Lunigiana e Garfagnana, la Toscana che non ti aspetti

Il fatto che, normalmente, i tre giorni di Pasqua siano votati alla pioggia, non ci impedisce di valutare la possibilità di trascorrerli fuori, alla scoperta di un altro angolo del nostro bellissimo paese.
Fatte le dovute valutazioni, ossia stabilita l’avvenuta invenzione di tergicristalli, ombrello ed impermeabile, prenoto in un’azienda agrituristica immersa nella vallata di Fivizzano, “Il Nido di…”. 
La scelta della meta cade sulla Lunigiana, con soste in Garfagnana al ritorno, perché siamo curiosi di vedere una Toscana diversa dal solito, di cui purtroppo si parla poco, ma che ha un patrimonio artistico incredibile: scopro in un documentario che, in Lunigiana, ci sono addirittura più rocche e castelli che in Scozia e Irlanda. Fra borghi, pievi e castelli, direi che ne può venir fuori un tour di tutto rispetto, per questa Pasqua 2014.
Partiamo da casa un piovosissimo sabato Santo, dopo esserci accertati che tergicristalli, ombrelli e giacche impermeabili fossero con noi, alla volta della Liguria… E qui, già vedo qualcuno che torna con lo sguardo a cercare ciò che ho scritto sopra e chiedersi: “Ma questa benedetta ragazza (grazie per il ragazza!), non stava parlando di Toscana?”. 
Certo, il fatto è che, la Lunigiana, è una regione storica suddivisa amministrativamente tra Alta Toscana e Liguria: i comuni della Bassa Val di Magra fanno parte di quest’ultima. La stessa antica colonia di Luni, fondata dai romani nel 177 a.C., che dà il nome alla Lunigiana, si trova proprio in Val di Magra, in provincia della Spezia.
Noi proseguiamo per il piccolo borgo di Ameglia, arroccato su una collina che domina la vallata, racchiuso praticamente tra la frastagliata costa ligure e l’entroterra collinare che si amplia, poi, nelle meravigliose ed imponenti Alpi Apuane. Si tratta di un agglomerato antichissimo, già abitato durante l’età del ferro.
Per nostra fortuna la pioggia ha calato d’intensità e, dopo una necessaria pausa caffè, visto che siamo in auto dalle sei di questa mattina, iniziamo la nostra passeggiata, seguendo le indicazioni di un gentilissimo paesano che, vedendoci bardati con macchina fotografica, ombrelli e guide, ci ha volontariamente dato alcune informazioni. Io adoro queste cose, ogni volta che capita, mi fa capire ancora di più tutti i risvolti, anche umani, che un viaggio possiede.

Questo borgo è il sole, nel senso che i colori vivaci delle belle abitazioni, affacciate su strettissimi vicoletti lastricati, interrotti solo dai passaggi a volta, infondono una grande vivacità. Si sale attraverso piccole caratteristiche stradine che, ogni tanto, si aprono su minuscole piazzette, molto curate. Le decorazioni floreali e i giardinetti privati, costituiscono un allegro stacco di verde.
Dallo slargo davanti alla Pieve dei Santi Vincenzo e Pasquale del XV secolo, purtroppo chiusa, si gode di un panorama incantevole sulla Val di Magra, fino alle Apuane, con nuvole basse a lambire le montagne.

Continuiamo a salire fra scorci caratteristici e sempre più belli, fino a raggiungere la piazzetta Francesco Sforza, da cui è possibile accedere al castello dei vescovi di Luni. E’ una bella architettura del XIII secolo di cui, insieme alla città stessa, si parla per la prima volta nel 963, in un diploma dell’ Imperatore Ottone I.

La struttura è rettangolare, disposta su due piani, protetta da possenti mura; noi entriamo nel cortile, dove si trova il bellissimo giardino, curato alla perfezione.

Torniamo al parcheggio, seguendo il percorso contrario all’interno del borgo, in modo da non perdere nessun vicolo perché, seppur piccolissima, Ameglia è davvero strepitosa!
Proseguiamo per Sarzana, a pochi km da Ameglia, una città d’ arte che, nonostante pioggia, vento e freddo, ci è piaciuta tantissimo. Con vergogna ammetto che, mentre preparavo l’itinerario, non mi sarei aspettata di scoprire un simile gioiello: chiedo umilmente scusa a tutti i sarzanesi, per aver sottovalutato la loro splendida città.

