Verucchio, un borgo per ogni stagione

Provate ad immaginare un delizioso borgo medievale, in cui il passaggio delle stagioni riesce ad amplificare la grazia sublime e la ricercatezza di ogni curva, come se si trattasse di una veste d’alta sartoria, cucita perfettamente sulle forme di una modella.
Un borgo arroccato su una collina che domina la Valmarecchia, in provincia di Rimini, con la propria imponenza storica.
Ecco, cari lettori, in realtà l’immaginazione non serve, perché questo luogo esiste davvero e si chiama Verucchio.
Dopo aver scritto racconti di viaggio per cinque mesi, mi sono resa conto di non avervi ancora parlato di Verucchio e, oggi, intendo rimediare a questa mia mancanza. Nel momento in cui ho iniziato a gestire il blog, mi sono ritrovata con così tanti itinerari per le mani, da dover cominciare per forza da una parte, dando la precedenza ad alcune mete!
Eppure, piano piano, lavorando sodo, sto recuperando tutto ciò che fa parte del mio bagaglio di scoperta, e lo propongo in Voce del Verbo Partire, mettendolo a vostra disposizione, con la speranza di darvi qualcosa di bello da leggere e un’idea in più per scoprire un luogo nuovo.
Sapete, direi che Verucchio, può davvero costituire quell’idea in più! Un viaggio tra Valmarecchia e Montefeltro; una vacanza al mare sulla costa romagnola; un itinerario di mototurismo; una gita giornaliera… Verucchio si sposa perfettamente con ogni possibilità di visita.
Così come si lascia “vestire” in maniera appropriata da ogni stagione, è in grado di inserirsi perfettamente nel contesto adatto ad ogni tipo di viaggio. Lo dico con cognizione di causa, dato che abitando vicino a questo gioiellino romagnolo, abbiamo trascorso più di una domenica qui, in occasione di feste, sagre, manifestazioni.
E non solo: Verucchio è anche il borgo che ha ospitato il nostro velocissimo matrimonio, nel dicembre del 2007! A tre giorni dal Natale, in un’atmosfera davvero intima e piacevole, questa sorta di presepe a grandezza naturale è stata la location delle nostre foto, prima della cerimonia civile. Un sogno…

Verucchio è un balcone sulla Romagna, sulla Valmarecchia e sulla Repubblica di San Marino, da cui si spazia con lo sguardo fino al litorale adriatico.

In estate e primavera, si gode di un panorama mozzafiato su colline, rocche, campi coltivati, sfumature di azzurro tra cielo e mare; in autunno e inverno, si tramuta nel punto di osservazione su un tappeto di nebbia o sul paesaggio innevato.

In questo senso, Verucchio trasmette costantemente la sensazione di ammirare acquerelli delicati, uniti in maniera da sbalordire il visitatore.

Il suo stesso nome, deriva dal latino “verrucula-verruculus”, ossia piccola verruca, proprio per la panoramica di cui si può godere, su tutto il circondario.

Il borgo di Verucchio è antichissimo, scavi archeologici fatti a più riprese, tra cui gli ultimi recentissimi, hanno portato alla luce alcune centinaia di sepolture appartenenti alla civiltà Villanoviana, databili tra il X ed il VII secolo a.C.!

La vicinanza con il fiume Marecchia, ampio bacino che permetteva collegamenti diretti con l’Adriatico e, di conseguenza, con le civiltà affacciate su di esso, ne fecero un centro fiorente e in continua crescita, anche in epoca romana.

In questo senso la vicinanza con Rimini, importantissima colonia romana (di cui ho scritto qui) e con le più importanti vie di collegamento terrestri, Flaminia ed Emilia, favorirono notevolmente la città.

Se durante il periodo romano, Verucchio poté svilupparsi nella parte bassa dello sperone di roccia, durante le invasioni barbariche si ripresentò la necessità di portarsi in cima alla collina, per ragioni difensive.

Nel X secolo, Verucchio venne donata ai Duchi di Carpegna, dall’Imperatore Ottone I: da quel momento, si protrasse un periodo di dominio fisso da parte di questa casata e da parte dei Montefeltro, fino al XII secolo… Fu proprio allora che i Malatesta, signori di Rimini, ampliarono la propria egemonia su Verucchio e diedero nuovo impulso a tutto il territorio romagnolo.

