La Festa del Falò di Rocca San Casciano: tradizioni e curiosità in Appennino

#appenninodelletradizioni

L’Appennino è uno scrigno ricco di tesori. Vi sono paesaggi che ti lacerano il cuore, con la loro bellezza. Borghi di pietra, che sembrano essere stati sigillati nel passato. Strade che i motociclisti, percorrono in perfetta simbiosi col territorio. Sentieri escursionistici, che permettono di entrare a stretto contatto con la natura. E poi, ci sono le tradizioni. Quelle antiche, di cui nemmeno si conosce l’origine. Ma che fanno comunque parte della vita delle popolazioni, che in Appennino risiedono. La Festa del Falò di Rocca San Casciano, è una di queste.

Il piccolo borgo di Rocca San Casciano, si trova sulla strada che collega Forlì al Mugello, attraverso il Passo del Muraglione. E’ un luogo fuori dal tempo, delicato e, allo stesso tempo concreto. Caratteristiche, queste, di tutti i paesi pre-appenninici. L’aspetto di un piccolo borgo da fiaba, non deve far dimenticare le difficoltà ed i disagi, vissuti in passato da queste popolazioni.

#appenninodelletradizioni
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Eppure, Rocca San Casciano, è soprattutto memoria storica delle antiche tradizioni dell’Appennino. E la Festa del Falò, è una di quelle manifestazioni che, davvero, si perdono nella notte dei tempi.

Non si tratta solo di un modo di dire, utilizzando una frase ad effetto, di cui spesso si abusa. La realtà, è che si è veramente perso il ricordo del momento in cui, la Festa del Falò, è nata.

Esiste, è parte stessa del nucleo di Rocca San Casciano. Ne è anima e tradizione. Storia e costume. E’ una manifestazione curiosa ed imperdibile. Ma come sia venuta alla luce, questo non lo possiamo sapere.

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E’ di certo una manifestazione che, nel corso dei secoli, si è evoluta, mantenendo la sostanza e l’aspetto suggestivo, ma mutando di volta in volta, plasmata sull’attualità dei tempi. E questo, personalmente, credo sia il segreto del suo grande successo.

E’ il fotografo Stefano Calonici che ci racconta aneddoti e curiosità, sulla Festa del Falò. Alcuni particolari li avevamo appresi dalla mostra fotografica, allestita nella Parrocchia di Santo Stefano, dove abbiamo anche visto divertenti video d’epoca, che narrano la storia della manifestazione attraverso immagini di repertorio.

Ma Stefano è “qualcosa in più” di un video. E’ una persona da sempre attiva, nell’organizzazione della Festa del Falò. Vi prende parte sin da piccolissimo, pertanto conosce curiosità e momenti di vita vissuta, che nessuna foto o video, possono raccontare.

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La Festa del Falò è di certo di origine pagana. Sin dall’antichità, i contadini usavano incendiare sterpaglie, oppure prodotti della terra, come atto propiziatorio. Era un modo di dare il via alla stagione dei raccolti, bruciando nel fuoco secchezza, carestia, povertà. Una speranza, un segno scaramantico.

Poi la Chiesa decise di inserirsi, facendo propria l’usanza, come nel caso di tante altre feste pagane. Questo è un fatto storicamente provato. Anche nella Festa del Falò, vengono benedette le fiaccole, durante una cerimonia religiosa ufficiale.

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Anticamente la Festa del Falò, prevedeva una competizione tra ben cinque rioni che, oggi, sono diventati soltanto due: Borgo e Mercato. Anche i pagliai, in passato, erano molto più grandi e voluminosi, mentre ora per quanto notevoli, sono di dimensioni ridotte.

La composizione di questi giganti di paglia, allestiti lungo le sponde del Fiume Montone, è una parte cruciale della competizione! Non pensiate che sia un semplice intreccio di materiali. No! I contendenti dell’una e dell’altra parte, partecipano attivamente alla creazione del pagliaio.

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In alcune occasioni, sono stati persino chiamati dei tecnici, un pò come i RIS, ma versione “indagatore del pagliaio”. Tutto questo per accertare che, la controparte, non avesse posto all’interno della propria costruzione, qualche sostanza che facesse bruciare prima e più intensamente il cumulo. Ve l’ho detto, qui non si scherza!

Le stesse forme dei pagliai, sono diverse e caratterizzano il Rione Mercato ed il Rione Borgo. Trovarsi in mezzo al tifo sfegatato delle due fazioni, nei momenti che precedono l’accensione dei falò, è una di quelle esperienze epiche, assolutamente da fare una volta nella vita. Ovviamente vi consiglio di non ampliarvi troppo, ossia evitate il tifo, perché se vi trovate nella zona giusta a tifare il rione sbagliato, nel pagliaio mettono anche voi!

