Cosa vedere a San Leo, itinerario nell’entroterra di Rimini

In occasione del blogtour organizzato da Altro Hotel di Bellaria Igea Marina (di cui ho scritto qui), ho avuto il piacere di scoprire la mia città adottiva, San Leo, attraverso una visita guidata d’eccellenza, gestita da chi veramente conosce tutto del borgo romagnolo: curiosità, storia e misteri. Ecco perché oggi, voglio raccontarvi cosa è possibile vedere a San Leo, durante una ricca giornata di visite.
Ricorderò sempre le parole di Tonia, blogger di “Valigia e Forchetta” e nostra referente durante l’evento, quando mi ha contattata. Sapete, io ero piuttosto preoccupata dal fatto che, essendo romagnola, ad Altro Hotel potessero preferire qualcuno proveniente da altre regioni. Tonia invece mi ha rassicurata con questa frase: “Non preoccuparti! A meno che non ti dispiaccia vedere zone che già conosci!”.
Ma io, che in questa terra così frizzante sono nata, la osservo, la visito e la vivo, come potrei mai stancarmi di lei? Nel meraviglioso e sempre sorprendente entroterra di Rimini, è possibile creare itinerari vari e coinvolgenti, percorrendo strade sulla storia, le tradizioni, i misteri e le leggende dell’Emilia Romagna, muovendosi tra paesaggi divini!
San Leo, infatti, ha saputo sorprendermi anche oggi, nonostante io l’abbia visitata milioni di volte. Mi ha lasciata senza fiato, grazie alle guide che ci hanno accompagnato durante il percorso, facendomela comprendere molto più a fondo. Ma mi ha emozionata tantissimo anche per empatia, mentre leggevo lo stupore ed il piacere, nello sguardo dei miei compagni di blogtour!
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Cosa visitare in Valmarecchia, nell’entroterra romagnolo.

Dichiarato “Borgo più bello d’Italia”, “Bandiera Arancione del Touring Club Italiano”, “Comune Gioiello d’Italia”, San Leo ha ottenuto anche il riconoscimento di località “American Friendly”.

San Leo si presenta come un piccolo agglomerato d’arte, che si innalza orgogliosamente al centro della Valmarecchia, l’area che ha ispirato i paesaggi di Piero della Francesca e Leonardo da Vinci.

La cosa incredibile è che, per quante volte tu ammirerai San Leo ed il suo inconfondibile profilo, per quante volte passeggerai per il suo bellissimo centro storico, visitando la Pieve, il Duomo di San Leone o l’imponente Fortezza, lo farai sempre al colmo dello stupore. Persino ogni volta che passo in auto, non posso fare a meno di alzare gli occhi verso la Rocca, che svetta maestosa sulla vallata, incutendo anche un certo timore.

La Valmarecchia è ricca di borghi ed edifici religiosi da scoprire, ma oggi vi dirò cosa vedere a San Leo. Perché passeggiare per i vicoli di San Leo, ammirandone la grazia, gli scorci pittoreschi, i bellissimi palazzi in pietra, gli affacci straordinari sulla vallata, significa perdersi ed uscire dalla vita di tutti i giorni, per assaggiare un pezzo di passato. Significa respirare profondamente l’arte. Significa fare un salto indietro nel tempo, senza bisogno della DeLorean (ringrazio sentitamente la saga di “Ritorno al Futuro”, per l’eventuale prestito).

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Breve storia di San Leo, antico Castrum Montefeltro.

Prima di raccontarvi il nostro percorso di visita e suggerirvi cosa vedere a San Leo in un giorno, vi lascio un paio di informazioni storiche. Ma giusto due, eh!

Prima di tutto dovete sapere che San Leo prende il proprio nome dall’eremita Leone, giunto qui dalla Dalmazia, insieme allo scalpellino Marino, fondatore della più antica repubblica del mondo. Sto ovviamente parlando della Repubblica di San Marino (di cui ho scritto qui), vicinissima a Valmarecchia e Montefeltro.