Non solo vivete in un luogo fantastico, ma siete anche tutti incredibilmente accoglienti. Ad esempio passiamo una mezz’oretta divertente e gustosa, in una focacceria del centro, mangiando farinata e focaccia ligure, accompagnate dall’allegria dei titolari punzecchiati dai clienti abituali; e la simpatica sosta caffè, in un bar gestito da una signora gentilissima con cui condividiamo uno “scambio” informazioni: Sarzana lei, Romagna noi!
Sarzana è citata nello stesso diploma di Ottone I, in cui si parla di Ameglia e del suo castello, nel 963. Iniziamo la nostra “umida” passeggiata da Piazza Garibaldi, al centro della quale spicca il monumento in marmo di Carrara, “Il genio della stirpe”.

Proseguiamo attraverso gli eleganti viali del centro storico, su cui si affacciano meravigliosi palazzi signorili e dove ci sono bancarelle con oggetti artigianali e d’antiquariato. Purtroppo con la pioggia che si ripresenta costantemente,  gli espositori sono costretti a tenere la merce coperta con teli di plastica, scoprendola solo quando il tempo sembra migliorare.

Oltre agli edifici civili, sono notevoli anche le architetture religiose, la prima in cui ci imbattiamo è la Concattedrale di Santa Maria Assunta, edificata nel 1204 su quella che era l’antica Pieve di San Basilio, in stile tardo gotico toscano. 

Altro edificio splendido, è la Pieve di Sant’Andrea, del X secolo, che troviamo non troppo distante dalla Concattedrale; peccato che ambedue siano chiuse.

Visto che non è possibile visitare gli interni di questi meravigliosi edifici, proseguiamo con la nostra scoperta del centro storico, nonostante il maltempo passeggiamo pacatamente e ci fermiamo a vedere le merci degli espositori che stanno sfidando le intemperie, oltre ad una piccola mostra di Vespe d’epoca.

Vicolo dopo vicolo, ci ritroviamo nel cuore della città, Piazza Matteotti, immensa ed elegantissima, e proseguiamo fino alla Cittadella di Firmafede, edificata nel 1249 con le mura della città.

Ritorniamo all’auto per iniziare a spingerci verso le colline e raggiungere il borgo di Castelnuovo Magra dove, fortunatamente, troviamo un tempo in deciso miglioramento. Ed è una cosa ottima perchè, da quassù, si domina la Valle del Magra fino al Golfo dei Poeti.

L’antico borgo di Castelnuovo nasce tra il 1187 e il 1203 e noi iniziamo la visita dal luogo storicamente più importante: la sua fortezza, il castello vescovile del XII secolo, di cui oggi restano tratti delle mura, la torre e la muratura del fortilizio.

Nel 1306 Dante soggiornò qui e, nei panni di procuratore di Francesco Malaspina da Milazzo, raggiunse la pace col vescovo di Luni, con cui si stabilì la fine del potere temporale della curia lunanese.

Percorriamo il viale principale del centro storico, fino a raggiungere la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maddalena, edificata nel XVII secolo, in stile tardo rinascimentale. Ne visitiamo l’interno, composto da tre belle navate suddivise da colonne in marmo di Carrara.

Torniamo indietro passeggiando per i vicoli secondari, che nascondono scorci caratteristici davvero notevoli, con passaggi coperti, piazzette piccolissime, che sembrano quasi spazi privati, e ci imbattiamo anche nell’Oratorio dei Bianchi, con l’allegra facciata ocra, in stile rinascimentale; nell’interno ad una sola navata, sono conservati gli scranni lignei dei confratelli.

Ci accorgiamo che si sta facendo tardi e ritorniamo velocemente all’auto, per raggiungere il borgo di Fosdinovo, in tempo per la visita guidata al Castello Malaspina.

Passiamo da una bellissima strada di campagna che collega i due borghi medievali, con splendidi affacci sulla costa e sulle vallate piene di ulivi. Siamo ancora nella Bassa Val di Magra ma, da questo momento, lasciamo definitivamente la Liguria per entrare nella Lunigiana Toscana

Fortunatamente arriviamo in tempo per la visita, grazie alle doti divinatorie di Daniele che capta l’ultimo posto disponibile, abbastanza vicino alla porta d’ingresso al castello.

Il borgo storico di Fosdinovo, fu oggetto di pesanti scontri tra i Malaspina e i vescovi di Luni; Spinetta Malaspina divenne il solo ed unico proprietario del feudo, nel 1340, in seguito alla cessione da parte dei nobili di Fosdinovo e creò il marchesato di Fosdinovo, dando vita ad un lungo periodo di crescita e pace.

Il castello fu quindi possedimento dei Malaspina del Ramo Fiorito, dal XIV al XVIII secolo.