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E’ una successione di momenti d’attesa in cui, mentre il tifo incalza, i ragazzi addetti all’accensione, si sistemano attorno al pagliaio. Non si tratta solo di dare fuoco. Si tratta di farlo al momento giusto, pena una multa salatissima e la riduzione degli uomini impiegati, durante la manifestazione dell’anno successivo.

Si tratta anche di seguire un particolare rituale scaramantico, sia nel modo di accendere le torce accostandole alle fiaccole benedette, che di incendiare poi il pagliaio. E’ un processo ottenuto da mesi e mesi di studio, di pianificazione, di tattiche vere e proprie!

#appenninodelletradizioni
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Nel momento in cui avviene l’accensione, il boato della folla si innalza oltre ogni limite, mentre la notte cupa di Rocca San Casciano si illumina di una simbologia, che supera il tempo e lo spazio.

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A questo punto partono, dapprima i fuochi d’artificio del Rione Borgo, quindi i botti del Rione Mercato. Ed è davvero difficile dire chi, tra le due fazioni, riesca maggiormente a stupire ed attirare l’attenzione.

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Difficile dire anche chi sia il vincitore, quale dei due pagliai abbia dato vita all’accensione migliore. Discussioni ed ipotesi, a tal proposito, accompagneranno la comunità fino alla festa successiva.

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La Festa del Falò, però, non si esaurisce con la sua veste più tradizionale. Perché il borgo di Rocca San Casciano, si trasforma in un palco a cielo aperto, sul quale sfilano i carri allegorici costruiti dai due rioni. Anche l’allestimento dei carri resta segreto fino al pomeriggio del sabato, solo il tema viene comunicato in precedenza. Una gara all’interno della gara, dove l’imperativo è stupire, impressionare, lasciare senza parole.

Nell’antichità non vi erano carri allegorici. Questa usanza entrò a far parte della Festa del Falò poco alla volta. Dapprima vi era una sorta di grosso pupazzo di stracci, la “Titina”, trasportato per le vie del paese con trattori o camion. Era un pò un’allegoria dei cattivi auspici, che venivano bruciati dai falò.

Poi, nel tempo, si introdussero strutture sempre più elaborate e ricercate. Veri palcoscenici in cui, il Rione Mercato da una pare, ed il Rione Borgo dall’altra, mandano in scena spettacoli con un immenso numero di comparse e costumi a tema.

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Tutto questo, mentre sfilano in Piazza Garibaldi che, nel frattempo, si è trasformata in una discoteca, dove qualunque posto è perfetto per ballare. Balconi, finestre, portici…o insieme a degli sconosciuti, la musica che incalza la notte di Rocca non potrà di certo lasciare indifferenti.

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Un spettacolo nello spettacolo, un’evoluzione della manifestazione e delle tradizioni d’Appennino, che affondano si le proprie radici nella notte dei tempi, ma sanno riscriversi e riadattarsi all’epoca moderna.

#appenninodelletradizioni
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Organizzare un evento come la Festa del Falò non è cosa semplice. Richiede un intero anno di lavoro, da parte della comunità. Un anno di “indagini” e “focherelli di competizione” sempre accesi, che covano tra le due fazioni.

Per il grande impegno, per la voglia di partecipare sempre attiva, per la costanza nel sentire così viva la sfida, per la voglia di allargare la tradizione ai giovani, lasciando che inseriscano una componente di maggiore attualità, la Festa del Falò è una di quelle manifestazioni in grado di superare il passato e anticipare il futuro.