Anzi, fu proprio con l’avvento dei Malatesta, che le mire espansionistiche di Verucchio, unitamente alla necessità di proteggersi dai vicini nemici, primi tra tutti i Duchi di Urbino, resero indispensabile per il paese la fortificazione della Rocca e il rafforzamento dei baluardi difensivi, che la tramutarono in una sorta di cittadella.

Ancora oggi, ciò che maggiormente colpisce di questo borgo, ciò che attira lo sguardo sin da dieci chilometri di distanza, è proprio la grandiosa Rocca Malatestiana: solida e possente nel proprio rassicurante aspetto, è in grado di dominare la vallata e l’intero paese.

Splendida e visitabile, la Rocca ospita anche un gran numero di manifestazioni durante il corso dell’anno, come ad esempio le “Cene Medievali”, la “Rocca d’Incanto”, il “Verucchio Festival”, “Nel castello dei balocchi”, senza dimenticare la possibilità di sposarsi all’interno della fortezza, oppure nel cortile all’aria aperta

Anche nel borgo medievale, si svolgono tante sagre dedicate ai prodotti del territorio, soprattutto in estate e in autunno, per terminare con i “Mercatini d’Artigianato Natalizio” ed il “Presepe Vivente”, l’ultima domenica d’Avvento.

La quinta rappresentata dal paese e dalla Rocca, è magia ed incanto, per cui anche gli eventi che si svolgono qui, acquistano il sapore e la grazia dei tempi andati.

Vi garantisco che sorseggiare vino, muovendosi tra i vicoli del borgo nelle calde notti estive, oppure tifare per i partecipanti ad una gara di giochi antichi, durante una fiera millenaria, è un modo davvero intenso di vivere Verucchio.

Passeggiando per la pittoresche stradine, è possibile percepire un sussurro dal passato, una sorta di eco che narra dei Malatesta, della loro lotta per mantenere il controllo su questo borgo, voluto fortemente anche dal Papato e dal Duca d’Urbino.

Per due volte i Malatesta persero il diretto controllo sulla cittadina e, in seguito alla sconfitta definitiva inflitta da Federico da Montefeltro, il quale sottrasse con l’inganno la Rocca a Sigismondo Pandolfo Malatesta, Verucchio attraversò un periodo di declino, durante il passaggio tra le varie signorie.

Eppure, ciò che salta agli occhi ancora oggi, è la grandezza della roccaforte malatestiana: una perla della Valmarecchia, la bella Verucchio, un luogo imperdibile in cui si smette di pensare al presente, per lasciarsi completamente avvolgere dalla suggestione del passato.

Se i Malatesta potessero vedere lo splendore del loro amato possedimento, penso ne sarebbero davvero fieri.

Alla raffinatezza architettonica, fatta di vicoletti, passaggi pittoreschi, palazzine con pietra faccia a vista, continui affacci d’autore, visite di grande interesse storico, alla Fortezza, al Museo Archeologico, alla Chiesa Collegiata, si affianca una proposta gastronomica di grande pregio, con la presenza di ristoranti che propongono piatti tipici del nostro territorio.

Sulla Piazza Malatesta è gradevole la presenza di piccoli negozietti, quelli tipici dei paesini, graziosi e accoglienti, in cui ancora si può apprezzare la sincerità di un contatto umano. A dominare lo slargo, però, è il Palazzo Giungi, risalente al periodo che va dal Seicento al Settecento.

Imperdibile la salita alla Rocca del Passerello, che rappresentò il secondo fortilizio dei Malatesta, anche se sulla struttura venne edificato il Monastero di Santa Chiara: da qui, si può ammirare un fotogramma unico sulla Rocca Malatestiana!

Abbiamo passeggiato per Verucchio con il sole, con la nebbia, con la pioggia e con la neve. Ci siamo sposati qui in un terso pomeriggio di dicembre.

L’abbiamo ammirata dalla pianura sottostante, in mezzo ad un campo di girasoli. L’abbiamo apprezzata nel corso di sagre e manifestazioni.

L’abbiamo amata quando eravamo i soli a solcarne i vicoli acciottolati. Ora, tocca a voi, cari lettori, venire a scoprire col vostro cuore il borgo magico, che vi accoglie alle porte della Valmarecchia, pronto ad ammaliarvi e stregarvi…

Claudia B.

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