Cosa vedere a Rimini nel centro storico

Rimini, il luogo in cui sono nata, la mia splendente città che, di anno in anno, diventa sempre più bella, nel periodo di Natale secondo me, raggiunge il massimo dello splendore.
Il mio più grande dispiacere è vedere come, Rimini, venga spesso un pò snobbata dai viaggiatori: la nostra intera riviera romagnola, è presa d’assalto da milioni di turisti, ma in pochi si spingono fino al bellissimo centro storico della mia città.
La maggior parte si ferma in spiaggia, nei locali e nelle discoteche, per cui siamo famosi ovunque. Invece, vi posso garantire che Rimini è davvero incantevole: città d’arte di grande pregio, visitandola ci si immerge totalmente in una storia lunga millenni.
Se a questo aggiungiamo un entroterra ricco di rocche, borghi, castelli, santuari, panorami da far male al cuore per la loro bellezza, direi che la ricetta per un viaggio da sogno, in terra di Romagna, è completa.
Nel periodo di Natale, poi, la mia amata regione riserva non poche sorprese. Mercatini e manifestazioni; presepi viventi, di sabbia e vie dei presepi; possibilità di gustare i nostri ottimi piatti, quelli della tradizione, e vini eccellenti. 
Ma, oggi, sono qui per parlarvi solo ed esclusivamente della mia città “Natale”…concedetemi il gioco di parole: vi dò il benvenuto a Rimini
Anche se non abito più qui da anni, mi piace venire in centro, per fare una passeggiata con mio marito, di tanto in tanto, ed è sempre come rivedere questa meravigliosa città con occhi nuovi. Per noi è l’equivalente di essere turisti che “giocano in casa”, riusciamo a cogliere solo il meglio della città, le trasformazioni, gli abbellimenti…ed ogni volta, non possiamo fare a meno di restare basiti. Io poi, che qui, proprio a due passi dal centro, sono nata, devo ammettere che mi gonfio di orgoglio, quando cammino per la mia città.

Domenica mattina, per esempio, abbiamo deciso di concederci una “passeggiata d’Avvento” in questo salotto elegante che è Rimini. L’abbiamo trovata completamente immersa in un’atmosfera natalizia così coinvolgente che, non solo siamo tornati a casa talmente tardi che, il pranzo, si è praticamente trasformato in merenda ma, dopo due giorni, sono stata “costretta” a ritornare, per vedere il centro storico illuminato. Non ho potuto farne a meno! 
Se Rimini, normalmente, è una città d’arte bellissima, con tanti spunti di visita assolutamente interessanti, a Natale diventa un incanto: partendo dall’Arco d’Augusto, secondo me bello come non mai, da quando è stato valorizzato con aree verdi, dove sono state poste la giostra ed alcune casette del mercatino natalizio, in cui vengono venduti prodotti tipici e alcune creazioni artigianali; scendendo lungo il centro storico pieno di bancarelle del mercato tradizionale; soffermandosi sui chioschi di dolciumi, gioielli, oggettistica che, da sempre, rallegrando la meravigliosa Piazza Tre Martiri; fino ad arrivare in Piazza Cavour, dove altre casette del mercatino natalizio, fanno da sfondo alla bellissima pista di pattinaggio e all’ingresso della Vecchia Pescheria in cui, come da tradizione, gli artigiani espongono i loro prodotti, in un clima di gioiosa festa; se, a tutto questo, aggiungiamo chilometri di luminarie scintillanti ed eleganti, direi che Rimini palpita di Natale!

Io vorrei potervi mostrare la mia bella città, con gli stessi occhi pieni d’orgoglio con cui la guardo io: una città che negli anni, pur nelle difficoltà, certo (ma d’altronde, ditemi voi dove si trova il luogo in cui non esistono problemi), è cresciuta in maniera esponenziale, maturando come un bellissimo cigno.

Ecco, è proprio questa la metafora che voglio usare: avete presente la favola del brutto anatroccolo, che muta in un cigno elegante e meraviglioso? Io Rimini la vedo così.
Certo, amo la mia vita in campagna e, sicuramente, non potrei tornare a vivere nel caos di una città ma ciò, non mi impedisce di ammirare quello che è diventato il luogo in cui sono nata. In realtà, Rimini, ha sempre avuto grandi potenzialità, soprattutto da un punto di vista storico ed artistico: solo che ora le mostra al meglio!

In fondo stiamo parlando di un centro storico di origini antichissime: tenete conto che la mia bella città, è posizionata in un punto assolutamente strategico della Romagna. Non a caso da qui abbiamo, turisticamente e motociclisticamente (dai, concedetemi questo termine!) parlando, le porte spalancate sulle Marche, sull’Emilia, sulla Valmarecchia e, di conseguenza, sul Valico di Viamaggio e la sottostante Valtiberina, che immettono direttamente in Toscana e in Umbria. Oltre che uno sbocco diretto sull’Adriatico. Potete, quindi, immaginare come, i Romani, siano stati attratti da un tale concatenarsi di fortune geografiche.
Rimini ha tutto l’aspetto del Castrum romano, ne porta i segni indelebili sull’intera urbanistica e sui monumenti che fanno ancora parte del tessuto urbano, come l’Arco d’Augusto, l’Anfitetaro, la Domus del Chirurgo e il Ponte di Tiberio, da quando, dopo la Battaglia di Sentino del 295 a.C., i romani presero il controllo sull’Italia Centrale e, nel 268 a.C., fondarono una colonia che chiamarono Ariminum, uno stato parzialmente autonomo, legato a Roma per questioni giuridiche ed economiche.