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∞♦∞

La Festa del Falò di Rocca San Casciano: informazioni utili.
  • INGRESSO. L’ingresso alla Festa del Falò è a pagamento. Il costo del biglietto serve allo staff, per poter organizzare una manifestazione sempre ricca ed indimenticabile, coprendo diritti SIAE e costi di gestione. Conservando il biglietto, si può usufruire di particolari agevolazioni.
  • PARCHEGGI. I parcheggi per auto e camper, si trovano in tutta l’area circostante il borgo, ben segnalati. Non dimenticate che Rocca San Casciano è un paese piccolo, pertanto o arrivate nel pomeriggio, evitando fila e lunghe ricerche, oppure dovrete lasciare l’auto piuttosto lontano. Un’altra opzione è il servizio navetta da Forlì.
  • DOVE MANGIARE. All’interno della manifestazione, sono presenti punti di ristorno. In alternativa, potete uscire (facendovi prima rilasciare il timbro con cui accedere nuovamente alla festa) e raggiungere in pochi passi “Il Chiosco”. Tenete conto che, per la Festa del Falò, il locale chiude anticipatamente alle 20e30.
  • DOVE DORMIRE. Il Corte San Ruffillo Country Reesort (di cui ho parlato in questo post) è un luogo splendido dove pernottare, in occasione della Festa del Falò. Si trova tra Dovadola e Rocca San Casciano, immerso in un’oasi di pace. La posizione è ottima per raggiungere il borgo, in circa dieci minuti d’auto.
  • La Festa del Falò si svolge a Rocca San Casciano, durante il fine settimana che segue la Pasqua. Per le date, i prezzi ed il programma aggiornato, la storia, le informazioni sui trasporti, le convenzioni, potete consultare:

-il sito ufficiale Festa del Falò

-la pagina Facebook

-il profilo Twitter

Claudia B.

Appennino delle Tradizioni” (#appenninodelletradizioni) è un progetto di “Voce del Verbo Partire- Travel Blog di Claudia Barbieri”. In collaborazione con “Staff Festa del Falò, Associazione Pro Loco di Rocca San Casciano”

34 Commenti

  1. Che dire Claudia, hai reso davvero bene l’atmosfera della serata, e che belle le tue foto! Denis deve ancora iniziare a sistemarle, anche se Luca mi ha già scritto per inviargliele! 🙂
    E’ stata davvero una bella occasione per conoscerci, e spero che ce ne saranno anche molte altre a breve! 🙂

  2. Un’altra festa e ancora un evento a me sconosciuti e che mi ha affascinato al solo leggerne. Il borgo è piccolo, eppure è molto sentita questa festa ed ampiamente partecipata. Altra manifestazione da preservare e non dar andare persa 🙂

    1. La nostra conoscenza di Rocca San Casciano era limitata al nome, nel senso che siamo sempre passati dal borgo per raggiungere il Passo del Muraglione. Quando per la prima volta ho letto della Festa del Falò, tra l’altro sul blog di Chiara, ho stentato a credere che, un paese tanto piccolo, potesse mandare in scena un tale spettacolo.
      Sabato scorso, Elisa, assistere all’evento, ci ha lasciati senza parole. Onestamente, non ero nemmeno sicura di riuscire a raccontarlo. Grandioso! Tanto di cappello per tutte le persone che si impegnano senza riserve, per portare avanti questa tradizione 🙂
      Buon fine settimana!
      Claudia B.

  3. Sapevo che in molte parti d’Italia c’è questa usanza, ma qui la faccenda dei falò è diventato un evento vero e proprio! Immagino che non debba essere semplice organizzare tutto l’evento in sé, e poi chissà il tempo che ci impiegano quelli che studiano tutti i dettagli sulla forma del pagliaio e su come accenderlo. E pure le tifoserie, come in un Palio!
    Anche qui dalle mia parti una volta all’anno si organizza un piccolo falò propiziatorio, ma è una cosa davvero piccolina a confronto.
    Mi piacerebbe molto partecipare a quello di San Casciano 🙂

    1. Quella del falò è una tradizione che bene o male, la si rispetta un pò ovunque. Ma una manifestazione come la Festa del Falò, non l’avevo mai vista nemmeno io! E’ qualcosa che non ci si aspetta. Nel senso che è una sorta di crescendo e, onestamente, tu non ti aspetti un evento di quella portata. Non immagini i retroscena. Nemmeno quanto lavoro ci sia dietro. Per fortuna abbiamo avuto una brava “guida”, Stefano, che ci ha raccontato tutto.
      Silvia valuta un bel fine settimana a Rocca San Casciano, per il prossimo anno! Anche la gastronomia ti stupirà 😉 E per itinerari e visite da fare oltre alla Festa del Falò, posso darti io un pò di indicazioni!
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  4. “Nel momento in cui avviene l’accensione, il boato della folla si innalza oltre ogni limite, mentre la notte cupa di Rocca San Casciano si illumina di una simbologia, che supera il tempo e lo spazio” … sarebbe perfetto per le mie atmosfere 😉

  5. Che spettacolo! E che precisione ingegneristica nella realizzazione! Particolare poi il fatto di accostare la sfilata con i carri alla gara, non la conoscevo questa festa!
    Invece da noi facciamo dei falò molto simili il giorno di S.Giuseppe ma nulla a confronto!
    Complimenti anche per questo progetto Claudia, direi che altri due o tre progetti simili e sei pronta per condurre Linea Verde! 😀 😀 😀