La struttura della fortezza è imponente, c’è da dire che ha tutte le caratteristiche del castello ideale, sia da un punto di vista architettonico, che per quanto riguarda le leggende, come quella sullipotetica presenza di Dante, che sarebbe stato ospite qui durante l’esilio, tanto che è persino possibile visitare la sua camera, nella torre più antica.

E, naturalmente, le storie di fantasmi: il primo, appartenente ad una fanciulla, punita per essersi innamorata di uno stalliere, che ancora comparirebbe nei suoi appartamenti; l’altro, quello della marchesa Pallavicini, che giustiziava tutti i suoi amanti gettandoli in una botola.
Il percorso di visita si snoda attraverso il cortile centrale, cui si accede da un primo cortile più piccolo, preceduto da una porta duecentesca: il vasto spazio, cuore del maniero, introduce alle sale del castello con arredi ed affreschi del 1800.
Si passa dal Salone d’Ingresso, la Sala da Pranzo, quella del Trono, il Salone grande con attigui salottini e la famosa camera dei trabocchetti…quella della Marchesa Pallavicini, che irretiva uomini per poi farli scomparire, dopo averli usati.

Si sale, quindi, alla Stanza di Dante, fino ad accedere ai bellissimi bastioni, da cui oggi si può spaziare con lo sguardo oltre al Golfo dei Poeti. Fortunatamente ha smesso di piovere, così possiamo fermarci qualche minuto per godere del panorama, prima di scendere in paese.

Facciamo una tranquilla passeggiata nel borgo medievale, dove ci fermiamo a visitare la Chiesa di San Remigio del XIII secolo e l’Oratorio dei Bianchi. Il paese è piacevole, anche se gli edifici non si presentano con pietre faccia a vista su vicoli acciottolati: ci sono vecchi palazzi dai colori vivaci o solo intonacati.

Risaliamo in auto, per raggiungere con tutta calma Fivizzano, dove arriviamo nel tardo pomeriggio; c’e’ ancora luce, così decidiamo di fermarci a visitare il Borgo della Verrucola, prima di proseguire per Mazzola, dove c’e’ la struttura che ci ospiterà per la notte.

Il caratteristico Castello medievale della Verrucola, circondato da un delizioso borghetto, è stato ampliato nel 1300 da Spinetta Malaspina: rientrava nel suo progetto di conquista e unificazione della Lunigiana, che fallì a causa del Signore di Lucca.

In seguito, il terremoto del 1481 causò gravi problemi, che portarono all’impoverimento e conseguente abbandono della zona. Oggi il castello è proprietà privata, appartiene allo scultore Cascella, che ha condotto una grande opera di restauro; ci piacerebbe visitarne gli interni, ma l’apertura al pubblico è prevista il venerdì.

Ci godiamo comunque la passeggiata per l’ameno borghetto, inondati da un sole brillante, finalmente! Il luogo è piccolo ma davvero bellissimo e ci piace il fatto che, in questo tardo pomeriggio del sabato Santo, ci siamo solo noi a spasso nel borgo, alla scoperta dei vicoli nascosti, è molto tranquillo e piacevole.

Raggiungiamo infine Mazzola di Fivizzano, dove ci aspetta una struttura gradevole ed accogliente, “Il nido di…”, gestita da due ragazzi davvero in gamba, che hanno scelto di ospitare nella loro azienda agricola, persone che cercano la pace e la riscoperta dei rapporti umani.

La casetta sembra quasi uno chalet montano, è affacciata sulle Alpi Apuane, nel silenzio splendido della campagna; ci sono piscina e grotta emozionale ma, ciò che maggiormente colpisce, sono gli ambienti accoglienti dove ci si può muovere come se fosse casa propria. Camere deliziose, pulitissime, confortevoli. 
Questa sera siamo i soli ospiti, gli altri arriveranno domani, ceniamo in una saletta intima, su dei bellissimi tavoloni in legno, serviti con grande maestria dai proprietari che, attraverso i loro deliziosi e semplici piatti, quelli della tradizione contadina, ci raccontano la terra di Lunigiana.
Tra una portata e l’altra, riscopriamo il piacere di vivere una cena senza interruzioni esterne, una cosa che facciamo sempre quando viaggiamo, chiacchierando e ridendo spensieratamente. 
Non c’è la tv che ci distrae, volendo è disponibile il wifi ma, già abitualmente non abbiamo una connessione internet sui nostri cellulari, perché quando siamo fuori vogliamo vivere e non essere succubi della tecnologia, figuriamoci se, in questa bella atmosfera, roviniamo tutto collegandoci online.
Al termine della cena, i ragazzi si uniscono a noi per il caffè e l’amaro, e trascorriamo con loro un paio d’ore in compagnia, parlando di qualsiasi cosa in maniera assolutamente piacevole. Una serata meravigliosa, fatta di semplicità e della riscoperta delle serate di veglia, così come si trascorrevano in passato: non avremmo potuto chiedere di meglio!
∞♦∞
Il buongiorno, questa mattina, è illuminato dal sole: ragazzi, che spettacolo il panorama sulla vallata e sulle Alpi Apuane…dal terrazzo della nostra stanza, possiamo spaziare con lo sguardo fino a Castel dell’Aquila, che visiteremo questo pomeriggio.
Ho preso accordi con la proprietaria che ci accoglierà, nonostante sia un giorno di festa.
I nostri ospiti ci aspettano con una splendida colazione fatta in casa, sempre con prodotti della zona, oltre a biscotti e torte appena sfornate.

