Cosa vedere a Torino in un fine settimana

Torino è una città che spesso viene sottovalutata, bistrattata, persino un pò snobbata. 
Quando, nel 2007, abbiamo avuto la possibilità di trascorrervi un fine settimana, in compagnia di amici conosciuti in Spagna durante l’estate, ci siamo trovati davanti ad una città molto diversa da quella che sentivamo descrivere.
Prima di tutto, Torino non ha nulla per cui debba essere sottovalutata, bistrattata e snobbata. Torino è una città molto regale, assolutamente elegante. Si ha la costante impressione di passeggiare in un nobile salotto, sia quando si attraversano le sontuose piazze o i grandi viali, che riecheggiano quelli parigini, sia quando si sta passeggiando per i vicoli laterali.
La sensazione che dà l’urbanistica di Torino, è che nulla sia lasciato al caso o alla mediocrità. E, sopra ogni cosa, è davvero bello vivere ogni angolo di questa città: nonostante le grandi dimensioni, nonostante l’alto afflusso di cittadini e turisti di quell’ottobre del 2007, non ci siamo mai sentiti né stanchi, né appesantiti da questa visita, è stato tutto molto fluido e naturale, come se Torino sapesse conquistare il visitatore, entrandogli nelle vene con il suo fascino regale.
Non è una cosa scontata, questa. Non sempre, nemmeno con le città più belle o con i luoghi più caratteristici, si riesce a provare tanta empatia; quando poi si tratta di una grande città, trovare questa sottile unione è ancora più difficile. Ma non con Torino.
Misteri, eleganza, grazia, particolarità, un numero elevato di musei e gallerie, tutti estremamente interessanti, caffetterie e locali storici, oltre ai negozi delle grandi firme, pasticcerie nascoste che vendono veri gioielli del gusto: come si può dire che Torino è una città mediocre?
Arriviamo il venerdì sera, piuttosto tardi, dato che partiamo dopo il lavoro e passiamo per Modena, a prendere un ex compagno del viaggio in Spagna; il nostro hotel si trova a Rivoli, ed è una bellissima struttura appena inaugurata, dal design moderno e dal grande comfort.
Incontreremo domani gli altri due compagni del tour, entrambi torinesi doc, che ci accompagneranno attraverso gli splendori della loro città.
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Un sabato soleggiato di ottobre fa da cornice alla bella Torino. Iniziamo la visita dalla monumentale Piazza Castello, progettata da Ascanio Vitozzi nel XVI secolo, su cui non solo si affacciano due residenze sabaude, Palazzo Reale e Palazzo Madama, ma questo è anche lo spazio su cui confluiscono quattro fra i più importanti viali cittadini, Via Roma, Via Po, Via Garibaldi e Via Pietro Micca
Entriamo a Palazzo Madama, “Patrimonio mondiale dell’Umanità” Unesco, per visitare il Museo Civico d’Arte Moderna.
E’ una visita imperdibile, a mio avviso, perché sui quattro eleganti piani del palazzo, sono esposti secoli di storia dell’arte e della decorazione: si passa dal lapidario medievale, al gotico e rinascimentale, al barocco, alle arti decorative, con pitture, sculture, codici miniati, pezzi d’arredamento, tessuti, splendidi pezzi in porcellana, ceramica, oro e argento (una collezione che non ha nulla da invidiare a quella della Hofburg di Vienna).

Va male, invece, a Palazzo Reale, dove non ci consentono di effettuare la visita, perchè era da prenotare preventivamente. Ci resta l’amaro in bocca: avremmo davvero voluto vedere con i nostri occhi lo sfarzo di questa residenza sabauda, sempre “Patrimonio Unesco”.
Ci dirigiamo verso il Duomo di San Giovanni Battista, esemplare modello di architettura rinascimentale e importante luogo di culto della cristianità: qui, infatti, viene conservata la Sacra Sindone, il sudario di lino in cui venne avvolto il corpo di Gesù, dopo la sua morte, che reca impressi i segni delle torture da lui subite, come in un fotogramma al negativo.

Prima di fermarci per pranzo, facciamo un’ultima visita ad un altro splendido salotto cittadino, Piazza San Carlo, dedicata a Carlo Borromeo.

L’aspetto architettonico è di grande impatto visivo: dalle due chiese gemelle, si dipartono i portici monumentali che alleggeriscono l’aspetto generale e incorniciano il centrale monumento a Emanuele Filiberto, il Caval ed Bronz.

Dopo un piacevole pranzo a casa della nostra amica torinese, dove ci divertiamo rievocando i ricordi dell’estate in Spagna, prendiamo la metropolitana appena inaugurata, per tornare in centro. E’ pienissimo di persone che entrano ed escono dai negozi e si godono l’inizio del fine settimana.
Torino è nota per i suoi storici caffè, veri e propri angoli in cui si respira il passato come se fosse il nostro presente, e ne approfittiamo per vedere questi luoghi caratteristici con i nostri occhi, ed assaggiare col nostro palato.

