Diario di viaggio in Spagna: itinerario di dieci giorni

Nel nostro duo in giro per il mondo, c’è una passione di base per la Spagna. Ne abbiamo visitato le isole, e l’ho raccontato in un paio di resoconti di viaggio; amiamo follemente Barcellona, dove siamo stati più di una volta; ma non ci siamo nemmeno fatti mancare, nel lontano 2007, un viaggio itinerante di 13 giorni

Non c’e’ nulla da fare, quando si parla di Spagna, per noi si parla di “casa”. E come potrebbe essere diversamente, vista la bellezza infinita di ciò che questo paese ha da offrire e della sempre famigliare accoglienza del suo popolo?
Il viaggio del 2007 è stato un misto di perfezione e disperazione. Lo so, è un accostamento un pò singolare, ma non saprei come altro descrivere un viaggio bellissimo ed una compagnia speciale, uniti a seri problemi con l’accompagnatrice, che ci hanno persino portato ad ottenere un rimborso da parte del Tour Operator.
Diciamo che, tolta quest’ultima parte stile “Psycho”, ciò che è rimasto nei nostri ricordi, di quell’estate 2007, è pura gioia visiva e dei sensi.
Abbiamo fatto il viaggio completamente in pullman, perché era la soluzione che ci avrebbe permesso di fermarci non tanto a Nizza ed Avignone, dove abbiamo fatto una gradita, seppur breve passeggiata, quanto a Figueres, per visitare l’utopistico Teatre-Museu Dalì.
Io amo Salvador Dalì, c’è qualcosa nei suoi baffi che mi ricorda la mia pazzia! Scherzo, è veramente una passione nata ai tempi della scuola, così come per Antonio Gaudì, che venero. 
Dalì è stato un eccellente artista a tutto tondo, non c’e’ campo di cui non si sia occupato con risultati eccelsi. E, una delle sue prime esposizioni, fu ospitata proprio in questo edificio, che era il teatro cittadino.
Quando la struttura andò distrutta, in seguito ai bombardamenti subiti durante la guerra civile, Dalì e il sindaco di Figueres la fecero ristrutturare per renderla un museo dedicato all’illustre artista che, tra le altre cose, è anche sepolto all’interno.

La visita guidata è veramente ben fatta ed interessante, oltretutto siamo solo quindici persone, visto che il resto del gruppo lo incontreremo direttamente a Barcellona, perciò questa giornata è una vera chicca. Possiamo completamente goderci le folli opere del Maestro, che fanno parte della sua collezione privata, accompagnate da aneddoti sulla sua vita e sulla sua arte.

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E, quando si parla di Spagna, è difficile non parlare di Barcellona.
A quel punto il duo Claudia B.-Daniele L. “sbrodola” di infinito amore (termine tecnico romagnolo, che indica una gioia data dal puro orgoglio verso qualcuno/ qualcosa).
Un amore nato nel 2002, durante il nostro primo viaggio, una crociera nel Mediterraneo Occidentale: in quell’occasione abbiamo visto molto poco della capitale catalana, ma tanto è bastato per farci innamorare perdutamente.
Tanto da farcela scegliere come meta del Capodanno 2005-06 e tanto da farci fare salti di estrema gioia, quando abbiamo scoperto che, il nostro tour on-the-road, avrebbe incluso una sosta qui. 
Abbiamo, quindi, boicottato il resto del gruppo e la visita guidata, per dedicarci a quelle parti della città che non avevamo avuto modo di vedere prima come, ad esempio, il quartiere di Pedralbes, zona molto decentrata della città, ma assolutamente affascinante. 
Non essendo troppo lontano dal nostro hotel, lo raggiungiamo a piedi e iniziamo a percorrere il lungo viale residenziale, che ci porta fino allo splendido Monastero Reale di Santa Maria di Pedralbes. Una struttura in stile gotico catalano, che si può visitare in ogni sua parte, perdendosi in una sensazione di medievale irrealtà, data dagli edifici perfettamente conservati, dal pavimento acciottolato ma, soprattutto, dalla posizione all’interno di un quartiere che, vi assicuro, sembra non fare nemmeno parte del tessuto urbano di Barcellona.
Si potrebbe essere in un qualunque borgo di campagna, ma non nella vivace capitale che tutti conosciamo.

