Soggiornare alle Maldive in un’isola di pescatori

Nell’immaginario collettivo, le Maldive sono la costosissima meta per antonomasia dei viaggi di nozze. Dai, siate onesti: anche voi quando pensate agli atolli maldiviani, non potete fare a meno di ricreare nella vostra mente immagini di resorts super lusso, presi d’assalto da tubanti coppiette in luna di miele…affiancate alle immagini di voi stessi, intenti a vendere un polmone, per ricavare la quota astronomica che vi permetta di partire!

E se io, oggi, vi dicessi che questa non è più la regola? Se vi dicessi che le Maldive non sono una meta economicamente irraggiungibile? Se vi dicessi che esistono Maldive autentiche, reali, umane, senza filtri, alla portata di tutti?
Quando dico alla portata di tutti, mi riferisco anche a chi ha sempre considerato le Maldive un luogo impensabile perché troppo vacanziero… come ad esempio la sottoscritta! Storcevo il naso ogni volta che ne sentivo parlare: mi sembrava assurdo fare migliaia di km per chiudermi poi in un resort, facendo una vacanza senza nessun tipo di senso o conoscenza.
Fino a quando, circa un anno fa, ho scoperto per puro caso Maldive Alternative, seguendo dei consigli di viaggio su Facebook: in quel momento ammetto che mi si è spalancato un mondo, un universo, perché finalmente si parlava di qualcosa di concreto, ossia vivere le Maldive soggiornando in guest house gestite da persone del posto, su isolette di pescatori dove è possibile conoscere davvero il popolo maldiviano.
In questo articolo, voglio quindi raccontarvi la nostra esperienza nell’isola di Dharavandhoo sull’Atollo di Baa, alla guest house Lvis Blancura, elencandovi tutti i pro e i contro riscontrati nella settimana di permanenza, con tanta onestà.
In genere io non amo scrivere tanti post legati ad un solo viaggio…ma stavolta si rende necessario scindere il racconto vero e proprio della nostra avventura, che pubblicherò nei prossimi giorni, da questa riflessione a caldo sull’organizzazione del viaggio, su cosa rifarei e su cosa no, sul perché scegliere una guest house o sul perché no, sulla decisione positiva o meno di acquistare un pacchetto soggiorno completo, con Maldive Alternative.
Se state pensando di andare alle Maldive vi consiglio di prendervi qualche momento per leggere la parte tecnica sulla nostra esperienza: non perché è la sottoscritta a scriverla, ma perché oggettivamente ci sono argomenti che io avrei voluto affrontare con maggiore chiarezza prima di partire e penso possano essere utili a chiunque stia programmando questo tipo di viaggio.
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Soggiornare alle Maldive in guest house
Maldive Alternative secondo me è un progetto bellissimo, ideato dall’amore di una famiglia toscana per questa idilliaca parte di mondo.
Una passione che ha portato alla nascita di una collaborazione duratura con ragazzi maldiviani, per la gestione di guest house e l’accoglienza di viaggiatori che abbiano il desiderio di conoscere le Maldive più vere, con tutti i loro pregi ed i loro difetti. Dando lavoro concreto alla popolazione locale.
Perché sapete, vero, che nei resorts i maldiviani vengono pagati una miseria o, spesso, non vengono pagati affatto dalle grandi multinazionali, le quali fanno loro credere che lo stipendio sia la mancia (facoltativa!) lasciata dai clienti?
Ecco, oltre alla mia perenne e spontanea avversione per i resorts, diciamo pure che sono onorata di aver scelto una guest house gestita da maldiviani per il mio viaggio, garantendo loro uno stipendio reale. 
 L’idea di Maldive Alternative, quindi, è un’idea assolutamente geniale, oltre ad un modo per consentire a tutti di conoscere le Maldive senza filtri, e senza dover vendere organi vitali; è una speranza di crescita per gli stessi maldiviani, le cui condizioni economiche non sono di certo facili…ma di questo argomento vi parlerò nel mio diario di viaggio.
Insomma, non posso che fare i miei più sentiti complimenti a Claudia, Alessandro e alla loro famiglia, per aver creato questo splendido progetto.
Ci sono però delle piccole cose che bisogna sapere prima di scegliere un soggiorno in guest house, ci sono cose che io ho mio malgrado scoperto nel momento in cui mi sono ritrovata a Dharavandhoo e che, mi dispiace immensamente dirlo, mi hanno delusa, in particolare per quanto riguarda il pacchetto escursioni. Ma andiamo con ordine.
Soggiornare in una guest house maldiviana significa sostanzialmente respirare le Maldive più autentiche, quelle delle piccole-medie comunità che vivono sulle isole di pescatori; ciò vuole anche dire, però, che il turista non può pensare di arrivare e fare il proprio comodo come se fosse in un resort.
Il che, ad esempio, a me è andato benissimo, perché ero stata informata a dovere ed era esattamente il tipo di esperienza che cercavo.
Prima di tutto sulle isole non troverete alcol, né carne di maiale, in quanto i maldiviani sono musulmani, ragion per cui mangerete ottimo pesce fresco, carne di pollo, verdure e berrete meravigliosi succhi di frutta “veri”…un sapore nuovissimo per noi, abituati a quegli orribili agglomerati di zucchero e coloranti che vendono nei supermercati.