La regione storica del Montefeltro, di cui io vi ho spesso parlato nei miei diari di viaggio, prende a propria volta il nome da San Leo, anticamente conosciuta come Castrum MontefeltroUn’area importantissima, tanto da diventare Diocesi, di cui San Leo è sempre stata la “capitale”

Veramente, la città, fu davvero Capitale del Regno Italico di Berengario II d’Ivrea, re d’Italia dal 950 al 961. Di certo, San Leo ha visto scorrere sangue, ha assistito ad assedi, battaglie cruente e al passaggio di personaggi illustri, come San Francesco d’Assisi nel 1213, che qui ricevette in dono il Monte della Verna (ne ho parlato qui), e Dante Alighieri.
Nello stesso Forte di San Leo furono imprigionati personaggi noti, come Felice Orsini, reo di aver causato una strage, tentando di assassinare Napoleone III, ed il Conte di Cagliostro, famoso esoterista ed alchimista, condannato per eresia e rinchiuso a San Leo, dove morì il 26 agosto del 1795.

San Leo, fu a lungo contesa tra i casati di Malatesta e Montefeltro, in particolare dai loro principali esponenti, Federico e Sigismondo Pandolfo. Una disputa che, ironicamente, si è protratta fino al 2009. Infatti, dopo un referendum, i cittadini di 12 comuni della Valmarecchia, hanno deciso di passare sotto la Provincia di Rimini, rinunciando alla giurisdizione di Pesaro-Urbino. Io stessa, dopo essere stata adottata da San Leo nel 2008, sono stata marchigiana per un breve periodo!

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Cosa vedere a San Leo: Piazza Dante Alighieri.

La piazza principale, cuore del borgo di San Leo è dedicata a Dante Alighieri. In questo martedì di metà giugno, la troviamo immersa nella pace più assoluta. Ci sono turisti, certo, ma tutti visitano i siti in religioso silenzio, con rispetto, assorbendo a loro volta la serenità del momento.

Sulla bella piazza di forma triangolare, si affacciano eleganti edifici in pietra, il Palazzo Mediceo sede dello IAT e del Museo di Arte Sacra, l’abside della Pieve di Santa Maria Assunta. Qui si è avvolti da un’anima vintage, dove tutto è perfetto, fuori dalla realtà e a misura d’uomo.

Le persone si fermano a salutarti, sostano al bar per un caffè, da bere rigorosamente davanti al giornale. Scambiano quattro chiacchiere per informarsi sugli ultimi pettegolezzi! Amo quest’aura da romanzo, che emana San Leo. Credo sia uno dei suoi punti di forza.

In uno scorcio a ridosso del Palazzo Mediceo, è possibile ammirare la fiancata del Duomo di San Leone, vicino cui svetta la Torre Civica. Ma a dominare su tutto come un gigante possente, silente e attento, è la Fortezza di San Leo, gioiello dell’architettura militare, riedificato su progetto del senese Francesco di Giorgio Martini. Da ogni angolo del borgo, se ne possono scrutare i tratti.

Piazza Dante Alighieri e l’intero centro storico, si animano ogni anno in occasione dell’anniversario della morte del Conte di Cagliostro, quando viene organizzata la manifestazione “AlchimiAlchimie”. Un mercatino dell’artigianato lungo le vie del paese, artisti itineranti, conferenze e rievocazioni legate alla misteriosa figura di Giuseppe Balsamo. Poi, per finire, fuochi d’artificio sul Forte, accompagnati da un’incantevole colonna sonora. Uno spettacolo impossibile da descrivere a parole.

A San Leo è d’obbligo perdersi tra vicoli e stretti passaggi a volta, soffermandosi sulle botteghe d’artigianato. E’ un balsamo mentale focalizzare l’attenzione su scorci e panorami, che si aprono sulle variopinte vallate di Valmarecchia e Montefeltro, dove si rincorrono sempre particolari giochi di luce, che le rendono magiche.

Impossibile non fermarsi ad assaggiare i prodotti tipici del nostro territorio, come ad esempio il miele, che qui viene prodotto in maniera naturale e, vi garantisco, è delizioso. Ma anche salumi, formaggi, pane e piadina. San Leo, in fondo, incarna l’anima della Romagna e delle Marche, di cui ha fatto parte per anni, perciò è un crocevia di sapori e profumi.

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Cosa vedere a San Leo: Pieve di Santa Maria Assunta.

I due edifici religiosi del centro storico, sono un esempio sublime di arte romanica. La Pieve di Santa Maria Assunta, la cui data di costruzione è incisa nella pietra, è la prima testimonianza architettonica della cristianizzazione del Montefeltro.

