Natale in Appennino: vie dei presepi e mercatini di Natale

Nel 2007 ci stavamo annoiando, avete presente: che noia; che barba; sempre io e te; te e io; sempre le stesse facce… Così, per fare qualcosa di diverso, di emozionante, verso novembre abbiamo comprato una piccola casetta e, a dicembre, tanto per mantenere vivo il brivido dell’ignoto, ci siamo sposati. Tutto rapido ed indolore. Deciso, organizzato, fatto: Enzo Miccio sarebbe fortunato ad avermi come assistente! Questa è un’ autocandidatura, per chi non lo avesse capito.
La cosa bella di un matrimonio celebrato il 22 dicembre, fra la Fatina del Natale (io!!!) e il Grinch (mio marito…), non è solo la giornata in sè che, dal meteo fino alla riuscita, è stata semplice ma perfetta; è soprattutto la fortuna del Grinch, che passerà gli anni successivi, quando possibile, a festeggiare l’anniversario andando per mercatini e manifestazioni natalizie. Un sogno!
Ad esempio, oggi, vorrei raccontarvi della bella giornata trascorsa il 22 dicembre 2013, quando abbiamo approfittato del nostro sesto anniversario, per trascorrere qualche ora sui borghi dell’ Appennino, dove si svolgono ogni anno belle manifestazioni legate al Natale.  
Visto che, fortunatamente, stiamo per entrare nel periodo dell’anno che più amo, mio marito un pò meno, questo breve racconto è l’ideale per inserirsi piano piano, nell’atmosfera natalizia. Inoltre, potrebbe essere anche d’ispirazione per chi desidera partecipare ad eventi natalizi, che non siano i classici mercatini in Trentino Alto Adige. Beninteso: io adoro i mercatini, ne abbiamo visitati tantissimi, ne visiteremo presto altri e così sarà nei secoli, dei secoli!!! Mi piace, però, mostrare e raccontare anche delle manifestazioni più vicine a noi, magari meno conosciute, ma che sono comunque bellissime e ricche d’atmosfera.

Una cosa che ho scoperto del 22 dicembre, nel corso degli anni, è che si tratta di una data baciata dal sole e dal cielo limpido. Sembra assurdo, ma è così. Perciò, quando il bel tempo chiama, ma chi ce lo fa fare di rinchiuderci in un centro commerciale, a tartassare e far disperare i poveri commessi, che avrebbero pure il diritto di passare la domenica con la propria famiglia? Nessuno. Meglio una bella domenica fuori, seppure a pochi km da casa, ed approfittare di presepi e mercatini, anche per conoscere paesi, località e prendere una bella boccata d’aria fresca.
Partiamo la domenica mattina di buonora, per raggiungere il delizioso borgo di Portico di Romagna. Generalmente passiamo da qui in moto, perchè la località è situata sulla strada che porta al Passo del Muraglione. Il fatto di percorrere questa tratta su quattro ruote ci sta un pò destabilizzando… speriamo che il trauma non ci segni per sempre: Tuono, perdonaci!

Ogni anno, in paese, viene organizzata la manifestazione: “Portico Il Paese dei Presepi”, con tantissimi allestimenti artigianali e professionali, sparsi per i vicoli, nei piccoli anfratti, nei sottoscala, sulle finestre, nella torre. Un vero tripudio di rappresentazioni della natività! Se poi considerate che, la stessa cittadina di Portico, è un presepe a grandezza naturale, immerso nel meraviglioso Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, vi renderete conto di quale spettacolo, questa manifestazione, possa essere.

Arriviamo nel borgo medievale, baciato da un tiepido sole invernale, lasciamo l’auto e, dopo una sosta caffè, iniziamo la nostra passeggiata in centro, attraverso i bei vicoli lastricati che collegano i “piani” in cui è suddiviso il paese: in alto la pieve,  il Palazzo del Podestà e il Castello, di cui oggi resta la torre, che ospita i presepi artistici e dalla quale si può ammirare un panorama splendido, sulle foreste circostanti; nella parte centrale i palazzi nobiliari, raggiungibili da passaggi coperti e vicoli, tra i quali Palazzo Portinari dove, si dice, Dante si innamorò di Beatrice; lungo il fiume, infine, le case appartenute al  popolo e agli artigiani.

Oggi, ovviamente, questa suddivisione non determina più l’appartenenza ad un ceto, anzi, rende solo più caratteristico ogni angolo e scorcio, abbelliti ulteriormente dalla presenza di presepi e decorazioni. E, quella che costituiva la parte riservata al popolo, devo dire che oggi è una delle più belle, perchè dal fiume, attraversato il meraviglioso Ponte della Maestà, si può ammirare un panorama di Portico davvero ameno.