Non cucina internazionale, ma lo stupore di scoprire i sapori maldiviani autentici, esplosivi ed intensi, caratterizzati dall’ampio uso di spezie. Abituare il palato sarà allo stesso tempo “bruciante” e grandioso, ma se non amate la cucina speziata niente paura, basta avvisate il cuoco in anticipo! 
In secondo luogo, sappiate che nelle spiagge pubbliche è assolutamente vietato fare il bagno o prendere il sole in costume: non iniziamo ad additare, è una questione di rispetto!
Chi sceglie un’isola di pescatori per il proprio soggiorno lo sa, infatti è sempre bene accertarsi che la guest house scelta abbia una propria spiaggetta, dove ovviamente è possibile stare in costume. Una decenza base nel vestire va mostrata anche quando si gira per le vie del paese: ciò non significa indossare il velo, sia chiaro, semplicemente evitare pantaloncini raso-culo e scollature raso-seno per le femminucce, e petto nudo per i maschietti.
Nulla di improponibile, solo un occhio al buon gusto: ricordiamoci che siamo ospiti non invasori! Che poi, spesso, il problema scollature e lunghezze lo si risolve indossando un pareo sugli abiti più succinti, dando un tocco simpatico e colorato al proprio outfit!
Blocco già i pensieri di tutti coloro che, leggendo la mie frasi sul nostro essere ospiti in un paese straniero e sul rispetto in quanto tali, si staranno alterando ed elaborando la frase che inizia con: “Quando vengono da noi…”. Ora, mi dispiace ma io di base non sono razzista, per cui se la cosa vi turba cambiate blog; ma voglio anche dire che personalmente non trovo nulla di fastidioso nelle donne che indossano il velo, se questa è la loro volontà, come avviene ad esempio alle Maldive, dove le ragazze sono libere di scegliere o persino fare un passo indietro e toglierlo. 
Altra cosa fondamentale, le spiagge pubbliche e quelle delle guest-house non sono pulite e “pettinate” (quanto mi piace questo termine!), come quelle che vedete nelle immagini dei resorts: troverete coralli, sassi, conchiglie, foglie di palma, spesso anche vetri o plastica, dato che il problema rifiuti alle Maldive è una piaga terribile, come vi racconterò in seguito.
Il fatto di passeggiare sulla sabbia bianca “non photoshoppata”, per me non ha costituito un problema, avevo ciabatte, scarpine di plastica e, comunque, nulla mi ha impedito di affondare i piedi nella soffice coltre vellutata.
Sono stanca di cose artefatte, per me il corallo sparso lungo la battigia è stato un valore aggiunto…la plastica no, a quella non riesco ad arrendermi, ma perché il mio cuore si spezza davanti alle difficoltà ecologiche affrontate dalle Maldive.
Un soggiorno in guest house, al contrario di quanto avviene nei resorts, richiede alcune piccole accortezze, accortezze che a mio avviso rientrano nel quadro di un comportamento civile e che normalmente seguo anche a casa, per cui non ho avuto problemi ad adeguarmi: l’acqua c’è, ma andrebbe consumata con parsimonia; l’energia elettrica è prodotta da generatori, tanto che può capitare di restare senza luce in alcuni momenti di tempesta (indovinate come faccio a saperlo?), pertanto sarebbe bene spegnere condizionatore e luci quando si esce dalla stanza, per limitare in consumi.
Voglio dire, nulla di alieno, no? Ma può capitare di restare senza energia elettrica e, di conseguenza senza acqua per alcune ore, in questo caso i gestori della guest house cercheranno di far fronte al problema nei tempi più brevi possibile. Io l’ho vissuta come parte dell’esperienza! 
Vi consiglio di tenere conto delle eventuali giornate di maltempo, e lo dico per esperienza, perché se viaggiate con bambini o adolescenti, non avrete a disposizione piscine coperte, palestra oppure animazione.
Noi tra un acquazzone e l’altro ne abbiamo approfittato per andare alla scoperta del villaggio, della storia delle Maldive, di usi e costumi della popolazione; ma nei momenti in cui la pioggia scroscia senza tregua, impedendo letteralmente di mettere anche solo il naso fuori, sarebbe meglio se preparaste qualcosa di carino per far trascorrere il tempo ai vostri piccoli: giochi di società, carte, letture, insomma date libero sfogo alla fantasia! Anche per recuperare quei momenti di condivisione che nella vita di ogni giorno spesso si trascurano.
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Pacchetti completi si o no?
Veniamo al nostro soggiorno al Lvis Blancura di Dharavandhoo con Maldive Alternative. Guest house nuova, accogliente, ben gestita, personale attento e cordiale. Belle camere comode, cucina spettacolare e gustosa, con un buffet sempre diverso di verdure, pesce, pollo, riso e pasta: insomma noi nel complesso ne siamo rimasti soddisfatti.
Diciamo che ci sarebbe ancora qualcosa da mettere a punto, come ad esempio ricavare spazi esterni in cui far accomodare gli ospiti, magari inserendo alcuni gazebo sotto cui le persone possano fermarsi durante i momenti di pioggia incessante, senza essere costrette a stringersi su quattro piccoli divanetti.
Non sarebbe male nemmeno appendere una piccola lavagna su cui scrivere il programma di escursioni per il giorno seguente, in modo da non doversi sempre interrogare su ora e luogo.
Qualche gruccia in più negli armadi, del sapone per le mani, una copertura per proteggere i fili su cui si stendono il bucato e i teli da bagno, sono minimi accorgimenti che sarebbero davvero utili. 

