Lucca e dintorni: cosa vedere in un fine settimana

Vorrei iniziare questo diario di viaggio condividendo con voi una grande verità: Lucca è la mia città toscana preferita. La prima volta ci sono stata ai tempi delle superiori (alcune ere geologiche fa). Dopodiché sono tornata durante un fine settimana in Toscana. Infine, complice una divertente fuga di due giorni con le amiche, ho da poco, nuovamente, trascorso un weekend a Lucca e dintorni.

Oltre a passare un pomeriggio alla ri-scoperta della bella cittadina, mi sono spostata a Massarosa, dove ho passeggiato tra lavanda, fior di loto, antichi ulivi, singolari esposizioni artistiche. Per dormire ho scelto un B&B vicino alle mura di Lucca, in modo da avere il parcheggio incluso e maggiore facilità negli spostamenti.

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Cosa vedere a Lucca in mezza giornata.

La Cattedrale di San Martino.

Lucca è una città compatta, dove tutto è facilmente raggiungibile. Eppure le ridotte dimensioni non devono trarre in inganno, perché i siti da visitare sono tantissimi e, con poche ore a disposizione, si può a malapena iniziare il percorso di scoperta. Appena poso gli occhi sulla Cattedrale di San Martino realizzo che, questa volta, non perderò l’occasione di entrare! Prima, però, lascio vagare lo sguardo sulla discreta piazza. Lo scorso anno, in questo stesso periodo, sarebbe stata piena di turisti. Ora è poco frequentata e questo mi permette di ammirare una panoramica a 360° sugli antichi palazzi. A dare un tocco vintage all’intera scena, è il simpatico carretto dei souvenir che non vedevo da quando ero bambina!

La Cattedrale di Lucca sembra sorridermi sorniona, con la sua struttura asimmetrica. Si tratta un’opera architettonica sublime, capolavoro del Romanico pisano. La facciata è ricca di dettagli, ma anche di simboli legati ai mesi e ai segni zodiacali. Eppure, è il singolare labirinto scolpito su un pilastro ad attrarmi e farmi sorgere mille quesiti, come capita sempre quando visito edifici religiosi misteriosi in Italia. Ammetto che mi lancio anche alla ricerca di un busto che, stando a quanto ho letto in un romanzo storico anni fa, rappresenterebbe Matilde di Canossa, storicamente legata alla città di Lucca. Peccato non riesca a trovarla…

COSA VEDERE A LUCCA E DINTORNI IN DUE GIORNI

Dopo aver pagato il biglietto entro nella Cattedrale di San Martino. La luce colpisce le vetrate istoriate, che dipingono pavimenti e muri in pietra di caleidoscopiche tinte. Mi fermo davanti al Volto Santo, la più antica scultura lignea di tutto l’Occidente. Mi beo dell’intensità dell’ “Ultima Cena” del Tintoretto e della tarsia marmorea di Antonio di Ghino da Siena, che decora il pavimento nella navata centarle. Ma è soprattutto la Sacrestia a suscitare il mio interesse. Qui, nel silenzio assoluto, mi soffermo davanti alle opere del Ghirlandaio, di Filippino Lippi e, soprattutto, sul monumento funebre a Ilaria del Carretto. Morta giovanissima, il marito le fece costruire un sarcofago elegante e molto caratteriale, come simbolo di amore eterno e di fedeltà. Quest’ultima, rappresentata da un dolce cagnolino che dorme ai piedi di Ilaria.

Informazioni.

  • Biglietto per la Cattedrale di Lucca, 3€. Apertura: dal lunedì al sabato 10:00-18:00; domenica: 12.00-18.00.
  • Biglietto per il campanile, 3€. Apertura: da lunedì alla domenica 10.00 – 18.00.
  • Museo della Cattedrale, 4€. Apertura: da lunedì alla domenica 10.00 – 18.00.
  • Battistero e Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, 4€. Apertura: da lunedì alla domenica 10.00 – 18.00.
  • Biglietto cumulativo, 9€.

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Lucca e dintorni in due giorni: giro -e pranzo- sulle mura.

