Cosa vedere e fare a Taranto e dintorni in un giorno

Il territorio tra Taranto e dintorni, meriterebbe giorni di esplorazione e visite. Approfitto di ogni istante di questo press tour, per scoprire dapprima la Terra delle Gravine, poi per visitare finalmente Taranto vecchia e il “Quartiere delle Ceramiche” di Grottaglie. Un itinerario farcito da paesaggi dipinti d’amore, con lunghe strade strette tra muretti a secco, boschi, ulivi e filari di viti. Un percorso di vita che si inerpica tra antiche case-grotta e misteriose chiese rupestri, pronte ad aprire uno scorcio sul passato, grazie alla loro presenza fissa nel tempo. Anime assorbite dall’eternità, raccontano esistenze, tradizioni, rapporto con la natura, che hanno farcito questa terra di arte e profondo carisma.

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Cosa fare a Taranto e dintorni: uscita in barca a vela.

Dopo due giornate in cui ho seguito un emozionale itinerario tra le gravine di Puglia, arrivo al molo di Sant’Eligio, dove il mare rispecchia i colori delle barche ancorate e, le piccole increspature, creano una sorta di riflesso frammentario del cielo. Poche persone sono qui a passeggiare, in questa limpida domenica mattina ma, attorno all’ora di pranzo, immagino si riempirà.

Salgo a bordo della barca a vela di “Onda Buena Academy”, per vivere una prima indimenticabile navigazione sul Mar Grande di Taranto. Il cielo è terso, pulito come uno specchio. Il sole alto dona una luce particolare, intensa e allo stesso tempo carezzevole, al quadro della bella Taranto vista dal mare. Mi sento come un punto di vista esterno, una sorta di occhio del pittore, che visualizza e rappresenta una prospettiva degna di un museo. Senza usare il pennello, però, ma la lunghezza focale del mio teleobiettivo, con cui riesco ad immortalare la costa mentre navighiamo a vela.

Indescrivibile il senso di pace che donano il mare ed il vento, mentre spingono questa barca tra le acque limpide del Mar Grande. Chiudo gli occhi, inspiro a fondo e lascio che a parlare siano solo i colori brillanti, le immagini perfette della costa pugliese e questo senso di distensione che, forse, non provavo più da troppo tempo.

Da qui ammiro il Castello Aragonese, il Ponte Girevole e il Monumento al Marinaio, pensando a quanti occhi, nel corso dei secoli, hanno guardato ora sbalorditi, ora ammirati, tanta solida bellezza stagliarsi all’orizzonte.

Onda Buena Academy, per informazioni: segreteria@ondabuena.it

Telefono/fax 099.4714782; cell. 347.7385187 – 393.9739247
 

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Cosa vedere a Taranto in poche ore.

Visitare Taranto e dintorni in poche ore è un affronto alla mia voglia di scoprire e fotografare. Ma, come dico sempre, di un viaggio bisogna anche saper cogliere l’essenza e ciò che può donarci nel poco tempo che abbiamo a disposizione.

Da tanto desideravo visitare Taranto Vecchia, questo concentrato di storia, tradizione e moderna apertura all’arte. Colonia della Magna Grecia, antica e così affascinante nelle sue crepe, in quegli scuri cadenti, che io amo immortalare, Taranto mi rapisce con una bellezza non artefatta, ma vivida e verace.

Di Taranto Vecchia, sento la forza del grandioso passato, misto al decadimento dei tempi più recenti. Fino ad una corrente che si dipana tra gli stretti vicoli ombreggiati ed il mistero della città sotterranea, che ha in sé la forza e il desiderio di rinascita.

L’antico quartiere ipogeo, lascia il posto ai palazzi nobiliari, le cui facciate sono spesso invase da qualche pianta spontanea. Apparentemente trascurati, ma così possenti e virili nel loro modo di catturare la luce del sole, che tenta di entrare tra le viuzze, fino a segnarne i tratti forti.