Quando ho scelto di fare questo viaggio alle Maldive, la proposta di Maldive Alternative mi è sembrata ottima, visto che il prezzo includeva soggiorno in pensione completa con bevande, trasporto aereo da Male a Dharavandhoo, tassa di soggiorno, tassa ecologica, sim card maldiviana ed escursioni.

Nemmeno le ricerche fatte online mi hanno portato a soluzioni migliori, dato che spesso le quote erano si inferiori, ma non includevano gli stessi servizi, i quali inseriti separatamente davano costi ancora più alti.

Vi consiglio quindi di tenere conto di questa cosa, perché un risparmio immediato non significa necessariamente risparmio su tutta la linea.

Nel corso del soggiorno però, è sorto un “ma”, uno di quei “ma” per me giganteschi, che hanno influenzato negativamente la nostra esperienza: questo MA riguarda le escursioni e la loro fattibilità.
E’ vero che siamo partiti in un periodo inadatto per le Maldive, consapevoli dell’oggettiva possibilità di forte maltempo e del fatto che le uscite siano non solo limitate alle giornate in cui il meteo ed il moto del mare non paiano posseduti da forze demoniache, ma anche non rimborsabili.
Detto ciò, ad un certo punto abbiamo avuto la sensazione, anche insieme agli altri ospiti, che quella del maltempo in certe occasioni sia stata una comoda scusa. E’ mancata la volontà di venirci incontro anche quando le condizioni lo permettevano.
Se il capitano del dhoni, che guarda caso è il proprietario di uno dei negozietti più frequentati dell’isola, ed il responsabile della biglietteria aerea di “FlyMe”, una delle due compagnie che vola su Dharavandhoo, si appella al fattore atmosferico per non uscire, i clienti si scontreranno sempre e comunque contro una porta chiusa, senza possibilità di replica. Anche con le escursioni già pagate. 
Ad oggi, consapevole di tutto ciò, prenoterei un pacchetto soggiorno e trasferimenti, senza le attività, considerando che siamo riusciti solo a vedere una lingua di sabbia e a fare snorkeling con le mante. Mi riserverei l’acquisto delle escursioni direttamente sull’isola, dove giornalmente ne partono di ogni tipo, assicurandomi così la certezza di vedere sempre qualcosa di nuovo…tranne ovviamente in caso di tempo davvero inclemente!
A ragion del vero, però, devo aggiungere una nota: a seconda di quale villaggio sceglierete, assicuratevi della presenza di uffici in cui sia possibile acquistare le attività, con battelli sempre a disposizione per i turisti; seconda cosa, tenete conto che Maldive Alternative non propone pacchetti senza escursioni, pertanto valutate con attenzione se l’acquisto “scomposto” sia conveniente
Come detto precedentemente, quando io ho fatto ricerche in merito, non ho trovato altrove la stessa convenienza, l’offerta fattami da Claudia era la migliore e la più completa. Perciò se, ad oggi, io personalmente non acquisterei un pacchetto, mi sento comunque di dire a chi è in partenza di valutare bene questi due fattori prima di prendere una decisione come la mia.
Penso che il fattore escursioni sia uno dei più importanti su cui sarebbe bene lavorare a livello di guest house, nel senso che lo stesso gestore dovrebbe fare qualcosa affinché l’organizzazione funzioni senza intoppi.
Parlando con precedenti ospiti della struttura, abbiamo infatti scoperto che questa problematica è sorta anche lo scorso dicembre, quando tra l’altro il meteo alle Maldive non è di così difficile gestione; nel frattempo, inoltre, dalla guest house di Keyodhoo, sempre prenotabile con Maldive Alternative, ci sono arrivate notizie di lunghe e bellissime escursioni fatte anche col maltempo. A questo punto, forse, il limite è del Lvis Blancura.
E’ vero, ormai eravamo lì e avremmo potuto acquistare escursioni extra, come abbiamo fatto il venerdì che, in quanto giorno di festa per i musulmani, non prevede attività: ci siamo rivolti ad un centro del villaggio per visitare la bella Veyofushi Finolhu, al costo di 20 dollari a testa.
Potevamo seguire la stessa linea nei giorni successivi, al di fuori dei momenti di vera tempesta…ma personalmente non mi è parso corretto. In fondo, noi abbiamo pagato preventivamente un pacchetto che le escursioni le includeva: perché ripagare qualcosa che doveva far parte del servizio?
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Quale moneta portare
Per quanto riguarda il denaro, sulle isole di pescatori sono accettai dollari emessi dopo il 2006, ma io vi consiglio di farveli dare con data di emissione dal 2007 in poi; qualcuno prende anche gli euro.
Se volete il mio parere spassionato, però, convertite il vostro denaro in rufiyah, la moneta locale, altrimenti quando acquisterete qualcosa nei negozi vi applicheranno un cambio talmente svantaggioso da farvi restare di sasso.
A noi, purtroppo, sono stati consigliati i dollari, pertanto ci siamo trovati in grosso svantaggio: non fate lo stesso errore.
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Vaccini?
No, grazie. Nel senso che non c’è bisogno di iniettare nulla nel proprio corpo, per prevenire malattie. La sola cura preventiva cui ci siamo sottoposti, proseguendola anche nel corso del soggiorno, è stata quella a base di fermenti lattici: meno male, visto che abbiamo veramente messo in bocca di tutto, senza limitazioni!
Non si può, infatti, conoscere le Maldive a fondo senza assaporarne i molteplici gusti, magari assaggiando anche quanto viene cotto dalle donne lungo le strade e nei cortili: insomma, il consiglio “non mangiate frutta e verdura crude, niente ghiaccio, tutto bollito”, noi lo abbiamo ampiamente ignorato. Conseguenze? No.
Consiglio di portare un antibiotico a largo spettro e medicinali di prima necessità, tipo tachipirina, ibuprofene, assolutamente dello spray antizanzare, io lo odio ma non ho potuto farne a meno. Considerate che nelle isole di pescatori si trova normalmente una struttura ospedaliera, ma solo per affrontare piccole problematiche: diversamente è necessario raggiungere la capitale Male.
Noi abbiamo coperto il viaggio con un’assicurazione medico-bagaglio, stipulata con Columbus, dalla quale ho deciso di togliere la franchigia per avere eventualmente il rimborso totale. Per fortuna non c’è stato bisogno di utilizzarla, ma è sempre meglio partire con un tappeto di salvataggio! Anche per quanto riguarda l’ipotesi tristissima della perdita del bagaglio: la fortuna sarà pure cieca, ma la sfiga a volte ci vede meglio di un cecchino…
Per esperienza personale consiglio del Foille Sole come se piovesse (buona questa) in quanto, nonostante la protezione 50 e le nuvole in cielo, scottarsi è facile come pronunciare il proprio nome: non ringrazierò mai abbastanza una delle mie compagne di viaggio, Sara, per avermi salvata con la sua scorta di Foille! Firmato: una che è riuscita persino ad ustionarsi la testa.
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“Like” e “unlike” dell’aeroporto di Dubai
Veniamo al volo: quello l’ho acquistato personalmente, a gennaio, grazie ad un’offerta trovata con Emirates. L’unico grande neo è stato lo scalo notturno di sette ore all’aeroporto di Dubai, che ci siamo dovuti spolpare al ritorno.
Avevamo pensato di acquistare l’ingresso alla lounge Marhaba ma, dopo aver scoperto che la quota di 55 dollari a testa, comprendeva cibo, bevande, wifi illimitato…ma solo quattro ore di permanenza, abbiamo deciso di metterci in un angolino e sonnecchiare sulle sedie, in attesa della successiva partenza.
