Liguria d’autore: Cinque Terre e Golfo dei Poeti

Servono scuse per fare un fine settimana fuori? In genere no ma, se al sabato e alla domenica, si può unire anche il lunedì (complice una festività che, nel 2014, non ci ha tradito cadendo di domenica), diciamo che la voglia di guardare ad un itinerario un pò più articolato, aumenta.
In effetti è proprio da tanto che desidero andare in Liguria, per visitare quel meraviglioso paradiso naturale, conosciuto come Cinque Terre e il limitrofo Golfo dei Poeti.
Avrei anche un’idea precisa su dove soggiornare, ossia a “Il nido di..”, lo stesso agriturismo-fattoria  a Mazzola di Fivizzano, in Lunigiana, dove già abbiamo passato tre giorni bellissimi a Pasqua (vedi Lunigiana e Garfagnana: la Toscana che non ti aspetti).
Ad una trentina di km dalla costa ligure, questo luogo d’incanto è gestito splendidamente da due ragazzi, che accolgono gli ospiti come fossero vecchi amici, in una struttura che è una casetta bellissima, con tanto di piscina, immersa in una vallata circondata dalle Alpi Apuane. Paradisiaco! Vista la precedente esperienza, non abbiamo dubbi: verifichiamo la disponibilità e prenotiamo.
Questa estate 2014 non è stata particolarmente generosa a livello meteorologico: la costante ed insistente “pioggerellina” che ha flagellato l’Italia, le continue perturbazioni che ci hanno fatto provare l’ebrezza di vivere pienamente il clima tropicale, con i suoi cicloni dai nomi più assurdi (ma perchè, perchè, perchè dare i nomi a cicloni, anticicloni e variazioni climatiche varie????), hanno deciso di provare a danneggiare anche il nostro lungo fine settimana esplorativo.
Per questo, controllate attentamente le previsioni che, per una volta, hanno pure dato le indicazioni giuste, ho dovuto rivedere completamente il nostro programma.
Inizialmente, volevamo utilizzare il sabato per visitare il Golfo dei Poeti, con soste a Tellaro, Lerici e, da qui, prendere il traghetto per Portovenere; dedicare interamente la domenica alla scoperta delle Cinque Terre; lunedì partire con calma, fermarci ad Arcola e scendere fino alla Garfagnana per visitare Borgo a Mozzano.
Il ciclone “dal nome improbabile” di quel fine settimana aveva, però, programmi diversi. Secondo me era allergico alle imbarcazioni…Cambio repentinamente il programma per il sabato e per il lunedì, lasciando invariata la domenica.
∞♦∞
Partiamo di buonora per raggiungere Volterra. Si, Volterra, avete capito bene. Per fortuna, all’ultimo, scelgo questa destinazione visto che, mentre noi scorrazzavamo felici per i vicoli della bella cittadina, in Liguria in cielo si apriva in un acquazzone torrenziale. Mi faccio i complimenti da sola per la felice intuizione…

Volterra è un angolo di splendore in pietra, adagiata nella campagna Toscana, in provincia di Pisa. Ogni angolo della cittadina, dai palazzi alle strade, è in pietra. Ed è famosa per la lavorazione artigianale dell’alabastro.

Infatti, muovendosi per le vie del centro, si trovano numerosi negozi, più o meno turistici, che vendono pezzi in alabastro di ogni forma e dimensione. A me sono piaciuti tantissimo quelli a forma di frutto. 
Volterra è una tipica cittadina medievale, racchiusa all’interno di un complesso di mura duecentesche, dove ci si può muovere attraverso i vicoli ed i passaggi a volta, un dedalo di pittoreschi scorci, dai quali si innalzano le case-torri.

Centro pulsante della città, da cui partono tutti i viali, è la monumentale Piazza dei Priori, sulla quale si affacciano i più importanti palazzi di Volterra: Palazzo dei Priori, Palazzo Vescovile, Palazzo Pretorio, Palazzo Incontri e Palazzo del Monte Pio.