E poi street art ad ogni angolo, per manifestare volontà di rinnovamento e di contatto con le generazioni più giovani. Vere opere d’arte, che incatenano lo sguardo dove meno ci si aspetta. In un cortile, su un antico portale, su un muro lasciato all’incuria, lungo un vicolo apparentemente abbandonato ma che poi, se osservi meglio, capisci che abbandonato non lo è.

Panni stessi dai colori sgargianti, si intrecciano in una danza portata dal vento, tra terrazzi dirimpettai, così vicini da sembrare che le persone possano stringersi la mano semplicemente allungandola!

Piccoli locali, lungo il corso, dove gli uomini giocano a carte e, magari, si distraggono per fare un complimento alle passanti. Scene di vita reale, in cui si prepara una rete per andare a pesca, oppure si entra in pasticceria per acquistare il dolce che completerà il pranzo della domenica. Bimbi che giocano sui terrazzini e guardano curiosi i turisti.

Vecchie botteghe dalle insegne retrò, così belle, di quelle che io rimpiango e alle quali scatterei mille foto! Alternate a nuovi negozietti, che hanno deciso di dare un’immagine più appetibile e curata, a Taranto Vecchia. Si sente voglia di rinnovamento nell’aria.

La mia visita di due ore a Taranto Vecchia, inizia da uno luoghi simbolo della “Settimana Santa”, ossia la Chiesa di San Domenico Maggiore. Una fusione di architettura romanica e gotica, di cui posso ammirare i soli esterni perché è chiusa.

Passo poi alla Cattedrale di San Cataldo, con la sua esplosione di Barocco, seppure venne edificata a partire dal X secolo. Entrando, infatti, i tratti romanici sono perfettamente visibili. Cammino fino al mosaico pavimentale del XII secolo, residuo di un’opera molto più vasta andata ormai perduta, il cui stile ricorda tanto quello del pavimento musivo della Cattedrale di Otranto.

Proseguo con la scoperta di due luoghi insoliti e nascosti di Taranto Vecchia. Inizio calandomi nei panni di Lara Croft, scendendo lungo una ripida scala che conduce ad un’antichissima carbonaia, al di sotto del livello stradale. Secoli di storia si annidano tra stanze e cunicoli scavati nella roccia. Passo su tavole improvvisate, che mi permettono di non bagnare le scarpe nell’acqua dolce che filtra qui e, all’improvviso, dal buio sbuco in un alone di luce.

Non si tratta di una metafora, ma dello stretto passaggio che arriva sino al mare cristallino di Taranto! Quanti misteri e percorsi racchiudono queste gallerie, una sorta di mondo sotterraneo. Una in particolare, conduce direttamente al Castello Aragonese.

Altro angolo nascosto ma estremamente affascinante di Taranto Vecchia, è la Chiesa Rupestre rinvenuta durante i lavori di ristrutturazione ad un B&B del centro storico. Un vero tesoro sepolto che, inizialmente, venne scambiato per una stalla con delle mangiatoie. Invece è un antico luogo di culto, che potrebbe raccontare storie disperse nel tempo, come solo terra e roccia sanno fare.

Concludo questa visita di Taranto in poche ore, passando davanti alle simboliche colonne doriche della città e, ovviamente, al Castello Aragonese. La pietra, affacciata su giardini rigogliosi a picco sul mare, mi stringe in un abbraccio che significa arrivederci. Perché ho tutta l’intenzione di tornare a Taranto, in modo da esplorarla a fondo.

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Cosa vedere nei dintorni di Taranto: Grottaglie.

Una visita imperdibile tra Taranto e dintorni, è sicuramente quella al borgo di Grottaglie. Una splendida cittadina famosa per i vitigni e, soprattutto, per le ceramiche. In effetti, è proprio il “Quartiere delle Ceramiche” di Grottaglie a portarmi qui, su questa collina delle Murge, da cui posso ammirare ampiamente Taranto e dintorni fino alla costa.

