Viaggio fra i Castelli del Trentino: quali vedere in cinque giorni

Dopo 10 anni di viaggi insieme, uno dei dialoghi tipici della nostra vita di coppia, quando preparo un itinerario, è qualcosa di simile….

Io:”Basteranno solo 70 castelli e 90 borghi in cinque giorni? Magari aggiungiamo qualcosa in corso d’opera!” ;
Marito : “————————–“.

Il vuoto. Accompagnato da uno sbadiglio e da un’occhiataccia. Ma, alla fine, vincono sempre l’entusiasmo e l’ostinazione della sottoscritta!

Ed è proprio in questo modo, che siamo partiti per il viaggio del capodanno 2011-2012, alla scoperta dei Castelli del Trentino, dei borghi iscritti nel circuito “I Borghi più belli d’Italia” e “Bandiera Arancione”.
La prima meta e’ stata il delizioso borgo di Ala, di origine romana, il cui centro storico e’ prettamente barocco. La sosta ideale per chi, dopo ore di auto, desidera passeggiare per le vie di un piccolo paese da cartolina, piuttosto che starsene mezz’ora fermo a “pascolare” in un autogrill.

Vie acciottolate, gradevolmente fiancheggiate da palazzetti storici che, nel nostro fortunato caso, erano incorniciati da un cielo terso. Poche persone in giro, la maggior parte concentrate nella Piazza San Giovanni, dove si affacciano l’omonima chiesa e il Municipio.

Su tutto l’abitato, poi, svetta la mole imponente (e, purtroppo, “chiusa” nonostante l’orario) della Chiesa di Santa Maria Assunta. Il panorama sul borgo e sulla valle è veramente splendido da qui!

Ripartiamo, quindi, alla volta di Rovereto, per la visita del castello sede del Museo Storico Italiano della Guerra. Avevamo visitato la cittadina già due anni fa, in occasione di una due giorni dedicata ai mercatini di Natale.

Purtroppo non abbiamo potuto approfittare degli spazi esterni del Castello di Rovereto che, come ci spiegava una delle curatrici, vengono ampiamente sfruttati durante l’estate, come area di riposo e pic-nic. Il 29 dicembre, col tempo in leggero peggioramento, ci siamo accontentati di alcune foto scattate durante la passeggiata dalla biglietteria al cortile d’ingresso!

La mostra permanente espone numerosi cimeli delle guerre più importanti della storia d’Italia. Personalmente ho molto apprezzato la sezione dedicata alle uniformi d’epoca, perfettamente conservate. Attualmente c’e’ anche una mostra speciale dedicata alla Libia e al ruolo sostenuto dall’Italia in questo paese.
Quando visito i “musei della guerra”, come è già successo in passato, arrivo alla fine della visita piuttosto turbata. Specialmente dopo aver letto passi di diari e cartoline, che i soldati inviavano dal fronte. È un po’ come violare i sentimenti e la vita privata di persone che non ci sono più, che sono state strappate alla loro quotidianità senza possibilità di appello e che, oggi, rivivono momentaneamente attraverso le parole lasciate sulla carta. Senza pensare che un giorno, sarebbero entrate a far parte di un museo.

Molto diversa è stata la visita pomeridiana al Castello del Buonconsiglio di Trento. Come per Rovereto, avevamo già avuto modo di scoprire la città in precedenza.

Il castello è una vera e proprio residenza, splendido nel suo genere, non tanto per gli arredi, di cui restano poche testimonianze, quanto per i cicli di affreschi e gli stucchi! Un tripudio di meravigliose opere volute dai principi vescovi, che avevano qui la loro residenza. La Loggia del Magno e i giardini interni, gradevolissimi anche in inverno, sono l’apice della visita, una gioia per gli occhi!Consiglio a tutti di approfittare del biglietto cumulativo per le “Quattro sedi del Buonconsiglio” che, con una quota davvero ragionevole di 12 euro a tariffa intera, oppure 8 euro a tariffa ridotta (si ottiene anche presentando l’Ikea Family Card), dà la possibilità di visitare: Castel Thun, Castel Stenico e Castel Beseno, oltre al Castello del Buonconsiglio.
Inoltre, sempre per rimanere in tema di buoni consigli, evitate di sostare lontano dal sito. All‘ingresso di Trento, infatti, c’e’ un grandissimo parcheggio che consente di lasciare l’auto per due ore, col disco orario. Il tutto sarebbe comodissimo non fosse che, la visita agli interni ed ai giardini, è piuttosto lunga, anche se fatta autonomamente.

Esiste un parcheggio di fronte al castello stesso e, con un po’ di fortuna e pazienza, si può aspettare che esca qualcuno: credetemi, è molto meglio!
Al termine della visita, ci dirigiamo verso Pergine Valsugana, dove abbiamo prenotato una stanza con cucina in un residence delizioso e pulitissimo, gestito da due giovani fratelli, molto gentili e disponibili.

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La nostra prima mattina in Trentino inizia con un tempo che minaccia neve. Ma, per dovere di cronaca, devo dire che di neve ne abbiamo vista solo in cartolina: insomma, la minaccia non si è concretizzata!

È quindi con un grigiore un po’ fastidioso, che siamo partiti alla volta della Val di Non, piuttosto vicina a Trento, per la visita del meraviglioso Castel Thun.
Immaginate una splendida residenza nobiliare, circondata da filari di meli (in primavera deve essere mozzafiato). Affacciata su di una vallata appena striata di neve, ad intervalli viene illuminata da spiragli di sole, che cercano di farsi spazio tra le nuvole…Meraviglioso!
Arrivare al parcheggio del castello è piacevole, ci sono tratti in cui si possono scattare fotografie davvero suggestive. Un poco più noiosa la questione del pagamento del parcheggio stesso. Non tanto per il pagamento in sé, seppure le tariffe sono alte, quanto per l’assenza di una macchinetta per cambiare i soldi. Abbiamo perso un quarto d’ora nel tentativo di racimolare tutti i centesimi possibili…per scoprire poi che, anche se avessimo messo solo un euro, nessuno ci avrebbe multati, tanto ciò che conta è che ci sia un biglietto !
La salita al castello è il preludio alla bellezza che ci attende una volta dentro le mura: dai giardini affacciati sulla vallata, agli strepitosi interni, con il susseguirsi delle sale ricche di arredi e decori, appartenuti ad una delle famiglie più potenti della regione.

Insomma la visita a questa dimora lascia assolutamente soddisfatti e pieni di meraviglia. E gli amanti della fotografia apprenderanno con piacere che si possono fotografare liberamente gli interni. Così come in tutti gli altri castelli visitati! La grande gentilezza di curatori e curatrici, poi, sempre pronti a dare spiegazioni e informazioni, ha reso la visita ancor più piacevole!
All’uscita dal castello vediamo con gioia che il match “sole vs. nuvole” e’ stato vinto dal sole. Decisamente una buona notizia, dato che ci aspetta la visita ad uno dei santuari più belli della valle: il Santuario di San Romedio, vicino al paese di Sanzeno.
La strada che conduce a questo luogo di culto è incredibilmente bella, attraversa una sorta di canyon alla fine del quale, incastonato in una roccia, si trova il santuario. Peccato che, nel periodo invernale non sia aperta la passeggiata panoramica, di cui ho visto solo le immagini. Ma anche l’arrivo in auto è molto scenografico!

Il santuario lo raggiungiamo comunque a piedi, salendo diversi scalini e, durante il tragitto, ogni tanto lo possiamo scorgere tra gli alberi, fino a quando ci compare davanti in tutta la sua magnificenza.

Un luogo isolato, pieno di silenzio e pace, rigenerante e, a mio parere, oltre il tempo e lo spazio. Forse questa sensazione deriva dal fatto che, al contrario dei vari eremi visitati in passato, qui troviamo poche persone, tutte molto silenziose e rispettose.
Bellissima l’ascesa alla chiesa: infatti il santuario si sviluppa in verticale, percorrendo una gradinata sulla quale si affacciano numerosi ex- voto. È una vera e propria via crucis, che termina di fronte ad un crocifisso e all’ingresso dell’ultima cappella.

Prima di proseguire verso Cles, per una breve sosta-panino con passeggiata, ci fermiamo anche a visitare la Basilica dei SS. Martiri a Sanzeno, costruita sulla cripta nella quale furono rinvenute le reliquie dei Santi Martiri. La Val di Non è davvero stupenda. Con il sole splendente, poi, è un gioiello!

Il nostro itinerario di visita ci porta, ora, all’Altopiano del Pinè: non per sciare, ma per andare a Miola, una piccola frazione vicino Baslega di Pinè, che nel periodo natalizio si trasforma nel “Paese dei Presepi”. Una vera cartolina!
Miola di Pinè è, a voler essere parchi, splendida: un caratteristico borgo in pietra, dove gli abitanti, ogni anno, allestiscono dei presepi lungo le vie, nelle legnaie, nelle grotte, nei piccoli anfratti.

La pro-loco organizza una sorta di “caccia al presepe”, versione natalizia della caccia al tesoro, per la delizia dei bambini che scorrazzano allegramente attraverso i vicoli e dei genitori, che si ristorano al piccolo Mercatino di Natale con vin brule’ e cioccolata calda.

Una vera pacchia, onestamente. Oltre alla bellezza dei presepi, abbiamo apprezzato molto la semplicità di questa manifestazione nel suo insieme, piccola, molto ben fatta, senza manie di grandezza a rovinare l’effetto finale. Peccato essere arrivati tardi per fare un giro in calesse!
E’ ora di rientrare al residence, la stanchezza si sta facendo sentire e domani, ultimo giorno del 2011, ci aspetta una giornata pienissima!

∞♦∞

Eccoci pronti a partire per questa giornata ricca di visite, accompagnati da un tempo splendido! Il percorso verso Stenico è meraviglioso, in particolare nel tratto in cui si passa da Sarche, dove c’e’ il Lago di Toblino, su cui sorge l’omonimo castello. Una perla in mezzo a un lago, scenario di numerose fiction e film.

Peccato che non sia visitabile! Ho desiderato entrare in questo castello fin da bambina, ma è ormai stato adibito a ristorante e, nonostante i numerosi tentativi di mettermi in contatto con i proprietari, per richiedere una visita, non ho ottenuto nessuna risposta.

Dalla strada panoramica verso Stenico, poi, si possono ammirare lago e castello in tutta la loro bellezza.
Diciamo che la visita a Castel Stenico scaccia in parte l’amarezza che mi è rimasta per non aver potuto mettere nemmeno un “piedino”, dentro le mura di Castel Toblino.

Questa splendida fortificazione domina l’altura su cui sorge e, gli interni, sono quelli di una residenza nobiliare, ricchi di stanze, arredi, decorazioni, grazie all’intervento dei principi-vescovi. Gli affacci sulla valle circostante rendono lo scenario ancor più gradevole. Ci prendiamo tutto il tempo necessario per visitare il castello e per lasciarci guidare dai curatori, prima di riprendere l’auto e dirigerci verso Drena.

Passiamo dal Lago di Cavedine, particolare perché anche in inverno gela raramente. Attraversiamo la zona delle Marocche, un paesaggio unico in questo contesto, un vero e proprio museo naturale, creato da formazioni rocciose.

Una piccola strada ci porta verso Castel Drena. Un castello tipicamente medievale, una vera e propria rocca da visitare non per gli interni, in realtà non c’è nulla a livello di arredamento, quanto per la struttura nel suo insieme. Le mura, gli esterni e la bellissima torre, costituiscono un egregio esempio di riqualificazione. Il gentilissimo curatore ci accompagna personalmente in visita alla torre, permettendoci di ammirare il panorama mozzafiato sul lago, sulle Marocche e su Drena.

Ripartiamo alla volta di Tenno, un piccolo paese vicino Riva del Garda. È bellissimo passeggiare per il borgo medievale di Frapporta, sul quale domina la mole del Castello di Tenno!

Ma, ancor di più, ci innamoriamo dell piccolo agglomerato di Canale di Tenno, meritatamente iscritto tra “I Borghi più belli d’Italia”. Un sogno! Un paesetto delle fiabe, dove si possono trovare artigiani locali che espongono le loro creazioni in botteghe ricavate in cantine e grotte. Vicoli deliziosi in cui passeggiare e perdersi, dimenticando l’orologio… a meno che, come nel nostro caso, il programma della giornata non sia ancora terminato e le ore di luce a disposizione, siano molto poche.

Ci rimettiamo in marcia per raggiungere la Valle di Ledro dove, sull’omonimo lago, sorgono varie località ideali per una tranquilla passeggiata e qualche foto.

Prima di tutto, vogliamo vedere con i nostri occhi le palafitte di Molina di Ledro. Una vera curiosità, dato che abbiamo ammirato questo tipo di costruzione solo sui libri di storia!

Proseguiamo, poi, per Pieve di Ledro, piccolo centro sul lago e per Bezzecca, dove si fermò anche Garibaldi: lui pensava a “fare l’Italia”, noi a berci una meritata cioccolata in tazza.

La giornata e l’anno stanno ormai volgendo al termine. Decidiamo quindi di rientrare, ceniamo in appartamento, stanchi morti per la giornata, ma molto soddisfatti per le visite e per le splendide persone incontrate.
Nonostante i numerosi eventi organizzati per il capodanno, riusciamo giusto a stappare una bottiglia di spumante anticipata: e chi ci arriva alle 24? Vabbe’, non importa. Questo è un viaggio, non una vacanza e viaggiare comporta anche ritmi serrati che ti stancano, ma ti appagano. Bene, auguro a me e a mio marito di poter continuare a viaggiare per tutta la vita!

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Anno nuovo…vita uguale al giorno prima. Levataccia a scopo visite intense!
Partiamo di buon’ora alla volta di Bleggio Superiore, un bel paesino dove, alle 9 del mattino, ci fermiamo a fare colazione al “Bar degli Alpini”, circondati da nonnetti che si riscaldano a suon di grappini! Che ganzi!
Per digerire il grappino altrui, facciamo una breve visita alla bella parrocchiale. Ne approfittiamo anche per goderci lo spettacolare panorama sulla valle.
Bleggio è un ottimo punto di partenza per la visita dei due borghi di Rango e Balbido….a meno che non si decida di fermarsi con gli alpini, a stordirsi di grappa!
Rango e’ veramente una visione! Come nel caso di Canale di Tenno, merita in pieno l’iscrizione a “I Borghi più belli d’Italia”. Un agglomerato di stradine e passaggi coperti, con una piazzetta sulla quale dominano un antico abbeveratoio e tante splendide costruzioni. Le decorazioni delle persone che vi vivono, rendono tutto ancora più piacevole. A mezzo chilometro dal paese, sorge un centro ancor più piccolo ma notevole: Balbido, il paese dipinto, così definito perché i muri delle abitazioni sono caratterizzati da affreschi che narrano storie di montagna e leggende della zona.

Ripartiamo alla volta di San Lorenzo in Banale, dove ci concediamo una pausa panino e una passeggiata tranquilla per le vie del piccolo centro, prima di proseguire per Molveno.Il lago col sole è incredibilmente bello, la stessa cittadina è incantevole, con il presepe mobile, le bancarelle del mercatino di Natale, i vicoletti e le piazzette ben tenute. Ci fermiamo più che volentieri (al contrario di Andalo, dove facciamo una toccata e fuga): è piacevole passeggiare in questo centro, con poco caos, poco traffico, tanta tranquillità.

Dato che l’esperienza ad Andalo è stata breve (decisamente troppo caotica per noi), decidiamo di tornare a Levico Terme, per una passeggiata ai mercatini che, annualmente, si tengono nel Parco Secolare degli Asburgo. Sempre molto bello e ben curato anche il centro storico, con la sua atmosfera festosa e gradevole. Molto imperiale, ecco la parola adatta. Decisamente buona l’idea di ritornare qui!
Rientriamo al residence per preparare i bagagli: domani, purtroppo si parte, che peccato! Fortunatamente, prima di andarcene, dedicheremo la mattinata alla visita dell’ultimo castello del mio pazzo programma: Castel Beseno.

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L‘ultimo giorno in Trentino ci saluta con un’alba mozzafiato…e il resto della mattinata con un tempo uggioso. Peccato.
Castel Beseno sorge su un’altura che domina la valle di Trento. Il panorama da qui è sensazionale: figuriamoci cosa sarebbe col sole pieno!
Il castello è un fortilizio ampio e ben ristrutturato, non bisogna aspettarsi lo stile dei castelli precedenti, vere e proprie residenze nobiliari. Castel Beseno ha tutto l’aspetto del castello difensivo, è una rocca a tutti gli effetti.
Bella la passeggiata lungo le mura, interessante la struttura e la ricostruzione dei vari spazi. Il campo dei tornei, vicino alla porta di ingresso, poi, e’ meraviglioso ed imponente: possiamo solo immaginare lo splendore a cui viene riportato durante le rievocazioni storiche!
Ora, purtroppo, è arrivato il momento di tornare a casa. Il Trentino e la sua gente ci resteranno nel cuore. Questi cinque giorni saranno sempre un ricordo splendido.
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Consigli utili
-Una sfida all’ultimo grappino con gli Alpini…del tipo “Man Vs Alpini”. Un’esperienza unica che, magari non vi resterà nella mente, ma vi scalderà di certo!
-Per tutti quelli che odiano l’Ikea: se volete visitare le “Quattro sedi del Buonconsiglio”, vi consiglio di portare con voi la Card Ikea e di scrivere due righe di ringraziamento al Sig. Ikea in persona, per l’ ottimo sconto ottenuto. Vedi a volte questi svedesi…
-OCCHIO ai lastroni di ghiaccio che si formano nelle zone d’ombra. E ho detto tutto.
Claudia B.
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Nota: ho scritto il racconto di questo capodanno, trascorso in Trentino, nel 2012 pubblicandolo, a suo tempo, su PaesiOnLine.
L’ho ripreso e sistemato, dato che parla della nostra esperienza, del nostro vissuto, del nostro viaggio. Ma l’ho ripreso soprattutto perché sapevo di aver descritto quei momenti in un modo in cui, ora, non sarei più in grado di fare. Perché di esperienze di viaggio, sarebbe meglio scrivere una sola volta: quella successiva rischia, altrimenti, di essere un surrogato della prima stesura.

4 Commenti

  1. Bello, bello, bello! Ma, secondo me, è un altro il blog che devi aprire: quello sulle divergenze tra Marte e Venere, soprattutto se in viaggio. Mi fai (fate) morire e adoro il tuo modo di prendere in giro il maritino e le sue reazioni al maschile… Mi ricordano quelle del mio 😀 In effetti, quando voglio impedire a me stessa di lanciargli un ferro da stiro, la butto sulla comicità. Pare che funzioni, no? 😉

    1. Potrei pensare ad un nuovo progetto per un blog del genere sai? Avrei tanti di quegli aneddoti e “consigli” da dare, che magari avrei pure successo!
      Ma la domanda che nasce spontanea è: ma questi omini, li hanno fatti con lo stampino? Cioè tipo formella del panettone, solo che ne sono poi stati cambiati i tratti (in fondo anche i panettoni sono di vario tipo)?
      Perché la comicità funziona, meglio ancora il pensiero di salvare il ferro da stiro, eppure sembra che tutte noi dolcissime donzelle dobbiamo affrontare gli stessi problemi! Qualcosa non ha funzionato nel forno…
      Voglio aggiungere che, sul serio, queste cose accadono nel nostro duo: non è che invento la scena. Forse dalle mie parole si riesce anche ad intuire le espressioni di entrambi 🙂
      Roberta resistiamo?!
      Claudia B.

      1. Ahahaha! Dai, per ora possiamo pure resistere. Basta che non invecchiamo prima, con loro che invece mostrano la pelle tonica e 0 occhiaie, visti i pesi psicologici che gravano sui cervelli femminili… 😀

        1. Se tu vedessi il mio viso in questo periodo Roberta, capiresti che non ho possibilità di successo e resistenza. Sono grigia con occhiaie profonde, pelle tirata e capelli dritti. Causa blog in restauro.
          E marito da perseguitare per la prenotazione del volo (tra gennaio e febbraio, ma io devo iniziare prima l’opera di convincimento).
          Mi chiedo come fanno a sopravvivere questi nostri poveri cervelli perennemente sotto sforzo 😉
          Claudia B.

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