Uscita al sole di questa torrida estate, mi dirigo verso le poderose mura di Lucca. Sarebbe impossibile, infatti, visitare Lucca e dintorni senza fare una passeggiata panoramica sull’importante cinta muraria di 4,5km. È uno dei pochi esempi europei completamente integro. Non solo: la notevole larghezza, ha fatto sì che fosse usata come strada aperta al traffico automobilistico, fino agli anni Novanta! Per fortuna oggi è percorribile solo a piedi, in bici o in risciò. Le mura a Lucca non sono solo un’importante struttura storica, ma vengono anche usate curiosamente come unità di misura dai cittadini!

LUCCA E DINTORNI COSA FARE: GIRO DELLE MURA

Camminare sulle mura di Lucca è una passeggiata tra scorci inaspettati, architetture e leggende antiche. Edifici Liberty fanno capolino dai rami frondosi, ricordandomi il quartiere di Cit Turin. Giardini e parchi botanici, torri che riecheggiano un grandioso passato e campanili, la casa del boia e gli scavi archeologici, mi accompagnano fino al ristorante. Perché, tra le tante cose da fare sulle mura di Lucca, ci sono anche aperitivi, pic-nic, pranzi e cene! Insieme alle mie amiche, mi siedo al “Ristoro delle Mura la Casermetta” e ordino un corposo piatto toscano. Ci sistemiamo all’ombra chiacchierando e ridendo, brindando e gustando. Il tutto in un’atmosfera molto suggestiva, in cui le parole si perdono tra riflessi e ombre, sapori e tintinnii di calici.

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Visitare Palazzo Pfanner a Lucca.

Lo scorgo poco prima di scendere dalle mura: Palazzo Pfanner con i suoi rigogliosi giardini. Incantevole visione dall’alto, merita di certo una visita con cui entrare nel cuore di tanta perfezione. Palazzo Pfanner è un capolavoro del Barocco, più volte utilizzato come location cinematografica. I film più famosi girati qui sono “Il Marchese del Grillo”, con Alberto Sordi e “Ritratto di Signora” con Nicole Kidman. In effetti lo stesso edificio sembra una quinta teatrale, un palco sul quale sentirsi attori a propria volta.

QUALI PALAZZI VISITARE A LUCCA E DINTORNI

Salgo lungo lo scalone d’onore e visito il piano nobile, assorbendo un’aura barocca che trasuda arzigogolati dettagli. Passo dal salone, decorato con affreschi di Scorsini, alla cucina. E poi attraverso la sala da pranzo, il salottino da tè, la camera da letto. Ovunque trovo arredi, strumenti chirurgici e testi medici, appartenuti a Pietro Pfanner. I Pfanner erano birrai tedeschi che arrivarono a Lucca nell’Ottocento. Aprirono un birrificio sfruttando le cantine e il giardino della villa poi, con i successivi proventi delle vendite, acquistarono l’intero palazzo! La loro fu una delle prime birrerie italiane, oltre che la prima fabbrica di birra del Ducato di Lucca, e restò aperta fino al 1929.

Punta di diamante del palazzo è il giardino barocco, ideato da Filippo Juvarra. Pur essendo in pieno centro storico, a ridosso della cinta muraria costantemente percorsa da cittadini e turisti, qui si respira una pace completa. Subito fuori scorgo il campanile della Chiesa di San Fredaino, che si confonde tra statuaria e siepi perfettamente curate. Una maestosa fontana con giochi d’acqua domina la scena, mentre romantici vialetti e un soffice prato che sembra un tappeto, riempiono il resto dello spazio. L’antico birrificio è oggi un ristorante ma, se non fosse per pochi dettagli, ci si potrebbe illudere di essere fermi nel Settecento.

Informazioni.

  • Palazzo Pfanner è aperto da aprile a novembre, dalle 10 alle 18.
  • Residenza 4,5€.
  • Parco 4,5€.
  • Ingresso cumulativo 6,5€.

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Il centro storico di Lucca.

Il tempo prima di cena è davvero poco, per cui trascorro un’oretta gironzolando per il centro di Lucca. Rimando la salita alla Torre dei Guinigi per la prossima volta e vado in Piazza Anfiteatro. Uno slargo elittico che sorge sui resti dell’antico anfiteatro romano. Oggi è un pittoresco susseguirsi di colorati edifici pastello, ristorantini e portoncini pieni di fiori, dove passeggiare diventa un atto di magia. Passo accanto alla Chiesa di San Michele in Foro e San Frediano, che ho visitato durante il precedente soggiorno a Lucca, fino a raggiungere Piazza Napoleone. Qui il Medioevo lascia il posto alle atmosfere parigine: i caffè all’aperto, i grandi alberi frondosi da cui risuona in loop il canto delle cicale, la giostra colorata che gira in un gioioso movimento eterno.