Il “Quartiere delle Ceramiche”, si è sviluppato lungo la gravina. Vi sono laboratori e botteghe, in un tripudio di scorci e colori. Pezzi di ceramica segnano il cammino, magari sotto forma di farfalle o formelle, che decorano un muro. Piante dalle tonalità sgargianti, fanno a gara con lo scintillio della ceramica, per catturare l’attenzione.

In questo quartiere così pittoresco, si trova un luogo imperdibile da visitare tra Taranto e dintorni: “Casa Vestita”. Così, in un pomeriggio di primavera, perdo completamente il senso della realtà. E dello scorrere del tempo. Tanto che non potrò dire di aver davvero visitato Grottaglie perché “Casa Vestita”, con la sua storia insolita e i suoi misteri, mi ha completamente rapita.

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Cosa vedere a Taranto e dintorni: ‘Casa Vestita’.

È Cosimo Vestita ad accogliermi nella proprietà che lo ha scelto e chiamato attraverso un sogno. Era un bambino, infatti, quando sognò per la prima volta questo luogo. Solo in età adulta, però, nel momento in cui completò in fretta e furia l’acquisto del palazzo circondato da uno splendido giardino, si rese conto di essere arrivato a casa. La sua casa. Quella che era destinata a lui.

Un giardino del passato, in cui le donne usavano rifugiarsi per trascorrere del tempo, dato che gli uomini avevano i loro personali luoghi di ritrovo. “Casa Vestita” è un angolo di pace, dove il canto degli uccellini fa da sottofondo alle parole di Cosimo. Verde curatissimo, in una proprietà dai mille misteri, che conservava tesori unici sotto ad uno strato di incuria. Oggi nulla è lasciato al caso, Cosimo si è occupato di dare una voce ed una dignità visiva, a questo gioiello nei dintorni di Taranto.

Pezzi unici, che raccontano la storia del territorio, attraverso ceramiche e decorazioni. Un dedalo di stanze e corridoi, che rimandano nel cuore dell’antica proprietà, con le cisterne dell’acqua o le vecchie vasche di raccolta rifiuti, oggi trasformate in sede museale. Ogni passaggio è unico, inusuale collegamento con una Grottaglie che non c’è più, se non nella memoria di questi oggetti.

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Una Chiesa Templare tra Taranto e dintorni.

La scoperta più eclatante, però, fu quella di una chiesa rupestre medievale, proprio all’interno del ‘giardino segreto’! Dopo aver seguito un itinerario tra le chiese rupestri nella Terra delle Gravine, non dovrebbe più sorprendermi la visita ad una di esse. Qui a “Casa Vestita” però, il mistero si infittisce. Perché non si tratta di un sito qualunque, ma di un’antica chiesa templare, volutamente celata!

Inizialmente, gli operai si ritrovarono davanti ad un forno ipogeo. Ne rimasero di certo stupiti ma, ad essere sinceri, anche il fatto che il forno risultasse mai utilizzato, li lasciò sconcertati. Poi, proseguendo con i lavori, quel forno risultò essere solo una copertura, una facciata: perché dietro si nascondeva una chiesa colma di tesori! Penso che nemmeno quel gran ganzo di Indiana Jones, si sia stupito tanto mentre cercava il Santo Graal.

Le sorprese erano però destinate a moltiplicarsi, in particolare quando la chiesa rupestre venne ripulita e iniziarono ad emergere particolari, che permisero di catalogarla come una Chiesa Templare. Mentre ascolto rapita Cosimo, temendo di veder sbucare Giacobbo da un momento all’altro, lascio che la sua conoscenza diventi anche la mia. Permetto alla sua voce di guidarmi tra segni e simbologie, in un percorso mistico che solo la pietra può testimoniare.

La serie di nicchie contenente ceramiche tipiche delle farmacie, altro non è che il “Quadrato Magico del Sator”, ossia il cosiddetto “Quadrato Templare”! Poi la croce templare sull’iconostasi e, incredibilmente, un cunicolo che racchiude un’altra croce templare e finisce proprio dietro la stessa iconostasi! Una sorta di cassaforte, dove vennero nascosti i tesori che andavano salvati dagli invasori!