Ci accordiamo per cenare qui anche questa sera e partiamo per la nostra giornata di visite. Abbiamo molte soste da fare, ma vogliamo comunque prendercela con calma.

Questa mattina la dedichiamo alla scoperta di splendidi borghi, vere perle della Lunigiana, immersi in una campagna rigogliosa: Filetto, Malgrate, Bagnone, Cantiere Ponticello.

Sono veramente luoghi meravigliosi e pittoreschi, con vicoli e scorci da fotografare a ripetizione. Perdersi lungo le pacifiche stradine è un piacere, anche perché, trattandosi del giorno di Pasqua, in giro ci sono pochissime persone che vanno a trovare i parenti, oppure si preparano per il pranzo in ristorante.

La quiete che si respira in questi borghetti medievali, li rende quasi irreali ed estremamente affascinanti. Nessuna ressa, né corse o urla.

Facciamo anche una sosta alla Pieve di Santo Stefano di Sorano, posizionata sull’antica Via Francigena, di cui è ancora controverso il periodo di costruzione, indicativamente attorno all’XI secolo.

L’edificio è magnifico, composto da ciottoli fluviali, mentre la copertura è stata ristrutturata nel XXI secolo. Durante questo intervento furono trovate due statue stele, antico e misterioso patrimonio della terra di Lungiana.

Proprio a Pontremoli, che raggiungiamo nel primissimo pomeriggio, si trova l’importante Museo delle Statue Stele lunigianesi, all’interno del Castello del Piagnaro: questi manufatti in pietra, dalle forme antropomorfe, risalgono alle civiltà del III millennio a. C.

Sono dei menhir che rappresentano uomini e donne stilizzati, nelle loro funzioni quotidiane. Non si sa precisamente quale fosse la loro funzione, forse la rappresentazione di eroici antenati, come rito propiziatorio.

La città di Pontremolisede del premio letterario Bancarellaè un luogo d’ arte davvero notevole ed antichissimo, il primo insediamento risale a mille anni prima di Cristo; pare che, al tempo dei romani, fosse la capitale dei Liguri Apuani, Apua.
Accediamo al centro storico dal bel ponte si San Francesco di Sopra, illuminato da un caldissimo sole e, attraverso pittoreschi vicoli, raggiungiamo la Concattedrale di Santa Maria Assunta, costruita in stile barocco a partire dal 1636; da questa piazzetta, si entra nella vasta Piazza della Repubblica, dominata dalla Torre civica e dal palazzo Comunale.

La vivacità di questo bel salotto, con tante persone sedute nei bar e nei locali, contrasta con la pace che c’e’ lungo i piccoli viali del centro.

Prima di raggiungere Gragnola, per visitare Castel dell’Aquila, ci fermiamo nell’antico borgo di Mulazzo: ci sono molti lavori di ristrutturazione, in corso, ma non ci lasciamo sfuggire una piccola passeggiata fra gli stretti vicoli, fino a ciò che resta dell’antico castello, ossia la cosiddetta Torre di Dante.

A metà strada troviamo, fortunatamente, una paninoteca aperta, visto che ancora non siamo riusciti a mangiare nulla, così ci fermiamo per un panino ed una coca cola, oltre che per riposare un pò prima dell’ultima visita. E che visita!

Due ore splendide in cui la castellana, ci ha accolti e presentato la sua meravigliosa proprietà raccontandoci, come ha detto lei stessa, la storia di un restauro. In realtà la Dott.ssa ha fatto molto di più, ci ha letteralmente stregati con le sue parole, permettendoci di entrare in quella che è stata la sua storia, quasi la trama di un film!