L’aeroporto di Dubai è ricco di negozi, giardinetti e chioschi: di certo non manca un’intensa attività ad ogni ora del giorno e della notte! E’ una struttura immensa, tanto che all’andata abbiamo anche dovuto prendere la metropolitana per raggiungere il Terminal 3: una metro in aeroporto, ma quanto ne sanno questi arabi! 
Una sola cosa non mi è piaciuta: anche chi si trova in area sterile, per cui deve fare scalo prima di un altro volo, dovrà ripresentarsi ai controlli di sicurezza. Fino a qui mi vedo completamente d’accordo, soprattutto perché a me piace pensare di essere a più di 33000 piedi di altezza, ma con le dovute precauzioni!
Però, tra tanto sfarzo e ricchezza, cascate, liquori da 25.ooo dollari… mi fai cavare le scarpe per passare sotto al metal detector, e non hai nemmeno uno straccio di calzino di plastica? No, ma…davvero? Si, davvero, ve lo dico io. Tenetevi quelli che vi consegnano all’aeroporto di partenza, io ho rimpianto di averli  gettati via a Bologna!
Volete sapere come è andata a finire? Mentre la guardia continuava a dirmi che il pavimento era pulito, che non c’era bisogno di nulla sotto ai piedi (pulito? Come no, da mangiarci sopra!), io ho letteralmente bloccato il nastro dei bagagli, ho bloccato la fila, e ho fatto delle pattine con i fazzolettini di carta, strisciando sotto al metal detector, di fronte alla stessa guardia piegata a metà dalle risate. Ridi, ridi, che te la scrivo io la recensione…
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I voli
Volare con Emirates, invece, è stato un sogno, il mio sogno a dire il vero. L’ho aspettato per una vita e, quando sono salita a bordo non potevo crederci.
Ho preventivamente scelto i posti a fine abitacolo, quelli a due, lato finestrino, in modo tale da avere maggiore facilità di movimento, spazio per le gambe notevole e la possibilità di alzarci per andare in bagno, senza disturbare nessuno.
Un servizio eccezionale, ci hanno viziati continuamente con cibi, bevande, un ottimo intrattenimento, salviette rinfrescanti, asciugamani caldi con cui detergersi il viso; abbiamo trovato a bordo cuscino, coperta e cuffie per gli schermi; film e giochi. Mi credete se vi dico che non volevo più scendere? Un’esperienza unica! 
C’è la possibilità di scegliere il pasto, segnalando al momento della prenotazione o del check-in online eventuali diete particolari, od intolleranze; oppure, una volta a bordo, verrà consegnato un menù da quale si potrà decidere la portata principale tra due opzioni.
Nel corso del volo le assistenti passano a più riprese a portare bevande e salatini, gelato alla vaniglia, ancora bevande, tè e caffè: io li voglio tutti a casa mia, almeno una volta al mese!!! 
Spendo invece una parola di accusa verso tutti quelli che lasciano un porcilaio (chiedo scusa ai maiali), gettando a terra cibo, coperte o accessori: io sono perennemente distratta, mi sporco e mi cade qualunque cosa dalle mani.
Mamma, però, mi ha insegnato che si raccoglie ciò che finisce in terra, e non mi sono azzardata a lasciare nulla in giro, per rispetto al lavoro delle assistenti di volo e delle compagnie di pulizia, che non sono servi della gleba.
Passare tra i corridoi e notare lo schifo totale lasciato da alcune persone, mi ha fatto uscire il fumo dal naso. Fossi la compagnia aerea, risalirei a nome e cognome del passeggero, poi manderei una lettera di sputtanamento a casa, tanto per ricordare che nessuno è lì per sobbarcarsi la maleducazione d’altri.
Il volo interno dall’aeroporto di Male all’isola di Dharavandhoo mi preoccupava tantissimo. Ma, come mi è stato spiegato al momento della prenotazione, non viene fatto con gli idrovolanti, bensì con piccoli voli che hanno più di 50 posti, addirittura con personale di bordo! 
Ci sono due compagnie che gestiscono le tratte, la nazionale Maldiviane la privata FlyMe, con cui abbiamo volato noi.
Veloce sorvolo di circa 30 minuti, durante il quale si può godere di uno spettacolo mozzafiato sugli atolli maldiviani: sono seria, immagini indelebili per la vita. Imperdibile, un’esperienza che dà un valore aggiunto al viaggio. 
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Conclusioni
Vediamo ora di riassumere i miei “si”, i “ma” e i “forse”, di questa esperienza a Dharavandhoo con Maldive Alternative.
♦Soggiorno in guest house: per me si, mille volte si, tutta la vita si!!!
♦Soggiorno in un’isola di pescatori: come sopra. Il modo migliore per conoscere davvero le Maldive senza filtri, per entrare in contatto col popolo, la cucina, le usanze e le problematiche. Regalatevi un’esperienza unica.
♦Soggiorno con Maldive Alternative: amo il progetto di questa famiglia toscana, mi è piaciuta tanto la disponibilità dataci da Claudia, che nel corso dei mesi ha risposto ai miei sette miliardi di domande, con una calma che le invidio.
Ho apprezzato la cortesia con cui mi ha chiamata prima della partenza, quando sono rimasta anticipatamente senza adsl, per fare il punto della situazione; non la ringrazierò mai abbastanza per averci permesso di restare in guest house occupando la stanza fino al tardo pomeriggio e concedendoci un pranzo extra, senza chiederci nulla in più.
Il mio solo appunto, è quello di sollecitare maggiormente il personale per quanto riguarda le escursioni: per qualcuno di noi non ci sarà una seconda volta alle Maldive, ogni occasione persa, e precedentemente pagata, è persa senza appello. Non esiste un altro modo di definirla.
♦Acquisto pacchetto completo: per me personalmente mai più. Mi ero ripromessa, dopo la Scozia, che mai più avrei permesso ad altri di influenzare un mio viaggio. Dal 2012 ad oggi non so dove abbia perso per strada questo ottimo proposito.
Il mio si, va al pacchetto che comprende i servizi di trasporto, pensione completa, tasse. Ma, come detto sopra, valutate anche se l’isola su cui soggiornerete garantisce un servizio di escursioni e, soprattutto, se “scomporre” il viaggio sia economicamente vantaggioso.
Ad oggi, ribadisco, l’offerta di Maldive Alternative è assolutamente la migliore in cui mi sia imbattuta. 
Perciò il mio no ad un pacchetto completo è una decisione personale, data da quanto ho vissuto; chi si approccia ad una partenza, a mio avviso dovrebbe tenere conto anche di quanto viene offerto, a parità di prezzo e servizi, nella proposta di Maldive Alternative.
♦Soggiorno adatto a tutti: si, anche ai bambini. Soprattutto, direi. Permettete ai vostri piccoli di fare una vera esperienza di vita, di conoscere una nuova cultura, altri bambini che sanno ancora divertirsi senza un tablet, che sanno emozionarsi davanti ad un pacco di pastelli.
Ricordate solo di portare con voi qualcosa per intrattenerli in caso di forte maltempo.
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Nei prossimi giorni pubblicherò il diario di viaggio, con le foto e i momenti più importanti di questa esperienza: se state pensando di partire per le Maldive; se volete sfatare il mito della destinazione da cartolina senza anima; se volete conoscere curiosità e luoghi, se volete scoprire cosa si prova a nuotare in mezzo alle mante, seguitemi.
Ma seguitemi anche se non vi importa di nulla di quanto sopra elencato: chissà, vi si potrebbe spalancare un universo, come è stato per me lo scorso anno! Una voragine che mi ha portata direttamente nell’Atollo di Baa.
Claudia B. 
-Per il diario di viaggio alle Maldive, cliccate⇒ Destinazione Maldive: diario di viaggio sulll’Atollo di Baa
-Per curiosità sul popolo maldiviano, cliccate⇒ A Dharavandhoo curisando tra le usanze delle Maldive