Ma non potrei trascorrere questo fine settimana tra Lucca e dintorni senza assaggiare una “biadina”. Non lasciatevi ingannare: non c’è relazione con la piadina, cibo tipico della mia Romagna! Si tratta di un liquore nato in un negozio di Piazza San Michele: ai cavalli veniva data la biada… ai cavallieri la biadina. Un composto di erbe aromatiche lasciate macerare, servite con una manciata di pinoli. Un gusto che riempie il palato e libera le vie respiratorie!

Con le amiche ceno sulle colline nei dintorni di Lucca, “Da Baffo” a Montecarlo. Arriviamo nel momento in cui il sole tramonta sciogliendo calde sfumature arancio sul verde. Ad accoglierci vigneti rigogliosi e un ridente silenzio. I tavoli sono all’aperto, sotto una coltre di alberi che profumano di infanzia. Di tutte quelle essenze che rimandano ad estati indimenticabili, trascorse in campagna dai nonni.

DOVE MANGIARE NEI DINTORNI DI LUCCA

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Cosa vedere a Massarosa, nei dintorni di Lucca.

Dove vedere la lavanda in Toscana.

Dopo colazione ricomincia il tour di due giorni nei dintorni di Lucca. La destinazione di oggi è Massarosa in Versilia che, troppo spesso, viene identificata esclusivamente con il mare. Un po’ come succede alla mia Rimini e alla Romagna. Invece l’itinerario di oggi non avrà nulla a che vedere con la spiaggia! Infatti la prima tappa è al campo di lavanda di Massarosa, una location dal sapore squisitamente provenzale. Dopo la visita alla Lavanda del Delta la scorsa settimana, sembra quasi che io abbia intrapreso una sorta di percorso nel viola!

Questo campo privato è stato aperto al pubblico e addobbato con deliziose seggioline colorate, bancali in legno e cuscini multicolore. Zone relax dove fermarsi a fare foto, oppure riposare annusando l’aroma della lavanda. In un angolino all’ombra, le due proprietarie del campo hanno allestito un vecchio carretto, con manufatti artigianali proprio a base di lavanda.

DOVE VEDERE LA LAVANDA IN TOSCANA NEI DINTORNI DI LUCCA

Informazioni.

  • Nel periodo della fioritura il lavandeto di Massarosa è aperto tutti i giorni.
  • Giorni feriali dalle 16 alle 20.
  • Sabato e domenica dalle 9 alle 20.

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Dove vedere i fior di loto nei dintorni di Lucca.

Il fango si trasforma nel fiore più bello e fragrante che questo pianeta conosca.

Osho

A meno di cinque minuti dalla lavanda di Massarosa c’è il Percorso dei Fior di Loto. Un cammino semplicissimo e adatto a tutti, con cui arrivo davanti ad un panorama che mai avrei pensato di vedere in Toscana: un campo acquatico di fior di loto. Una distesa a perdita d’occhio di questa pianta infestante, ma estremamente utile e versatile, che mi riporta con la mente all’escursione sul Fiume Mincio di alcuni anni fa. Del fior di loto non si butta nulla: i petali sono ottimi per le zuppe o come contorno; gli stami vengono usati per il tè e in erboristeria; i semi sono ottimi come farina; la radice è un eccellente infuso per curare diverse patologie.

DOVE VEDERE I FIOR DI LOTO IN TOSCANA NEI DINTORNI DI LUCCA

Nonostante il caldo torrido decido di proseguire il cammino fino al delizioso laghetto delle ninfee. Un’area attrezzata è il preludio ad una serie di pontili, dove diverse persone stanno pescando. Qui, le sinuose colline si specchiano nelle acque, rallegrate dalle leggiadre piante tanto care a Monet. Se la scena non fosse davanti ai miei occhi, penserei ad un istante onirico creato dalla mia mente.

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Arte insolita in Toscana: “Podere Lovolio”.