Sia il Duomo di San Leone, che la Pieve di Santa Maria Assunta, sono costruiti sulla roccia e, curiosamente, non hanno un portale d’ingresso disposto sulla facciata. Il motivo è semplice. Secondo la tradizione e la simbologia cristiana, l’abside doveva venir edificato verso oriente. Posizionandoli in questo modo, però, la facciata coincideva con un piccolo dirupo. Per cui il portale d’ingresso venne posto su un lato.

La pieve era la chiesa del popolo, questo è il suo significato ed utilizzo. All’interno presenta numerose simbologie, come sette arcate, suddivise da un’alternanza di colonne e pilastri, sormontati da capitelli diversi tra loro. Immagini che dovevano essere una vero e proprio libro, per le persone che vi entravano, perlopiù analfabete.

All’altare si accede salendo una scala, come simbolo di ascensione verso il divino. Il ciborio che sovrasta l’altare, rappresenta quelle che erano le tende sotto cui i primi patriarchi, si riunivano per diffondere la parola di Dio.

La cripta, al contrario di quanto si possa credere, non è sotterranea, ma sorge a livello di Piazza Dante Alighieri. Molto suggestiva, con la successione di volte a botte, che creano un ambiente intimo e silenzioso.

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Cosa vedere a San Leo: Duomo di San Leone.

Il Duomo romanico di San Leone, venne costruito nel VII secolo, quando Montefeltro divenne sede della Diocesi. Tra le varie curiosità presenti all’interno, vi sono due leoni che somigliano a tutto fuorché all’animale da noi conosciuto! In effetti, così come per tutti gli animali rappresentati nell’antichità, gli artisti li scolpivano in base alle descrizioni fatte da chi li aveva visti, senza un contatto visivo diretto! Pertanto ottenevano stranissime figure, tutte da interpretare. Ad esempio, più le osservo, più mi sembrano una foca, ed una tartaruga marina…

Una vera particolarità, è data dall’area del fonte battesimale. Ogni anno allo scioglimento delle nevi, l’acqua filtrava all’interno attraverso un rudimentale sistema di canalizzazione. Il momento coincideva con il periodo pasquale durante il quale, se ci pensate, ancora oggi viene benedetta l’acqua per il battesimo! Insomma, ogni tradizione del passato, si rifà in qualche modo alla necessità di sfruttare i cicli della natura.

Nella cripta del Duomo di San Leone, è conservato il coperchio del sarcofago che conteneva le spoglie del Santo, oltre ad una reliquia. La verità è che il corpo venne trafugato dall’Imperatore tedesco Enrico II ma, secondo la leggenda, i cavalli che lo trasportavano non gli permisero di proseguire oltre Voghenza (Ferrara). Era come se il Santo si stesse rifiutando di lasciare i confini dell’Emilia Romagna! In seguito, la città di Voghenza donò a San Leo una reliquia di Leone.

Nel Duomo di San Leone si tengono spesso stupendi concerti. E’ passato alla storia quello di Ennio Morricone, nel 2010. Il grandissimo maestro, è anche cittadino onorario di San Leo.

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Cosa vedere a San Leo: la Torre Campanaria.

La Torre Campanaria che, in passato, faceva parte della cittadella vescovile, oggi resta isolata. Un corpo unico che svetta sul borgo. Saliamo lungo un sentierino arroccato, che porta su un punto panoramico stretto tra la Torre Campanaria ed il Duomo di San Leone.

Da qui, oltre che ammirare la Fortezza in tutta la sua grandiosa imponenza, chiusa in una cornice di verde, è possibile vedere una vasca sacrificale, di cui ignoravo totalmente l’esistenza, ed il sistema di canalizzazione delle acque, con cui si convogliava la neve sciolta nel fonte battesimale.

Dalla Torre Campanaria, parte anche una stradina che conduce fino al Belvedere di San Leo, un punto panoramico sulla Valle del fiume Marecchia.

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Cosa vedere a San Leo: il Palazzo Mediceo e il Museo di Arte Sacra.

Il Palazzo Mediceo di San Leo, è anche sede dello IAT, dove è possibile reperire materiale informativo, acquistare biglietti e chiedere delucidazioni su visite ed itinerari.

Elegante edificio in pietra, vi si accede da un monumentale portale a tutto sesto. Ai pani superiori, ci lasciamo rapire dalle esposizioni: statue, paramenti sacri, paliotti in gesso con splendide rappresentazioni dai colori sgargianti. Si tratta di pannelli che decoravano le chiese dove, al contrario di quanto si crede, vi erano tante tonalità vivaci e sgargianti.

Notevole anche il tabernacolo ligneo, proveniente dal vicino Convento di Sant’Igne. Si tratta di un pezzo rappresentativo del Rinascimento qui in Montefeltro.

Nel Museo di Arte Sacra, si trovano diversi dipinti, alcuni della scuola del Caravaggio e del Botticelli. Insomma, una vera chicca, un’esposizione imperdibile, durante una visita a San Leo.

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Cosa vedere a San Leo: la Fortezza.

Salire al Forte di San Leo, non è esattamente una passeggiata rilassante, ma la fatica viene ampiamente ripagata. Non solo dai panorami incantevoli sul borgo e sulla vallata, ma anche dalla storia e dalle curiosità che caratterizzano la Rocca. In alternativa, si può utilizzare la navetta che parte da Piazza Dante Alighieri.

Siamo molto fortunati, perché la nostra guida lavora alla Fortezza di San Leo da ben 26 anni, per cui ascoltarla è come leggere un romanzo avvincente!

L’aspetto della rocca è mutato nel corso dei secoli, vuoi per i rifacimenti subiti, soprattutto per volere di Federico da Montefeltro, vuoi perché San Leo sorge su un colle calcareo soggetto a crolli e cedimenti, che ha intaccato spesso l’architettura. L’ultimo smottamento risale ad un paio di anni fa e, fortunatamente, non ha provocato danni a cose o persone. Ricordiamo ancora tutti con sgomento, quel momento di grande paura.

Il Forte di San Leo è da sempre considerato una roccaforte inespugnabile, costruito a picco su un costone di roccia. Solo le truppe fiorentine di Antonio Ricasoli riuscirono a conquistare San Leo, nel 1517, con un espediente davvero diabolico. Altrettanto “diabolica”, è la rappresentazione che il Vasari fece di questo evento, in un affresco di Palazzo Vecchio. Il buon Vasari compose si un capolavoro, ma pieno di errori storici e geografici, come ad esempio la posizione del fiume Marecchia e alcuni particolari architettonici del Forte, che ci fanno capire come in realtà egli non venne mai a San Leo. Malissimo!

Il fascino della Rocca di San Leo è di certo nella sua storia avvincente, fatta di aneddoti e giochi di potere, ma è anche legato alla sua funzione di prigione. Qui, oltre a Felice Orsini, venne rinchiuso il misterioso e controverso personaggio che risponde al nome di Giuseppe Balsamo.

Siciliano di origine, egli viaggiò in Italia ed in Europa, costruendosi una bieca nomea e sollevando le ire delle forze dell’ordine e della Santa Sede. Si trovò invischiato in situazioni spesso non troppo chiare, come lo scandalo della collana in Francia. Ma, in genere, le accuse che gli si rivolgevano, erano di eresia, alchimia, furto, truffa. Si diceva che con il solo sguardo, potesse indurre le persone a fare ciò che lui voleva!

Entrò a far parte della Massoneria, probabilmente più per una sorta di opportunità, che per una scelta ponderata. Fu in quel momento che ripulì completamente la propria immagine, ed il proprio passato, cambiando anche il nome: da Giuseppe Balsamo, rinacque Conte di Cagliostro. Ma la pulizia della fedina penale, durò molto poco.

In realtà la sua personalità spaventava, perché era il classico personaggio in grado di diventare un leader. Quando venne arrestato, fu inviato in un posto sconosciuto, fuori dalle rotte, impossibile da raggiungere: la Rocca di San Leo. Venne sistemato in una prima cella, antica cassaforte della fortezza. Poi, fu trasferito nella cella di massima sicurezza in cui morì, dopo oltre cinque anni di detenzione.

Era controllato a vista 24 ore al giorno, da due postazioni di vedetta. Non poteva leggere, né scrivere. Aveva una sola finestrella, affacciandosi dalla quale, tutto ciò che vedeva erano il Duomo di San Leone e la Pieve di Santa Maria Assunta. In quelle immagini religiose, secondo i suoi carcerieri, avrebbe dovuto trovare risposta ai propri peccati.

In realtà, la finestrella aveva un sistema di tre grate, disposte in modo tale che, guardandole a lungo, si affaticava la vista, pertanto la persona era costretta a rintanarsi nella propria buia prigione.

Cagliostro morì nella sua cella a San Leo, il 26 Agosto del 1795. Il corpo venne trasportato in paese e momentaneamente disposto in un pozzo, mentre gli armigeri si recavano a bere in una vicina taverna. Secondo la leggenda, anni dopo, quando i soldati di Napoleone entrarono a San Leo, esumarono il teschio del Cagliostro, utilizzandolo come calice per brindare alla liberazione della sua anima.

Dovete sapere che, nel corso dell’anno, vengono organizzate vere e proprie scenografie storiche al Forte di San Leo, dove personaggi in costume, guidano i visitatori attraverso la narrazione, permettendogli di assistere ad uno spettacolo “live” del passato. Un incontro diretto col Conte di Cagliostro, deve essere un evento indimenticabile!

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Cosa vedere a San Leo: la Fortezza di San Leo e la Massoneria.

Nelle sale della Fortezza di San Leo, oltre ad alcuni strumenti di tortura che non vennero mai utilizzati in questo sito, si possono osservare oggetti legati alla pratica della medicina, armi storiche e, soprattutto, un’esposizione sulla Massoneria. Ci sarebbe un capitolo a parte da aprire su questo argomento, ma il rapporto tra i Massoni ed il borgo di San Leo, è sempre stato profondo. Ancora oggi, sono proprio i Massoni che portano fiori sul letto di morte del Conte di Cagliostro.

La Massoneria nacque come corporazione, si trattava di muratori che si unirono in un’associazione, grazie alla quale si aiutavano e sostenevano. Col tempo la società divenne “segreta”, ma mantenne sostanzialmente le caratteristiche con cui era nata. Non a caso, i simboli della Massoneria sono la cazzuola, il martello ed un paramento che ricorda il grembiule con cui, il muratore, proteggeva gli abiti.

Nel corso dei secoli questa associazione è divenuta sempre più influente e potente, non è un caso che alcuni dei più importanti personaggi storici, oltre ad alcuni nomi noti dello spettacolo, appartenevano (ed appartengano) alla Massoneria. Uno fra tutti il Generale Washington. Infatti, simbolo del dollaro, è proprio l’occhio posto al centro del triangolo, che rappresenta la Massoneria.

Due Massoni noti in ambito italiano, sono Cavour e Totò. Oggi, soprattutto dopo i sanguinosi eventi verificatisi in Italia negli anni Settanta, i membri della Massoneria non sono più segreti, ma devono regolarmente registrarsi e rendersi noti alle forze dell’ordine.

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Cosa vedere a San Leo: Il Convento di Sant’Igne.

Se siete a San Leo, vi consiglio anche di recarvi al vicino Convento di Sant’Igne, del XIII secolo. Vi è conservato un pezzetto dell’albero, sotto cui predicò San Francesco. Si trova poco fuori dal centro abitato, sulla strada che porta verso Secchiano. Da qui, si gode di una prospettiva mozzafiato sul Forte, che permette di ammirare il lato costruito a ridosso dello sperone roccioso. Inespugnabile, grandioso, potente.

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Dove mangiare a San Leo.

In occasione del nostro blogtour, l’Ufficio IAT di San Leo ha organizzato qualcosa di davvero speciale. Un pranzo allestito nelle sale del Palazzo Mediceo, al quale hanno contribuito diversi ristoranti e bar del centro storico. In questo modo, sono in grado di consigliarvi con maggiore cognizione di causa, dove mangiare a San Leo.

 

  • “Il Bettolino”: insalata di verza con Formaggio di Fossa, olio tartufato, melograno; rotolini di salumi, formaggio ed erbe; carpaccio.
  • “Il Castello”: ravioli al Formaggio di Fossa di Talamello.
  • “La Rocca”: strozzapreti di farro con ceci e zucchine.
  • “Le Guardie”: piadine miste con salumi e formaggi; cassoni.
  • “Alchimia”: pizza.
  • “La gelateria di San Leo”: gelato artigianale.

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San Leo informazioni pratiche.

Non vi dirò come raggiungere San Leo: navigatori satellitari, Google Maps, ViaMichelin, lo faranno di certo meglio della sottoscritta. Ciò che dovete sapere è che, poco prima di raggiungere il centro storico, vi è un ampio parcheggio gratuito per auto, bus e camper, dotato anche di servizi igienici. Da qui, il borgo si raggiunge con una breve camminata.

I parcheggi sono presenti anche nel centro storico, che quindi non è soggetto a ZTL, tranne per eventi e feste. Le soste sono a pagamento, anche se alcuni posteggi sono liberi o coperti da disco orario. Ma ovviamente sono pochi. C’è una piccola zona riservata alle moto (che si potrebbe anche potenziare, eh!). Inoltre, vicino alla scalinata che conduce in Piazza Dante Alighieri, vi sono dei bagni pubblici.

Per salire al Forte, in alternativa alla camminata, si può utilizzare un servizio navetta a pagamento, con partenza nei pressi del Palazzo Mediceo.

Per orari e giorni di apertura, costo e tipologia dei biglietti, visite ed eventi, vi invito a contattare l’Ufficio IAT:

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Voglio terminare questo mio post dedicato a San Leo, citando le parole del compianto Umberto Eco, che del borgo aveva la cittadinanza onoraria:

La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese

Claudia B.

28 Commenti

  1. Claudia, non sono mai stata. A San Leo, ma con questo post devo dire che mi hai dato tanti buoni motivi per visitarlo. Piccolo ma con tanto da raccontare.
    Ok, mettiamola così. Hai cambiato regione purnon muovendoti, a livello storico vivi di “incontri” con persone che la storia l’hanno fatta, e infine il tuo racconto è coinvolgente.
    Se divessi passare so già a chi chiedere di farmi da guida :*
    Bellissimo post! 🙂

    1. E io sono felice di avertela fatta conoscere! San Leo è bellissima e adatta anche a chi ha dei bimbi, perché la fortezza e la sua storia, riescono a coinvolgere grandi e piccoli.
      Poi sai, passeggiare per quei vicoli è un vero divertimento, come muoversi in un libro di fiabe 😊.
      In effetti io ho la fortuna di vivere in una zona ricca di luoghi bellissimi, praticamente viaggio anche quando sono a casa!
      Se passi da queste parti fammelo sapere perché, prima di tutto ti abbraccerei volentieri, seconda cosa potrei accompagnarvi a vedere qualche piccola deliziosa perla della Romagna!
      Bacioni,
      Claudia B.

  2. Claudia sono uno scandalo, lo ammetto…non sono mai stata a San Leo, che se vuoi ci può pure stare, ma mi rendo conto che della regione Emilia Romagna conosco giusto Bologna e Forlì 😨…nemmeno mai stata in riviera 😅 ehm…
    À proposito dello sciagurato Conte di Cagliostro mi angoscia solo l’idea dei 5 anni trascorsi in quel buco, tra l’altro mi chiedevo se quella pseudo finestra avesse i vetri a proteggere dal freddo invernale…
    Comunque, per (s)fortuna mi si prende per la gola, bellezza, fascino e orrori nella memoria della ricchezza storico-artistico-culturale che moltissimi luoghi offrono (San Leo è particolarmente curato) finiscono sempre per lasciarmi un sapore appagante…ovviamente i cassoni sono indispensabili!!! 🤗

    1. I cassoni risolvono ogni problema Ester 😂😂😂!
      Sai che ci può stare il fatto che spesso di una regione, oppure di un territorio, conosciamo solo alcune località! Penso sia normale, perché non sempre c’è la possibilità di approfondire le visite, per mille ragioni, come ad esempio la mancanza di tempo. Oppure siamo costretti a scegliere i nostri viaggi in maniera limitata, nel senso in determinati periodi dell’anno, per cui decidiamo di allontanarci dall’Italia. Lo faccio anche io, te lo assicuro!
      In questo penso che il nostro essere blogger, però, aiuti tanto. Perché mostriamo e facciamo conoscere luoghi che, alla fine, possono far comprendere quanto valga la pena organizzarvi un viaggio. Anche fosse solo per pochi giorni! Quindi ben venga la consapevolezza, il resto viene da sé!!!
      È, detto fra noi…no, niente vetri per il Conte. E i nostri inverni sono davvero rigidi e nervosi…
      A presto Ester!
      Claudia B.

  3. Ciao! Sono stata di recente a San Leo in occasione di un meeting tra blogger di viaggio e di cucina, beh, che dire…incantevole!! Una fortezza con questo impatto scenografico nel panorama della zona, non l’avevo mai vista…

  4. Avrei dovuto partecipare anche io a questo bel tour, ma purtroppo avevo un esame universitario ed ho dovuto rinunciare.

    Questo borgo è veramente bello ed il titolo di “Miglior Borgo d’Italia” se l’è meritato in pieno.

    Mi piacerebbe visitarlo, un giorno, sicuramente, ci organizzo una visita!

    1. Ti avrei incontrata così volentieri, mi dispiace che tu non sia potuta venire 🙁 L’evento è stato molto bello, e la giornata organizzata a San Leo, ha saputo davvero sorprendere tutti. Merita di essere visitato, scoperto con calma, è uno di quei gioielli italiani di cui dobbiamo andare fieri. Quando potrai organizzare una visita, vedrai che non ti deluderà!
      Claudia B.

  5. Marina_damammaamamma

    Ciao, non sono mai stata a San Leo, molte volte in Romagna ma solo per le spiagge, dovrò rimediare, da come racconti ci sono moltissime cose da vedere!

  6. Come sempre leggere questo post mi ha fatto sentire come se stessi camminando per le strade di san leo! L aria che si respira: le botteghe,il caffè davanti al giornale, i gossip del paese…si percepiscono anche da qui! La rocca è una meraviglia e la storia travagliata del Conte è avvincente come un romanzo! Hai capito quel furbone dl Vasari??? Che ha fatto finta di essere stato in un posto imbrogliando tutti! 😉 ho ancora l’ acquolina in bocca per tutto quel popò di roba da mangiare che hai suggerito! E credo che la fiera con i fuochi artificiali come gran finale potrebbe essere il momento giusto per visitare questo borgo così bello che io ovviamente non ho mai visto (, la mia ignoranza riguardo ai posti TOP italiani è imbarazzante) quindi: grazie per il meraviglioso viaggio virtuale! 😉 un bacione

    1. Tu Sere accantona tutto, così sai che, quando tornerai in Italia, ci saranno tanti begli itinerari pronti per te 🙂
      La storia di San Leo è affascinante, soprattutto perché abbiamo trovato guide in grado di mostrarci le curiosità, oltre che eventi e date storiche. Ma quella del Conte di Cagliostro è il top. Si tratta di un personaggio reale, controverso, che ha tanto da dire ancora oggi! Per cui l’interesse non scema mai.
      E ti garantisco che “AlchimiAlchimie” è davvero una manifestazione che ti lascia stupito e senza parole, stupenda!
      Un bacione Serena, grazie per le belle parole e per essere passata!
      Claudia B.

    1. Ti racconto questo aneddoto. Durante la visita alla cella in cui Cagliostro morì, la nostra guida chiude la porta. Penso si veda dalla foto. Eravamo in sette lì dentro, eppure ho percepito un attimo di angoscia. Pensare a lui, serrato lì per oltre cinque anni, oltretutto più perché spaventava come figura, che non per crimini veri e propri, mi ha turbata.
      Storia e personaggio davvero affascinante!
      A presto Stefania,
      Claudia B.

    1. Oddio Anna mi hai fatta morire 😂! Posso comprendere la reazione, però: quando abbiamo visto quel banchetto, non abbiamo più capito nulla nemmeno noi!
      Sono felice che la tua esperienza in Romagna ti abbia fatto conoscere anche i cassoni, che sono parte della nostra gastronomia, insieme alla piadina 😊.
      Claudia B.

  7. mariacarla

    La Romagna è una terra stupenda. Spesso vado a Rimini dove abita una mia carissima amica, un week end mordi e fuggi giusto per vederla e fare un bagno. Avevo sentito parlare di questo posto, ma non l’ho mai visitato. Mi rendo conto di essermi persa davvero tanto. In un borgo così piccolo tanta storia e tanta arte! Al di la delle chiese romaniche che io adoro, sono rimasta affascinata dal chiostro del convento. Sarà forse perchè i chiostri in generale mi mettono tanta serenità. Per farla breve la prossima volta che andrò a trovare Betta, meno spiaggia e visita a questo stupendo paesino

    1. Mi fa piacere di essere riuscita ad incuriosirti, Maria Carla! San Leo è stupenda, un gioiello, è bastano poche ore per scoprirla a fondo, senza nemmeno bisogno di rinunciare completamente al relax in spiaggia!
      Anche io adoro i chiostri, quindi posso capire che tu sia rimasta affascinata da Sant’Igne, anche perché essendo poco turistica, vi si respira una sensazione di grande serenità.
      Mi raccomando, vieni a visitare San Leo, ne vale davvero la pena 😊.
      Claudia B.

  8. Esponetemi in pubblica gogna…non sono mai stata in questo gioiellino e tocca assolutamente rimediare. La storia che c’è dietro gli restituisce un fascino pazzesco! E mi espongo nuovamente in piazza….ehm non conoscevo proprio tutta la storia di Cagliostro. Sei meglio di un libro si storia Clà!
    Ma cosa non è quella fortezza. Magnifica e superba! *_*
    E poi gli eventi, le rievocazioni sono tutte da vedere e da vivere ma proprio tutte.
    E infine cara Claudia mi hai dato la mazzata finale sul cibo. Come hai potuto?
    Quindi se io commettessi un qualsiasi reato (un omicidio per esempio) e poi mi ribattezzassi CagliOrsa dici che non me la caverei eh?!
    Però da quella cella bloggherei nella pace dell’anima! 😀 😀

    1. Credevo di aver letto male😂😂😂 Tu sei grande, ti lasciamo bloggare in pace nella cella VIP CagliOrsa, #staiserena che intercedo io per te col sindaco!!!
      Sarà bella San Leo??? Da ovunque tu arrivi, vedi subito la Fortezza all’orizzonte, maestosa e mozzafiato! Sembra un prolungamento dello sperone di roccia. Natura e uomo hanno veramente lavorato insieme.
      Addirittura meglio di un libro di storia? Guarda che di certo anche stavolta ho fatto un botto di errori, meglio non fidarsi della mia memoria 😉!
      So che il finale sul cibo è stato un tiro mancino. Ti dico solo che, persino noi, non potevamo credere ai nostri occhi, un’accoglienza stupenda sotto ogni punto di vista.
      E le manifestazioni di San Leo, le consiglio tanto quanto il cibo😍.
      Un abbraccio,
      Claudia B.

  9. Eh lo sapevo che leggendo avrei scoperto molte altre cose su San Leo! Noi abbiamo visitato solo la fortezza e brevemente il borgo! L’ho amato anche se quel giorno c’era brutto tempo 😢 Ho patito tanto nella cella di cagliostro…ma tuttavia penso che il fatto di avere una finestra sul mondo esterno possa salvarti dalla pazzia in tanti anni di reclusione! Ps io per salire ho preso la navetta 😆😆😆

    1. Non vale Lucia!!! Ma come hai preso la navetta! Guarda, noi alla fine avevamo più o meno la lingua in terra, anche perché la giornata era davvero calda. A favore del sentiero, c’è da dire che è all’ombra, altrimenti (forse) non saremmo qui a discuterne…
      In effetti una volta era più semplice salire a piedi al Forte, perché si poteva usare la strada normale, che è decisamente meno erta. Ma ora è chiusa, per lasciare circolare le navette senza pericoli.
      Sono felice che tu abbia apprezzato la mia città adottiva, anche col tempo bruttino 🙂 . Mi spiace però che la visita sia stata un pò rapida. Io, nonostante San Leo la conosca, giuro che sono rimasta ammaliata dai particolari e dalle curiosità. Non me ne sarei più andata!
      Bacioni,
      Claudia B.

  10. Anonimo

    Ci sono andata anche io molte volte, l' ultima in inverno e di notte con la pioggerella sottile che sembra nebbia e che da un gran fastidio ma sono riuscita lo stesso a fare bellissime foto. Ero di passaggio, stavamo andando a Talamello a mangiare l'ambra. Quindi è stata una serata speciale, ma è ora di fare una bella visita guidata per rispolverare la storia. Grazie Claudia

    1. Io mi sento di consigliarti una visita speciale, in notturna, ad agosto in occasione di AlchimiAlchimie, perchè si scopre una San Leo ancora diversa, da ciò che già si conosce; oppure, non da meno, una visita al forte durante le visite guidate fatte da personaggi in costume…guarda vorrei definirlo un “film storico”! Un momento davvero speciale, per rendere il tutto magico e diverso!
      Ti lascio il link del sito, su cui vengono aggiornati tutti gli eventi e le date: http://www.san-leo.it
      Claudia B.

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