    1. Sono già in contatto con Roversi e con il Cavallo di Mamma Rai: nel 2018 entro in squadra! In sella al cavallo. Vedi, se almeno avessi preso il patentino dell’asino…
      Sai che abbiamo parlato delle vostre tradizioni, per i Fuochi di San Giueppe??? Tanto che Stefano, il fotografo che ci ha fatto da guida, voleva indire un concorso fotografico aperto in tutta Italia, per ammettere foto con tema “falò”, anche di coloro che hanno partecipato alle grandi manifestazioni a sud!
      Le tradizioni e le sagre, in fondo, sono un patrimonio inestimabile in tutta Italia. Sono il nostro passato e, per fortuna, ci sono persone che si impegnano per portarle avanti 🙂
      Un bacio Dani!
      Claudia B.

    1. Grazie a te per le belle parole Silvia! Io ho cercato di trasmettere al massimo ogni emozione provata, pur restando fedele agli eventi, per cui sono felice che ti sia davvero sembrato di esserci 🙂
      Le nostre tradizioni, sono il pilastro su cui siamo cresciuti: i complimenti a chi lavora sodo, per trasmetterle ai posteri di anno in anno!
      Baci,
      Claudia B.

  6. Bello bello bello! Quanto mi piacciono queste manifestazioni/competizioni così sentite e goliardiche! Storia e tradizioni di un paesino così piccolo che danno vita ad uno spettacolo così 😍! Qui da noi c’è il palio del golfo che ha una portata decisamente più ampia! Ogni prima domenica di agosto le borgate si sfidano a suon di vogate nello specchio di mare racchiuso dalla passeggiata lungomare di La Spezia! È un evento davvero molto sentito dagli spezzini e sono anni che non me lo perdo 😉

    1. Ad amare queste manifestazioni siamo in due Lucia! Io ci navigo (e visto il tema del Palio del Golfo, direi che non è un modo di dire), tra sagre, feste popolari e anche rievocazioni storiche. Penso siano una parte integrante, del nostro patrimonio storico!
      Per cui quando scopro qualche evento di cui non sapevo nulla, come nel caso della Festa del Falò, conosciuta tramite il blog di Chiara, mi ci fiondo. E, credimi, dal vivo è un qualcosa di inimmaginabile. Mai si potrebbe pensare che, un paese piccolo e raccolto come Rocca, possa ospitare un tale spettacolo 🙂
      Grazie per avermi segnalato il “tuo” palio, mi interessa molto! Appena capiterà un agosto in cui non saremo in viaggio in quel periodo, faremo un’uscita!
      Baci,
      Claudia B.

    1. Lo è stata anche per me una sorpresa Mariacarla, che vivo ad appena un’ora e mezza di auto da Rocca San Casciano! Pensa che ho conosciuto la manifestazione grazie ad un altro blog 😉 Il passaparola è fondamentale, per riuscire a scoprire luoghi di cui si sa poco, o nulla.
      A presto,
      Claudia B.

  7. Non pensavo fosse così questa manifestazione. I carri e la gara… non me l’aspettavo. Si, ma come si fa a decidere il rione vincitore? Sta cosa proprio, non mi è chiara visto che parono identiche. Ma poi, mentre preparano la montagnetta da incendiare chissà come si scrutano tra loro i rioni. Bellissima comunque!

    1. Si studiano come dei falchi 😂!!!
      Allora, qui decretare il vincitore è dura, anche se pare (dagli hashtag che ho trovato in giro), che a vincere sia stato il Rione Borgo. Ma non lo dò per certo, perché la competizione è ancora accesa, non vorrei finire nel prossimo pagliaio 😁!
      Comunque la Festa del Falò è uno di quegli eventi memorabili ed imperdibili!
      Baci,
      Claudia B.

    1. Tu Stefania qui troveresti davvero pane per i tuoi denti! Tra trekking, borghi, zone naturalistiche, credimi ti innamoreresti! Poi sagre e manifestazioni, completano un quadro già allettante. Partendo da Rocca San Casciano, si possono seguire itinerari molto interessanti.
      Il problema delle date e dei “ponti”, purtroppo, lo condivido in pieno, abbiamo lo stesso disagio 🙁
      Bacioni!
      Claudia B.