Uno dei momenti più difficili per la città, fu di certo durante il Medioevo: in realtà, le problematiche legate alla guerra tra famiglie di parte Guelfa e quelle di parte Ghibellina, furono una piaga per tutta l’Italia Centrale, quindi Rimini non poté di certo esserne esclusa.

Le cose migliorarono nel XII secolo, quando la città divenne libero comune e, nel secolo successivo, quando iniziò un’ampia espansione urbanistica, con la costruzione di alcuni importanti edifici e spazi pubblici, come Palazzo dell’Arengo e Palazzo del Podestà, nell’attuale Piazza Cavour.

Quando i Malatesta, presero definitivamente il controllo di Rimini, nel 1295, fecero di questo centro la “capitale” della loro signoria.

Ovviamente, la città si espanse e, anche da un punto di vista architettonico, la signoria lasciò edifici degni di nota, come Castel Sismondo, o Rocca Malatestiana, oggi sede espositiva, e il bellissimo Tempio Malatestiano, la Cattedrale di Santa Colomba, alla cui edificazione e decorazione contribuirono, tra gli altri, Leon Battista Alberti, Agostino di Duccio e Piero della Francesca.

Volevo aggiungere uno: “Scusate se è poco”, ma non lo faccio…Cercate di capirmi, però! Il Tempio Malatestiano è, ancora oggi, un grande vanto per la nostra città! Bellissimo, unico nel suo genere, un vero agglomerato d’arte rinascimentale, che porta ancora i segni della prima edificazione, in periodo medievale.

Altri edifici religiosi degni di nota, sono senza dubbio la Chiesa di Santa Rita, la Chiesa di Sant’Agostino la Chiesa dei Servi e il Tempio di Sant’Antonio. Ma vi suggerisco anche una visita all’interessante Museo della Città, dove si ripercorrono le fasi salienti della storia di Rimini, attraverso pregevoli reperti.

A pochissimi passi dal centro storico, inoltre, superato il Ponte di Tiberionei secoli fedele alleato della viabilità riminese (sia lode ai romani!), si entra in un piccolo, grazioso, pittoresco borgo, che sembra completamente fuori dal nucleo urbano, invece ne fa parte: il Borgo di San Giuliano.

Un meraviglioso angolo, composto da casette basse e colorate, decorate con pitture murali, dove si possono trovare trattorie tipiche, barettini e, in occasione delle festività natalizie, anche alcune casette del mercatino.

Fare una passeggiata nel Borgo di San Giuliano, con le sue viuzze e le piazzette caratteristiche, con gli scorci ameni ed i profumi golosi, che escono dalle finestre delle piccole villette colorate, è quanto di più gioioso, si possa fare durante una visita alla mia città! Colori e profumi di Romagna…

E che dire di noi? Siamo romagnoli, siamo testardi e allegri, bonaccioni ma anche orgogliosi. E gran lavoratori.

Abbiamo la musica nel sangue, diluita col Sangiovese. E sappiamo far sentire a casa propria le persone. Anche se a volte dimentichiamo questo particolare.

Siamo rumorosi, indubbiamente, ma in maniera buona: basta parlare del Diobò, che funge praticamente da punteggiatura, nelle nostri frasi. Non è una bestemmia. E’ il punto, la virgola…e anche il punto esclamativo (Diobò!).

Siamo una terra di motociclisti: il romagnolo vero è nato sulle due ruote, e lo dico con orgoglio! Io andavo a Viamaggio, su un bellissimo Laverda, già quando ero nella pancia della mia mamma!

Siamo legati alla nostra terra e alla terra: i nonni contadini, sono quanto di più bello e vero, ci unisce all’infanzia e alla nostra realtà.

Siamo la terra dei passatelli (Diobò che roba), dei cappelletti, delle tagliatelle e della piadina; delle azdòre che, ricordo ancora, nei matrimoni di una volta, durante il pranzo, portavano mattarello e tagliere alla sposa, per vedere se sapesse tirare la sfoglia!
Come dice Raoul Casadei, nella canzone popolare “Romagna Mia”

 

Romagna, Romagna mia, 
lontan da te, non si può star!
Claudia B. (Diobò)

2 Commenti

  1. Guido PASINI

    Bellissimo racconto di una persona veramente innamorata della città NATALE. In poche righe è riuscita a raccontare, per sommi capi, ma essenziali, l'intera storia della città e le sue principali risorse artistiche. GRAZIE

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