Raggiungiamo il Duomo romanico di Santa Maria Assunta e il Battistero ottagonale, dalla bellissima facciata in marmi bianchi e verdi. Contrariamente a quanto avviene di solito, si trovano in una piazzetta secondaria, raccolti uno di fronte all’altro.
Riprendiamo la nostra passeggiata attraversando viali ombreggiati dalle alte palazzine di pietra, che ci riparano dal sole della tarda mattinata (ho un futuro come oracolo meteorologico).

Raggiungiamo anche le mura, con la bellissima passeggiata che permette di affacciarsi sulla campagna Toscana, oltre che di ammirare gli edifici e le piazzette più esterne. 

Ci concediamo un pranzo semplicissimo a base di focacce, prima di trascorrere l’ultima mezz’ora camminando pigramente fra i negozi di artigianato.

Ci mettiamo in auto per raggiungere la Liguria, vorremmo fermarci nel piccolo borgo di Arcola, prima di spingerci verso l’entroterra della Lunigiana.

Purtroppo, quando arriviamo a Pisa, il famoso ciclone “dal nome improbabile” (che si sta spostando dalla costa Ligure, con direzione Toscana ed Emilia Romagna) ci travolge in tutta la sua potenza.
Restiamo incolonnati diverso tempo, poi siamo costretti a cambiare più volte strada per gli allagamenti in zona Marina di Massa.

Ci sono due fattori positivi in tutto questo:
1- Nella visita di Volterra non abbiamo preso nemmeno una goccia d’acqua;
2-Arrivando ad Arcola troveremo un sole bellissimo che ci accompagnerà per i restanti due giorni!!!!
Quindi, non possiamo stare qui a lamentarci per un pò di disagio durante i trasferimenti.
Arcola è un minuscolo borgo arroccato, dalle caratteristiche case colorate e vicoli pieni di piante. Si sviluppa seguendo la dorsale della collina su cui sorge, per cui si sale attraverso stradine che culminano in una piazza alta.

Amo la tipologia dei borghi liguri, mettono allegria con tutti i loro colori, abbiamo già avuto modo di sperimentarlo a Pasqua, quando siamo stati in questa zona, prima di visitare la Lunigiana.

E’ tardo pomeriggio quando raggiungiamo il nostro bell’agriturismo a Mazzola di Fivizzano, “Il nido di…”.

La forte luce di luglio, che filtra dalle nuvole, colpisce le Alpi Apuane con fasci luminosi, il verde è brillante dopo le recenti piogge e l’aria davvero frizzante.
Il silenzio tutto intorno è così confortante, che ci godiamo con piacere la cena, all’interno della veranda, illuminata fiocamente. Niente tv, solo tanta pace e una piacevole chiacchierata, davanti a piatti buonissimi, quelli poveri e genuini della tradizione. Stare in questo posto rimette al mondo.
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La mattina, gustiamo un’abbondante colazione fatta in casa, quindi partiamo alla volta de La Spezia.
Ho raccolto varie informazioni e, alla fine, ho deciso che il modo migliore per muoversi è lasciare l’auto nel parcheggio gratuito in Piazza d’Armi, raggiungere a piedi la stazione, che si trova ad un quarto d’ora di distanza, e acquistare la Cinque Terre Card Treno.
Questa carta turistica permette di muoversi liberamente sulla tratta ferroviaria La Spezia- Levanto, salendo e scendendo illimitatamente sui treni regionali, oltre che accedere ad un’altra serie di servizi.
In realtà questi servizi, dalle escursioni guidate, all’uso dei bagni pubblici, dall’uso dei sentieri, alla navetta per il centro di Corniglia, sono stati impossibili da utilizzare. La cosa ci ha lasciato davvero con l’amaro in bocca.
Fortunatamente abbiamo visto luoghi talmente belli, che hanno ricacciato la rabbia in secondo piano.
Le Cinque Terre sono cinque borghi marinari, Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernzazza, Monterosso, adagiati lungo la frastagliatissima costa ligure. Si tratta di un luogo talmente speciale che l’Unesco l’ha dichiarato “Patrimonio dell’Umanità”.