  8. Che belle le fotografie del falò, adoro queste tradizioni legate al passato e alla storia del nostro territorio! È bello che ancora oggi vengano portate avanti con tanta energia ed è bello che persone brave come te possano farne un reportage così curato e prezioso! <3

    1. Il lavoro di un intero paese, per realizzare una manifestazione così piena di eventi, vale ogni singola parola di complimento. Penso sul serio che le nostre feste tradizionali, siano un patrimonio da tramandare senza limiti, perché ci rappresentano e sono un ponte tra passato e futuro 🙂
      Grazie per i complimenti sul reportage: per me è stato molto bello fare questa esperienza alla Festa del Falò, quanto poi raccontarla sul blog.
      Baci,
      Claudia B.

  9. Veramente una sagra interessantissima…È bello vedere come queste tradizioni possano creare eventi unici che non solo uniscono tantissime persone in una festa gioiosa, ma che permettono anche di conoscere paesi e realtà del tutto nuove su nostri occhi. Grazie per averla descritta così bene, mentre leggevo immaginavo di essere lì. Chissà magari il prossimo anno 🙂

    1. Io ti consiglio caldamente una visita (e visto il tema della festa, ci sta 😉 ), tienila a mente per il prossimo anno, perché davvero merita!
      Pensa che io ho conosciuto questo evento, tramite un altro blog che seguo abitualmente. Quindi il passaparola tra noi viaggiatori, ben venga!
      In particolare, queste sagre che permettono veramente di unire la collettività, curate nei dettagli, che richiamano migliaia di visitatori e sanno mantenere la tradizione, pur puntando alla modernità, sono davvero un grande patrimonio per il nostro paese 🙂
      A presto,
      Claudia B.

  10. E allora dillo che vuoi proprio farmi invidia, dove vai di bello la prossima volta e quando? Io credo che fino ad agosto non se ne parla, e con il fidanzato che (speriamo) ha trovato un altro lavoro anche lì chissà come saremo messi…. la cosa mi butta un po’ giù ad essere sincera.
    Ma fai benissimo a scrivere subito, quando la memoria è ancora fresca e adesso che tra la bella stagione e vari ponti all’orizzonte la gente può approfittarne.
    Torno alla mia scrivania, sigh…
    Baci baci

    1. In realtà, anche per noi il viaggio “grosso” è quello di agosto. Perché con il lavoro, gli unici periodi che possiamo utilizzare sono dicembre ed agosto. Oppure le festività. Insomma i migliori!
      In realtà tutti questi reportage di viaggio, sono veri e propri progetti legati al blog. Ho deciso di dare visibilità in maniera più approfondita e diretta, a certe zone d’Italia. È un lavoro bellissimo, che certo non conosce orari, né giorni. Ma è mio, e mi dà una grossa soddisfazione. Soprattutto, dopo un anno e mezzo “passato a seminare” per il blog 😉
      La prossima partenza fa un pò parte di questa “raccolta”, diciamo così: sarò in Salento per un blogtour e, credimi, sono eccitata e al tempo stesso orgogliosa, visto che ho impiegato ore ed energie, per far crescere (piano, piano) il blog 😊
      Nei prossimi giorni ne parlerò sui social…se ti va Celeste, seguimi, così mostro tutti i retroscena 😂!!!!
      Claudia B.

  11. Bè ma… millemila applausi per te!!! Come siamo super-prolifici in questi giorni!!
    Io devo quasi iniziare a scrivere di Lubiana e per un motivo o per l’altro devo sempre rimandare, ed oggi sono rientrata pure in ufficio 🙁
    Che ti devo dire? Tanto per cambiare non conoscevo nè il paesino nè la festa, quindi devo ancora una volta ringraziarti per avermi fatto scoprire qualcosa di nuovo. Addirittura gli striscioni per il tifo, che spettacolo! Anche se i carri mi fanno un po’ troppo carnevale…. sbaglio? Un bacione e buona giornata!
    (vado a provare a scrivere qualcosa che mi fai sentire in colpa xD)

    1. No Celeste, non devi sentirti in colpa, giuro non era mia intenzione sconfortarti 😂!
      In realtà è un periodo molto pieno, perciò scrivo giorno e notte per terminare i post prima della partenza successiva. Mi piace lavorare bene, senza lasciare nulla in sospeso 😊.
      Adoro far conoscere luoghi e tradizioni, fare “rete di viaggio”, in modo da lasciare online sempre nuovi consigli per i viaggiatori, o per chi cerca un’idea su cosa fare in una località 😉
      I carri, inizialmente, anche a me hanno ricordato molto il carnevale. Poi, dopo la spiegazione di Stefano, sull’evoluzione da un fantoccio di stracci al carro vero e proprio, devo dire che ho guardato tutto con occhi diversi. Un bacione!
      Claudia B.

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