La signora, originaria del varesotto, acquistò questa proprietà convinta si trattasse del rudere di un casale, sopra il borgo di Gragnola; c’è da dire che nessuno smentì questa sua convinzione: ciò significa che non c’era memoria di un castello nella zona, nemmeno in Comune c’erano notizie al riguardo.

Vi immaginate la sorpresa quando, iniziati il lavori di restauro, scoprì che non si trattava di un casale, ma dei ruderi di un castello?
Seguirono anni di lavoro durissimo, di scavi, pulizia, ricostruzione, ma anche di studio e ricerca, che portarono finalmente al ritrovamento di documenti storici sull’edificio. La fortezza fu quindi riportata al suo antico splendore, nonostante la pesante sottrazione di materiali, avvenuto durante gli anni dell’abbandono.

A quel punto la proprietaria pensò di aprire il suo castello non solo per le visite, ma anche come hotel e location per eventi; si presentò, quindi, la necessità di ricavare uno spazio per il personale del catering.

Il posto giusto era la vecchia porcilaia, sia per la posizione vicino alle cucine, sia perchè non aveva subito alcun intervento. Fu in quel momento che, per la seconda volta, la Dott.ssa ebbe una grossa sorpresa: nel locale venne trovato uno scheletro!
Vi immaginate lo stupore e anche la preoccupazione… voglio dire, non è che tutti abbiamo dimestichezza con i cadaveri come Jessica Fletcher, ci sono persone che apprezzano anche altri tipi di svago, come ad esempio un giro in bicicletta. 
Iniziò un lungo processo di scavo, pulizia e studio delle ossa, da parte di un antropologo e di un’archeologa, che filmò l’intero recupero dello scheletro; scoprirono che si trattava di un uomo, ucciso da una freccia di balestra e, unico caso al mondo, la freccia era ancora all’interno della gola!

Gli studi successivi portarono alla luce nuove informazioni, stabilendo classe sociale e lavoro dell’uomo, addirittura come vestiva e cosa aveva mangiato negli ultimi mesi prima della morte. Era un cavaliere, un messaggero ma, seppure siano stata fatte diverse ipotesi, resta un giallo il perchè del suo omicidio e della sua immediata sepoltura. E’ un giallo storico molto affascinante che, a suo tempo, catturò l’attenzione di curiosi e studiosi in tutto il mondo.

Altro aspetto singolare è la presenza di una bellissima Maria Egiziaca, nella cappella del castello, uno degli arredi originali, acquistato separatamente dai precedenti proprietari.

E’ un’iconografia decisamente anomala nella religione cattolica, la sua figura è spesso confusa con Santa Maria Maddalena e non si sa come, questa bellissima statua, abbia fatto ad arrivare fino a qui.

Probabilmente, essendo Castel dell’Aquila un punto nevralgico nel Medioevo, non distante dalla Via Francigena, si può ipotizzare che sia stata lasciata da qualche cavaliere di ritorno dalla Terrasanta.

Salutare la castellana per noi è davvero difficile, vorremmo fermarci qui con lei altre mille ore, per ascoltare le sue incredibili storie, dato che è una narratrice ed una personalità di prim’ordine.

Ci inchiniamo al suo lavoro, alle sue grandi conoscenze, alla sua infinita disponibilità..e anche al fatto che, tranne quando ha ospiti nelle stanze che affitta, vive da sola in questa antichissima dimora! Complimenti per il coraggio! 
La salutiamo con affetto prima di andarcene: oggi abbiamo avuto l’onore di fare un’immersione in una vicenda storica davvero avvincente ed affascinante ma, soprattutto, di conoscere una donna fantastica. 
Siamo esaltatissimi dopo questa visita così, prima di proseguire per il nostro bell’agriturismo, ci fermiamo a Fivizzano, per esplorare un pò il piccolo centro. Si tratta di un antico insediamento, già abitato durante la preistoria, ricco di palazzi signorili, che nel XV secolo divenne dei Medici e restò in loro possesso fino all’arrivo dei Lorena. Ad esempio le mura furono edificate per ordine di Cosimo dé Medici, nel 1540,mentre la bella fontana barocca in Piazza Medicea, fu fatta costruire da Cosimo III.

La piazza ospita anche la Chiesa dei Santi Jacopo e Antonio,  la cui costruzione iniziò nel 1377, anche se venne ampliata successivamente.

Da qui partono i vicoli che corrono lungo il centro, dove i palazzi signorili la fanno da padrone ospitando, in alcuni casi, anche importanti sedi museali, come il Museo della Stampa a Palazzo Fantoni; a noi piace tanto la passeggiata lungo l’antica cinta muraria, che si affaccia sulla campagna circostante.