Si possono visitare in vari modi: a piedi, attraverso i numerosissimi sentieri escursionistici che li collegano; in moto (quanto ci sarebbe piaciuto! ma avremmo rischiato di spezzarci strada facendo, non abbiamo propriamente una moto adatta alle lunghe tratte) seguendo la strada costiera e scendendo poi fino ai borghi; oppure, come abbiamo fatto noi, spostandoci in treno e fermandoci per le visite.

Non voglio soffermarmi a descrivere ogni sosta, ogni visita, tanto ovunque si possono reperire un numero infinito di informazioni sulle Cinque Terre e su cosa visitare.

Vorrei riuscire a trasmettere l’emozione che questi borghi, con le loro caratteristiche simili e, allo stesso tempo, così diverse, ci hanno lasciato. Perchè, davvero, muoversi e vivere questo pezzo di Liguria, emoziona.

Ogni borgo è una bomboniera, con l’abitato centrale, i vialetti, le allegre abitazioni e i vasti affacci sul Mediterraneo, che ti invitano a sederti e perderti con lo sguardo, liberando la mente da ogni pensiero che non siano “felicità” e “bellezza”.

Alle spalle gli incredibili terrazzamenti a picco sul mare, per i quali la Liguria è famosa.
Si sale verso i punti più alti, dove si trovano piazzette ed edifici religiosi, o ci si inoltra in vicoli che ti portano nel cuore del borgo: sono le zone meno frequentate, dove si incontrano pochissimi turisti, nonostante l’alto afflusso del periodo.
Quando si inizia a scendere, poi, si arriva al punto più caratteristico di ogni centro, esclusa Corniglia che non ha accesso diretto al mare: il porticciolo con gli scorci da cartolina, dove si concentrano anche tanti ristorantini.

Quello che accompagna la visita delle Cinque Terre, è una continua sensazione di piacevole scoperta; una fortissima voglia di vedere sempre di più, di spingersi verso ogni vicolo, ogni piazzetta, ogni chiesa per poterne cogliere tutti gli angoli senza tralasciare nulla; quella consapevolezza di vivere un momento magico, quasi incantato, anche per la particolarità e l’unicità di tutto il contesto; un senso di continuo stupore, perché tu cammini, vivi e respiri ogni borgo, vuoi trattenere ogni immagine, vuoi essere sicuro di non aver perso nulla, prima di risalire sul treno che ti porterà via da quel sogno ad occhi aperti.

Non ti sfiora mai l’idea che tutto ciò che stai osservando sia monotono, che sia uguale alla tappa precedente, perché ogni “terra” è speciale in sé stessa, caratterizza sé stessa.

E’ una lunga domenica di luglio, quella che ci porta nel cuore di questa opera d’arte, in cui natura e uomo hanno operato insieme, la prima come tela, il secondo come pennello, una giornata intera davvero piena, anche per noi che siamo abituati a ritmi serrati.

Non è stato semplice completare il giro, forse proprio per questa necessità di scoprire anche gli angoli più nascosti e per la difficoltà di lasciare un borgo per quello successivo.
Per concederci tutto il tempo possibile, ci fermiamo a cenare in una focacceria a Monterosso, dove assaggiamo focaccia, farinata, pizza e pane fritto. Tutto fresco e buonissimo. In un ambiente allegro e alla mano.
Prima di rientrare a La Spezia, saliamo fino al monumento dedicato a San Francesco d’Assisi, affacciato sul mare: qui, un tramonto d’autore, ci regala il suo personale saluto, a coronamento ad una giornata perfetta.

Il ritorno in agriturismo lo prendiamo con grande calma, nonostante la distanza, per goderci la brezza serale, per scambiarci ricordi e impressioni su alcuni momenti della giornata, ma anche per cercare di “decelerare” le forti emozioni vissute, passando dalla frenesia della scoperta, alla tranquillità del riposo.
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Il lunedì mattina ci saluta con una nuova giornata splendente: le Alpi Apuane incorniciate dal cielo azzurro, la natura rigogliosa (servirà a qualcosa tutta la pioggia di questa estate, no?).
Facciamo colazione con grande calma, salutiamo i nostri ospiti e ripartiamo alla volta della costa. 
Avendo dovuto cambiare itinerario, decidiamo di visitare oggi il Golfo dei PoetiPurtroppo non c’e’ modo di trovare parcheggio a Lerici, non un solo posto disponibile e, la difficoltà di muoversi, cercando di non entrare in zona ztl, ci porta a lasciar perdere l’impresa, dopo almeno 30 minuti di ricerca. 
Ci spostiamo, allora, verso Portovenere, dove troviamo subito un posto in cui lasciare l’auto. Facciamo un biglietto giornaliero, anche se ci fermiamo poco più di tre ore. Prendiamo la navetta che ci porta fino al centro e possiamo finalmente muoverci alla scoperta del centro storico.
Se pensavamo di aver esaurito l’effetto sorpresa con la giornata di ieri, ci siamo decisamente sbagliati. Il biglietto da visita con cui si presenta il borgo è il bellissimo e colorato porticciolo, le cui altissime case colorate, attaccate le une alle altre, incombono bonariamente sul lungomare pedonale e si riflettono nel mare, costellato di barche.
Qui è pieno di locali, ristorantini, negozi, ci sono tante persone che passeggiano, si siedono a prendere un caffè, oppure si imbarcano per raggiungere la dirimpettaia Isola di Palmaria, per trascorrere alcune ore al mare.
Molto più raccolta l’atmosfera all’interno del borgo medievale, da cui si accede dalla porta della città: il viale principale è molto caratteristico e ci colpisce il fatto che abbia l’aspetto di un carruggio genovese.
Da qui ci sono scalinate strettissime che conducono nei vicoli alti del borgo, fino alla bellissima chiesa romanica di San Lorenzo, del XII secolo, al cui interno troviamo refrigerio dal caldo estivo.

Continuando a salire lungo un bellissimo viale fatto di muretti in pietra e siepi, si raggiunge l’imponente Castello Doria, che domina la città e il mare. Sembra un prolungamento naturale della roccia su cui sorge.

E, abbassando lo sguardo, si apre un panorama spettacolare sullo sperone di roccia su cui sorge la chiesa di San Pietro, fiore all’occhiello della cittadina, circondata da un mare cristallino. La visione d’insieme è da sballo.

Non indugiamo oltre e scendiamo a visitare questa magnifica opera d’arte. Il piazzale che immette alla gradinata di San Pietro si affaccia da una parte sull’isola di Palmaria e, dall’altra, su quello spettacolo della natura che è la grotta di Byron, in una piccola selvaggia laguna ricca di cavità, scogli e con un mare bellissimo.

Torniamo lentamente verso il viale principale, per fare incetta di focaccia ligure, prima di riprendere la navetta che ci porterà al parcheggio.
Ci dispiace particolarmente porre fine a questo lungo fine settimana, perché abbiamo la sensazione di lasciarci alle spalle uno scrigno aperto, nel quale non abbiamo frugato fino in fondo….torneremo per portare a termine l’opera!

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Consigli utili.
-Focacce, pizza, pane fritto e farinata, sono indirettamente proporzionali alla bilancia. E’ scritto in tutti i libri di algebra.
-Il “ciclone dal nome assurdo” potrà anche cambiare tutti i vostri piani… ma cavolo se sa lavare un’auto sporca! 
-Se aspirate alla carica di “oracolo meteorologico” chiedetemi il materiale informativo, ve lo invio gratuitamente.

Claudia B.

16 Commenti

  1. Che emozione Claudia questo post…io abito a La Spezia e leggere le emozioni che questi luoghi ti hanno regalato beh mi fa venire i brividi!!! Io e mio marito ogni tanto “facciamo i turisti” regalandoci giornate alle Cinque Terre in giorni infrasettimanali così da evitare il caos del weekend…sono le zone più critiche. Delle altre zone riusciamo a goderne più facilmente!!! Che dire io vi aspetto 😉 quando tornerete mi raccomando avvisate…ci conto!!! Un abbraccio!!!

    1. Sarà un piacere, anche perché ho un conto in sospeso con Lerici e Tellaro: per cui devo assolutamente tornare 😉
      Sai che noi questo viaggetto dovevamo farlo a dicembre 2011, quando poi vi fu quella terribile inondazione. Tra l’altro stavo prenotando proprio a Borghetto Vara 🙁 Ma il mio sogno era quello di poter vedere le Cinque Terre al di fuori dei mesi estivi, nella calma del tiepido inverno della riviera…e continuo a pensarci ogni volta che guardo le foto!
      Siete fortunatissimi ad essere lì vicino, e poter muovervi “da turisti in casa” quando c’è meno afflusso di persone…che sogno!
      Bacioni Carmen!
      Claudia B.

  2. Parli di posti che pur essendo casa mia io amo tantissimo…dal sottovalutato borgo di Arcola alle famose 5 terre o portovenere …credo tu abbia descritto perfettamente questi posti: MERAVIGLIOSI…ma spesso con pochi accorgimenti turistici..e’ spiacevole il non poter trovare MAI parcheggio …e trovare sentieri chiusi senza avvertimenti e in piu I trasporti pubblici che per me qua in zona non sono proprio il massimo! Il che e un peccato visto le meraviglie che abbiamo! 🙂

    1. Queste sono state le cose che hanno sconcertato anche me. Mi avevano avvista, per cui partivo con una certa consapevolezza, però sono rimasta male. Dal non trovare parcheggio a Lerici (ma prossima volta su consiglio di Stefania, lasciamo l’auto altrove e la raggiungiamo in bus), alla questione Cinque Terre Card.
      Pensare che basterebbero solo piccoli accorgimenti, considerato anche l’elevato flusso di turisti, per accontentare e far fronte all’offerta, senza bisogno di rimetterci a livello organizzativo.
      Queste sono le sole cose che mi hanno lasciata un pò, come dire, col naso arricciato. Ma poi, ovviamente, appena vedi luoghi tanto belli, ti dimentichi tutto il negativo! Tre giorni che mi hanno lasciato gli occhi pieni di meraviglie.
      Ma tornerò, perché Lerici e Tellaro io non è che le voglio lasciare inesplorate!
      Bacioni Serena, grazie per essere passata!
      Claudia B.

  3. Che bellezza Claudia! Adoro le 5 Terre, ogni volta è una grande emozione e, soprattutto, una grande scoperta. È proprio come dici te: impossibile annoiarsi, potranno anche sembrare simili ma ognuna ha qualcosa di unico da offrire! A me sono piaciute tutte indistintamente 🙂
    Ma, devo ammetterlo: il mio cuore l’ho lasciato sul panorama della Chiesa di San Pietro a Portovenere! Mi sono innamorata di questo posto 🙂

    1. La stessa cosa che è successa a me Agnese! Non so il motivo, ma quel momento lì, da sola, in sospensione sul Mediterraneo e la Chiesa di San Pietro…non lo dimenticherò mai! Portovenere mi ha stregata, seppure pensavo di aver già visto il meglio durante l’escursione alle Cinque Terre.
      Sono stati tre giorni memorabili, in cui mi sono riempita gli occhi. L’unica nota dolente: il periodo. Noi come sempre abbiamo a disposizione i momenti peggiori per viaggiare. Immagino che a settembre, ottobre, o persino dicembre, questi stessi posti abbiano un fascino ancor più speciale 🙂
      Baci Agnese, a presto!
      Claudia B.