30 Commenti

  1. Soggiornerò a Maafushi. Ho trovato un ostello molto conveniente con il banco escursioni.
    Non avendo molti giorni a disposizione, mi torna comodo il fatto che l'isola sia raggiungibile in 40 minuti di motoscafo. So che Maafushi in sè non è proprio bellissima, ma ho intenzione di visitare un'isola diversa ogni giorno, quindi dove dormo è relativo. Poi, ti farò sapere se mi son trovata bene.
    Per quanto riguarda il visto, hai dovuto attendere molto in aeroporto a Male?

    1. Hai fatto la scelta migliore: anche perché 40 minuti di barca veloce sono fattibili; quando inizi a dover affrontare un’oretta di trasferimento, magari dopo un lungo volo, o con il mare grosso, diventa un calvario.
      Poi la bellezza in sè dell’isola in cui ti fermi non è un problema: primo, come hai detto tu, puoi approfittare delle escursioni per conoscere il paradiso che ti circonda; secondo…almeno vedi qualcosa di vero e non ritoccato. Anche Dharavandhoo non era perfetta, ed io l’ho amata per questo. Se ti va di leggerlo ed hai tempo, le ho dedicato un articolo con ricordi, curiosità, usi e costumi: sopra c’è il link diretto. La bellezza di queste isole di pescatori è nella loro imperfezione, il resto lo ammirerai in escursione.
      Per i visti, devo dire che un pò ci vuole: non per altro, ma i maldiviani sono molto, ma molto easy, per cui si prendono tutto il tempo necessario per: controllare; contare le pecore; leggere ciò che hai scritto; contare gli squali; timbrare il passaporto; contare i pipistrelli giganti e, finalmente, lasciarti andare!!!
      Ti prego poi fammi sapere tutto, perchè sono super curiosa!
      Claudia B.

  2. Anche io andrò su un'isola di pescatori a Dicembre!! E anche a me è sorto il dubbio, così ho deciso di fare tutto da sola e scegliere una struttura con banco per le escursioni. Spero di aver fatto bene. Grazie per il consiglio sulla moneta locale! 🙂

    1. Sono molto curiosa di sapere in che isola andrai, Roberta!
      Sai, una volta stabilito ed accertato che esistono uffici a cui rivolgersi per le escursioni, perché non tutte le isole di pescatori li hanno o sono ben organizzate, secondo il mio personalissimo parere, quella che hai fatto è la scelta migliore.
      A tutti gli effetti la proposta di Maldive Alternative resta la migliore e la più completa, soprattutto se le cose filano lisce e si riesce a tener fede al programma. Penso non ci sia di meglio in giro.
      Ma personalmente, per la mia esperienza, ora farei la stessa cosa che hai fatto tu: magari la spesa sarà maggiore, ma paghi ciò che fai e ti gestisci il tuo tempo.
      Naturalmente è un parere tutto mio.
      Mi piacerebbe sapere come andrà il tuo viaggio! Se da qui alla partenza ti servisse qualche piccola indicazione, sarei felice di aiutarti!
      Claudia B.

  3. Questo modo di scoprire le Maldive é semplicemente meraviglioso! Anche io schifo le vacanze chiusa in un resort, potrei essere in Africa come in Messico…non ha alcun senso. Sono tornata da pochi giorni dal mio viaggio e piano piano sto recuperando con la lettura ma con questi post mi stai aprendo un mondo!

    1. E io Valentina sono felicissima di essere parte in causa di questa apertura! Anche perché è la stessa cosa che è successa a me lo scorso anno, quando ho scoperto le Maldive vere: si è spalancato un universo!
      Scrivere questi tre reportage sul nostro viaggio, è stato non solo un piacere con cui rivivere ogni attimo dell’esperienza, ma anche un modo per far scoprire ad altri che esiste la possibilità di guardare oltre le Maldive da cartolina.
      Se vuoi, quando avrai tempo, troverai online i successivi due capitoli; in particolare il secondo, è quello con cui ho cercato di far conoscere meglio i maldiviani, così come ho avuto modo di conoscerli io.
      A presto,
      Claudia B.

  4. Deianira

    Buonasera 🙂
    si, lo sappiamo, ormai è amore reciproco 🙂
    pensa che ci siamo fatte una dichiarazione in contemporanea, io a te sul sito ViaggiInCorso e tu a me qui 😀 😀

    Rispondo qui prima di godermi il tuo nuovo articolo 😉 non ho avuto il tempo di mettermi comoda e leggerlo ma provvedo subito! Ho (per fortuna) un lavoro full time che mi lascia (purtroppo) poco tempo per seguire tutto…

    Che bella la sensazione di perdere il senso del tempo! Con questa frase mi hai fatto esplodere il desiderio di teletrasportarmi lì e perderlo anche io…aaah fantastico!
    Capisco anche bene la sensazione di come ci si senta "frastornati" al rientro da un viaggio soprattutto in luoghi con atmosfere e ritmi completamente diversi dai nostri.
    Si fa fatica a riprendere in mano la consapevolezza di ciò che ci circonda! 😀

    A parere mio hai fatto bene a dare un feedback agli organizzatori/alla struttura: se si usa rispetto ed educazione, una critica costruttiva non può che fare bene, fare notare cosa secondo noi non andava troppo bene è un modo per aiutare a fare meglio, per guidarli verso miglioramenti che potrebbero andare bene per tutti i futuri ospiti.
    Come dici, lì hanno un senso del tempo e del "dover fare" giustamente molto diverso dal nostro. Quindi, certamente senza intossicarli con la nostra frenesia, suggerire cosa sarebbe gradito per ospiti con il nostro tipo di cultura (che penso siano il loro target) può solo essere a loro utile per apportare dei miglioramenti sia alla struttura e all'intrattenimento in generale, sia alla gestione di escursioni o attività (bella ad esempio l'idea di fare attività all'interno della Guest House come corsi di cucina locale o similari, a me ad esempio piacerebbe un sacco!)
    Soprattutto, a me premerebbe il non fare andare a picco un progetto che di per se è fantastico a causa di dettagli che potrebbero fare storcere il naso a chi li visita, farli tornare con una cattiva opinione,non tornarci e non consigliare l'esperienza.
    Invece progetti del genere meritano di essere supergettonati!

    Fai bene comunque ad avere la visione "globale" dell'esperienza, stupenda, che hai fatto! Probabilmente questi piccoli fastidi ti hanno dato modo di sperimentare conversazioni interessanti ed approfondire aspetti della cultura locale che magari altrimenti sarebbero rimasti nascosti. La visione rilassata del tempo, anche la sola gestione dei generatori per esempio, sono retroscena che fanno parte del pacchetto e che è bello aver vissuto 😉

    Cià…mi butto a capofitto nella cultura maldiviana con il tuo secondo articolo!

