraggio di questi ragazzi, compreso il mio amato marito, mi lascia sempre sconvolta: le vere guerriere siamo noi!
      Un bacio grande anche a te!
      Claudia B.

  3. Guardando le prime foto ho iniziato a pensare quanto l’abbazia mi ricordasse i resti della Glastonbury Abbey in Inghilterra. Poi vado avanti, leggo la cosa della spada nella roccia e ho penso che forse bisognerebbe davvero chiamare Giacobbo perché Glastonbury è un luogo fondamentale per la leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Chissà, magari esiste una sorta di collegamento magico tra Galgano e Glastonbury 😉

    1. Sai che di questa cosa si è parlato a lungo! Ora, tralasciando il mio modo di ironizzare -che poi è un modo per raccontare il vero- devo ammettere che la storia di San Galgano ha suscitato qualche domanda. Tra le quali: non ci sarà un collegamento con i Cavalieri della Tavola Rotonda? Ho trovato alcune supposizioni su un sito, mentre cervavo informazioni per la visita…ed onestamente ci ho pensato anche io per tutto il tempo! Quell’atmosfera così suggestiva Silvia, ti fa credere a magie e leggende: chissà 😊! E sto cercando di ricordare, davvero, se Giacobbo abbia mai fatto un servizio qui in Alta Val di Merse!
      A presto cara!
      Claudia B.

  4. Ecco questo è un posto che davvero ci terrei a visitare *_* Prima di leggere ho scrollato velocemente tutte le foto in attesa di vedere il tuo sefle con Giacobbo ma poi mi sono ricordata che quel giorno stava girando uno special a casa mia sul mistero della scomparsa dei calzini. Si perchè i miei calzini prima di entrare in lavatrice mi guardano e mi dicono: “scendiamo a comprare le sigarette”! 😀
    Comunque dico sul serio, mi piacerebbe da matti vedere questo posto, compreso il borghetto di Chisudino. Peccato per il Mulino Bianco, ma quindi ci si può pernottare come in un “normale” agriturismo? Hahaha mi è crollato un mito 😀
    Grazie per avercene parlato Claudia! 🙂

    1. Almeno i tuoi ti avvisano! Io lo scopro sempre dopo che sono usciti a comperarle. Ultimamente la seconda metà del blog, insiste per accompagnarli: dici che devo preoccuparmi??? Magari ci penso domani…Tu, comunque, potresti mandarmi via email la foto autografata con dedica del capoclan di “Cazzenger”. Ci terrei molto considerando che tra lui e Bossari, faccio continua pubblicità gratuita 😉
      Non lo sapevo che questo era uno di quei luoghi che stavi puntando! A dire il vero, anche io è da un pò che attendo l’uscita a San Galgano, ma l’anno è iniziato “scricchiolante” e siamo riusciti ad andare solo domenica.
      Guarda Dani se ne hai l’occasione corri e sii più furba di me: pernotta al “Mulino Bianco”, almeno lo puoi fotografare! Perché in effetti, per rispondere alla tua domanda, ho scoperto che ci si può proprio dormire, oppure pranzare e cenare…hanno una sala super elegante che: #CIAONEROSITA!
      Il mito è crollato pure a me: non volevo mica stalkerare nessuno, l’idea era fare una trentina di foto e togliere il disturbo 🙁
      Grazie a te per essere passata Dani!
      Claudia B.

    1. Sto facendo sessioni di meditazione anche in notturna: praticamente medito anche mentre dormo, per restare sempre zen…il che mi porta via tante energie!
      Sui WC alti è una guerra persa: quando l’ho visto sono esplosa in una risata alla “#maiunagioia”!
      Ora che sono finalmente stata, ho capito quando mi dicevi che è un luogo unico e assolutamente da visitare 🙂
      Un bacio Roberta!
      Claudia B.

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