  4. Sei grande come oracolo meteorologico 🙂 Abitando qui ormai per me le bellezze di questi posti sono scontate ma leggo sempre con piacere che sono apprezzate da chi viene a visitarli. I parcheggi a Lerici sono un problema tutto l’anno per cui consiglio di andare in bus se la sia vuole visitare 🙂

    1. Grande Stefania😂😂😂! Quella dell’oracolo posso tenerla come attività di riserva✌!
      Brava che mi hai segnalato il bus per Lerici, perché mi è dispiaciuto tanto non riuscire a vederla, così come Tellaro. Ma, ora che conosco te, appena mi organizzo per tornare saprò a chi chiedere tutte le info!
      Soprattutto a livello di bus e spostamenti. Sembra nulla, ma tra ztl e parcheggi difficili, si sta un pò in tensione durante la ricerca😨!
      Bacioni,
      Claudia B.

  5. Ohhhhhh le cinque terre!!! *_* il mio sogno
    Questa tappa era prevista quest’estate prima di toccare la Provenza, ma alla fine, per questioni di tempo ho dovuto rinunciare. Ti lascio immaginare la voglia che ho di scoprirla… e le tue foto non fanno altro che incrementarla!
    Volterra è meravigliosa, sono rientrata giusto un mesetto fa dopo un breve week end con il mio compagno.
    Ho preso appunti per Arcola però XD

    1. Allora mi permetto anche di suggerirti il borgo di Ameglia, che si trova vicinissimo ad Arcola, per cui anche alle Cinque Terre! Sono certa ti conquisterà con i suoi colori!
      Mi fa piacere averti “trasportata virtualmente” in questo paradiso di colori tutto italiano: vedrai che quando verrà il momento sarà ancor più bello viverlo in prima persona.
      Sai che anche io ho dovuto rimandare diverse volte prima di quel fine settimana?! Una fra tutte nel 2011, quando ci fu l’alluvione. Che tristezza quella volta… Desideravo poter vedere l’intera area in inverno senza folle, ma il destino aveva altro in serbo per me!
      Di Volterra che dire? E’ un centro da cartolina! La Toscana è sempre una garanzia!
      Grazie per essere passata!
      Claudia B.

  6. Riallacciandomi al commento che hai lasciato sotto al mio articolo: dovete tornare. Possibilmente fuori stagione, perché altrimenti le Cinque Terre sono INVIVIBILI. Pensa che i liguri non ci vanno mai d’estate (così mi hanno raccontato). La prossima volta, fermatevi anche a La Spezia, che per anni è stata vissuta come città di passaggio ma che, invece, oltre ad avere vari bellissimi musei (tra cui quello navale), gode di un magnifico lungomare ed è la classica affascinante città di porto. Io adoro questa parte d’Italia… Se potessi scegliere un posto dove vivere, probabilmente sarebbe questo

    1. Seguirò di certo il tuo consiglio Roberta! Tu pensa che la prima volta che si parlò di andare alle Cinque Terre era il 2011, per Capodanno! Morivo dalla voglia di vederle nella bruma invernale, con i loro colori sfumati e poca ressa. Naturalmente quell’anno l’alluvione non agevolò i nostri piani e, alla fine, c’è poi stato questo fine settimana estivo del 2014.
      Ma il tuo post in particolare, mi ha lasciato dentro veramente una voglia incolmabile di vedere queste zone senza folla oceanica…perché questo c’era in quel periodo, ovviamente. Per cui capisco appieno i liguri 🙁
      Grazie per la segnalazione su La Spezia. Io, un pò come ho erroneamente fatto con Genova (che tu mi hai fatto rivalutare), avevo decisamente scartato la sosta, pensando fosse priva di attrattive. Ma mi piace sfatare i miti, soprattutto con l’aiuto degli altri blogger!
      Grazie infinite!!!
      Claudia B.

    1. Ma nulla nulla? No, allora è necessario un ritorno! E’ veramente un viaggio particolare. Uso questa parola, perchè parlare di meraviglia, bellezza, unicità, non renderebbe ancora ciò che sono le Cinque Terre.
      Torna appena puoi! E se hai bisogno di una mano per l’organizzazione….sai a chi scrivere!!!
      Claudia B.

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