Inizia a fare piuttosto freddo e, considerate le tante visite, siamo anche stanchi, perciò rientriamo a Mazzola dove, dopo una doccia rigenerante, ci aspetta un’altra splendida serata: questa volta la cena viene servita nella veranda chiusa, con luci soffuse proprio come una volta.

Pietanze ottime e semplici, cucinate con amore e capacità, chiacchiere e risate, ci permettono di vivere un altro meraviglioso momento.
∞♦∞
Questa mattina ci svegliamo nuovamente con la pioggia e il tempo cupo. Peccato, speravamo nel sole… ma non ci lasciamo di certo fermare, siamo bardati per ogni scherzo del tempo.
Facciamo quindi l’ultima, ottima colazione con prodotti appena sfornati, salutiamo i nostri fantastici ospiti e partiamo alla volta della Garfagnana, un’area posta a nord di Lucca
La strada che ci porta fino all’Eremo di Minucciano è bellissima, sarebbe spettacolare farla in moto.
Altrettanto bella è la struttura del santuario, costruito nel luogo in cui sorgeva un’edicola dedicata alla Madonna del Soccorso. Non essendo ancora tempo di funzioni, non c’e’ nessuno in giro, così possiamo fare una breve sosta nella chiesetta a navata unica, intima e silenziosa, poi nei deliziosi giardini.
Riprendiamo la strada verso Castiglione di Garfagnana, fermandoci a fare qualche foto nel piccolissimo agglomerato medievale di San Michele di Piazza al Serchio, un minuscolo e grazioso borgo, che ci conquista subito col suo bel ponte a schiena d’asino e le case in pietra raccolte attorno alla rocca.

Castiglione, invece, è un borgo fortificato di discrete dimensioni, il cui nome indica il fatto che, in epoca romana, fosse il castello più forte di tutta la vallata.

La sua importanza e la sua posizione di dominio, la portarono a subire diversi assedi. Oggi, invece, è iscritto nel circuito “I Borghi più belli d’Italia”, perciò gli unici assedi che subisce, sono da parte dei visitatori!

Nella parte alta del borgo c’è la rocca, imponente con i torrioni e la cinta muraria che racchiude il paese, con vicoli e piazze affascinanti, la Chiesa di San Michele di epoca romanica e la Chiesa di San Pietro, proprio ai piedi della rocca, raggiungibile attraverso un pittoresco passaggio fra due mura in pietra, fatta erigere nel lontanissimo 723.

Altro paese del circuito “I Borghi più belli d’Italia” è Barga, dove ci dirigiamo subito dopo: è un coloratissimo agglomerato di case disposte in altezza, dove l’imperativo è salire, salire, salire.

Scalinate a perdita d’occhio, racchiuse fra alti e variopinti palazzi, ci accompagnano fino alla sommità, dove ci attende un vero gioiello: il Duomo costruito tra l’XI e il XVI secolo, all’interno del quale è conservata la statua del Santo Patrono di Barga, Cristoforo. Da quassù, il panorama sul borgo sottostante, è bellissimo. 

Notevole anche la Loggia Mercanti, voluta da Cosimo dé Medici per il mercato della città, che si trova qualche “piano più sotto”.

Partiamo alla volta dell’ultima sosta prima del rientro: guardando un servizio in televisione, sono rimasta colpita dall’Eremo di Calomini, splendido santuario mariano incassato nella roccia, dove arriviamo nel primo pomeriggio.

Piove a dirotto, ormai, ma siamo arrivati fino a qui e vogliamo fare una visita alla magnifica struttura, che si presenta così affascinante. L’Eremo è stato costruito su un’antica cappella, per circa una ventina di metri rientra nella roccia e, la facciata, ha un porticato a due piani che immette nella bella chiesa barocca.

La figura miracolosa della Vergine col Bambino si trova alle spalle dell’altare. Ci sono varie storie che circolano sull’origine dell’Eremo e, una di queste, parla proprio del ritrovamento di una statua miracolosa, da parte di alcuni pastori.

In un’altra il ritrovamento sarebbe stato fatto da una bambina, che avrebbe scoperto l’immagine salendo su una montagna e, nonostante il tentativo di portarla a valle, la Madonna sarebbe tornata indietro, manifestando il desiderio di restare nei suoi luoghi; lì venne poi edificato il Santuario.