    Baci!
    Deianira

    1. Cara Deya, ormai è chiaro che noi due navighiamo sulla stessa nave! Andrò a leggere sul blog dei ragazzi ;-)!
      Prima di tutto mi auguro che il secondo articolo non ti deluda, ma penso ci siano alcuni spunti di riflessione e curiosità, che potrebbero piacerti. Quando riuscirai, è lì, tranquilla.
      Anche perchè ciò che tu dici in questo commento, che è parte di quanto ho anticipato in alcune risposte, secondo me apparirà molto più comprensibile con un quadro che racconta i maldiviani.
      Certi perché, troveranno una risposta nel loro modo easy di affrontare la vita.
      Per cui posso dire che, alla fine, l’intera esperienza è stata importante, persino di crescita, pur in certi evidenti limiti. Non buttata alle ortiche, nemmeno nelle uscite mancate, grazie a questi momenti di scoperta e condivisione.
      Ma, come hai sottolineato anche tu, ciò non toglie che segnalare le mancanze che possono compromettere non solo il mio viaggio, ma un progetto straordinario come quello di Maldive Alternative, spero venga apprezzato. In fondo io non ho detto “non ripartirei più con loro”, ma solo che non comprerei più un pacchetto completo. Sono due cose diverse. Ho messo insieme quelle che sono state le mie impressioni, ma anche quelle di cui abbiamo discusso con gli altri ospiti e, a quel punto, ne ho parlato.
      Tutto fa parte dell’esperienza, tutto l’ha resa speciale, divertente e vera…compresi i generatori: nella terza parte capirete meglio il perché!
      Sono certa, comunque, che già col secondo articolo tutto apparirà simpaticamente -ed amaramente- più chiaro!
      A presto Deya, fammi sapere cosa pensi del post!!!
      Claudia B.

  5. Lo sapevo che non avresti deluso le mie aspettative! <3
    Non mi piace troppo sentir parlare di Maldive, Caraibe e isole varie..forse perché non sono nel mio stile. Non mi piace stare ore e ore in spiaggia o in resort extra lusso senza niente da fare se non farsi venire la congiuntivite per la spiaggia super bianca!!!
    Se poi capita, non ci sputo certo sopra, però questo articolo ha messo in luce una parte di Maldive che mi attira molto di più, che mi piacerebbe scoprire e che abbatte molti pregiudizi!
    Ottime indicazioni ed informazioni che fanno sempre comodo. Soprattutto la parte di prevenzione, cosa che mi interessa sempre quando si visitano determinati paesi!
    Esilarante la scena all'aeroporto di Dubai! ahahahah
    Un bacione cla <3

    1. E sai la cosa incredibile…alla fine, scarpe o non scarpe, ho fatto comunque suonare il metal! Con conseguente perquisizione…quando si dice una notte infinita!!!
      Quando ho pensato a questo post, è stato proprio per abbattere i pregiudizi, oltre che per dare informazioni utili, perché io reagivo esattamente come te al solo sentir nominare certe mete. Fino ad un anno fa.
      Allora mi sono detta che forse, ma solo forse, valeva la pena condividere la mia esperienza di viaggio, per far si che altri riuscissero a vedere oltre, come è stato per me
      Un bacione!!!
      Claudia B.

  6. Ciao Claudia, stavo proprio aspettando di leggerti.
    Con questo racconto sulle guest House mi hai incuriosita e mi hai fatto scoprire una cosa nuova delle Maldive. Certo un'esperienza di questo tipo ti apre le porte ad accarezzare di più gli usi e le abitudini locali, avendo a che fare più direttamente con gente del luogo.
    Da quel che dici sembrano in effetti ben organizzati in generale.
    Ma una cosa volevo chiederti: quando dici che durante la pioggia ci sono solo quattro divanetti, intendi che non vi sono tipo delle common-room dove poter passare il tempo e quindi, eventualmente, bisogna stare nella propria stanza?
    Quante persone possono arrivare ad ospitare queste strutture?
    Attendo ora il tuo diario di viaggio!
    A presto 😄

    1. Ciao Elisa, rispondo molto volentieri ai tuoi dubbi, perché ritengo sia necessario avere ben chiare certe cose, prima di prendere una decisione, anche se io rifarei l’esperienza in guest house altre mille volte, senza ripensamenti.
      Premettendo che la questione spazi in questo mio resoconto, è limitata al Lvis Blancura dove abbiamo soggiornato, nel caso specifico effettivamente l’area comune era molto limitata; piacevole, accogliente, ma indubbiamente piccola. Per cui nei momenti di maltempo, qualcuno si accomodava sui divanetti, qualcuno magari si sedeva ai tavoli (area living e area pranzo erano unite), qualcuno oggettivamente si ritirava in stanza.
      Noi abbiamo visitato, per curiosità, anche la guest house vicina, molto ampia con grandi aree comuni, dove la “problematica” di sistemare un discreto numero di ospiti al chiuso, in caso di maltempo, non si poneva.
      Quindi tutto dipende dalla grandezza della guest house; ovvio però, che con lo spazio esterno riallestito con piccoli accorgimenti, magari gli ospiti non si troverebbero in difficoltà, neppure con una struttura non particolarmente ampia.
      Sono fattori che ho voluto sottolineare, non come critica, nel senso che a me personalmente non hanno condizionato il viaggio in maniera negativa. Ma confrontandomi anche con altri viaggiatori, che magari avevano al seguito bambini e ragazzi, ovviamente queste limitazioni sono state percepite come un grosso problema. Perciò ho preferito sottolineare la cosa.
      Per quanto riguarda il numero di ospiti, dipende dalla struttura: la nostra, al completo è arrivata anche a 18 persone tra adulti e bambini; quella a fianco davvero grandicella, penso ne possa aggiungere di più. A mio avviso, però, un numero di ospiti entro i 20 è l’ideale per godersi di più anche il concetto di gruppo. Oltre, rischia di diventare albergo, non più una realtà piacevole da vivere!
      A presto!
      Claudia B.

  7. Inutile che ti dica che di tutto l'articolo sono rimasta ammaliata dal viaggio con Emirates… voglio farlo anche io!!! *_*
    Per il resto, la tua descrizione è talmente dettagliata che non credo avrei problemi a gestire e prenotare il viaggio.
    Un bacione :*

    1. Se ti dico che, mentre scrivevo, sono rimasta ammaliata anche io, pur avendolo sperimentato… mi prendi per pazza? Che servizio, inizio a capire la storia dei premi come miglior compagnia.
      E sono contenta che l’articolo risulti utile, era esattamente quello che speravo trapelasse!!!
      Un bacio a te!
      Claudia B.

  8. Andrea

    Ciao Claudia, sei meravigliosa…ottima descrizione del tuo viaggio-avvventura , ho letto con molto interesse i pro e i contro di una vacanza alternativa in una guest house ,interessante, ma la mia domanda è…perche se sono cosi evidenti questi "contro" i gestori non fanno nulla , non ci vuole molto a prendere una lavagnetta o un piccolo generatore da attivare in caso di emergenza….