Continuiamo a muoverci fra piazze monumentali e viali “parigini”, in un trionfo di architettura da manuale, fino a quando, alla fine di Via Po, ci troviamo davanti agli occhi lo spettacolo di Piazza Vittorio Veneto, con il suo elegante susseguirsi di portici, sotto i quali si trovano localini e bar poco pubblicizzati, ma frequentatissimi.

La attraversiamo per raggiungere Ponte Vittorio Emanuele I, che attraversa il Po, lungo le cui rive si estende il Parco del Valentino. 

Il ponte collega la Piazza alla Chiesa della Gran Madre di Dio, la cui architettura ricorda il Pantheon di Roma. Secondo le tesi esoteriche, all’interno si troverebbe il Sacro Graal.

Per chi ama misteri e magia, a Torino troverà pane per i propri denti: la città, infatti, assolve in pieno la dualità fra bene e male, sia nell’architettura, che nella posizione, che nei dati della fondazione, sia per le opere che vengono gelosamente custodite in città.

Ci sono tour guidati che passano in rassegna tutti i misteri di Torino, ad esempio quello in notturna di Torino sotterranea. 
A proposito di antiche civiltà e misteri, non si può dimenticare che, proprio qui a Torino, si trova la più grande sede museale di reperti egizi, dopo quella del Cairo. Impossibile non vistare il Museo Egizio, anzi dovrebbero inserire questa mancanza come ottavo peccato capitale. 

E’ qui che trascorriamo il resto del pomeriggio, fino alla chiusura: non mi vergogno ad ammettere che mi hanno quasi dovuta trascinare fuori a forza, mi sono veramente persa nel piacere di veder rivivere una delle civiltà che più amo, attraverso reperti archeologici ed allestimenti di grande impatto visivo.

E’ ormai calato il buio, su Torino. Le calde luci dei lampioni, esaltano le architetture e creano una soffusa atmosfera che amplifica il senso di mistero e magia.
Ci dirigiamo nuovamente verso Piazza Vittorio Veneto, per cenare in un piccolo antico, ristorantino che si nasconde sotto i portici. E’attivo fin dal 1863, fa quindi parte del tessuto storico della città.

Ci innamoriamo subito dell’intima atmosfera e della tranquillità del luogo, suddiviso in tante piccole salette, con oggetti d’epoca e fotografie degli illustri personaggi che lo hanno visitato. Passiamo una serata veramente gradevole, destreggiandoci fra ricordi di viaggio, pareri sulla città, tante risate e buon cibo.
Rientriamo tardi in hotel, distrutti, ma con il desiderio che arrivi subito domani, per riprendere le visite.

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Domenica mattina ci sorride con il sole che inonda Torino e le Alpi. E noi ci prepariamo ad una di quelle visite che, davvero, hanno rappresentato una vera sorpresa: la Mole Antonelliana, con il Museo Nazionale del Cinema.

Nella mia totale pazzia, non avevo assolutamente preso in considerazione questo museo. Fortunatamente, uno dei nostri ciceroni, ci ha condotto qui senza indugi.
La Mole è uno dei simboli della città di Torino, la si vede in ogni filmato e fotografia. L’architetto Alessandro Antonelli iniziò la struttura nel 1863, col progetto di farne una sinagoga.

Il Comune di Torino, però, acquistò l’edificio nel 1878 e, nel 1889 fu terminato dal figlio di Antonelli, morto l’anno precedente. Divenne simbolo dell’unità nazionale e, a quel tempo, era l’edificio in muratura più alto di tutta Europa.
La visita del museo dedicato al cinema è esaltante, il percorso di visita non è mai monotono, anzi, gli allestimenti e l’interattività ci fanno divertire come pazzi, nemmeno fossimo bambini in gita scolastica. Non sarei più voluta uscire!

Dopo aver ammirato il panorama di Torino dall’alto della Mole, però, ci dirigiamo verso Superga, per visitare l’imponente Basilica neoclassica, che svetta maestosa sulla collina. 
Fu proprio sul terrapieno alle spalle della Basilica, che nel 1949 si schiantò l’aereo con a bordo i giocatori del “Grande Torino”. Una targa commemorativa ricorda le 31 vittime, morte nel terribile incidente.Terminata la visita ci dirigiamo con calma a casa dei nostri adorabili ciceroni, per un bel pranzo domenicale. Trascorriamo qualche ora fra chiacchiere divertenti e scambi di fotografie di viaggio e, prima di partire, andiamo ad assaggiare un gelato artigianale stratosferico (bisognerebbe scrivere un resoconto di viaggio solo sulla pasticceria torinese), dove ho finalmente capito il senso del gusto al  pistacchio, fatto ad arte. Che dire, alla fine, di questi due giorni passati a Torino? Che è semplicemente irresistibile!
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Consigli utili
-Se pensate di andare a Torino, mettetevi a dieta con almeno tre settimane di anticipo. La scusa: “Ma abbiamo camminato tanto!”, non ha nessun valore.
-Il gelato al pistacchio color verde smeraldo, verde chiaro, verde slavato, verde scuro, verde fosforescente, non è gelato al pistacchio. Insomma! Avete mai guardato di che colore sono i pistacchi, prima di metterli in bocca? Vi sembrano forse verdi?
-Se amate i misteri, correte a Torino! Potreste essere così fortunati da trovare Giacobbo che cerca di scovare il Sacro Graal, nascosto dagli alieni, all’interno dei teschi di cristallo, sulle strade percorse dai Templari. Chiaro, no?