“Casa Vestita” è aperta per eventi o su prenotazione, Via Crispi 63/a, Quartiere delle Ceramiche, Grottaglie.

Per informazioni: tel. +39 346 157 2422

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Visita ad una bottega di ceramiche, tra Taranto e dintorni.

Per terminare un pomeriggio che ha tutto il gusto dell’arte e del mistero, in una fusione che a me piace profondamente assaporare, cammino nella luce del tramonto, fino a “Bottega Vestita”, dove la famiglia di Cosimo produce e vende pezzi della tradizione pugliese. Come ad esempio i tipici pomi, simbolo di fertilità e di unione.

Osservo la lavorazione e la nascita di un vaso. Avevo dimenticato quei movimenti che, in passato, io stessa ho compiuto. Si, questa è un’altra parte di me di cui non siete a conoscenza! Sapete già che ho studiato arte ma ignorate come, il mio corso, includesse anche questo tipo di laboratorio. Ero una schiappa, sia chiaro… sono sempre stata molto più abile nella teoria che nella pratica. Ma osservando il lavoro al tornio, sento le dita fremere, perché ricordano bene il movimento e la consistenza del materiale.

Questa bottega piena di oggetti artigianali, mi permette di concludere la giornata tra Taranto e dintorni, con una serie di emozioni positive. In una domenica di primavera, la mia vita ha incrociato mare, storia, archeologia, arte, mistero, tradizione. Tutto questo in una terra conosciuta come Puglia, che in sei lettere racchiude l’essenza stessa della bellezza più vera.

Claudia B. in collaborazione con Panasonic

Press Tour organizzato da Visit Parco Gravine, Comune di Mottola e Regione Puglia – Assessorato all’industria turistica e culturale

14 Commenti

  1. Aspettavo questo articolo! La mia amata Taranto e, soprattutto, la mia amata Taranto vecchia… Finalmente qualcuno che si degna di organizzare dei tour là dentro (dico così perché c’è gente che ancora teme a entrare, come se potesse essere aggredita/derubata). Hai reso perfettamente l’idea e sei anche stata fortunata a navigare nel Mar Grande. La mia parte preferita è il lungomare che costeggia la città vecchia ma anche quella moderna, in effetti. Bellissima, splendida Grottaglie. Brava Clod, hai dato il massimo!

    1. Inizio con il ringraziarti di cuore per le tue parole Robi. Apprezzo sempre i complimenti, ma fatti da te sono un onore. E dico davvero.
      Sai, hai toccato il punto dolente su Taranto. Mi viene in mente un termine che odio, ma che a mio avviso riassume perfettamente la sua situazione situazione: embargo. In effetti parlare di Taranto Vecchia (figuriamoci accennare ad una visita) equivale a nominare qualcosa di impossibile. Io credo di aver saltato sulla sedia per la felicità, quando ho letto il programma la prima volta! Ed una arrivata sul posto, ho capito che le suggestioni ricavate anche solo dal nominare il centro storico di Taranto Vecchia, sono infinite. Come camminare all’interno di un antico romanzo fermo sullo scaffale di un rigattiere, pieno di storie e di sfumature…
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  2. Delle chiese rupestri ti ho già scritto quello che penso <3
    Di questo tuo articolo mi ha lasciata senza parole la bellezza di Taranto vecchia, non immaginavo fosse così affascinante, devo assolutamente andarci! Mi ha riportato alle mente proprio le domeniche in famiglia. di quelle in cui le nonne uscivano con il vestito buono e dalle finestre usciva profumo di arrosto e di famiglia. Se penso che quando sono stata in Salento ci sono passata vicina e non mi sono fermata mi mangio le mani!!
    Grottaglie è bellissima, non sapevo dell'esistenza di "casa vestita", quando ci sono stata mi sono concentrata sulle botteghe artigiane (pensa che ne sto scrivendo in questi giorni.. 🙂 ) ma ho già messo in lista per la prossima volta, non mancherò di provare a contattare Cosimo!