    Andrea Manconagioia

    1. Ciao Andrea, mi fa molto piacere che tu abbia apprezzato questo post, e rispondo molto volentieri alle tue domande, anticipando in parte il diario di viaggio che pubblicherò nei prossimi giorni.
      Premetto che, per quanto riguarda le escursioni, ho scritto a Maldive Alternative dopo il rientro. Non come attacco, ma nella speranza che si possa intervenire con concretezza per “salvare” le esperienze dei futuri ospiti.
      Per quanto concerne il resto, invece, provo a spiegarti lo scenario. I maldiviani sono un popolo mite, sereno che spesso vive in condizioni di tale semplicità, per non dire povertà, che li porta a guardare a queste strutture ricettive e al loro modo di venir gestite, con un senso di perfezione assoluta. Questo pone dei limiti anche a livello di gestione. Lo dico perché è un argomento che abbiamo affrontato sul posto.
      In una guest house come il Blancura, ogettivamente bella ed accogliente, presa in gestione da pochi mesi, lo stesso responsabile secondo me, secondo noi, non ha una visuale ancora completa di come intervenire in certe situazioni. Come ad esempio sulle escursioni, oppure su come risolvere le giornate in caso di maltempo. Tanto che ci ha ringraziati per il suggerimento di fare visite in paese, oppure dimostrazioni di preparazioni culinarie, perchè per sua stessa ammissione lui non avrebbe saputo cosa fare!
      Quando parlo di limite dovuto ai placidi costumi maldiviani, mi riferisco anche al fatto che se io insisto per fare un’uscita, perchè magari nel pomeriggio il mare si è calmato, la mia richiesta verrà liquidata gentilmente come infattibile per mille motivi. Perchè è proprio quella la mentalità, perché non serve affannarsi quando le cose si possono fare domani. Mentre io penso che domani potrei fare pure altro…
      Lo stesso avviene con i piccoli interventi di cui parlo nell’articolo. Nel senso che non sono percepiti come necessari, è proprio un limite di visione. In fondo, il Blancura è una struttura bella, cosa si dovrebbe fare in più? Sistemare il giardino affinché possa accogliere gli ospiti anche col maltempo, inserire una lavagnetta, sono cose non percepite come fondamentali. So che sembra assurdo, ma trovandosi a vivere direttamente in un villaggio di pescatori, tutto questo appare chiaro…seppur curioso. Fa parte dell’esperienza, eh, voglio dire nulla di veramente fastidioso, tanto che personalmente non ho fatto particolari appunti a questo riguardo, perchè sono migliorie che col tempo sicuramente avverranno. Sulle uscite no, lì sono categorica, perchè poi il malcontento e la delusione rischiano di prendere il sopravvento e, magari, portare a far scelte diverse. E questo sarebbe un peccato.
      Invece per quanto riguarda l’assenza di energia elettrica in alcuni momenti di forte maltempo…quello ci hanno spiegato che è uno dei grossi problemi dell’isola. I generatori ci sono, ma spesso non bastano e, a quel punto, i ragazzi intervengono “alternando” la richiesta con la vicina guest house. Per cui in alcuni momenti c’è luce, in alcuni no. Tu dici: perchè non munirsi di un ulteriore piccolo generatore, giusto? Secondo me fa sempre un pò parte della questione limiti. Ma non posso affermarlo con certezza, nel senso che magari ha a che fare con le leggi del governo maldiviano.
      Per me, nell’insieme, è stato parte integrante dell’esperienza, seppure mi auguro che, col tempo, si possano limare gli spigoli.
      Spero di aver in parte risposto ai tuoi dubbi e, magari, se vorrai, ti invito a leggere il diario di viaggio che pubblicherò nei prossimi giorni, grazie al quale si capirà molto meglio questo aspetto “easy” del popolo maldiviano!
      A presto,
      Claudia B.

  9. Ciao Claudia che post ricco di notizie, impressioni e…delusioni! Praticamente nella nostra community di travelblogger c'è un'intera antologia di post che demoliscono Dubai ed ora anche l'aeroporto! 😀 😀 Non mi ha sorpresa la questione della guardia che rideva delle pattine perchè una volta ho viaggiato in un vagone pieno di arabi che si sono tolti scarpe e calzini poggiando i piedi nudi dappertutto! Per terra, sulle poltrone, sui braccioli ecc. Quindi è una pratica comune…hanno i piedi "vaccinati" hahahah 😀
    Bellissima esperienza questa delle Maldive Alternative non la conoscevo e deve essere stata proprio autentica, UraganoInOmaggio compreso!
    Un grande saluto!
    Daniela

    1. Ecco io lo sapevo che non avrei dovuto fidarmi dell’aeroporto di Dubai! Ma lo sai Daniela che, persa nel mio torpore, pre-partenza e nella convinzione fosse un luogo super chic, non ho letto nemmeno una recensione a tal proposito? Non prendermi per matta, sto davvero perdendo colpi…Ma ora, dopo la storia del vagone del treno comprendo tante piccole sfumature…e vado a piangere in un angolo sul divano!!! ahahahah!!!
      Sarò più attenta la prossima volta.
      Invece, per quanto riguarda Maldive Alternative, devo dire che è esattamente il modo per affrontare questa meta senza ritocchini. Spero solo che, col tempo, facciano qualcosa per regolarizzare la questione escursioni a Dharavandhoo, così come a Keyodhoo.
      A presto,
      Claudia B.

  10. Deianira Feneri

    Ciao Claudia!
    Bello e dettagliato il tuo racconto "tecnico" sul tuo viaggio da sogno alle Maldive!
    Brava anche ad averci tenuta segreta a lungo la tua meta! Un po' di suspense ci sta 😉

    Le informazioni che dai nel tuo articolo sono davvero utili! A partire dall'avermi fatto scoprire "Maldive Alternative"…adoro questi progetti di turismo "vero", solidale, a contatto con le popolazioni locali! Secondo me sono l'unico modo per viaggiare davvero, per scoprire un luogo e la sua gente, la sua cucina e i suoi profumi, le tradizioni, di venire a conoscenza delle cose belle ma anche di quelle meno belle e di dare ai locali reali possibilità di guadagno e crescita (così si spera perlomeno prenotando certe tipologie di viaggio!)
    Un progetto così sa di autenticità e voglia di reale scambio, quindi mi piace molto!
    Approfondirò!

    Utili anche le informazioni sugli usi da rispettare, sempre da tenere in considerazione (si, si potrebbe aprire un dibattito infinito su questo punto, ma non lo faremo eheh)

    Mi dispiace che abbiate avuto difficoltà con le escursioni, purtroppo prenotare tutto prima da molti vantaggi economici, ma poca flessibilità; personalmente mi piace lasciarmi sempre ampia possibilità di scegliere il programma all'ultimo onde evitare problemi di sorta e lasciarmi guidare da ciò che troverò sul posto e che mi ispirerà 🙂
    Però capisco che l'offerta tutto incluso faccia spesso gola e che sia molto comoda a livello di budget (ti capisco, tocchiamo un punto dolente per molti di noi eheh) e credo anche si abbia comunque il sacrosanto diritto di aspettarsi ottimi servizi e collaborazione/un minimo di malleabilità da chi gestisce il tutto, per non lasciare insoddisfatte e deluse persone che vengono dall'altro capo del mondo!