Non perdiamo l’occasione per fare tante foto ai presepi, al borgo e, attorno alle 12 e 30, partiamo alla volta di Lutirano, un piccolissimo paese non troppo distante, già in provincia di Firenze, dove abbiamo prenotato il pranzo in una antica abbazia, ristrutturata e trasformata in agriturismo, la “Badia della Valle”. Si tratta di un antichissimo complesso nella Valle Acerreta, fondato nel 1053 da San Pier Damiano, in quanto punto ideale di sosta durante i suoi viaggi tra Firenze e Faenza.

Il luogo è incantevole: sia gli esterni, egregiamente riportati all’antico splendore, che l’interno del ristorante, molto accogliente con il bel camino acceso, i tavoli riccamente apparecchiati, gli antichi oggetti della vita contadina e della raccolta delle castagne, qui un vero must, vista la vicinanza con Marradi, patria del “Marron Buono”.

In genere noi siamo quelli del panino al volo ma, vista la ricorrenza, ho espressamente cercato un luogo caratteristico in cui pranzare, per rendere un pò più coccoloso il nostro anniversario. Tra l’altro, cibi superlativi accompagnati da una birra alle castagne che parla da sola…. nel senso di bontà, non di: “Mmmhh, temo abbiate bevuto troppo e, forse, sentite voci nella birra”. 

Ci alziamo da tavola a metà pomeriggio e, salutati e ringraziati i meravigliosi proprietari, partiamo alla volta di Marradi che, come già accennato, è la “Capitale del Marron Buono”. A ridosso del Natale, però, la pro-loco organizza dei mercatini natalizi per le vie del paese, che hanno tutte le caratteristiche delle esposizioni pre-apenniniche: si tratta di banchetti che propongono prodotti tipici, oggettistica, circondati da spettacoli di strada, musica e profumi deliziosi di cioccolata calda, vin brulè e, ovviamente, castagne.

Marradi è un paese davvero carino, vivibile, piacevole: trascorriamo il resto del pomeriggio in maniera molto gradevole, bevendo qualcosa di caldo, passeggiando per le belle piazze e guardando i prodotti esposti. Io, veramente, avrei voluto anche fare la foto nella casina di Babbo Natale, con gli animali…. ma il Grinch non ha voluto…

Quando ormai è tardo pomeriggio, risaliamo in auto per tornare a casa, lentamente viste le buie strade di montagna che, senza Tuono, ci sembrano non poi così divertenti. Ci vuole diverso tempo ma, oggi non abbiamo fretta, perché il Natale, così come il nostro anniversario, va gustato con ritmi lenti e avvolgenti!

Claudia Fatina del Natale e Daniele Grinch

2 Commenti

  1. Purtroppo io sono un po’ Grinch, l’avresti mai detto? Eppure il Natale non sempre mi porta bei ricordi ed ancora oggi non riesco a festeggiarlo così come vorrei… È per questo che sono Grinch. Sono più Grinch del Grinch. Perché il Natale mi piacerebbe pure, e sarei anche felice, se non fosse per il #maiunagioia che caratterizza questo periodo dell’anno ormai da anni!
    In ogni caso non avevo dubbi che il vostro fosse stato un matrimonio così, alla detto fatto. Siete un mito!
    Bellissima anche la tradizione di girare per i mercatini in una bella giornata di sole piuttosto che chiudersi in centri commerciali affollati di gente pronta a metterti le mani addosso se punti per errore lo stesso ed ultimo paio di mutande con le renne da regalare a tuo marito.
    Passeggiare poi, nei borghi di montagna in inverno e con il sole è magico anche se non è Natale!
    <3

    Un bacione Cla, vedo che il blog sta migliorando sempre più! 😉

    1. Giuro non avrei mai detto che tu fossi Grinch! Oddio, in questo momento mi sento Grinch pure io, la “Fatina del Natale”! Ci crederesti?! Ho persino pensato di non fare l’albero né il presepe, ma poi so che me ne pentirei.
      In effetti c’è da dire che questo periodo è una piaga per molti Lucrezia, davvero per tanti: vuoi per ricordi passati, per i #maiunagioia che si diffondono come peste; vuoi a volte persino per certe imposizioni. Tutte cose che cerco di arginare io stessa (tranne i #maiunagioia, quelli raggiungono comunque), evitando i famosi centri commerciali, evitando gli obblighi con i parenti, evitando i regali di massa, evitando tutto…tranne quello che resta scremando il periodo. Ossia le emozioni e, essendo viaggiatrice, l’occasione per andare alla scoperta di luoghi nuovi.
      Mi fa sorridere pensare di essere talmente trasparente, che il matrimonio “detto fatto” mi sarebbe subito stato riconosciuto! Ahahahahah! Bella giornata però, anche quella senza tanti pensieri 😉
      Grazie per il complimento e per il sostegno, ci sto lavorando tanto; ancora c’è moooolto da fare ma, giorno per giorno, un pò alla volta, sistemerò tutto. Di certo il morale è molto più alto rispetto la settimana scorsa.
      Un bacione,
      Claudia B.

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