    1. Siamo in perfetta sintonia Silvia! Sono curiosissima di scoprire il tuo itinerario tra le botteghe artigiane di Grottaglie. Tu prova a contattare Cosimo, vedrai che ti accoglierà a braccia aperte: la passione e l’orgoglio che trasudano dalle sue parole, sono qualcosa da sperimentare direttamente. Così come i particolari e gli aneddoti legati alla sua magica Casa Vestita.
      Che dire di Taranto Vecchia, la sensazione che descrivi tu, è anche la mia. Mi credi se ti dico che ci sarei rimasta per ore e che sono andata via davvero controvoglia? Il fascino di questo micromondo (perché sembra una zona staccata completamente dalla realtà) è vivo, reale. Praticamente fisso in ogni angolo e scorcio. Desidero solo poter tornare con più calma per finire l’esplorazione.
      Un bacione Silvia, grazie per aver apprezzato il mio post!
      Claudia B.

  3. Tanta roba!! Cavoli io sarei capace di consumare 4-5 SD riempiendole di foto! Casa Vestita è una cosa unica nel suo genere e vogliamo parlare della star, il pezzo forte della Chiesa Templare? Emmò mi hai messo la pulce nell’orecchio, voglio troppo visitare Taranto e i suoi dintorni. Dico sul serio questa parte del tuo press tour mi ha presa proprio di pancia! Useful Info: ma cosa intendi per aperta su prenotazione? E’ possibile prenotare una visita guidata?
    Sulla nascita dei vasi è partita unchained melody hahahahah l’hai sentita anche tu?
    Ah si e poi vorrei anche fare l’uscita in barca a vela. Però possibilmente senza far partire my heart will go on 😛
    Buona serata! 😉

    1. Tu lo sapevi (o lo sospettavi), che tutti noi abbiamo pensato agli stessi film, vero? In particolare su Ghost non ci siamo trattenuti… invece abbiamo cercato di evitare battute su Titanic, perché eravamo troppo coinvolti! Ma l’incanto di navigare a vela, osservando Taranto dal Mar Grande, è incredibile.
      A Taranto Vecchia, si potrebbe restare un’intera giornata e, alla fine, non sarebbe possibile vedere tutto, per quanti particolari e tesori racchiude. E la vicina Terra delle Gravine, è propria volta uno scrigno colmo.
      Per Casa Vestita, considera che il sito viene aperto in occasione di eventi particolari. Ma se telefoni per tempo a Cosimo, sono certa che vi accoglierà per raccontarvi con orgoglio la storia e le curiosità della sua proprietà! Il suo entusiasmo è contagioso, inoltre lui è un eccellente cicerone 🙂
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

  4. Ma la chiesa segreta richiederebbe l’intervento non solo di Indiana Jones, ma di tutta la famiglia Angela al completo 😉
    Un cielo azzurro così ultimamente l’ho visto solo a Helsinki, qui forse è dovuto al contrasto con il bianco delle case, sta di fatto che è uno spettacolo, e arrivarci in barca deve essere un’esperienza surreale.
    Sei riuscita a non comprare ogni singolo articolo in vendita nella bottega? Io non so se ce l’avrei fatta a resistere!
    Buona giornata 😍

    1. La tentazione è stata fortissima, volevo un pomo da portare a casa… mi sono fermata, perché tra vino e libri, avrei avuto difficoltà di movimento in stazione!
      Sai che anche io ho detto le stesse parole a Cosimo, quando ci ha mostrato quel tesoro? Mi sono meravigliata che Giacobbo e la famiglia Angela al completo, non siano accorsi. Soprattutto perché ci sono mille storie dietro alla Chiesa Templare, da ascoltare e raccontare.
      Quando il cielo incornicia in maniera tanto splendente i luoghi che visitiamo, ho come la sensazione che sia diversa persino la percezione 🙂
      Ti abbraccio,
      Claudia B.

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