    Sui vaccini…anche qui prima o poi apriamo un dibattito a parte perché mi interessa molto la questione e capirne la reale utilità! Ci sono infiniti pareri discordi a riguardo!(non solo sulle Maldive ma in generale)

    La Emirates l'ho amata anche io! Uno dei voli più belli, coccolatissimi e pieni di intrattenimento! Sarà che mi stavano portando in Australia, verso un viaggio da sogno, ma li ho adorati davvero! 😉

    Che dire, attendiamo con ansia il diario di viaggio! Già con la parte tecnica hai stuzzicato la nostra curiosità e fatto viaggiare la nostra mente in quei posti, con il diario di viaggio…ci troveremo tutte insieme su un volo Emirates per le Maldive eheh ;D

    Baci!!!
    Deianira

    1. Deianira tu sai che adoro i tuoi commenti, vero? Si lo sai, ma io te lo ricordo comunque 😉 Davvero, potremmo aprire dibattiti all’infinito e scrivere per ore, dato che un viaggio, se ben fatto, non è mai fine a sè stesso e dovrebbe dare continui spunti di discussione.
      Persino un viaggio alle Maldive, quel paradiso da cartolina che ha tanto di più dietro alla facciata linda e perfetta.
      Mentre scrivo il diario di viaggio, mi sento catapultata in tutto quello che ho scoperto mentre ero a Dharavandhoo, legata agli sguardi di quei bambini splendidi, di quelle persone tranquille. Mi trovo in seria difficoltà a riabituarmi a quello che vedo attorno a me, soprattutto ai ritmi. Considerato che alle Maldive perdevo costantemente il senso del tempo, capirai la mia condizione!
      Vorrei solo che le cose fossero state meno incasinate sulla gestione delle escursioni, ho passato gli ultimi anni a fare ciò che volevo del mio tempo a, come dici tu, lasciarmi anche ispirare….è stato logorante sentirsi di nuovo con le mani legate.
      Per fortuna, il fatto di essere in un’isola di pescatori, ci ha permesso di utilizzare i momenti morti per guardare i maldiviani oltre la facciata, assorbire i sapori, osservare i colori, ascoltare i temporali. Leggere e parlare, condividere risate.
      In poche parole, vivere qualcosa di vero! Scusa il gioco di parole.
      Sono molto colpita Deya, molto toccata da questo flash che ha fatto irruzione nella mia vita sotto forma di viaggio. Un ciclone che mi rimescola dentro. Ho bisogno di un pò di tempo per riprendermi…oppure di un volo fra le stelle con Emirates andrebbe comunque bene!
      Un abbraccio!
      Claudia B.

  11. Che dire? Brava e dettagliata! Non il solito articolo sulle Maldive 🙂 Se mai ci andrò, terrò conto di questa bella e poco modaiola alternativa. Per quanto riguarda i voli "interni", ecco… Anche a me preoccuperebbero un sacco! :/

    1. Grazie Roberta! Qui dettagli, ma col diario di viaggio spero di farvi un pò sognare…desideravo da tempo raccontare le Maldive vere.
      Ma sai che con la storia voli interni a momento mio marito chiede istanza immediata di divorzio! Poi Claudia di Maldive Alternative, ci ha tranquillizzato spiegandoci che erano voli solidi, fatti con aerei “normali”…insomma rischio zero. Eppure il pensiero fino alla fine c’è stato eccome!
      Salvo poi scoprire che quel piccolo volo era pura magia, perché gli atolli maldiviani dall’alto sono una cosa che nemmeno le foto possono descrivere.
      Sai, alla fine è stato così naturale, che mi sono pentita di non aver utilizzato questi comodi aerei, due anni fa, per fare un tour di più isole durante il nostro viaggio alle Azzorre! Paura vs Coraggio: o-1000!
      Claudia B.

  12. Ottimo resoconto utile e ricco di informazioni. Come sai, io sono per la sincerità, nel bene e nel male, possono essere utili a chi viaggia dopo di noi e anche alle strutture stesse che si possono migliorare.
    Ti anticipavo che avevo alcune domande, ecco ad una mi hai quasi risposto, ovvero sulle spiagge "balneabili", cioè frequentabili in costume e dove fare il bagno..sapevo che nelle pubbliche non è possibile, ma vorrei sapere se quelle "private" sono rare, solo accessibili se si pernotta in una determinata struttura o ce ne son diverse anche magari pagando una piccola quota di accesso.
    L'altro dubbio era sul trasporto da Malè, ma mi hai confermato che meglio prenotare direttamente il pacchetto trasferimento da Malè+Struttura (escursioni sempre prese sul posto) 🙂

    1. Anche se cruda, la sincerità è il solo modo per poter dare davvero delle linee di miglioramento a broker e strutture, altrimenti si resta fermi sui propri errori e il cliente sarà sempre scontento.
      Veniamo ai tuoi dubbi, partendo dalle spiagge. In generale, trattandosi di spiagge dell’isola e non di proprietà della guest house, anche gli ospiti esterni possono tranquillamente arrivare ed usufruire dello spazio, senza pagare nulla! E’ una semplice spiaggia libera.
      Pensa che da noi, arrivavano turisti che si mettevano persino sulle sdraio…quelle davvero di proprietà della guest house.
      Il mio consiglio, ma solo per una questione di bellezza, comodità, vivibilità, è quello di scegliere una guest house che dia direttamente sulla spiaggia, ma solo perché te la puoi godere pienamente, in ogni momento, dalla mattina fino al tramonto. E magari anche la sera, visto che i pericoli sono inesistenti.
      Le spiagge non sono rare, dipende sostanzialmente dalla grandezza dell’isola, ma uno o due spazi pubblici in genere ci sono; è la sola cosa di cui è bene accertarsi al momento della prenotazione, altrimenti può costituire un problema notevole. Non sono grandissime ma ci si sta bene, volendo anche con un telo da bagno steso sulla sabbia, o sulle belle altalene appese alle palme.
      Per il trasporto, che sia aereo o con traghetto veloce, io consiglio il pacchetto (se possibile), ti dico il perché: ho scoperto che le guest house hanno agevolazioni notevoli sui prezzi. Perciò meglio affidarsi a loro. Inoltre non ti nego che dopo ore di aereo e scali, quando arrivi all’aeroporto di Male, tu sei cotto: non importa quanta adrenalina ci sia in corpo, la stanchezza c’è e si sente tutta. Meglio quindi avere qualcuno che abbia già pianificato il tuo trasferimento.
      Comunque puoi provare a prenotare anche tu da casa, magari facendo una sorta di toto-prezzi, per vedere se ti conviene o meno autogestirti: ma se trovi il pacchetto soggiorno-tasse-pasti-trasferimenti, coglilo al volo. Si, escursioni molto a parte!!!!!!!
      Claudia B.

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