Per stessa definizine dei proprietari, “Podere Lovolio” è un agriturismo che incontra l’arte. Infatti, negli ampi spazi aperti, tra viti, ulivi, recinti per animali, coltivazioni, compio un tour emozionale tra installazioni grandiose, dal forte significato filosofico, spirituale, esoterico. Si tratta di opere di artisti locali, che entrano in simbiosi con il territorio. La creazione di questo spazio espositivo a cielo aperto, a libero accesso, nasce proprio dalla volontà di valorizzare il territorio e la vocazione artistica di chi è nato qui.

OPERE D'ARTE INSOLITE A LUCCA E DINTORNI IN TOSCANA

Ogni opera ha voce, come ad esempio il “Viale delle Stagioni”, simbolo del rinnovarsi della natura che segue un suo ciclo di vita. Un ciclo a cui dovremmo anche noi prestare attenzione. Ogni installazione ha un significato ma, da spirito libero quale sono, decido di dare una mia interpretazione senza farmi suggestionare. Anche se mi sento particolarmente legata al Tempio Galleggiante e alla sua prima interpretazione.

La “Pagoda che Galleggia” è un simbolo di come noi stessi fluttuiamo nella vita, sentendoci instabili. Quante tempeste dobbiamo affrontare, quanti tormenti? Ma, come la Pagoda, dobbiamo restare in piedi in mezzo al ciclone e saper guardare davvero il bello che c’è attorno a noi. Ecco il reale senso dell’arte: ha la capacità di parlare proprio a te.

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Dove vedere un ulivo millenario nei dintorni di Lucca.

Dopo un rilassante e gustoso pranzetto a base di pesce al “Ristorante Donatella”, appena un quarto d’ora di strada mi porta al cospetto di un vero Signore d’altri tempi. Percorro un sentiero di campagna all’interno di una proprietà privata, ovviamente aperta al pubblico. Alla fine c’è “l’Olivo dei 30 zoccoli”, che guardo a bocca aperta e corro ad abbracciare. Lo accarezzo, poggio la fronte contro di lui e assorbo energia. La sensazione è quella di stringere un nonnino rugoso, che irradia conoscenza, amore, consapevolezza.

Fa parte della lista degli “Alberi Monumentali della Toscana”. Alcuni studi dicono che la pianta ha tra i 700 e gli 800 anni. In realtà le parti più antiche della pianta potrebbero non esserci più e, non di rado, ci si riferisce alla pianta come “all’olivo di Cristo”. Attribuendogli, così, almeno due millenni. Il nome è una vera curiosità. Si riferirebbe alle parole scritte da un autore inglese nel 1700 secondo cui, arrivato davanti a questa pianta immensa, vide 13 contadini arrampicati e intenti nella raccolta delle olive. I 26 zoccoli che notò alla base dell’ulivo diedero allo scrittore l’idea per il nome. Anche se arrotondò a 30 il numero degli zoccoli, per dargli più carattere!

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Pieve a Elici.

Ultima tappa di questo fine settimana a Lucca e dintorni è Pieve a Elici. Salire lungo la strada collinare è un mistico percorso ascensionale nel verde, che termina con una panoramica sul Lago di Massaciuccoli e la costa della Versilia. La facciata della Chiesa di San Pantaleone è ombreggiata da un grosso leccio che risuona di cicale. E proprio dai lecci che ricoprivano la collina nell’antichità, deriverebbe il nome questo edificio religioso. Si tratta di uno dei primi centri di evangelizzazione della Lucchesia e, secondo la tradizione, venne fondato dal Vescovo di Lucca, San Frediano.

La pieve perse importanza nel tempo, fu lasciata all’incuria e venne riedificata solo per merito della grandissima Matilde di Canossa. Entro nell’intima chiesetta, silenziosa e raccolta, in netto contrasto con il grandioso panorama esterno. Un equilibrio davvero gradevole fra architettura e territorio. Scovo anche un angolo biblioteca, dove chiunque può prendere un libro e sedersi davanti al panorama a leggere, beandosi di silenzi e orizzonti senza fine. Così, nell’incanto di un simbolico pomeriggio estivo, farcito dei suoi maggiori simbolismi -cicale, ombre e luci che si rincorrono, caldo afoso e alberi frondosi- dico arrivederci alla Lucchesia. Accarezzando ogni istante vissuto in questi due giorni, con tutto l’amore che, una viaggiatrice sempre pronta a farsi stupire, sa infondere ad ogni destinazione.

Claudia B.