Claudia B.

16 Commenti

  1. Hahahahaha Giacobbo 😂
    Sai che è da tanto che dico a mio marito che mi piacerebbe andare a Torino…magari per un capodanno! Lui però non è entusiasmato all’idea! Ci va spesso…ma sempre solo per lavoro e secondo me ormai la associa ad una cosa poco piacevole 😂
    Gli farò leggere il post 😘

    1. Lucia io e Giacobbo “abbiamo uno strano rapporto” 😂! In senso di citazioni, templari e Santo Graal ovviamente 😉
      Tornando alle cose serie, Torino la consiglio spesso, perché resta ferma in me l’idea che venga sottovalutata, mentre invece ha un potenziale infinito. Può essere che tuo marito veda in questa città “un luogo di lavoro”, sia perché è effettivamente meta lavorativa, sia perché Torino ha un pò la nomea di città industriale.
      In realtà, scremando tutto ciò, devi credermi se ti dico che Torino è tutt’altro. Un salotto elegante, centro artistico di prim’ordine. Secondo me bisogna solo uscire dalla “fase dubbio” e tentare un approccio. Saprà conquistare anche tuo marito👍
      Fagli leggere pure il post…e se hai bisogno di suggerimenti sono qui😊
      Un bacio,
      Claudia B.

    1. Io sono partita senza sapere bene cosa aspettarmi, forse anche un pò in sordina, persa nelle diverse e non sempre positivissime recensioni. Poi è stato un colpo di fulmine, per cui un amore immediato. Non so se siamo semplicemente capitati nel momento giusto, ma Torino mi ha conquistata all’istante! Anzi, faticavo a rendermi conto dell’immenso potenziale che la città sapeva tirare fuori ad ogni passo. Il viverla quasi in maniera continua, durante quel fine settimana, mi ha dato una percezione molto intensa di Torino. Spero di riuscire a tornare per vedere anche i dintorni 🙂
      Grazie per essere passata,
      Claudia B.

  2. Mai stata a Torino, ma mi ci hai portata tu!!! Soprattutto mi hai fatto veniremeno voglia di visitarla! Ho adorato la foto della caffetteria…la piazza San Carlo…il museo del cinema e quello egizio!wow,secondo solo a quello del Cairo! In piu i misteri e la storia del santo graal intrigano alla grande!Federico c’e stato per una giornata una volta sola e mi ha sempre detto che vorrebbe tornarci! Ora capisco perché 😉

    1. Purtroppo non avevo ancora la reflex, per cui le foto non sono perfette, ma spero aiutino a rendere l’idea della bellezza assoluta di Torino!
      Il tuo Federico ha ragione, Serena: la città è davvero fantastica, affascinante e, ne sono convinta, sottovalutata in generale.
      In tanti pensano che Torino sia una cupa città industriale; in realtà è un gioiello…ma lo sai che mi ci trasferirei per almeno un mese! Solo per il gusto di viverla quotidianamente 😍
      Un bacione,
      Claudia B.

  3. Bellissimo! Per me, laureata al DAMS, la vera perla di Torino è il Museo del Cinema. La prima volta che ci sono andata, è stato uno spettacolo, nel vero senso della parola! Sei riuscita a descrivere bene l’anima della città: non è facile, perché si rischia di essere sempre tediosi. E invece… :-*

    1. Quanto l’ho amato Roberta, quanto!!! A chiunque mi chieda di Torino io suggerisco immediatamente il Museo del Cinema, perché non vorrei facesse lo stesso errore che stavo per fare io. Devo dire grazie mille volte ai nostri ciceroni. Ad un certo punto mi sono persa, (in senso buono non come quella volta alla Hofburg di Vienna) ero completamente in balia di un mondo parallelo. Sono certa che tu puoi capirmi. A mio modestissimo avviso hanno ricreato appieno l’anima stessa del cinema.
      Il resto della città poi parla da sé. Quando sono tornata dopo quel fine settimana, obiettivamente non riuscivo a capire chi parlasse di Torino in termini di sufficienza. In effetti anche a distanza di tanti anni, mi è subito “ritornata” in mente con forza, quando ho scritto il post: il che significa che alla fine quella città è proprio grandiosa e possiede molta personalità!
      Grazie cara!
      Claudia B.

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