E’ già metà pomeriggio e dobbiamo rimetterci in strada per tornare a casa ma anche, possibilmente, trovare qualcosa per un pranzo veloce. Vista l’ora, più che pranzo possiamo parlare di merenda…Fortunatamente all’altezza di Borgo a Mozzano, ci imbattiamo in un chiosco che, udite- udite, vende panini con la porchetta!!! E, come questo blog insegna, quando il sontuoso suino si palesa, è buona educazione rispondere.
Questi tre giorni magici alla scoperta di una Toscana diversa, volgono al termine, anche se stiamo facendo di tutto per prolungarli, prendendoci il tempo necessario per rientrare con calma.

Abbiamo visitato una Toscana che non ha nulla a che vedere con la regione a cui siamo abituati. Una terra difficile, troppo spesso trascurata, non solo dal turismo ma, mi spiace dirlo, anche dalle amministrazioni comunali che non le danno il giusto peso, nè un sistema viario decente: non nego come, in questi giorni, abbiamo avuto difficoltà nello spostarci e rischiato di rovinare l’auto a causa di strade malmesse. 
E’ davvero un grosso peccato, perché il potenziale di Lunigiana e Garfagnana è illimitato, fra borghi, rocche e bellezze naturalistiche, ha da offrire tantissimo ma…fateci caso, appena si parla di queste due aree, si vedono comparire punti interrogativi negli occhi delle persone.
Sembra che, da Lucca in su, la Toscana finisca. Invece, da Lucca in su, inizia un mondo magico, misterioso e ricco, che aspetta solo di essere scoperto.
∞♦∞
Consigli utili
Ho un solo, fondamentale consiglio: le Colonne d’Ercole corrispondono allo Stretto di Gibilterra non alla Toscana. Non siate timidi, avventuratevi anche a nord di questa regione, nella zona meno conosciuta: non morde, non ci sono animali a sei teste, nè misteriose correnti che spazzano via i viaggiatori.

Claudia B.

28 Commenti

  1. Sono stata varie volete in Toscana ed è una terra che amo davvero molto (e non solo per il fatto che dall’Emilia Romagna è comodissima!), ma queste zone e i borghi che hai visitato mi mancano completamente! Potrei valutare il tuo itinerario per i prossimi ponti! 🙂

    1. La nostra “posizione regionale” è comodissima, non c’è che dire! Con la Toscana a portata di mano😉
      La Lunigiana con i suoi borghi ed i castelli, è una meta che possiede grande personalità. Mi sento davvero di consigliartela, anche perché come avrai capito dal nostro itinerario di tre giorni, è possibile vedere proprio tanto! Se hai bisogno di qualche dritta, chiedi senza problemi.
      Baci,
      Claudia B.

  2. Vivo in Toscana dalla nascita eppure non sono mai stata in Lunigiana…a new york più volte, ma in dietro l’angolo no 😉
    E’ una regione bellissima, la cucina è ottima e la tradizione vitivinicola eccellente, storia e natura elegante, la racconti sempre con grande entusiasmo…

  3. Sarzana di tutti i meravigliosi borghi che hai citato è l’unico che conosco, perché da piccina ci andavo in colonia e di tanto in tanto ci portavano in passaggiata in centro!
    La Lunigiana invece mi manca e devo assolutamente recuperare_ grazie per questi spunti molto molto interessanti!!

    1. Questi posti sono anche piuttosto fuori dai soliti circuiti, per cui hanno una marcia in più, ed un’atmosfera decisamente più rilassata!
      E tu prosegui senza rimpianto il tuo progetto di viaggio, pensa che ci sarà tempo per recuperare qui 😉.
      Io sto facendo lo stesso sui viaggi più lunghi; ho solo la fortuna di riuscire ad inserire anche queste uscite “nostrane”, vista la comoda posizione in cui viviamo!
      Un bacio,
      Claudia B.

  4. mariacarla

    sono tutti luoghi veramente stupendi. i miei nonni sono originari di Spezia e sono posti che conosco bene. Sarzana è una cittadina veramente molto bella e molto viva. In agosto non perdo mai l’occasione di andare a vedere il mercato dell’antiquariato, farmi un giretto in città e , ovviamente, fermarmi in un ristoranti

    1. Mariacarla che meraviglia deve essere ad agosto 😍! Già a Pasqua, nonostante il tempo inclemente, stand e negozietti d’antiquariato nel centro storico erano stupendi. Immagino il risultato, quando il clima è favorevole, per cui tutti riescono ad esporre.
      In una cittadina tanto bella, quel tocco di vintage è molto pittoresco!
      A presto,
      Claudia B.