Ma, il quartiere di Pedralbes, racchiude altri due imperdibili siti di grande interesse: i Padiglioni di Finca Guell, con la spettacolare Porta del Drago, prima opera commissionata da Eusebi Guell ad Antonio Gaudì (e chi ama l’architetto catalano sa che questo rapporto lavorativo e di amicizia fu produttivo e duraturo); e il Palacio Real de Pedralbes, con i rigogliosi giardini, all’interno del quale c’è una mostra di arti decorative.

Terminate le visite prendiamo la metropolitana per dirigerci verso il centro della città, con l’idea di visitare la Basilica di Santa Maria del Mar.

E’ incredibile ma, durante i precedenti viaggi, abbiamo sempre visitato la Cattedrale di Sant’Eulalia, ma mai questo imponente gioiello del gotico catalano. Un’emozione pura. La luce che filtra dalle vetrate istoriate, crea una sorta di alone mistico di grande impatto.

Nel pomeriggio prosegue il nostro pellegrinaggio alla scoperta delle opere di Gaudì: se precedentemente abbiamo avuto modo di visitare Casa Milà, la Sagrada Familia, Parco Guell, i lampioni di Placa Reial, questa volta tocca a Casa Batllò o casa delle ossa, che l’Unesco ha dichiarato “Patrimonio dell’Umanità” (e vorrei pure vedere!).

La ristrutturazione di questo edificio, fu commissionata a Gaudì nel 1904 da Josep Batllò e, tre anni dopo, l’architetto consegnò un palazzo sensazionale, che ricordava un pittoresco e coloratissimo rettile (da cui il soprannome casa delle ossa). Muniti di audio-guida e con lo stupore continuo che segue i nostri passi, trascorriamo un paio d’ore di pura irrealtà.

Il resto del pomeriggio ci trasciniamo allegramente tra il Barrio Gotico, ameno quartiere medievale della città, e le Ramblas dove assistiamo ai divertenti spettacoli degli artisti di strada.
In serata, dopo una toccata e fuga in hotel, andiamo a cena fuori con alcuni compagni di viaggio, in un delizioso ristorantino di Placa Reial, che abbiamo scoperto durante il Capodanno passato qui. Paella, sangria e crema catalana da sballo, accompagnano risate e tanta allegria.

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Partiamo alla volta di Saragozza, bella città che sorge sul fiume Ebro.

Fiore all’occhiello del centro storico, è la Basilica di Nostra Signora del Pilar, imponente edificio barocco dedicato alla Vergine Maria: una piccola statua lignea della Madonna, riccamente vestita e posata su una colonna (pilar) in alabastro.
La Basilica, che è la più antica chiesa cristiana dedicata a Maria, sorge sulla monumentale Plaza del Pilar, su cui si trova anche la Catedral de la Seo.
Raggiungiamo Madrid nel tardo pomeriggio e, dopo una cena a base di tapas, usciamo in ricognizione. Madrid è una capitale elegante, monumentale ed estremamente a misura d’uomo. Nella sua versione notturna è di grande impatto, con le luci che esaltano l’imponenza dei suoi monumenti.

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Ma, durante il giorno, vi garantisco che il fascino resta tale. Ogni viale, ogni edificio, ogni piazza, trasuda regalità, persino la stazione Atocha è un luogo da visitare per la sua bellezza!

Trascorriamo il nostro tempo visitando le piazze principali della città: Puerta del Sol, Plaza Major, Plaza de Cibeles, Plaza de Espana, Plaza de Oriente, Plaza de Colon, Plaza de Santa Ana, Plaza de la Villa, sono tutte dei salotti sontuosi e centri pulsanti della città.

Oltretutto raggiungere l’una e l’altra, percorrendo gli ampi ed eleganti viali, come ad esempio la Gran Via, o i vicoli più nascosti, che ti catapultano dalla capitale al borgo, permette di immergersi completamente nella città di Madrid.

Ma non perdiamo nemmeno gli interni del Palacio Real, della Cattedrale dell’Almudena, del Museo del Prado, o una visita al Parco del Retiro, con il suo famoso laghetto su cui si affaccia il monumento ad Alfonso XII.

Così come non manchiamo di fare una sosta fotografica al Tempio di Debod del II secolo a.C., donato dall’Egitto alla Spagna, in occasione dell’intervento da parte di quest’ultima nel salvataggio dei templi di Abu Simbel.
Insomma, nonostante il poco tempo a disposizione, sfruttiamo ogni singolo istante per approfondire la conoscenza con questa bellissima capitale.

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E’ la volta di Toledo, una vera e propria città-museo, il cui panorama può, già da solo, uccidere per la grandiosa bellezza.

Passeggiando per i meravigliosi vicoli lastricati, si incontrano edifici come l’imperdibile Cattedrale di Santa Maria di Toledo, un vero capolavoro del gotico. Ci lasciamo rapire dalla lunga visita guidata, in questa fucina di opere d’arte. 
Ma la successione di architetture degne di nota è continua, bisognerebbe fermarsi in città per almeno due giorni e ancora non si potrebbe dire di aver visto tutto.
Noi, invece, ci dirigiamo verso la Chiesa di Santo Tomè, per ammirare l’olio su tela di El Greco, “La sepoltura del conte di Orgaz”, l’opera più celebre del pittore.
Toledo è nota per la produzione di spade e acciaio, secondo le tecniche importate dagli arabi, ci fermiamo quindi in una fabbrica, per osservare le varie fasi della lavorazione.

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A mio avviso, tre delle cittadine più belle in assoluto, viste durante questo viaggio, sono Còrdoba, Siviglia e Granada che raggiungiamo nei giorni successivi.

Tutte e tre facenti parte della comunità autonoma dell’Andalusia, rappresentano veramente un’Eccellenza. 
Qui si respira al massimo livello la passata colonizzazione arabo-islamica, ci sono momenti in cui si ha la sensazione di essere completamente usciti dalla Spagna: basti pensare ad edifici come la Mezquita Catedràl, antica moschea di Còrdoba trasformata in cattedrale cattolica; l’Alhambra di Granada, imponente cittadella che aveva al suo interno palazzi, moschea, scuole, negozi; la Giralda di Siviglia, la torre campanaria della cattedrale, che è un antico minareto; i palazzi dell’Alcàzar, spettacolari fortezze arabe; la Casa de Pilatos, palazzo che include elementi mudejàr e rinascimentali. 
Ho amato il fatto che si passeggia per i centri storici passando, quasi senza rendersene conto, da piazze lastricate con edifici dalle caratteristiche architettoniche legate al nostro stile gotico, barocco e rinascimentale, a vicoletti acciottolati con muri in calce bianca e piccoli patii nascosti, con tanti fiori e fontanelle, tipici dell’architettura araba.
In un attimo si viene catapultati da una cultura ad un’altra, basta un semplice passo! E’ un connubio strepitoso, affascinante, che rende questi tre centri un vero simbolo di coesione e meravigliosa convivenza fra culture.
Se a tutto quanto appena elencato, aggiungiamo una gita in barca sul fiume Guadalquivir a Siviglia, uno spettacolo di flamenco nel quartiere Albaicin di Granada, con una spettacolare vista sulla Sierra Nevada, serate passate in piacevole compagnia nei locali di Còrdoba o cenando a base di paella, posso dire che, questa parte del viaggio, è stata indimenticabile.

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Ultima città che visitiamo, prima di tornare a Barcellona, dove il gruppo si dividerà, è Valencia, nella quale facciamo un giro panoramico pre-serale alla Città delle Arti e delle Scienze, progettata dagli architetti Calatrava e Candela.
Ma devo ammettere che apprezziamo molto di più la visita guidata del giorno successivo, nel monumentale centro storico.

Partiamo dalla Cattedrale di Santa Maria, costruita sull’antica Moschea, in stile gotico valenzano, nella quale si dice che sia custodito il vero Sacro Graal, visibile all’interno della cappella del Santo Calìz.
Noi saliamo sul Micalet, la torre campanaria, da cui si può ammirare uno strepitoso panorama sulla città.

Proseguiamo con Placa dell’ Ajuntament, la Plaza de Toros, il Mercato Coperto, il meraviglioso edificio in stile tardo gotico della Lonja de la Seda, antico mercato della seta. Ed è molto piacevole anche percorrere i bei vicoli lastricati, dove si nascondono scorci molto caratteristici.

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Trascorriamo l’ultima serata a Barcellona: domani buona parte di questo splendido gruppo, partirà per l’Italia in aereo; i restanti 15, fra cui noi, salirà nuovamente in bus e, dopo una bella sosta ad Avignone, per la visita fin troppo breve del vivace centro storico, ed una notte a Nizza, raggiungerà l’Italia tra due giorni.
La Spagna è una terra che ha sempre grandi attrattive da offrire e persone meravigliose ad attenderti: non importa se si scelgono le isole o la terra ferma, fatto sta che sarà sempre come arrivare in una grande ed accogliente famiglia.
Non dimenticherò mai tutte le persone che ci hanno aiutato nella nostra esperienza di viaggiatori, rispondendo alle nostre domande, ai dubbi, offrendoci aiuto anche quando non eravamo direttamente noi a chiederlo.

E non dimenticherò mai le bellezze di questo Paese così ricco di contrasti, capaci di fondersi per ricreare architetture e città uniche nel loro genere. 
Ho ancora tanti, ma proprio tanti futuri progetti “viaggereschi” che includono la Spagna, che vanno dal Cammino di Santiago, alla zona delle Asturie e della Galizia, ad un approfondimento dell’Andalusia, al ritorno a Barcellona per vedere la Sagrada Familia “terminata” e Palau Guell riaperto, quindi è scontato dire che torneremo.

Anche perché sarebbe impossibile stare a lungo lontano da una famiglia così amorevole. Grazie terra di Spagna. Grazie popolo spagnolo.
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Consigli utili
-Dopo il quarto bicchiere di Sangria fermatevi. Sembra succo di frutta, ma non lo è.
-Imparate la regola principale per sopravvivere, quando non sapete dove pranzare: “Un bocadillo con jamòn Serrano y una cerveza a presiòn”.
-La storia della “siesta” pomeridiana non è una leggenda metropolitana. Se voi, viaggiatori incalliti, non riposate mai, sono cavoli vostri: potreste trovare chiusi anche alcuni luoghi che speravate di visitare. La soluzione? Oh suvvia, quella classica no? “Un bocadillo con jamòn Serrano y una cerveza a presiòn”.

Claudia B.

2 Commenti

  1. Che bello Claudia! Mi hai fatto rivivere le numerose ma non sufficienti vacanze in questa terra. Non sono d'accordo con te però per quanto riguarda Valencia. Ho visitato on maniera approfondita gli edifici progettati da Calatrava e dico che vale la pena trascorrere una giornata compresi l' acquario il museo delle scienze ed il cinema 3d da vedersi semisdraiati. Per il resto dico che in Spagna ci vorrei tornare. .. ciao Anna Maria

    1. Infatti con Valencia, così come Toledo, penso che sia stata impostata male la visita, purtroppo… E’ stato un viaggio un pò strano, con diverse problematiche, quindi non sempre siamo riusciti ad ottenerne il meglio. Forse, già allora, avrei dovuto capire e buttarmi nelle auto organizzazioni! E, devo dire, che le cittadine che “ci hanno rimesso di più”, sono state proprio Toledo e Valencia per la tipologia di visita, e Saragozza per il poco tempo a disposizione.
      Ma prima o poi le faccio come dico io!!!
      Claudia B.

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