Dintorni di Tolosa: Albi e Cordes-sur-Ciel

Il viaggio on-the-road nel sud della Francia, mi ha permesso di compiere un cammino a braccetto con lo stupore. Per quanto sia stata io a costruire l’itinerario nei dintorni di Carcassonne tra villaggi e rocche catare, con un percorso in auto dall’Italia, ammetto di essermi spesso meravigliata per la bellezza assoluta dei luoghi visitati. Perché siamo onesti: pianificare viaggi è stupendo, ma l’esito non è garantito fino a quando non si arriva a destinazione. Inserendo nel mio programma una tappa giornaliera nei dintorni di Tolosa, ad Albi e Cordes-sur-Ciel, ammetto di aver giocato una mano azzardata. Il risultato finale, però, è stato eccellente!

Albi è straordinaria: una città monumentale dai tratti affascinanti. Cordes-sur-Ciel, uno dei villaggi di Francia più amati dagli stessi francesi, è il fiabesco incanto che catalizza la tua attenzione ad ogni svolta. La giornata nei dintorni di Tolosa è iniziata da Carcassonne, campo base del mio viaggio in Occitania. Una strada mozzafiato tra boschi e vallate, mi ha portato fino alla colossale Città Episcopale di Albi, Patrimonio Unesco. Al primo sguardo mi è venuto spontaneo darle l’affettuoso nomignolo di Albi la Rossa: ed è stato l’inizio di una bella storia d’amore.

COSA VEDERE NEI DINTORNI DI TOLOSA: ALBI

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Cosa vedere ad Albi, nei dintorni di Tolosa: le Marché Couvert.

Si affaccia solenne sul fiume Tarn, la città di Albi, cogliendomi quasi di sorpresa. Ho scelto di arrivare fino a qui per dare un filo conduttore all’itinerario Cataro nel sud della Francia: volevo vedere con i miei occhi la città d’origine degli albigesi, che vennero sterminati durante la terribile crociata iniziata nel 1209. Ho fatto ricerche su cosa vedere ad Albi, prima di partire, ho visto delle foto… ma né le parole, né le immagini, hanno reso giustizia alla realtà.

VISITARE IL MERCATO COPERTO DI ALBI NEI DINTORNI DI TOLOSA

Nonostante sia il 1° Gennaio, trovo aperto il Mercato Coperto di Albi. Alcuni espositori di frutta e verdura, oltre a panetterie e alimentari, vendono regolarmente al pubblico. Prendo delle quiche e del tè caldo, poi mi siedo ad un tavolino per gustare il mio pranzetto. Osservo il vivace viavai di persone, soprattutto di chi acquista le ultime cose per il pranzo festivo. E cerco di immaginare come possa essere questo ampio spazio triangolare, dei primi del Novecento, quando tutti i banchi sono aperti.

Come se fosse un’eco improvvisa, percepisco il vociare delle signore che fanno la spesa e vedo le mani veloci dei commercianti, pronti a servire il prossimo cliente. I mercati coperti hanno un fascino concreto irresistibile. In qualunque parte del mondo.

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Albi in un giorno: visita alla Cattedrale di Santa Cecilia.

Mano a mano che mi inoltro nel cuore di Albi, capisco di aver fatto una scelta vincente: questa cittadina nei dintorni di Tolosa è come un canto soave. Davanti alla Cathédrale de Sainte-Cécile chino la testa e mi emoziono. Uno degli edifici Gotici in mattoni più grandi del mondo, che si mimetizza esteticamente con Albi. Salgo la scalinata monumentale, che mi porta verso l’ingresso posto a lato. I miei occhi non sanno se cogliere prima le peculiarità della piazza e dei vicoli, oppure i dettagli dello stile Gotico Fiammeggiante.

CATTEDRALE DI SANTA CECILIA DI ALBI, NEI DINTORNI DI TOLOSA

I particolari architettonici sono delicati come solo il Gotico sa essere, in netto contrasto con la struttura che ricorda una fortezza: la pietra parla e si fa soave come un merletto. La Cattedrale di Santa Cecilia rappresenta in qualche modo la vita religiosa dopo l’eresia Catara. Costruita a partire dal 1282, pare aver assorbito gli echi di quella guerra dolorosa e ingiusta (come tutte le guerre… ma quelle di religione per me sono le peggiori), che portò allo sterminio di migliaia di innocenti.

All’interno dell’unica, immensa navata, perdo totalmente il senso del tempo. Un’aula luminosa e celestiale, che sembra non appartenere all’edificio così simile ad una roccaforte. Giro attorno al coro senza però entrare. Vorrei visitarlo in autonomia, ma dal cartello in francese non riesco a capire le tipologie di biglietto proposte. Dovrei seriamente ripensare a quel progetto di rispolverare la lingua, nei prossimi mesi!

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Giardini de la Berbie e Museo di Toulouse-Lautrec.

Il Museo di Toulouse-Lautrec di Albi, è una delle esposizioni più importanti nei dintorni di Tolosa. Si trova all’interno del Palais de La Berbie, di fronte alla monumentale Cattedrale di Santa Cecilia. Fa infatti parte del complesso ecclesiastico, dato che è il Palazzo Episcopale. Lo raggiungo passando tra cortili e coperture a volta, in angoli semideserti che mi fanno piombare nel passato. La mancanza di tempo gioca a mio sfavore, così come le due ore di strada che mi separano da Carcassonne. Faccio quindi la dolorosa scelta di non visitare il museo.

Mi spingo, però, verso i giardini del Palais de La Berbie, curati e accessibili anche in pieno inverno. Dalla terrazza panoramica posso ammirare il rigoroso disegno geometrico del parterre, dove spiccano i sentieri di ghiaia bianca. Potrei stare qui per ore, a farmi abbracciare dal sole ed ammirare il panorama sul placido corso del Tarn che lambisce le Vieux Pont e il Palazzo Episcopale… Un movimento eterno, quasi una danza celestiale che collega mondi sospesi.

GIARDINI DE LA BERBIE DA VEDERE NEI DINTORNI DI TOLOSA

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Cosa non perdere ad Albi: vicoli e piazze nascoste.

C’è una sensazione che mi sta sussurrando allo stomaco da quando sono arrivata: Albi mi ricorda incredibilmente le cittadine del Massachusetts. Un paragone visivo e d’atmosfera, che mi ha preso per mano dal momento in cui ho iniziato a passeggiare per il centro storico. Le stradine strette da edifici in mattoncini rossi, la vitalità elegante e mai ostentata, mi hanno riportato alla mente il viaggio in New England.

Più vado a fondo nella scoperta di Albi, più mi rendo conto che non è una località scontata. La monumentalità della Città Episcopale Patrimonio Unesco, lascia spazio ad altre maschere di uno spettacolo per nulla banale. Ritrovo l’anima del villaggio, passeggiando su Rue du Castelviel, dove posso ammirare anche uno scorcio molto suggestivo sul campanile-torre della Cattedrale e il murale alla fine della strada. Qui si aprono piazzette e cortili inaspettati e deliziosi, come quello nella minuscola Rue Savène.

VISITARE I DINTORNI DI TOLOSA IN UN GIORNO: ALBI

Respiro lo spirito della cittadina frizzante su Rue Sainte Cécile, caratterizzata da edifici in mattoni con graticci. Esploro i vicoletti che più mi incuriosiscono e trovo, così, stradine come Rue du Plancat e Rue de la Croiz Blanche, dove il tempo sembra essersi fermato. Il silenzio è interrotto solo dal pallone calciato da due bimbi che giocano in strada.

Mi inoltro nella pittoresca Rue de la Piale, rallegrata da ristorantini e luci natalizie, per poi risalire lungo un passaggio che mi porta davanti alla Cattedrale. Ma è proprio quando penso che le sorprese siano esaurite, che questa città nei dintorni di Tolosa mi conquista con un altro gioiello nascosto.

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Il chiostro di Saint-Salvy.

Sono una di quelle persone che in Romagna definiamo cacciabecco. Solo che applico questa mia caratteristica alle destinazioni, non alla vita delle persone. Insomma, infilo il naso ovunque vi sia qualcosa che mi attrae! Ecco perché, appena torno su Rue Sainte Cécile e trovo un portale in pietra su cui è affisso un cartello che recita: “Chiostro di Saint-Salvy”, mi fiondo dentro senza pensarci. Per fortuna, aggiungo, perché altrimenti avrei perso un incantevole luogo di pace.

Passeggio nel chiostro duecentesco, al centro del quale c’è un giardino di piante aromatiche e medicinali. Angoli di luce e ombra, si alternano in questo pomeriggio invernale, carezzando in maniera netta i capitelli e le antiche celle. C’è persino un passaggio che porta fino alla scenica Place du Cloître Saint-Salvy, altro intimo salottino dalle fattezze di un borgo.

Ad attrarmi è anche Rue Peyrolière, dove ruoto su me stessa col naso all’aria, senza paura di venir considerata scema! Lo spettacolo degli edifici in mattoncini, le insegne dipinte sui muri, gli scuroni variopinti, si legano in un connubio di attraenti particolari, che voglio disegnare eternamente nella memoria. Con Albi ho vinto un terno al lotto, scegliendo una delle più belle località da vedere nei dintorni di Tolosa.

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Cosa vedere nei dintorni di Tolosa e Albi: Cordes-sur-Ciel.

La mia giornata di visite non è ancora terminata. Una corsa di circa mezz’ora in piena campagna francese e raggiungo uno dei villaggi da non perdere tra Tolosa e dintorni: Cordes-sur-Ciel. Noto da lontano il raggruppamento di case che ricorda un imbuto rovesciato. Sono mesi che mi chiedo come sia dal vero, al di là delle foto che ho trovato online. E capisco di essere arrivata in un Eden medievale.

BORGHI NEI DINTORNI DI TOLOSA: CORDES-SUR-CIEL

Mi inerpico verso la città alta di Cordes-sur-Ciel, una delle bastide più antiche dell’Occitania, e scopro un mondo Gotico fatto di decorazioni floreali, botteghe e atelier, alternate a piccole librerie e villette a graticcio. Ho già avuto l’occasione di visitare villaggi in Provenza e in Costa Azzurra, assorbendo l’energia e lo charme di questi piccoli centri abitati. Ma qui a Cordes-sur-Ciel, oggi, ho la fortuna di avere il villaggio quasi a mia totale disposizione. Pochi sono i turisti presenti, per cui posso abbandonarmi alle sensazioni. Immagino di vivere qui, in una casetta con grandi scuroni e un profumato rampicante sulle pareti.

Riesco a figurarmi mentre esco al mattino per acquistare una baguette e un mazzolino di fiori, salutando i vicini con un “Bonjorn”. Mi vedo sostare in quella minuscola libreria, tra scaffali polverosi di libri, che hanno storie infinite da raccontare. E poi un tè caldo in uno dei café, nel cuore della cittadella medievale, prima di tornare a casa e scrivere. Un quadro illusorio che per un attimo sento completamente reale.

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Cordes-sur-Ciel, villaggio da non perdere nei dintorni di Tolosa.

Nel 2014 Cordes-sur-Ciel è stato eletto villaggio preferito dai francesi. Questo dedalo di vicoli lastricati, è un manuale di architettura gotica: si passa da edifici del XIII secolo ad altri del XIV, con anche elementi del Gotico Fiammeggiante. Immersa nei silenzi della Valle del Cérou, proseguo nella mia passeggiata senza tempo. Peccato che i laboratori e le gallerie siano chiuse: avrei volentieri fatto sosta negli atelier per vedere quadri e artigianato.

CORDES-SUR-CIEL UN VILLAGGIO DA VEDERE NEI DINTORNI DI TOLOSA

Non stento a credere che la vallata e il villaggio abbiano attirato ed ispirato tanti artisti. Gli scorci romantici e i giochi di luce sono di grande ispirazione, così come i panorami. Se in pochi istanti io stessa sono riuscita a figurarmi una storia che mi ha visto protagonista di un’esistenza non mia, chissà quale incantesimo lancia Cordes-sur-Ciel a chi vive qui?

Osservo la Casa del Grande Scudiero, quella del Guardacaccia e del Grande Falconiere. Scruto tra i vetri dei delicati cottages e mi lascio incantare dalla vita che scorre lenta nella piazza principale del villaggio. Ritrovo, così, atmosfere sopite di favole della buonanotte e dolci sogni di bambino. Chimere che non conoscono età…

Claudia B.