  5. Ok mi sono quasi commossa…leggere di Sarzana (la mia città) qua in India e vedere le strade che sono le strade in cui passo normalmente il mio tempo è stato un colpo al cuore bellissimo,! Adoro castelnuovo e a fosdinovo ci abita mia zia…a bagnone e ad ameglia, per esempio, ci vado spesso con fede a passeggiare nei giorni liberi..ci piace buttarci dentro ai piccoli borghi. In tutto cio ci sono comunque posti che non conosco tipo castel dell’Aquila e la storia dello scheletro:WOW! In ogni caso hai centrato il punto…i posti che abbiamo vanno la pena di essere visti…ma non sono valorizzati ne pubblicizzati e le strade…sono un grosso problema…tra un alluvione e l altra non fanno altro che mettere toppe e il risultato è un completo disastro… in ogni caso GRAZIE…MI HAI FATTO TORNARE A CASA PER UN PO’ <3

    1. Ma come Serena? Anche tu sei originaria di questi luoghi bellissimi? Oggi tra te, Lucia e Carmen, ho praticamente giocato in casa senza saperlo😍
      Vivete in una terra splendida, certo con i suoi problemi e anche poco sponsorizzata, ma con un patrimonio immenso. Non bastano tre giorni per esplorare tutto, ma per innamorarsi si!
      Sono davvero contenta di averti virtualmente fatto respirare aria di casa: è un piacere per me!
      Ma quando torni, corri a Castel dell’Aquila😉!
      Un bacione😘
      Claudia B.

      1. Siiiiii!!!! È stato bellissimo! Infatti io e Lucia ci conosciamo perché eravamo due pattinatrici quando eravamo piu giovani…e anche l hanno scorso abbiamo pattinato insieme! 😉 vedi alla fine anche parlando di casa mia mi hai fatto scoprire posti che non conosco! 🙂 ahahshah! Grande!

        1. Ahahahahah, questa è una cosa carina dai! Almeno posso dire di averti dato qualche imput per quando ritorni 😉 Ma non pensavo che tu e Lucia vi conosceste. E avete addirittura pattinato insieme??? Ma è bellissimo! Praticamente oggi abbiamo fatto un meeting India-Romagna-Lunigiana!
          Claudia B.

    1. Non sono mai stata a Procida, per cui non saprei dire, ma sulle Cinque Terre ci hai preso in pieno! Sono vicinissime, praticamente a pochi chilometri!
      Non sei l’unica a non conoscerne l’esistenza: è un pezzo di Toscana un pò dimenticata e molto poco pubblicizzata. Ma davvero incantevole 🙂
      A presto,
      Claudia B.

  6. Claudia ma sei stata a Sarzana, la mia Sarzana ♥ E’ dove sono cresciuta ed è dove spero di tornare a vivere presto presto. Apro parentesi: sono nata in provincia di Caserta e dopo un paio di mesi siamo andati a vivere a Sarzana. Poi Cupido ha deciso che a Parma incontrassi la metà della mela…che era di Spezia e così ora da quasi sette anni vivo a Spezia. Dista solo 15km da Sarzana ma a me sembra così lontana ahahahaah. Comunque complimenti perché hai parlato di luoghi bellissimi che come dici tu purtroppo sono sottovalutati e dimenticati in primis da amministrazioni e da chi ci vive. Alcuni luoghi, nonostante siano vicini, non li ho mai visitati e sono delle chicche. Voi quando tornate in queste zone fate un fischio e io vi seguo…voglio scoprire questi luoghi con altri occhi, con quelli meravigliati di chi li vede per la prima volta. Foto bellissime come sempre!!! Un abbraccio!!!

    1. Carmen sto ancora ridendo per i 15km di distanza!!! Scusa, ma pensavo fossi andata a vivere moooolto più lontana: mi ricordi mamma (fautrice delle vostre ricette), quando comprarono casa a 20km da Rimini. Pareva si fossero trasferiti sulla luna😂
      Pensa Carmen, questa zona ci ha così colpiti, che quando l’estate dopo siamo stati alle Cinque Terre, abbiamo scelto di soggiornare di nuovo vicino Fivizzano!
      Ora l’obiettivo è sperimentare l’area da motociclisti, per cui te lo faccio sapere volentieri quando torniamo 😊
      Bacioni,
      Claudia B.

  7. Ma Claudiaaaaa! Sei stata a casa miaaaa ❤ io vivo proprio a Castelnuovo!!! Non ci credo!!! Io vivo da sempre proprio a Castelnuovo! Non nel borgo però! Ma poi leggere anche di Sarzana che è il posto dove sono sempre uscita con le amiche, dove ho frequentato il liceo 😍😍😍 che bello che bello!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *